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Un romanzo che, dopo una "frizzante" partenza, diventa un ostinato "oscillare" tra il ridondante ed il pleonastico.
Preferisco (di gran lunga) il Poeta Ceronetti. -
—
Jun 4, 2011 |
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Poesie (1980-1992) e altre poesie
Preferisco venire dal silenzio
per parlare. Preparare la parola
con cura, perché arrivi alla sua sponda
scivolando sommessa come una barca,
mentre la scia del pensiero
ne disegna la curva.
La scrittura è una morte serena:
il mondo diventato luminoso si allarga
e brucia per sempre un suo angolo.
—- ... (continue)
Preferisco venire dal silenzio
per parlare. Preparare la parola
con cura, perché arrivi alla sua sponda
scivolando sommessa come una barca,
mentre la scia del pensiero
ne disegna la curva.
La scrittura è una morte serena:
il mondo diventato luminoso si allarga
e brucia per sempre un suo angolo.
—-
Il bosco dei miei pensieri è in fiamme.
Dopo lo spasimo della luce
la cenere ricopre di bende
la sera della terra.
C’è silenzio lungo le piste
che portano ai focolai spenti.
Ora bisognerà liberare il suolo,
curarlo, coltivarlo ed attendere
con affettuosa cautela nuove piante.
Ora si dovrà preparare un nuovo incendio.
—-
Io sono ciò che manca
dal mondo in cui vivo,
colui che tra tutti
non incontrerò mai.
Ruotando su me stesso ora coincido
con ciò che mi è sottratto.
Io sono la mia eclissi
la contumacia e la malinconia
l’oggetto geometrico
di cui per sempre dovrò fare a meno.
—-
Il mio cuore è scheggiato
scalfita
la superficie scintillante
e dura dello smalto, quel manto
freddo, metallizzato,
lucido, delicato prodotto
della verniciatura a fuoco.
Sto solo come un chiodo
insieme alla sua ombra.
Solo come un proiettile
che non fa in tempo
a proiettare ombra.
Filare sospeso a mezz’aria
sui 180 all’ora.
Passare sulle cose
sfiorandole,
toccandole appena,
ma già lontano,
già troppo lontano
per sentire il rumore che fanno
cadendo.
V. Magrelli Poesie (1980-1992)