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- Mancarsi (998)
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By Diego De Silva -
Reading since May 11, 2013
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- Urbuq. Bestiario portatile per giovani lettori (38)
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By Andrea Sottile -
Reading since Aug 2010
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- Sia fatta la tua volontà (221)
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By Stefano Baldi -
Finished in May 2013 




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- Lu campo di girasoli (169)
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By Andrej Longo -
Finished on May 10, 2013 




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Mi sono avvicinata con sospetto a questo testo. L’idea che la lingua fosse un prodotto bastardo di più idiomi meridionali non mi rassicurava. Poi, ho scoperto che molte di quelle parole sono in uso nella zona in cui risiedo, il Basso Salento, dove il griko e l’arbereshe non sono solo una simpatica a ... (
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May 12, 2013 |
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- Con la testa e con il cuore si va ovunque (27)
- La storia della mia nuova vita
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By Giusy Versace -
Finished on May 8, 2013 




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Con la testa e con il cuore si va ovunque
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E’ una storia con un valore aggiunto. Il bisogno della Versace di mettere nero su bianco la sua storia, riportando con dovizia di particolari ogni step della sua dolorosa e terribile storia è un utile raccolta di spunti, pensieri e speranze. Non solo per chi come lei vive un’esperienza che divide co ... (
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May 8, 2013 |
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- L'amore quando tutto crolla (5)
- Campione gratuito
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By Giulia Ottaviano -
Finished in Mar 2013 




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Nella Grande Città, fra la gente cosidetta “bene”, con molti soldi e pochi problemi, la giovane Eugenia vive un’esistenza senza stimoli, vuota quasi quanto la sua testa. Ogni giorno, “una giornata di nulla” (Pz. 339), in cui si fa finta “che è bellissimo vivere con una giornata intera davanti” (Pz. ... (
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Mar 21, 2013 |
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- Apnea (146)
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By Lorenzo Amurri -
Finished on Mar 22, 2013 




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Un inizio in salita…che fatica quelle pagine ed, a dispetto di quello che si può pensare, non per l’argomento trattato, ma quanto per la scrittura. Comprendo la difficoltà nel registrare un ricordo, spesso frammentario e confuso. Troppo triste e forte l’emozione, troppo complicato il vissuto da rapp ... (
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Mar 23, 2013 |
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- Un attimo, un mattino (316)
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By Sarah Rayner -
Finished on Feb 28, 2013 




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Mi scuserà la Rayner, ma io davvero non c’ho trovato nulla. Lo spunto era interessante: un episodio come una morte improvvisa in un giorno , in un treno affollato. Uno di quegli episodi infausti, non violenti, senza una ragione precisa che cambiano irrimediabilmente la vita delle persone, lasciando ... (
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Mar 20, 2013 |
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- Il corpo umano (1460)
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By Paolo Giordano -
Finished in Jan 2013 




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Giordano potrebbe essere un uomo triste o forse no. Ma sa parlare di tristezza. Un sentimento che ti può condizionare l’intera esistenza e renderla un inferno, oppure farti scoprire la giusta chiave per trovarne un’altra da vivere. Analizzando la vicenda e la scrittura, fanno pensare a qualcosa di g ... (
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Jan 22, 2013 |
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- Con te fino alla fine del mondo (715)
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By Nicolas Barreau -
Finished in Dec 2012 




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Con te fino alla fine del mondo




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Nicolas Barreau, un francese che scrive di Parigi. Bella letteratura e piacevole lettura. Il primo capitolo racconta di una lettera d’amore e di un sogno sentimentale trasformato in un incubo. Una storia adolescenziale mielosa e romantica al punto giusto, diventa rosso fuoco sul viso e disordine int ... (
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Dec 20, 2012 |
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- Alzando da terra il sole (74)
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By AA.VV. -
Finished in Nov 2012 




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Ci sono degli eventi, degli accadimenti che ci rendono vulnerabili, consapevoli della nostra incapacità di reazione. Perdere la casa, il lavoro, la famiglia, gli amici, le consuetudini. Perdere la vita così come noi la vivevamo. Perdere il filo dei nostri sogni, vedere vanificare i nostri sforzi per ... (
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Nov 7, 2012 |
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- La collina del vento (775)
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By Carmine Abate -
Finished in Sep 2012 




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Carmine Abate ha scritto un bel romanzo. Una storia familiare che prende respiro e si dipana su diverse generazioni, legate da un amore viscerale per la propria terra. No, non si tratta della “roba” di novelle rusticane di Verga, per capirsi. E’ il raggiungimento di uno status che non ha che fare co ... (
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Sep 26, 2012 |
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- La donna dei fiori di carta (1082)
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By Donato Carrisi -
Finished in Sep 2012 




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E non cominciate a dire che, dato che il Carrisi è conterraneo, userò lodi sperticate. Macchè;) Sarò obiettiva, come sempre. Anzi, mi sono preoccupata che non fosse uno dei figli di Albano che, invece di curare le tenute agricole di famiglia (che oltre tutto producono un discreto output da vitigno n ... (
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Sep 17, 2012 |
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- Più alto del mare (375)
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By Francesca Melandri -
Finished in Sep 2012 




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Sono rimasta colpita dall’argomento trattato e dalla capacità di affrontarlo con serietà e aderenza alla realtà. Non è facile parlare di anni di piombo, lotta armata e detenzione. Quanto sangue versato nel nome di una rivoluzione che è solo una parola e quanto dolore… “quando alla parola corrisponde ... (
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Sep 12, 2012 |
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- L'incontro (1046)
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By Michela Murgia -
Finished in Sep 2012 




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Michela Murgia racconta una Sardegna, senza utilizzare il dialetto. Non ha bisogno di nuraghi, di cognomi con la “u” finali o di specifiche figure legate geograficamente al territorio. Si limita a raccontare una provincia italiana nel periodo della depressione economica e della necessaria ricerca di ... (
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Sep 7, 2012 |
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Sia fatta la tua volontà
La declinazione del dolore. Tutte lo scibile sulla paura, la rabbia e l’impotenza. Una composizione illuminante e drammatica. Una visione impietosa, cruda e verace. Alcune pagine non lasciano scampo e strappano sospiri e lacrime, per chi ha desiderio di versarle. Gli uomini possono essere nobili ess ... (continue)
La declinazione del dolore. Tutte lo scibile sulla paura, la rabbia e l’impotenza. Una composizione illuminante e drammatica. Una visione impietosa, cruda e verace. Alcune pagine non lasciano scampo e strappano sospiri e lacrime, per chi ha desiderio di versarle. Gli uomini possono essere nobili esseri e bestie sanguinarie. Luca Lazzarini, detto Lazzaro (e mai soprannome fu più azzeccato) è uno sfigato. Senza niente che illumini la sua vita perché è lui il primo che non vede luce in sé e non riconosce il germe dell’immenso patrimonio di bene e esperienza che c’è in ogni essere umano. Non ha nulla da raccontare perché non legge in sé stesso e negli altri ciò che è evidente: si è quello che si vuole essere e non si è quello che si possiede, ma ciò che si riesce a donare. Lazzaro è una “comparsa senza la minima nota nei titoli di coda” (Pz. 28), quel ragazzo 14enne che collezionava figurine dei calciatori e per cui “malizia ed arroganza erano solo nomi di deodoranti” (Pz. 58), figlio di Maddalena (non la famosa Magdala, la più discussa delle tre Maria, ma un paese della Bassa), fratello di Giorgio, “un pachiderma da tenere al guinzaglio” per fare i due fratellini “scemo e più scemo” e compiere così “un gesto da buon samaritano, valido per la sua tessera di punti Paradiso” (Pz. 259). Lazzaro vive una solitudine senza illusioni e l’acqua della doccia che è sempre troppo calda o troppo fredda misura “l’equilibrio molto difficile da raggiungere e mantenere. Splendida metafora della vita”. (Pz. 304) Trascorre “serate ignoranti” (Pz. 701) che non sono malvagie. Si parla del nulla e non c’era l’obbligo di conoscere nessuno, perché a lui di “inchiodare una ragazza (farle il filo e portarla a letto) neanche a parlarne. Lazzaro non ha la “cartola”, parola intraducibile della Bassa che indica il fascino, anzi di più, “il sugo fatto con tutti gli ingredienti dell’appetibilità”. (Pz. 726) La teoria “lazzariana” parla di un grande spartito (Pz. 1186) con note che formano armonie o dissonanze. Le note sono le persone ed alcuni sono “do”, note senza verve senza fantasia ed alcuni “la” e “si”. Alcune con fortuna ed impegno riescono a diventare “la”…altre precipitavano diventando “do”. Altre ancora rimanevano anonimi “do” per tutta la vita, con grandi complessi d’inferiorità confrontandosi con i “si” con mani bucate e SUV da guidare. Interessante teoria. Il suo organismo, però, quello Lazzaro lo ritiene una macchina perfetta, “una Mercedes intrappolata nella carrozzeria di una Centoventisette” (Pz. 1873). La paura e la consapevolezza che qualcosa nel suo stato di salute non va lo rendono improvvisamente “piccolo e vuoto” e “La speranza è il desiderio che le cose vadano meglio, è la mappa dell’isola del tesoro”. Lazzaro non vuole che il videoregistratore vada avanti veloce, ma, al contrario, riportare indietro il nastro, dove non c’erano dubbi e paure. (Pz. 2252) Idea: e se fosse fuggito, la malattia lo avrebbe localizzato comunque?” (Pz. 2261) Al dubbio, segue l’incredulità: il protagonista potrebbe uscire di scena…”machesprecosarebbe” (Pz. 2267) Luca Lazzarini, detto Lazzaro, prende consapevolezza di come tutto può finire “perché tutte le persone, tutte le semirette, in realtà sono da sempre dei segmenti. Senza la consapevolezza di esserlo.” Si vive senza sapere quando avverrà la fine ed è un bene e quando, se succede, si prende conoscenza dell’eventualità di un punto di fine, le priorità cambiano e l’esistenza assume un altro sapore. Lazzaro scrive sms ai suoi amici, ormai caduti come foglie secche d’autunno, e per caso s’accorge che nel testo la sequenza 2272 che corrisponde alla parola "casa", a causa del sistema facilitato T9, può essere sostituita con il lemma “bara”. “E qualcuno lo aveva già previsto.” (Pz. 2861)
Come Paolo sulla strada per Damasco, Lazzaro trova una nuova storia da raccontare. Don Edoardo risulta un ottimo compagno di conversazione e riesce ad interpretare le sue paure, rispettando la sua pena ed il suo bisogno di capire. “Dio ci vede meglio di noi, da lassù dove lui abita. Non ha gli ostacoli e le miopie che abbiamo noi, e riesce a guardare molto più lontano.” (Pz. 3055) …”I grandi uomini, i professionisti, quelli di successo, di fronte a cose come questa (malattia e dolore) cominciano a piangere come bambini.” Pz. (3864) Lazzaro, invece, vede espandere “al massimo la sua sensibilità.” (Pz. 3889) Quella sensibilità che gli consente di regalare una possibilità ad Irina/Anna. Il personaggio femminile in questione è un lenzuolo funebre, un lavacro di sangue e sudore, una pupazza con due occhi azzurri di paura e silenzi obbligati. Diventa per Lazzaro strumento di riscatto e motivo di speranza. Sognata, avvicinata e salvata: Lazzaro lo sfigato, da mezzo moribondo riesce in ciò che da sano ed operativo non avrebbe sognato di fare, con un coraggio degno di un guerriero senza macchia e senza paura: da Lazzaro a Buon Samaritano. Luca Lazzarini ha una nuova tesi da esprimere: se il sistema “malattia” era stato stimolo e monito per lui poteva funzionare anche per gli altri. Si potevano “fare dei corsi di confidenza con la morte. Degli assaggini, in cui le persone fossero poste di fronte alla concreta possibilità di morire. Una regolatina al sistema dei valori, una rapida carrellata sul nulla è dovuto, nulla è scontato, nulla rimane sempre come tu te lo aspetti.” (Pz. 4755)
Nota finale con botta nello stomaco: cerco qualcosa sull’autore Stefano Baldi. Trovo due righe: “ è morto di tumore il 10 gennaio 2009, a trentaquattro anni.” E’ il suo primo ed ultimo romanzo, finito di scrivere a pochi giorni dalla sua scomparsa. Adesso comprendo come si possa scrivere dell’argomento con tale perizia e tale compenetrazione. Lazzaro è un personaggio scritto con grande spunto autobiografico e se anche Stefano non ha conosciuto una Irina/Anna ha creduto sino in fondo che nessuna vita è inutile se vissuta con amore.