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Di che giardino sei? Conoscersi attraverso un simbolo
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Da alcune note rimaste impigliate nella rete:
"Abbiamo nostalgia degli dèi e ci rifacciamo imitandone i siti": attraverso la ricomposizione delle immagini, dei ricordi, delle fantasie che costituiscono l’archetipo del nostro intimo giardino personale, ognuno di noi può imparare a conoscere più ... (continue ) -
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Jun 1, 2008 |
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Da La Stampa del 30.12.2006, articolo di Giovanna Zucconi.
"Produrre e consumare cultura è la principale occupazione degli europei, nessuno (sottolineiamo: nessuno) escluso. Ora che è stata pronunciata e dimostrata, dallo storico Donald Sassoon nel saggio The Culture of the Europeans, questa a ... (continue)
Da La Stampa del 30.12.2006, articolo di Giovanna Zucconi.
"Produrre e consumare cultura è la principale occupazione degli europei, nessuno (sottolineiamo: nessuno) escluso. Ora che è stata pronunciata e dimostrata, dallo storico Donald Sassoon nel saggio The Culture of the Europeans, questa appare come una verità lampante. È una questione di sguardo: il re è nudo, ma soltanto quando qualcuno lo dice."
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"«Mi hanno rimproverato di non avere scritto abbastanza di Proust. Ma qui non sono in gioco i valori artistici, né tantomeno i miei gusti personali: io sono uno storico, sarebbe come discutere se le crociate sono belle o brutte. La cultura alta è tale solo perché è così definita dall’élite che detiene appunto il privilegio della definizione. Oggi l’élite è più ampia e meno unita, per difendere i propri privilegi è tentata dal populismo. Ecco allora che c’è chi sostiene che le masse abbiano sempre ragione, dunque Barbara Cartland sia un genio, i Beatles meglio di Mozart, e Il Codice da Vinci un capolavoro. All’estremo opposto c’è chi, come Harold Bloom, stila elenchi della cultura “buona”: quella che piace a lui, e chi vuole appartenere all’élite si adegui»."
(...)
"Prodotti in serie, simili ma non identici al modello: il libri non sono mica come la Coca-Cola, con la sua formula immutabile. Anche per questo, secondo Sasson difficilmente arriveranno i cinesi: «L’egemonia è ancora americana, lì hanno tutto, da Pynchon a Dan Brown: come nei beni di consumo, chi è autosufficiente non importa. L’Italia non lo è, quindi importa e traduce moltissimo».
Ma davvero è così risolutivo che ci sia tanto di tutto? «Le gerarchie nei consumi ci saranno sempre, molti hanno un’utilitaria e pochi una Ferrari, molti leggono Harry Potter e pochi Proust. Però tutti possono farlo. Nel ’700 il viaggio in Italia era appannaggio dei nobili, nell’800 della borghesia, oggi anche gli operai vanno, magari a Rimini, ma vanno. E sono immensamente più colti dei loro bisnonni»."
(Versione integrale qui: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_artic… )