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Grazie per la visita. Buone letture!
Sarei curioso di sapere se poi hai apprezzato questo libro...
allora qualcuno che ha comprato questo libro di Marco Vichi c'è..ho letto il primo racconto e non è male..il secondo mi sembrava un tantino ripetitivo ma..il tuo commento mi ha incuriosito...mi sa che vado avanti..:-)
Piuttosto deludente
Forse anche per reazione alle attese suscitate da una critica che ha esaltato questo smilzo racconto - piccolo gioiello, lo definisce Fofi, addirittura "un capolavoro" decreta Fruttero - ho trovato piuttosto deludente questo testo. Non che non concordi appieno per quel che riguarda scrittura e stile ... (continue)
Forse anche per reazione alle attese suscitate da una critica che ha esaltato questo smilzo racconto - piccolo gioiello, lo definisce Fofi, addirittura "un capolavoro" decreta Fruttero - ho trovato piuttosto deludente questo testo. Non che non concordi appieno per quel che riguarda scrittura e stile, che si elevano decisamente al di sopra del livello dominante nella memorialistica e nella narrativa italiane contemporanee. Mi sembra tuttavia che questa indubbia qualità non sia sufficiente a giustificare giudizi complessivi così superlativi. Questo è il resoconto di come e perché una giovanissima recluta decide, come afferma il protagonista e narratore, "di accettare quello che sembrava essere il mio destino: arrivare alla fine della guerra dalla parte sbagliata - comportandomi però con onore - un onore normale, naturalmente." Sul piano umano una scelta certamente comprensibile, motivata, non meramente opportunistica. E tuttavia, non so come dire, a me evoca automaticamente le scelte difficili, disperate, angosciose che hanno fatto tanti giovani pur di schierarsi dalla parte giusta: di quelli che sono sopravvissuti e ne hanno parlato in termini assai meno limpidi, eleganti, ma appassionati. E, francamente, quest'altra memorialistica mi ha avvinto e coinvolto assai più profondamente. Apprezzo anch'io il modo in cui un testo come questo esprime nei termini migliori l'aspirazione ad una pacificazione corretta rispetto a quel periodo drammatico. Ma personalmente non ritengo che questo paese sia ancora maturo per una simile pacificazione, considerata la caparbietà con la quale si reiterano i tentativi di considerare le parti contrapposte egualmente legittime, motivate, meritorie. No, i due anni senza gloria per Lodovico Terzi sono stati anni di sofferenza, di lotta e anche di meritata, anche se spesso disconosciuta, gloria per tanti, spesso anonimi, esponenti di una giovane generazione cui la nostra Repubblica deve moltissimo, il meglio di ciò che può ancora vantare.