E' la storia raccontata in prima persona dal protagonista, Max Tivoli, registrando, in quattro giornate dell'anno 1930, le sue "confessioni".
Il narratore condensa sin dalle prime righe il tema fondamentale di questa storia e gli elementi salienti della vicenda:
"Siamo tutti il grande amore di qualcuno. Voglio scriverlo, in caso io venga scoperto e non riesca a terminare queste pagine, in caso le mie confessioni vi turbino al punto di gettarle nel fuoco prima che io arrivi a raccontarvi d'amore e di assassinio. E come biasimarvi? Tante cose possono impedire di ascoltare il mio racconto. C'è da spiegare un cadavere. Una donna amata tre volte. Un amico tradito. E un bambino cercato a lungo. Così comincerò dalla fine, dicendovi che siamo tutti il grande amore di qualcuno." [p. 15]
Max Tivoli nasce nel 1871, a San Francisco. Ma il suo fisico, la sua esistenza corporea, seguirà un percorso esattamente inverso a quello anagrafico: alla nascita ha l'aspetto di un vecchio settantenne, e mano a mano le sue sembianze fisiche ringiovaniranno; destinato a vivere, conseguentemente, fino al 1941. Nel momento in cui verga le sue confessioni, perciò, Max Tivoli ha cinquantanove anni, si sta avviando a entrare nei sessanta, ma il suo aspetto, la sua conformazione fisica, è quella di un ragazzino undicenne. Le quattro giornate tra le quali si ripartisce il suo racconto saranno dedicate ad altrettante fasi cruciali di questa sua vita “a rovescio”.
Il romanzo affronta i grandi temi della letteratura (e della vita): l’amore – non solo l’amore passionale, anche l’amore filiale - , la morte, la giovinezza e la vecchiaia. E lo fa in termini e da angolazioni particolari, così che questi temi eterni appaiono svelarsi in modi nuovi, originali. E se è certamente giusto affermare che il tema dell’amore eterno, dell’ossessione amorosa è al centro di questo romanzo, la particolarità sta nel fatto che esso non viene esplorato e sviluppato soltanto lungo la strada maestra del desiderio e della ricerca della persona amata, ma lungo quella, assai meno battuta, dell’”essere tutti il grande amore di qualcuno”, enunciato in apertura del romanzo, e che si rivelerà cruciale nelle motivazioni più profonde della storia.
Un romanzo, insomma, di quelli che non esiterei a collocare tra quelli da leggere: e da rileggere.
allora qualcuno che ha comprato questo libro di Marco Vichi c'è..ho letto il primo racconto e non è male..il secondo mi sembrava un tantino ripetitivo ma..il tuo commento mi ha incuriosito...mi sa che vado avanti..:-)
Le confessioni di Max Tivoli
E' la storia raccontata in prima persona dal protagonista, Max Tivoli, registrando, in quattro giornate dell'anno 1930, le sue "confessioni".
Il narratore condensa sin dalle prime righe il tema fondamentale di questa storia e gli elementi salienti della vicenda:
"Siamo tutti il grande ... (continue)
E' la storia raccontata in prima persona dal protagonista, Max Tivoli, registrando, in quattro giornate dell'anno 1930, le sue "confessioni".
Il narratore condensa sin dalle prime righe il tema fondamentale di questa storia e gli elementi salienti della vicenda:
"Siamo tutti il grande amore di qualcuno.
Voglio scriverlo, in caso io venga scoperto e non riesca a terminare queste pagine, in caso le mie confessioni vi turbino al punto di gettarle nel fuoco prima che io arrivi a raccontarvi d'amore e di assassinio. E come biasimarvi? Tante cose possono impedire di ascoltare il mio racconto. C'è da spiegare un cadavere. Una donna amata tre volte. Un amico tradito. E un bambino cercato a lungo. Così comincerò dalla fine, dicendovi che siamo tutti il grande amore di qualcuno." [p. 15]
Max Tivoli nasce nel 1871, a San Francisco. Ma il suo fisico, la sua esistenza corporea, seguirà un percorso esattamente inverso a quello anagrafico: alla nascita ha l'aspetto di un vecchio settantenne, e mano a mano le sue sembianze fisiche ringiovaniranno; destinato a vivere, conseguentemente, fino al 1941. Nel momento in cui verga le sue confessioni, perciò, Max Tivoli ha cinquantanove anni, si sta avviando a entrare nei sessanta, ma il suo aspetto, la sua conformazione fisica, è quella di un ragazzino undicenne. Le quattro giornate tra le quali si ripartisce il suo racconto saranno dedicate ad altrettante fasi cruciali di questa sua vita “a rovescio”.
Il romanzo affronta i grandi temi della letteratura (e della vita): l’amore – non solo l’amore passionale, anche l’amore filiale - , la morte, la giovinezza e la vecchiaia. E lo fa in termini e da angolazioni particolari, così che questi temi eterni appaiono svelarsi in modi nuovi, originali. E se è certamente giusto affermare che il tema dell’amore eterno, dell’ossessione amorosa è al centro di questo romanzo, la particolarità sta nel fatto che esso non viene esplorato e sviluppato soltanto lungo la strada maestra del desiderio e della ricerca della persona amata, ma lungo quella, assai meno battuta, dell’”essere tutti il grande amore di qualcuno”, enunciato in apertura del romanzo, e che si rivelerà cruciale nelle motivazioni più profonde della storia.
Un romanzo, insomma, di quelli che non esiterei a collocare tra quelli da leggere: e da rileggere.