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- Introduzione a una antropologia della surmodernità
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By Marc Augè -
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By William Gibson -
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Cyberpunk
Nel 1984 con questo libro Gibson di fatto scrive il manifesto del cyberpunk. A metà tra corrente letteraria e moda passeggera, il cyberpunk è un genere, nato nella prima metà degli anni '80, che pone le sue radici in autori come Huxley, Orwell, Philip K. Dick (soprattutto) e ch ... (
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Dec 21, 2011 |
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Nonluoghi
Antropologia spaziale !
( Luogo- Spazio-Nonluogo )
Ci troviamo di fronte ad un manuale d'antropologia sociale, o meglio di etnologia, intenso e leggero, dove Augè singolarmente accosta alle riflessioni derivanti dall'esperienza empirica ( basi fondanti di ogni studio antropologico ) numerosi ... (continue)
Antropologia spaziale !
( Luogo- Spazio-Nonluogo )
Ci troviamo di fronte ad un manuale d'antropologia sociale, o meglio di etnologia, intenso e leggero, dove Augè singolarmente accosta alle riflessioni derivanti dall'esperienza empirica ( basi fondanti di ogni studio antropologico ) numerosi e colti riferimenti al lavoro di altri filosofi ed antropologi, ottenendo così un saggio di genere, atipico, molto interessante, forse a tratti vagamente ostico ( a causa dell' alto contenuto citazionale ) per un non adetto ai lavori.
Dapprima l'autore chiarisce cosa sia per lui l'antropologia, ovvero una scienza sociale che " si occupa, nel presente ( a differenza della storia ), della questione dell'altro "; dove "l'altro" è inteso secondo la definizione che Marcel Mauss da dell'uomo moderno nella sua totalità, simile agli uomini delle società arcaiche o arretrate.
Fatto ciò Augè procede ad illustarre il concetto di nonluogo come prodotto della società della surmodernità. Il neologisno surmodernità, da lui creato, sta ad indicare quell'insieme di fenomeni sociali, intelletuali ed economici propri delle società moderne, intesi come ulteriore evoluzione rispetto al postmodernismo, o come li definisce lui " il dritto di una medaglia di cui la postmodernità ci presenta solo il rovescio, il positivo di un negativo".
La surmodernità è definita attraverso l'eccesso nelle sue tre accezioni di eccesso di tempo, eccesso di spazio ed eccesso di ego. L'eccesso di tempo scaturisce da una difficoltà a concepire il tempo stesso causata dalla sovrabbondanza d'avvenimenti e di inpout propri del mondo contemporaneo. L'eccesso di spazio ha due aspetti distinti e correlati: da un lato la visione del mondo come più piccolo in seguito alla conquista dello spazio, dall'altro il suo rimpicciolimento, o maggior fruibilità, dato dallo sviluppo dei mezzi di trasporto rapido. L'eccesso di ego si palesa quando l'individuo si considera un mondo a sè, interprete di sè stesso e della realtà che lo circonda.
Soprattutto attraverso gli ultimi due tipi di eccesso la surmodernità è prodruttice di nonluoghi antropologici, incapace di integrare in sè i luoghi storici intesi come identitari, relazionali e storici.
Nasce così il concetto di Nonluogo, nuovo oggetto di studio per l'antropologo, con cui si indicano due realtà completamentari ma distinte: gli spazi costituiti in rapporto a certi fini ( trasporto, transito, commercio,tempo libero ) e il rapporto che gli individui intrattengono con questi spazi.
" .... luogo e nonluogo sono polarità sfuggenti, il primo non è mai completamente cancellato e il secondo non si compie mai totalmente ".
Nonlughi sono tutte le vie e i mezzi di trasporto, i ristoranti in franchising, i centri commerciali, le catene di negozi ecc... tutti luoghi di passaggio caratterizzati da un individualismo solitario e da una precaria relazionabilità verso il prossimo; massimo esempio, in questo senso, di nonluogo è la rete, regno per antonomasia dell'individualismo e delle relazioni interpersonali atipiche.
Il concetto del libro che più mi ha colpito, espresso magistralmente nel prologo, è quella sensazione d'atipica libertà che ci avvolge ogni qual volta transitiamo in un nonluogo, sia esso fisico o digitale. Ci sentiamo liberi, circondati da un sentimento d'avventura e di scoperta, quasi in una condizione di anonimato, nonostante per accedere al nonluogo è pressochè sicuro che abbiamo dovuto identificarci ( attraverso documenti d'identità, codice PIN, tickets, bancomat ecc...). Ciò è dovuto al fatto che, anche se abbiamo dovuto identificarci, non dovendo relazionarci direttamente con persone conosciute abbiamo la possibilità di esplorare un mondo in cui nessuno ha un'idea preconcetta di chi siamo e dove ci sentiamo liberi dal fardello del giudizio altrui. Ervin Goffman avrebbe detto che nei nonluoghi abbiamo la possibiltà di cambiare il personaggio che quotidianamente interpretiamo all'interno di quella recita perenne che è la vita di relazione.