-
All books
-
-
-
- Gioco d'equilibrio. Cieco sulla cima del mondo (3)
-
By Andy holzer -
Not Started
-
-
-
-
- La morte dei caprioli belli (11)
-
By Pavel Ota -
Not Started
-
-
-
-
- Pesciolini d'aeroporto (3)
-
By Angelika Overath -
Not Started
-
-
-
-
- La tela (17)
-
By Benjamin Stein -
Not Started
-
-
-
-
- La cosmonauta (6)
-
By Jo Lendle -
Not Started
-
-
-
-
- Apocalisse per principianti (11)
-
By Nicolas Dickner -
Not Started
-
-
-
-
- Il fiore rosso e il bastone (23)
-
By Herta Müller -
Not Started
-
-
-
-
- Un favoloso bugiardo (22)
-
By Susann Pasztor -
Not Started
-
-
-
-
- Tu non morirai (6)
-
By Kathrin Schmidt -
Not Started
-
-
-
Katrin Schmidt, TU NON MORIRAI
Traduzione di Franco Filice, Keller, pp. 368, € 16,50La scrittrice Helene Wesendahl, colpita da aneurisma, è finita in un buco nero. La vita è inafferrabile, il suo stesso corpo un enigma, il futuro dissolto nel buio del passato. Kathrin Schmidt, nata a Gotha, ex Rdt ... (
continue ) -
—
Nov 26, 2012 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Accadimenti nell'irrealtà immediata (19)
-
By Max Blecher -
Not Started
-
-
Accadimenti nell'irrealtà immediata
"Max Blecher, il Kafka di Romania" di Emanuele Trevi (Corriere della Sera, 3 agosto 2012)2 people find this helpful -
CORRIERE DELLA SERA (3/8/2012)
Scoperte Tradotto in Italia lo scrittore mitteleuropeo morto a trent'anni. Un parente dei grandi del '900Max Blecher, il Kafka di Romania
Una guida per vivere nell'irrealtàLa ricerca di un senso dell'esistenza attraverso l'infanzia
di EMANUELE TREVIDal punto di v ... (
continue ) -
—
Aug 17, 2012 |
Add your feedback
-
-
-
-
- I soldi di Hitler (20)
-
By Radka Denemarková -
Not Started
-
-
"Il calvario di Gita due volte perseguitata" - CORRIERE DELLA SERA La Lettura, 5 agosto 2012 -
Il calvario di Gita due volte perseguitata
Una via crucis à rebours. Lungo le
stazioni che cadenzano gli orrori
del Novecento: la deportazione,
i campi di sterminio (con la croce
uncinata o la falce e martello), le
confische forzate, la damnatio
memoriae. Il calvario personale di una
donna, Gita Lau ... (continue ) -
—
Aug 17, 2012 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Indian creek (40)
- Un inverno da solo sulle Montagne Rocciose
-
By Pete Fromm -
Not Started
-
-
INSEGUENDO L'AVVENTURA SULLE MONTAGNE ROCCIOSE - LA REPUBBLICA 12/8/2012 -
Pete Fromm
INDIAN CREEK
Keller Editore, 240 pagine, 14,50 euro
La storia d'amore tra il ventenne Pete
Fromm e la natura esplode in un inverno
degli anni Settanta quando, senza sapere
bene cosa stia facendo, l'autore accetta di
passare sette mesi in una tenda a monitorare
e proteggere la schiusa di m ... (continue ) -
—
Aug 17, 2012 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Che ne dici di baciarci? (24)
-
By Rayk Wieland -
Not Started
-
-
-
-
- Giorni vicini (13)
-
By Angelika Overath -
Not Started
-
-
D - la repubblica 31 aprile 2012 -
D - la repubblica 31 aprile 2012
Il doppio taglio dell'arma chiamata amore nei ricordi di una donna che ha subito la morte della madre, è tornata nella casa di lei con un sacco della biancheria e il senso di una fine. Pensieri e parole, tutto in una notte. Dove lo scrittore riesce a far sublime dal ... (
continue ) -
—
Apr 13, 2012 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Cielo di sabbia (21)
-
By Sudabeh Mohafez -
Not Started
-
-
LE STORIE SPUNTATE DALLA VALIGIA DELL’ESILIO1 person find this helpful -
Racconti Nessuno è in pace nella suggestiva raccolta dell’iraniana Sudabeh Mohafez
In apertura c’è una domestica licenziata che ha una missione da compiere
Questo libro poteva scriverlo solo una donna.
E una donna in esilio, che non ha mai messo in soffitta la valigia della memoria, in cui frugare ... (continue ) -
—
Apr 13, 2012 |
Add your feedback
-
Un favoloso bugiardo
D - LA REPUBBLICA, 20 ottobre 2012continue)
ATTENTI A QUEL LIBRO: "UN FAVOLOSO BUGIARDO"
Una commedia famigliare irriverente e irresistibile, variegata dei segni di una tragedia domestica, il mistero mai risolto di un uomo sfuggente e sbadato - una bella sorpresa da un piccolo e prezioso editore, Keller. Il ... (
D - LA REPUBBLICA, 20 ottobre 2012
ATTENTI A QUEL LIBRO: "UN FAVOLOSO BUGIARDO"
Una commedia famigliare irriverente e irresistibile, variegata dei segni di una tragedia domestica, il mistero mai risolto di un uomo sfuggente e sbadato - una bella sorpresa da un piccolo e prezioso editore, Keller. Il romanzo si apre con un prologo di cinque paragrafi che detta il tono e presenta la figura del mistero, dalla voce di un narratore esterno. Dove József detto Joschi, è vegliato da tre donne piangenti e attente a mantenere le distanze tra loro - due delle quali incinta e ignare l'una dell'altra, la terza con un figlio dodicenne avuto dal mancato suicida. Secondo le gerarchie sociali: la moglie, l'ex-moglie, l'amante in carica. La scena cambia e anche la voce del narratore: siamo 30 anni dopo, parla Lily, sedicenne e unica nipote di Joschi, che ha intenzione di mettere un po' d'ordine nell'albero genealogico famigliare, a suo dire "una specie di sudoku a cui si lavora da anni, in particolare rimuovendo". L'occasione si presenta quando i tre figli, due femmine e un maschio, di tre donne diverse decidono di festeggiare i cento anni del padre e intanto cercare di far chiarezza su di lui. Sì, perché Joschi "lasciava in giro donne e figli come altre persone fanno con i calzini o le biro", ha perso la seconda moglie e i relativi due figli ad Auschwitz ed è stato prigioniero a Buchenwald.
Almeno così si dice, visto che era un meraviglioso narratore di storie e di frottole, l'unica caratteristica su cui concordano Marika, Hannah e Gabor, i tre figli che si riuniscono a Weimar insieme a Lily, col proposito di una visita a Buchenwald, con Lily cronista e relatore dell'evento famigliare. Insomma, una situazione perfetta per far commedia, e Susann Pásztor dimostra un vero talento per il genere, le scene e i dialoghi sono definite e ben congegnati, i botta e risposta tra Marika e Hannah spassosi quanto la descrizione di Gabor, un uomo amareggiato il cui odore è un «inequivocabile miscuglio di tabacco, prof di matematica e solitudine»: voilà la commedia.
■ Susann Pasztor, Un favoloso bugiardo ,
Keller editore, 14 euro
di Tiziano Gianotti
IL PICCOLO, 2 novembre 2012
UN FAVOLOSO BUGIARDO NEL BUIO DEL '900
Il romanzo di debutto della scrittrice tedesca Susann Pásztor pubblicato da Keller
Molti romanzi hanno raccontato la notte del Novecento. Quasi sempre con profonda angoscia, perché il secolo breve non ha lasciato dietro a sé ricordi molti allegri. Susann Pásztor, però, è la prova vivente che si può costruire un romanzo buffo e amaro al tempo stesso, divertente e pensoso, senza dimenticarsi di Auschwitz, di Buchenwald.
Anzi, sovrapponendo una storia familiare alle ferite profonde della Storia.
Il romanzo si intitola "Un favoloso bugiardo" (pagg. 219, euero 14), lo ha tradotto Fabio Cremonesi per la piccola casa editrice Keller di Rovereto. Che va lodata per il suo prezioso lavoro di scoperta di autori che, altrimenti, in Italia passerebbero del tutto inosservati.
La storia ruota attorno al personaggio di Joschi Molnár, un uomoche dagli amoricon cinque donne diverse ha avuto altrettanti bambini. Due di questi, insieme alla seconda moglie, li ha visti sparire nell'inferno di Auschwitz, mentre lui stesso è passato per il lager di Buchenwald.
A settant'anni, travolto dalla vita, Joschi decide di farla finita inunalbergo.Mala Morte non se lo vuole portare via subito, lo lascia ad agonizzare in ospedale ancora per un po'. Facendo in modo che le molte bugie da lui raccontate ai figli, le versioni diverse e spesso inconciliabili della sua vita, diventino un vero puzzle di leggende. Attorno alla quale, trent'anni dopo, prenderà forma un lungo weekend organizzato da tre dei figli, insieme alla nipote Lily, nel segno di quel padre e nonnostrampalato, sfuggente.
Che è stato una vittima e un traditore, un genitore assente, molto affettuoso, incapace di resistere al fascino delle menzogne.
Con questo primo romanzo, la giornalista freelance Susann Pásztor regala ai lettoriunlibro che fa ridere e pensare. E un personaggio, Joschi, capace di contenere in sé l'allegria da naufraghi di chi è sopravvissuto agli incubi del '900.
(a.m.l.)
LA LETTURA
CORRIERE DELLA SERA, DOMENICA 18 NOVEMBRE
Memoria
Un bugiardo da celebrare con ironia
di MARCO OSTONI
Cinque figli da cinque donne diverse. Cinque come le punte
della stella ebraica che veniva apposta sulle divise degli internati nei lager. A dire una storia e un'appartenenza, rifiutate ed espunte dalla follia nazista e gelosamente custodite dal popolo eletto. Anche da chi, come i tre figli superstiti dell'ungherese ed ex prigioniero di Buchenwald Joschi Molznár (la cui identità ebraica è assai dubbia), con quella storia hanno poco a che fare ma desiderano ardentemente conoscere. Fino a incontrarsi, trent'anni dopo la scomparsa del fedifrago e bugiardo genitore, per celebrarne il centesimo compleanno e provare insieme a tirare i fili di un passato sfuggente e sdrucciolevole: ciascuno svolgendo il rispettivo rocchetto per «mettere le cose nel giusto ordine» con una cerimonia semplice quanto geniale, suggerita dalla sola nipote — e voce narrante — del compianto festeggiato. Ha scelto una via inconsueta, giocando su una levitas ironica e dissacrante, Susann Pasztor per raccontare in Un favoloso bugiardo (Keller, pp. 218, e 14) l'orrore della Shoah, la forza dell'ebraismo e quella dei legami familiari. Ne è uscito un cammeo, che
si legge d'un fiato e che lascia, alla fine, un intenso retrogusto agrodolce.
STRADANOVE
UN FAVOLOSO BUGIARDO, SUSANN PÁSZTOR
Un libro diverso e indimenticabile sull'Olocausto
di Marilia Piccone
Che tipo questo Joschi Molnár! Sarà anche un favoloso bugiardo, sarà anche un marito fedifrago, un furfante, però- diciamocelo- è tremendamente simpatico. Tanto quanto le sue figlie (i geni non mentono) che ci parlano di lui (e intanto anche di loro) e che decidono di festeggiare i cento anni del padre (ovvero, quelli che avrebbe compiuto se fosse ancora vivo) nel campo di concentramento di Buchenwald dove Joschi era stato deportato. Già questa idea ha un che di irriverente che la dice lunga sui Molnár.
Joschi Molnár ha avuto cinque figli da cinque donne diverse e tre di questi si incontrano a Weimar per recarsi insieme a Buchenwald: l'unico maschio, Gabor, e Márika e Hannah che sono quasi gemelle essendo nate a pochi mesi di distanza l'una dall'altra. La quarta presenza è Lily, figlia di Hannah. Le grandi assenti, invece, sono le prime due bambine che sono morte ad Auschwitz. Che sia la sedicenne Lily ad essere la voce narrante è importante- Lily è un punto di vista nello stesso tempo interno ed esterno alla famiglia; Lily non ha storie sul nonno da raccontare, non ha versioni diverse dei fatti da rivelare. Lily che deve scrivere una relazione su Buchenwald per la scuola varca il cancello del campo con un duplice intento, sia per cercare tracce del nonno sia per sentire le voci di tutti coloro che sono stati internati- e non badate al fatto che ha le cuffie sulle orecchie, è Lily quella che scorge la scritta sulle pietre in cui la memoria viene affidata alle generazioni a venire, è Lily che avrà l'idea gloriosa di come festeggiare adeguatamente il nonno.
Ed è anche Lily che si fa portavoce delle storie raccontate dalla mamma o dalla zia o dallo zio- è come se girasse la testa dall'uno all'altra, ascoltando senza sapersi raccapezzare su quanto sente. La rivelazione-bomba lanciata da Gabor è che Joschi non era affatto ebreo. Ha sposato delle donne ebree, questo sì, ma lui ha sostenuto di esserlo per ottenere l'indennizzo della Germania. Se poi non ha mai raccontato nulla di Buchenwald...forse non c'era mai stato: qualcuno ha provato a fare una ricerca negli archivi? E dire che la madre di Hannah ha cresciuto la figlia facendole imparare a memoria, come una litania, i nomi di tutti i campi di concentramento e che Hannah ha vissuto persino in un kibbutz in Israele, convinta di avere delle radici ebraiche.
Chi era, in definitiva, Joschi Molnár? La verità non si saprà mai. Viene fuori solo che era un fantastico inventore di storie, a giudicare da quelle che volano tra i tre figli. Persino la sua morte era stata programmata per diventare qualcosa di cui parlare: era andato in un albergo a ore per suicidarsi, ma il costo di due ore era troppo poco per riuscirci. Eppure vorrà pur dire qualcosa se figli e nipote finiranno addirittura nella stazione di polizia di Weimar per le lanterne che hanno lanciato nell'aria fuori dal campo per festeggiarlo- ci ricordano le candeline sulla torta di compleanno, ci fanno pensare alle lucine di Yad Vashem, scacciano via il pensiero delle fiamme del crematorio.
Susann Pásztor non sminuisce la tragedia dell'Olocausto in "Un favoloso bugiardo", le dà, piuttosto, una dimensione umana che trova il suo spazio nella cosiddetta ‘zona grigia' dove non ci furono né eroi né criminali. Leggendo il suo libro si prova compassione, si sorride, si piange, si prende parte al grande dramma e a quello piccolo che si svolge tra le mura domestiche, interrogandosi sull'essenza dell'identità e dell'appartenenza.
Susann Pásztor, Un favoloso bugiardo, Ed. Keller, trad. Fabio Cremonesi, pagg. 217, Euro 14,00
LA STAMPA INTERNAZIONALE
È straordinario come Susann Pásztor riesca a trattare in maniera incredibilmente spiritosa argomenti quali l'Olocausto e l'identità ebraica. Ma in questo romanzo, che raccomandiamo caldamente, lascia trasparire anche il lato tragico e quello meraviglioso della vita famigliare. R1
Per descrivere il romanzo d'esordio di Susann Pásztor, "Un favoloso bugiardo", basta una parola: grandioso!
LITERATURMARKT
Empatico e irriverente, sincero e comico. E malgrado tutto, meravigliosamente leggero. DR 5
Susann Pásztor racconta una storia famigliare in cui tragedia e commedia vanno a braccetto. BUCH AKTUELL
Uno dei libri più interessanti di questa primavera è la particolarissima storia famigliare ritratta da questa autrice cinquantaduenne.
Una narrazione splendida, divertente e tragicomica. BUCHJOURNAL
Con leggerezza inarrivabile, spirito e fiuto psicologico, l'autrice racconta la tragica storia famigliare di tre fratelli... SBD.CH
Un esordio magnifico, una scrittura eccellente che entusiasma per capacità di immedesimazione e senso dell'umorismo. AACHENER ZEITUNG
Un romanzo toccante e a tratti irresistibilmente comico... BR-ONLINE
Un ironico dramma didattico su memoria e rimozione. JÜDISCHE ALLGEMEINE
Colpisce la capacità di Susann Pásztor di trattare in maniera davvero spiritosa temi come l'Olocausto e l'identità ebraica.
DIE MÄRKISCHE
Susann Pásztor è riuscita a creare un ritratto di famiglia davvero fresco e piacevolissimo.
FREUNDIN
Una storia famigliare raccontata con umorismo e calore, piena di situazioni esilaranti, inclusa una gita notturna a Buchenwald con finale nella questura di Weimar.
LITERATURKURIER