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- Afa (80)
- By Giulio Angioni
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- La distruzione o amore (46)
- By Vicente Aleixandre
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- Necropoli immaginarie (5)
- Le rappresentazioni della morte in Balzac, Flaubert, Zola, Dickens, Dostoevskij e Tolstoj
- By Ernestina Pellegrini
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- Bébert (5)
- Le chat de Louis-Ferdinand Céline
- By Frédéric Vitoux
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Finished on Feb 11, 2012





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- Deserto (115)
- By J.M.G. Le Clézio
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Finished on Feb 10, 2012





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Mi sono insabbiata quasi subito nel lecleziano deserto, ma sono riuscita a ripartire dopo alcuni giorni di tentativi andati a vuoto.
Qualche decina di pagine più avanti mi sono insabbiata un'altra volta.
Mi è venuto allora in soccorso un gentile anobiano che mi ha dato una spinta e ho ripreso, a f ... (continue) - — Feb 10, 2012 | 3 feedbacks
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- Racconti cubisti (6)
- By Prikedelik
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Finished on Feb 9, 2012





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Tutìu Tutìu Squark! Prrrrt Prrrrt (Gnà Gnà Gnà) Tutìu Tutìu!
"Ma che razza di bestia è?" si chiese preoccupato il guardiano.Ho accettato la sfida perché sono una lettrice esperta (fanculo la modestia), sono priva di riverenza nei confronti della pagina stampata (ci impacchetto anche la verd ... (continue)
- — Feb 9, 2012 | 2 feedbacks
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- Schizzi a carbone (10)
- By Henryk Sienkiewicz
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Finished on Feb 8, 2012





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Molti anni prima di "Quo vadis?" -
Molti anni prima di Quo vadis?, diciannove per l'esattezza, il futuro vincitore dell'ancor verde ma già conteso diploma alla dinamite (cit.) scrisse questo racconto lungo mentre cacciava animali da pelliccia nelle foreste americane. Come gli sia venuta l'ispirazione questo non si sa, e non ha ... (continue)
- — Feb 9, 2012 | 2 feedbacks
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- Un paio di calze di seta (14)
- By Kate Chopin
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Finished on Feb 6, 2012





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"Era una donna di trentacinque anni, che manteneva un certo aspetto giovanile." -
Tranquille splendide signore quarantenni/cinquantenni (e oltre)!
Kate Chopin ha scritto questo incipit alla fine dell'Ottocento. Kate Chopin era ai suoi tempi considerata una scrittrice femminista, e ancora oggi può essere ritenuta tale. Lei pensava che il matrimonio borghese – l'unico traguardo po ... (continue) - — Feb 7, 2012 | 2 feedbacks
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- Elogio dei sogni (272)
- Un secolo di poesia, 1
- By Wisława Szymborska
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Finished on Feb 4, 2012





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Ieri ho letto ai miei ragazzi la poesia in cui Wislawa ci parla della morte del marito, utilizzando come punto di vista quello del loro gatto. La poesia che comincia così:
Morire – questo a un gatto non si fa.
Non si sentiva volare una mosca. Quando ho finito, ho alzato lo sguardo dal libro ... (continue)
- — Feb 4, 2012 | 6 feedbacks
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- L'ultima volta che vidi Parigi (3)
- By Francis Scott Fitzgerald
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Finished on Feb 2, 2012





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L'ultima volta che vidi Parigi
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In una notte dell'anima veramente oscura
sono sempre le tre del mattino, giorno dopo giorno.I racconti presenti in questo libro sono due: "Babilonia rivisitata" (il più lungo) e "Notizie da Parigi, quindici anni fa".
Il titolo del volumetto è quello del film uscito nel '54 che in parte si i ... (continue) - — Feb 3, 2012 | Add your feedback
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- Visita a Rousseau e a Voltaire (40)
- By James Boswell
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Finished on Feb 1, 2012





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Visita a Rousseau e a Voltaire
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Che tipo questo Boswell! A parte la sua megalomania, la sua incredibile presunzione, e forse anche un po' di millanteria, io non ho capito se fosse un furbacchione che faceva il finto tonto o se, al contrario, fosse uno di quegli stupidi che si credono furbacchioni. Secondo me ben gli si adatta la s ... (continue)
- — Feb 2, 2012 | 1 feedback
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- Un po' di febbre (83)
- By Sandro Penna
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Finished on Jan 31, 2012





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Poesia scritta in prosa, bella la prosa. Un po' triste, un po' malinconica.
Un po', un bel po', di nostalgia.
Il libro giusto per una serata un po' così... - — Jan 31, 2012 | 1 feedback
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- Orlanda (49)
- By Jacqueline Harpman
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Finished on Jan 29, 2012





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Il libro mi è piaciuto a sprazzi, sprazzi che però si diradavano sempre di più a mano a mano che procedevo nella lettura.
In compenso mi frullavano nella mente i versi di questa poesia di Dacia Maraini:io sono due
è chiaro ora
sono due più uno
meno uno e fanno due
che due volte sono
nata e due vo ... (continue) - — Jan 29, 2012 | Add your feedback
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- Nelle vene del mare (51)
- Un secolo di poesia, 5
- By Derek Walcott
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Finished on Jan 28, 2012





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- I tempi di Anika (97)
- By Ivo Andrić
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Finished on Jan 25, 2012





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Bébert
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Qualche anno fa un editore chiese all'autore di questo libro di scrivere una biografia di Céline. Ma lui, confessa nella prefazione, non ne aveva né la voglia né il coraggio. Allora l'autore fece una controproposta: scrivere una biografia del gatto di Céline, il suo famoso soriano, un gigante della ... (continue)
Qualche anno fa un editore chiese all'autore di questo libro di scrivere una biografia di Céline. Ma lui, confessa nella prefazione, non ne aveva né la voglia né il coraggio. Allora l'autore fece una controproposta: scrivere una biografia del gatto di Céline, il suo famoso soriano, un gigante della sua specie, sia per la corporatura, sia per l'intelligenza.
La proposta fu acettata, anche perché, come ha detto qualcuno, è meglio non dire gatto se non ce l'hai nel sacco:
http://www.youtube.com/watch?v=4t47SZXqVUE
Quindi, messo il gatto nel sacco, anzi nella gibecière, Vitoux ha potuto finalmente parlare di Céline senza troppi patemi d'animo. E ci ha raccontato i dieci anni che i due amiconi trascorsero insieme, fino alla morte del gattone a Meudon (Bébert quando fu adottato dai coniugi Destouches aveva già sei anni. La sua infanzia e la sua giovinezza le aveva trascorse insieme all'attore Robert Le Vigan). Furono, come è raccontato in vari libri dallo stesso Céline, anni travagliati per la coppia, anni di fughe attraverso la Germania per raggiungere la Danimarca, anni di carcere e di esilio.
Ma Bébert era un gatto che si sapeva adattare e conosceva gli uomini, forse li conosceva addirittura meglio del suo padrone. Per esempio, quando Céline venne a sapere che una legge del Reich prevedeva l'eliminazione di tutti gli animali non di pura razza e non adatti alla procreazione, si preoccupò subito di nascondere il suo gatto, che era un tigrato europeo e per di più castrato, per sottrarlo alla morte (magari in quell'occasione ebbe modo di ripensare a Bagatelles pour un massacre!). Ma Bèbert aveva già intuito il pericolo e rimase nascosto nel suo sacco, per giorni e giorni, su e giù dai treni, senza emettere un miagolio.
Bébert, chiamato così come il ragazzino nipote della portinaia di Bardamu nel "Viaggio al termine della notte"... Bébert alla fine muore innocente, come muore innocente il ragazzino... e come muoiono innocenti tutti gli animali.
... il est mort agile et gracieux, impeccable, il sautait encore par la fenêtre le matin même... nous sommes à rir, les uns les autres, vieillards nés!...
("Nord", Gallimard, p. 403)
Céline e Bébert:
http://www.vicosanlucifero.it/excal/excal59/img/ex59-06…
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