Il primo di Indridason che mi ha deluso: la storia scorre un po' piattamente, incuneandosi tra i malesseri psicologici dell'investigatore di turno (Erlendur è sempre assente) e la triste vicenda di un uomo la cui vita è stata distrutta dalla violenza subita da ragazzino. La scrittura non riscatta la
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Il primo di Indridason che mi ha deluso: la storia scorre un po' piattamente, incuneandosi tra i malesseri psicologici dell'investigatore di turno (Erlendur è sempre assente) e la triste vicenda di un uomo la cui vita è stata distrutta dalla violenza subita da ragazzino. La scrittura non riscatta la trama, scorre oserei dire quasi pigramente, partecipe del ristagnare di situazioni e percorsi interiori.
Non trovo più, nei racconti della Munro, quel respiro profondo di umanità, per lo più dolente, che mi aveva così colpito quando ho cominciato a conoscere questa scrittrice. A parte il primo "Dimensioni" e il racconto che dà il titolo alla raccolta, non mi sono sentita dentro le storie, che mi sono s
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Non trovo più, nei racconti della Munro, quel respiro profondo di umanità, per lo più dolente, che mi aveva così colpito quando ho cominciato a conoscere questa scrittrice. A parte il primo "Dimensioni" e il racconto che dà il titolo alla raccolta, non mi sono sentita dentro le storie, che mi sono sembrate, per lo più, inconsistenti, poco probabili, solo allusive. Il racconto in sè è una forma di narrazione che rischia spesso di rimanere inconclusa; ma ciò non toglie che vi siano racconti che creano un mondo ben definito, nel quale hai abitato sentendoti un po' a casa tua, testimone più o meno partecipe di umori e sentimenti che si andavano disvelando. E quando questi racconti finiscono, sai già cosa immaginare, quali nuovi scenari, nel bene o nel male, si stiano aprendo. In "Troppa felicità" ho respirato troppa cupezza (nonostante il titolo) e soprattutto un'insignificanza del vivere che mi è sembrata associata più a vaghezza che a una necessità insita in quel che la scrittrice voleva comunicare. Insomma, un senso di indefinito fine a se stesso: come quando abbiamo pochi argomenti e poco interiorizzati e le parole con cui li esprimiamo non riescono a dare loro più consistenza, al contrario ne rivelano la pochezza.
Sempre piacevole la lettura delle indagini del commissario Charitos, questa volta alle prese con una serie di omicidi nella Grecia che pena, strangolata dalla crisi economica. All'efferatezza delle uccisioni fa da contrappunto la bonomia mediterranea dell'ambiente di lavoro di Charitos, in cui anche
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Sempre piacevole la lettura delle indagini del commissario Charitos, questa volta alle prese con una serie di omicidi nella Grecia che pena, strangolata dalla crisi economica. All'efferatezza delle uccisioni fa da contrappunto la bonomia mediterranea dell'ambiente di lavoro di Charitos, in cui anche le antipatie verso qualche collega sono stemperate da una sorta di placida accettazione dello status quo e di stoica sopportazione, nella certezza che la lenta perserveranza e un acume che non esplode, ma lavorando sotterraneamente "ci prende", avranno la meglio su frettolose e perciò erronee conclusioni. La difficile situazione economica è anch'essa stemperata, per esempio attraverso l'arte di arrangiarsi della moglie del commissario, Adriana, a cui va la mia personale stima per le sentenze efficaci dettate dal buon senso.
I racconti che tessono la trama di questo libro delineano il tortuoso cammino dall'adolescenza verso l'età adulta. Poche azioni, molte riflessioni, stati d'animo, sentimenti confusi, nell'oscillazione continua tra la voglia di essere autonomi, liberi ed indipendenti, e il bisogno di sentirsi anco
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I racconti che tessono la trama di questo libro delineano il tortuoso cammino dall'adolescenza verso l'età adulta. Poche azioni, molte riflessioni, stati d'animo, sentimenti confusi, nell'oscillazione continua tra la voglia di essere autonomi, liberi ed indipendenti, e il bisogno di sentirsi ancora protetti, rassicurati dalle confortanti certezze, che peró sembrano sempre piú legate al passato. Rimane qualcosa di indefinito, di aperto: nessuno di questi racconti ha una vera conclusione. La scrittura introspettiva non sempre è capace di farti entrare nei pensieri dei personaggi, forse perché la lucida analisi dei moti interiori risulta un po' fredda.
Intrigante questo thriller di Aldo Costa, uno scrittore del quale ho fatto bene a fidarmi. Catturata dalla storia, il cui ritmo è sempre serrato, sono entrata in sintonia con i personaggi e con i loro pensieri, percependo umori ed emozioni. La scrittura accurata, venata a tratti da una sottile ironi
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Intrigante questo thriller di Aldo Costa, uno scrittore del quale ho fatto bene a fidarmi. Catturata dalla storia, il cui ritmo è sempre serrato, sono entrata in sintonia con i personaggi e con i loro pensieri, percependo umori ed emozioni. La scrittura accurata, venata a tratti da una sottile ironia, convince e avvince.
Cielo nero
Il primo di Indridason che mi ha deluso: la storia scorre un po' piattamente, incuneandosi tra i malesseri psicologici dell'investigatore di turno (Erlendur è sempre assente) e la triste vicenda di un uomo la cui vita è stata distrutta dalla violenza subita da ragazzino. La scrittura non riscatta la ... (continue)
Il primo di Indridason che mi ha deluso: la storia scorre un po' piattamente, incuneandosi tra i malesseri psicologici dell'investigatore di turno (Erlendur è sempre assente) e la triste vicenda di un uomo la cui vita è stata distrutta dalla violenza subita da ragazzino. La scrittura non riscatta la trama, scorre oserei dire quasi pigramente, partecipe del ristagnare di situazioni e percorsi interiori.
Troppa felicità
Non trovo più, nei racconti della Munro, quel respiro profondo di umanità, per lo più dolente, che mi aveva così colpito quando ho cominciato a conoscere questa scrittrice.continue)
A parte il primo "Dimensioni" e il racconto che dà il titolo alla raccolta, non mi sono sentita dentro le storie, che mi sono s ... (
Non trovo più, nei racconti della Munro, quel respiro profondo di umanità, per lo più dolente, che mi aveva così colpito quando ho cominciato a conoscere questa scrittrice.
A parte il primo "Dimensioni" e il racconto che dà il titolo alla raccolta, non mi sono sentita dentro le storie, che mi sono sembrate, per lo più, inconsistenti, poco probabili, solo allusive. Il racconto in sè è una forma di narrazione che rischia spesso di rimanere inconclusa; ma ciò non toglie che vi siano racconti che creano un mondo ben definito, nel quale hai abitato sentendoti un po' a casa tua, testimone più o meno partecipe di umori e sentimenti che si andavano disvelando. E quando questi racconti finiscono, sai già cosa immaginare, quali nuovi scenari, nel bene o nel male, si stiano aprendo.
In "Troppa felicità" ho respirato troppa cupezza (nonostante il titolo) e soprattutto un'insignificanza del vivere che mi è sembrata associata più a vaghezza che a una necessità insita in quel che la scrittrice voleva comunicare. Insomma, un senso di indefinito fine a se stesso: come quando abbiamo pochi argomenti e poco interiorizzati e le parole con cui li esprimiamo non riescono a dare loro più consistenza, al contrario ne rivelano la pochezza.
Prestiti scaduti
Sempre piacevole la lettura delle indagini del commissario Charitos, questa volta alle prese con una serie di omicidi nella Grecia che pena, strangolata dalla crisi economica.continue)
All'efferatezza delle uccisioni fa da contrappunto la bonomia mediterranea dell'ambiente di lavoro di Charitos, in cui anche ... (
Sempre piacevole la lettura delle indagini del commissario Charitos, questa volta alle prese con una serie di omicidi nella Grecia che pena, strangolata dalla crisi economica.
All'efferatezza delle uccisioni fa da contrappunto la bonomia mediterranea dell'ambiente di lavoro di Charitos, in cui anche le antipatie verso qualche collega sono stemperate da una sorta di placida accettazione dello status quo e di stoica sopportazione, nella certezza che la lenta perserveranza e un acume che non esplode, ma lavorando sotterraneamente "ci prende", avranno la meglio su frettolose e perciò erronee conclusioni.
La difficile situazione economica è anch'essa stemperata, per esempio attraverso l'arte di arrangiarsi della moglie del commissario, Adriana, a cui va la mia personale stima per le sentenze efficaci dettate dal buon senso.
Fra la notte e l'alba
I racconti che tessono la trama di questo libro delineano il tortuoso cammino dall'adolescenza verso l'età adulta. Poche azioni, molte riflessioni, stati d'animo, sentimenti confusi, nell'oscillazione continua tra la voglia di essere autonomi, liberi ed indipendenti, e il bisogno di sentirsi anco ... (continue)
I racconti che tessono la trama di questo libro delineano il tortuoso cammino dall'adolescenza verso l'età adulta. Poche azioni, molte riflessioni, stati d'animo, sentimenti confusi, nell'oscillazione continua tra la voglia di essere autonomi, liberi ed indipendenti, e il bisogno di sentirsi ancora protetti, rassicurati dalle confortanti certezze, che peró sembrano sempre piú legate al passato. Rimane qualcosa di indefinito, di aperto: nessuno di questi racconti ha una vera conclusione. La scrittura introspettiva non sempre è capace di farti entrare nei pensieri dei personaggi, forse perché la lucida analisi dei moti interiori risulta un po' fredda.
Giulia dorme
Intrigante questo thriller di Aldo Costa, uno scrittore del quale ho fatto bene a fidarmi.continue)
Catturata dalla storia, il cui ritmo è sempre serrato, sono entrata in sintonia con i personaggi e con i loro pensieri, percependo umori ed emozioni. La scrittura accurata, venata a tratti da una sottile ironi ... (
Intrigante questo thriller di Aldo Costa, uno scrittore del quale ho fatto bene a fidarmi.
Catturata dalla storia, il cui ritmo è sempre serrato, sono entrata in sintonia con i personaggi e con i loro pensieri, percependo umori ed emozioni. La scrittura accurata, venata a tratti da una sottile ironia, convince e avvince.