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Il Maestro e Margherita
Scrivo qualche impressione per ringraziare un'amica molto paziente, che anni fa mi regalò "Il Maestro e Margherita"... Era una lettura così insolita e nuova per me, che al tempo mi ero arenata dopo un centinaio di pagine. L'ho ripreso questa primavera e letto in pochi giorni, trovandolo affascinante ... (continue)
Scrivo qualche impressione per ringraziare un'amica molto paziente, che anni fa mi regalò "Il Maestro e Margherita"... Era una lettura così insolita e nuova per me, che al tempo mi ero arenata dopo un centinaio di pagine. L'ho ripreso questa primavera e letto in pochi giorni, trovandolo affascinante. Poi vennero gli scrutini, poi le vacanze... aggiorno solo oggi la pagina di anobii, ferma da troppo tempo alla "lettura in corso"! ;-)
E' bizzarro, commovente, tragico, spassoso, irriverente, delicato, spietato... non sapevo cosa aspettarmi da una pagina all'altra e mi sono lasciata guidare di sorpresa in sorpresa, come Margherita. Affascinante. Sicuramente l'avrei citato nella mia tesi: il diavolo e Gesù che 'collaborano' per completare l'uno il disegno dell'altro; un patto col diavolo stipulato da una donna per ritrovare l'amore perduto... è questo che differenzia Margherita da Faust? (presto, devo procurarmi Goethe!)
A chi non conoscesse il libro, lascio un breve assaggio: il primo volo di Margherita.
"Margherita lanciò ancora in alto la scopa, e allora la massa di tetti sprofondò attraverso la terra e laggiù apparve un lago di luci tremolanti, e questo lago improvvisamente si alzò verticale e riapparve sopra la testa di Margherita mentre sotto i suoi piedi scintillava la luna. Capì che s'era rovesciata e riprese la posizione normale; si girò e vide che il lago non c'era più, laggiù, alle spalle, era rimasto soltanto l'orizzonte carico di una luce rosata. E dopo un minuto scomparve anch'esso e Magherita s'accorse che era rimasta sola insieme alla luna che volava più in alto. I capelli di Margherita erano arruffati da un pezzo e il chiaro di luna, sibilando, lambiva il suo corpo. [...] Alzò il capo per ammirare la luna, che volava come impazzita dalla parte opposta, verso Mosca, e, nello stesso tempo, restava stranamente nello stesso punto, così che vi si distingueva qualcosa di oscuro e di enigmatico, forse un drago o un cavallo alato con il muso appuntito rivolto verso la città abbandonata. Allora Margherita fu assalita dal pensiero che non c'era senso a far volare la scopa così freneticamente, perché in questo modo si privava della possibilità di osservare ben bene le cose e di apprezzare fino in fondo la gioia del volo. Qualcosa le suggeriva che, là dove essa volava, l'avrebbero aspettata [...] Margherita inclinò la scopa in avanti cosicché la coda si sollevò e, molto più lentamente, cominciò a scendere verso terra. E questo scivolare giù, come su un aeroplano inclinato, le procurò un intensissimo piacere. La terra si sollevò verso di lei e in quella spessa massa nera, fin'allora informe, le si manifestavano ora i segreti e le bellezze della terra in una notte di luna. La terra le veniva incontro, e già Margherita percepiva gli odori dei boschi verdeggianti. Sorvolò, fin quasi a sfiorarla, la nebbiolina ferma su un prato rugiadoso, poi uno stagno. Sotto di lei cantavano le rane in coro e da lontano giungeva il rumore di un treno che chissà perché la turbò profondamente."
Grazie, Valeria!