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- Guerra e pace (5909)
- By Lev Nikolaevič Tolstoj
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Reading since May 20, 2011
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- Il tempo è un bastardo (382)
- By Jennifer Egan
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Finished on Feb 13, 2012





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Se fossi un Sansepolcrista con fez e olio di ricino al seguito direi che la signora Egan ha inaugurato la "terza via" alla narrativa contemporanea americana con questo bellissimo e imperfetto romanzo: un guado stretto e accidentato tra i neocon della supremazia delle classi medio alte (Franzen, Euge ... (continue)
- — Feb 13, 2012 | 4 feedbacks
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- Troppa felicità (197)
- By Alice Munro
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Finished on Jan 22, 2012





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- Vacanze matte (600)
- By Richard Powell
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Finished on Jan 18, 2012





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- Conversazioni su di me e tutto il resto (410)
- By Woody Allen
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Finished on Jan 11, 2012





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- 22/11/'63 (1396)
- By Stephen King
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Finished on Jan 4, 2012





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14 people find this helpful
*** This comment contains spoilers! ***




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A occhio e croce sembrano lontani i giorni in cui Stephen King poteva appendere alle pareti della sua capannuccia di diecimila metri quadri- lassù, tra la bruma sempiterna del Maine- il diploma di gran cavaliere dell'ordine del pop - con delega all'horror, allo splatter e al rilievo topografico di p ... (continue)
- — Jan 4, 2012 | 9 feedbacks
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- Enciclopedia della musica / Il Novecento (61)
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Finished in 2011





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- Il re pallido (448)
- Un romanzo incompiuto
- By David Foster Wallace
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Finished on Dec 7, 2011





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Heaven is a place where nothing ever happens...cantavano i Talking Heads qualche lustro fa - quando la postmodernità per le masse era un businnes fanciullino - e questo verso potrebbe essere il sottotitolo di questo libro, dove nulla accade, né a Peoria (magnifico nome) né tantomeno nella scrittura ... (continue)
- — Dec 7, 2011 | 13 feedbacks
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- Storia popolare degli Stati Uniti (34)
- By Leo Huberman
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Finished on Dec 5, 2011





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- Perché scrivere (32)
- By Zadie Smith
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Finished on Dec 1, 2011





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Dove si evince che alcuni scrittori, quelli molto bravi, quando discettano intorno al loro mestiere ricordano certi calciatori, molto bravi anch'essi, quando dispensano illuminazioni del tipo "non è il singolo ma la squadra (il collettivo) che vince" o "quando l'arbitro fischia è rigore".
Sono luog ... (continue) - — Dec 10, 2011 | 5 feedbacks
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- Incontri con musicisti straordinari. La storia del mio jazz (39)
- By Enrico Rava
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Finished on Dec 1, 2011





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Incontri con musicisti straordinari. La storia del mio jazz
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Dove si evince che la sua vita è stata di molto più avventurosa della sua musica.
- — Dec 10, 2011 | 4 feedbacks
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- La mia vita rovinata dal Manchester United (90)
- By Colin Shindler
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Finished on Dec 1, 2011





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- 31 canzoni (1081)
- By Nick Hornby
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Finished on Nov 2, 2011





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Alcuni giorni fa ho ricevuto un bellissimo regalo: un cuscino poggiatesta per la vasca da bagno. Oggetto che desideravo da tanto tempo. E’ la sua anima arrogante e inutile travestita da manufatto con finalità d’uso ad attirarmi. Esattamente come le canzoni . La prima volta che presi coscienza del ... (continue)
- — Nov 5, 2011 | 8 feedbacks
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- Il viaggio (13)
- By Bernward Vesper
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Finished





Finished (re-read) on Nov 1, 2011




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Il viaggio, de reise nella limpida autoritaria nettezza della lingua tedesca, è un magnifico e terribile calderone di frammenti postumi - l'autore è morto nel '71, sucida, al termine di un periodo di ricovero coatto presso una clinica psichiatrica di Amburgo - che Gunther Grass ebbe a definire come ... (continue)
- — Nov 1, 2011 | 4 feedbacks
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- Marescialle e libertini (40)
- By Alberto Arbasino
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Finished on Oct 29, 2011





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Guerra e pace
42 people find this helpful
Non ho mai avuto un buon rapporto con la letteratura Russa, lo confesso, anzi potrei affermare di non avere mai avuto rapporto alcuno con gli scrittori Russi, per negligenza forse, per pigrizia o stolidità, ma soprattutto, e questa è la verità più amara, per un problema di bieco sessimo: sono (ero) ... (continue)
Non ho mai avuto un buon rapporto con la letteratura Russa, lo confesso, anzi potrei affermare di non avere mai avuto rapporto alcuno con gli scrittori Russi, per negligenza forse, per pigrizia o stolidità, ma soprattutto, e questa è la verità più amara, per un problema di bieco sessimo: sono (ero) convinto, da sempre, che i Russi siano letture da donne, convinzione maturata nell'adolescenza: Tex Willer per i maschietti, Dostoevskij per le femminucce. Le Dostogirls mi irritavano e spaventavano, le vedevo come una sorta papaboys antelitteram, laiche e con gli ormoni funzionanti sì, ma ossessionate da una sorta di fanatica religiosità che invece di espandersi verso l'esterno, l'eterno, l'immenso o chissa cosa accidenti d'altro, non so bene come funzionino le dinamiche dei credenti, implodeva all'interno rendendole felici proprietarie di un ego cupo e smisurato. Non mi fidavo delle Dostogirls e delle loro paturnie. Peccato, senso di colpa e morbosa autoanalisi, ai miei occhi, le possedevano e le guidavano in ogni azione. Sintomi facili da riconoscere. Ma se anche qualche Dostogirl sfuggiva al mio rozzo Dostodetector, se in qualche casa che ritenevo sicura e decontaminata spuntava all'improvviso, come uno schiaffo, tra le pieghe più nascoste di un innocuo scaffale di libereria, un dostolibro, scappavo nella notte come un ladro con la scusa delle sigarette facendo per sempre perdere le mie tracce (come era avventuroso il mondo prima della connessione sempiterna). Crescendo, e giungendo a un sofferto status adulto, certo ormai di essere fuori dal regno delle Dostogirls, una domanda crudele ed ineluttabile si è conficcata come uno spino nella mia testa: le dostogirls, crescendo, diventano delle Tolstowomen? E' un passaggio inevitabile? Con questo rovello incessante ho per anni scalzato il dovere di misurarmi col tomo maximo dela letterartura europea. Mi accontentavo di chiedere, alle donne con cui avevo a che fare, se avesseo letto Guerra e Pace, domanda gettata lì con noncuranza apparente ma con sopettoso e insospettabile cicpiglio interiore, e dato che tutto il mondo, escluso me, aveva letto Guerra e Pace, qualcosa nel mio ragionamento non tornava. Per scantonare ancora un po' il dovere ho cominciato a dividere l'umanità tra chi ha letto Mobydick e chi Guerra e Pace, o meglio tra chi, in una ipotetica finale dei campionati del mondo, avrebbe fatto vincere Melville o Tolstoj.
Ora che son qui, adorante ai piedi di Natascia Rostova, avvinto in una spezzettata lettura che andrà avanti chissà per quanto, non posso che, dopo aver incenerito il capo, chiedere scusa a tutte le Dostogirls del mio censurabile passato, bussare alle loro porte e offrire loro, in segno di resa senza condizioni, un tot dei miei amati libracci americani da usare come combustibile per una pira rigeneratrice e purificante.
(Continuo ad avere ancora un qualche basso rigurgito sessista, del tipo che una donna non potrà mai capire fino in fondo la quantità industriale di ormoni contenuta in una canzone di Leonard Cohen, ma prima o poi, son certo, la vita mi smentirà)
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