Due gioiellini: Un buon confine non basta, di un surrealismo hitchcockiano e Ricordati che ti amerò per sempre, una storia nera e dispeerata che sarebbe piaciuta a Woolrich. Assolutamente banale e confuso il primo. Qualcuno mi spiega il movente?
brutto e noioso, personaggi assolutamente insignificanti impegolati in vicende forzatamente rocambolesche. Non basta ambientare un romanzo in una certa epoca e ficcarci dentro due o tre punti di riferimento ( monumenti, artisti in voga, poesie di quel periodo) per renderlo storico o, quanto meno,
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brutto e noioso, personaggi assolutamente insignificanti impegolati in vicende forzatamente rocambolesche. Non basta ambientare un romanzo in una certa epoca e ficcarci dentro due o tre punti di riferimento ( monumenti, artisti in voga, poesie di quel periodo) per renderlo storico o, quanto meno, d' ambientazione. Un fallimento su tutta linea.
Ho acquistato il libro di Trevi con grandi aspettative, ma sono rimasta piuttosto delusa. Intendiamoci, il prodotto è valido, sia come romanzo che come saggio critico ma “ il fantasma di Pasolini ” tanto evocato in queste pagine non prende vita, rimane – distaccato ed ironico- sul fondo. Soprattutt
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Ho acquistato il libro di Trevi con grandi aspettative, ma sono rimasta piuttosto delusa. Intendiamoci, il prodotto è valido, sia come romanzo che come saggio critico ma “ il fantasma di Pasolini ” tanto evocato in queste pagine non prende vita, rimane – distaccato ed ironico- sul fondo. Soprattutto la parte finale, con le lunghe divagazioni misteriche, da un senso di irrisolto e non aggiunge nulla di nuovo a quanto già sapessimo Forse sono stata viziata dall’ aver letto “ Nelle mani dell’ angelo”biografia insuperabile di Dominique Fernandez che consiglio vivamente a chiunque sia interessato a Pasolini e alla sua inquietante vicenda umana
Il sogno di un medico utopista e geniale, un paradiso in terra dove uomini e animali convivono in un’ armonia tacita e indissolubile dove non vi è travalicazione e soperchieria. Questa è “ La storia di San Michele” che si può leggere in molti modi : come biografia di un medico coraggioso,come il dia
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Il sogno di un medico utopista e geniale, un paradiso in terra dove uomini e animali convivono in un’ armonia tacita e indissolubile dove non vi è travalicazione e soperchieria. Questa è “ La storia di San Michele” che si può leggere in molti modi : come biografia di un medico coraggioso,come il diario di un brillante protagonista della alta società internazionale, conteso da belle dame e riverito dai loro mariti, come l’ affabulazione di un grandissimo narratore che non disdegna di colorire anedotti e storie fantastiche, portandole quasi al surreale ( v. l’ episodio della scimmia, indimenticabile), come ricerca di un sognatore che trasformerà le sue visioni in quell’ angolo di roccia e di pietre, di mare e orizzonte che è San Michele. Ma ciò che muove San Michele e fa si che a distanza di tanti anni sia letto, riletto e amato è la pietas, il senso di benevolenza e accettazione verso tutte le creature, la consapevolezza che solo attraverso la forza della compassione possiamo salvarci, che tutto ci sarà perdonato tranne che rinnegare e offendere, attraverso la crudeltà e la sopraffazione verso gli esseri più indifesi, la nostra natura umana e i legami che ci uniscono indissolubilmente al creato.
Ciascuno di questi morti porta in sé una situazione, un ricordo, un paesaggio, una parola che è cosa indicibilmente sua” (Cesare Pavese). Le passioni, gli odi, le meschinità e i pettegolezzi del villaggio sono vivissimi ancora per questi morti, sono l' impronta indelebile che li ha caratterizzati i
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Ciascuno di questi morti porta in sé una situazione, un ricordo, un paesaggio, una parola che è cosa indicibilmente sua” (Cesare Pavese). Le passioni, gli odi, le meschinità e i pettegolezzi del villaggio sono vivissimi ancora per questi morti, sono l' impronta indelebile che li ha caratterizzati in vita e che continuerà a contraddistinguerli da morti, in una ripetizione eterna delle proprie storie che si condensano attorno alla situazione, alla persona, ai sentimenti che hanno bollato a fuoco la loro esistenza, conferendole il suggello dell’ irrepitibilità. Le voci di Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley, di Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie e di tutti gli altri che dormono sulla collina ci parlano con una forza e un’ immediatezza che la morte non scalfisce ma fissa per sempre nell’ estremo suggello dell’ epitaffio. Questi morti sono più vivi dei vivi
Un omicidio inutile
Due gioiellini: Un buon confine non basta, di un surrealismo hitchcockiano e Ricordati che ti amerò per sempre, una storia nera e dispeerata che sarebbe piaciuta a Woolrich.
Assolutamente banale e confuso il primo. Qualcuno mi spiega il movente?
La donna del Père-Lachaise
brutto e noioso, personaggi assolutamente insignificanti impegolati in vicende forzatamente rocambolesche. Non basta ambientare un romanzo in una certa epoca e ficcarci dentro due o tre punti di riferimento ( monumenti, artisti in voga, poesie di quel periodo) per renderlo storico o, quanto meno, ... (continue)
brutto e noioso, personaggi assolutamente insignificanti impegolati in vicende forzatamente rocambolesche. Non basta ambientare un romanzo in una certa epoca e ficcarci dentro due o tre punti di riferimento ( monumenti, artisti in voga, poesie di quel periodo) per renderlo storico o, quanto meno, d' ambientazione. Un fallimento su tutta linea.
Qualcosa di scritto
Ho acquistato il libro di Trevi con grandi aspettative, ma sono rimasta piuttosto delusa. Intendiamoci, il prodotto è valido, sia come romanzo che come saggio critico ma “ il fantasma di Pasolini ” tanto evocato in queste pagine non prende vita, rimane – distaccato ed ironico- sul fondo. Soprattutt ... (continue)
Ho acquistato il libro di Trevi con grandi aspettative, ma sono rimasta piuttosto delusa. Intendiamoci, il prodotto è valido, sia come romanzo che come saggio critico ma “ il fantasma di Pasolini ” tanto evocato in queste pagine non prende vita, rimane – distaccato ed ironico- sul fondo. Soprattutto la parte finale, con le lunghe divagazioni misteriche, da un senso di irrisolto e non aggiunge nulla di nuovo a quanto già sapessimo Forse sono stata viziata dall’ aver letto “ Nelle mani dell’ angelo”biografia insuperabile di Dominique Fernandez che consiglio vivamente a chiunque sia interessato a Pasolini e alla sua inquietante vicenda umana
La storia di San Michele
Il sogno di un medico utopista e geniale, un paradiso in terra dove uomini e animali convivono in un’ armonia tacita e indissolubile dove non vi è travalicazione e soperchieria. Questa è “ La storia di San Michele” che si può leggere in molti modi : come biografia di un medico coraggioso,come il dia ... (continue)
Il sogno di un medico utopista e geniale, un paradiso in terra dove uomini e animali convivono in un’ armonia tacita e indissolubile dove non vi è travalicazione e soperchieria. Questa è “ La storia di San Michele” che si può leggere in molti modi : come biografia di un medico coraggioso,come il diario di un brillante protagonista della alta società internazionale, conteso da belle dame e riverito dai loro mariti, come l’ affabulazione di un grandissimo narratore che non disdegna di colorire anedotti e storie fantastiche, portandole quasi al surreale ( v. l’ episodio della scimmia, indimenticabile), come ricerca di un sognatore che trasformerà le sue visioni in quell’ angolo di roccia e di pietre, di mare e orizzonte che è San Michele. Ma ciò che muove San Michele e fa si che a distanza di tanti anni sia letto, riletto e amato è la pietas, il senso di benevolenza e accettazione verso tutte le creature, la consapevolezza che solo attraverso la forza della compassione possiamo salvarci, che tutto ci sarà perdonato tranne che rinnegare e offendere, attraverso la crudeltà e la sopraffazione verso gli esseri più indifesi, la nostra natura umana e i legami che ci uniscono indissolubilmente al creato.
Antologia di Spoon River
Ciascuno di questi morti porta in sé una situazione, un ricordo, un paesaggio, una parola che è cosa indicibilmente sua” (Cesare Pavese).continue)
Le passioni, gli odi, le meschinità e i pettegolezzi del villaggio sono vivissimi ancora per questi morti, sono l' impronta indelebile che li ha caratterizzati i ... (
Ciascuno di questi morti porta in sé una situazione, un ricordo, un paesaggio, una parola che è cosa indicibilmente sua” (Cesare Pavese).
Le passioni, gli odi, le meschinità e i pettegolezzi del villaggio sono vivissimi ancora per questi morti, sono l' impronta indelebile che li ha caratterizzati in vita e che continuerà a contraddistinguerli da morti, in una ripetizione eterna delle proprie storie che si condensano attorno alla situazione, alla persona, ai sentimenti che hanno bollato a fuoco la loro esistenza, conferendole il suggello dell’ irrepitibilità. Le voci di Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley, di Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie e di tutti gli altri che dormono sulla collina ci parlano con una forza e un’ immediatezza che la morte non scalfisce ma fissa per sempre nell’ estremo suggello dell’ epitaffio.
Questi morti sono più vivi dei vivi