Utilissimo come base per un approfondimento, ma poco organico e scorrevole
Lodevole il proposito di scrivere una Storia del Lorenteggio, antichissimo villaggio nei pressi di Milano, poi Comune, infine quartiere della metropoli lombarda. Purtroppo al proposito non fa seguito una vera e propria Storia: si tratta più che altro di una lunghissima serie di citazioni di notizie
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Lodevole il proposito di scrivere una Storia del Lorenteggio, antichissimo villaggio nei pressi di Milano, poi Comune, infine quartiere della metropoli lombarda. Purtroppo al proposito non fa seguito una vera e propria Storia: si tratta più che altro di una lunghissima serie di citazioni di notizie e fonti disparate, dai ritrovamenti archeologici ai documenti medievali, alle poesie e canzoni dialettali alla cronaca dei giornali moderni. Non si tirano le somme, non si converte il tutto in qualcosa di organico, di scorrevole. Se ne esce con le idee abbastanza confuse, se lo si volesse semplicemente leggere e non usare come strumento di approfondimento.
Un utilissimo compendio, quasi un invito, per chi voglia andare oltre e fare la propria ricerca. Per il lettore medio, magari digiuno di ricerca storica, si tratta forse di un testo disorganizzato e un po' noioso. Insomma, non il libro che uno si aspetta acquistandolo in una cartoleria di zona.
Un romanzo sull'Informazione, sui Media e sul significato moderno di Verità
Al suo sesto romanzo Eco dimostra di aver affinato notevolmente le sue capacità di scrittura, perché a dispetto del volume d'informazioni e nozioni disperse per il testo, e a dispetto della fedeltà allo stile di scrittura di fine '800, il libro scorre via come un bicchier d'acqua, e si fa fatica a m
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Al suo sesto romanzo Eco dimostra di aver affinato notevolmente le sue capacità di scrittura, perché a dispetto del volume d'informazioni e nozioni disperse per il testo, e a dispetto della fedeltà allo stile di scrittura di fine '800, il libro scorre via come un bicchier d'acqua, e si fa fatica a metterlo giù. Non occorre avere una buona conoscenza del periodo per apprezzare la storia, tuttavia chi invece è interessato coglierà continui rimandi a eventi reali, al punto che quasi tutto il romanzo è di fatto un tentativo di ricostruzione, necessariamente romanzesca ma neanche tanto, di un pezzo di Storia dell'Occidente ancora terribilmente attuale. Non si tratta (solo) della questione ebraica e del razzismo, ma si tratta dell'informazione e dei media, e dell'uso che ne viene fatto da parte del potere e dell'individuo. E' un libro che fa rabbrividire perché probabilmente cambierà le vostre percezioni della Storia - cos'è vero, cos'è falso, e che cosa muove gli ingranaggi del meccanismo colossale e inumano che chiamiamo Stato o Società Civile?
Un libro interessante, controverso, estremamente originale, che affronta un tema di interesse ormai globale in maniera nuova e abbandonando, per quanto possibile, i preconcetti e i luoghi comuni della letteratura commerciale o accademica. Come pensano i cinesi? Come percepiscono il mondo attorno a l
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Un libro interessante, controverso, estremamente originale, che affronta un tema di interesse ormai globale in maniera nuova e abbandonando, per quanto possibile, i preconcetti e i luoghi comuni della letteratura commerciale o accademica. Come pensano i cinesi? Come percepiscono il mondo attorno a loro, rispetto a noi? Come reagiscono alle cose, e come decidono il loro modo di agire?
L'autore esplora molti territori sconosciuti della mente cinese rilevando fatti inoppugnabili. Le conclusioni sono talora provocatorie, ma in ogni caso lo scopo è raggiunto: far riflettere il lettore non sulla Cina, intesa come Paese, ma sui cinesi, che lo rendono quel che è.
Un libro che tutti quelli che hanno a che fare spesso con dei cinesi dovrebbero leggere. Non per spiegare cosa sono e perché, come in un manuale, ma per insegnare ad ascoltarli e osservarli meglio, per poi darsi una risposta da sé, senza dimenticarsi che, prima di tutto, i cinesi sono essere umani come noi, ognuno con le sue specificità e le sue diversità personali.
Storie e leggende di Milano, riportate in versione apologetica della Chiesa cattolica romana. L'Inquisizione non e' mai esistita, i roghi delle streghe una leggenda messa in giro dai Protestanti, Sant'Ambrogio fustigaeretici un malinteso Visconteo per il piu' mite dei vescovi, il rito Ambrosiano una
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Storie e leggende di Milano, riportate in versione apologetica della Chiesa cattolica romana. L'Inquisizione non e' mai esistita, i roghi delle streghe una leggenda messa in giro dai Protestanti, Sant'Ambrogio fustigaeretici un malinteso Visconteo per il piu' mite dei vescovi, il rito Ambrosiano una versione meno moderna dell'originale rito Romano, un accidente che non vale la pena di nominare... Le storie non documentate o sono miracoli (se compatibili con la visione clericale) o sono "sciocche superstizioni", o al piu' "propaganda massonica". Il libro e' essenzialmente un manifesto culturale della fazione clericale piu' reazionaria, quella per cui nel Mondo esiste una ragione sola e tutte le altre opinioni sono destinate all'Inferno. Milano e le sue storie paiono un semplice pretesto per tessere le lodi del cattolicesimo e denigrare tutti i suoi avversari, dagli imperatori della Roma pagana a Napoleone ai Savoia sino ai moderni atei, tutti uniti dall'ostilità al papa e dalla loro sconfitta. Per quanto mi riguarda, una lettura sgradevole, antistorica e imbarazzante. E' un peccato che si pubblichino ancora libri del genere.
Il primo volume dimostrava scarsa fedeltà alla realtà storica, ma compensava con una storia appassionante e personaggi ben caratterizzati. Il secondo capitolo invece non compensa con niente: disegni ben realizzati, per carità, ma la storia è quella di un investigatore che insegue un serial killer, n
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Il primo volume dimostrava scarsa fedeltà alla realtà storica, ma compensava con una storia appassionante e personaggi ben caratterizzati. Il secondo capitolo invece non compensa con niente: disegni ben realizzati, per carità, ma la storia è quella di un investigatore che insegue un serial killer, nell'irlanda del 1014 ma con tutti gli elementi dell'irlanda del XX secolo. Mappe topografiche, profili psicologici, rapporti dettagliati inviati regolarmente sono cose nate, al più, alla fine dell'800, coi vichingi non c'azzeccano proprio. Linguaggio da serie TV americana, con gran profusione di "okay" che risultano veramente surreali nel Medioevo. Da evitare.
L'antico comune di Lorenteggio
Lodevole il proposito di scrivere una Storia del Lorenteggio, antichissimo villaggio nei pressi di Milano, poi Comune, infine quartiere della metropoli lombarda. Purtroppo al proposito non fa seguito una vera e propria Storia: si tratta più che altro di una lunghissima serie di citazioni di notizie ... (continue)
Lodevole il proposito di scrivere una Storia del Lorenteggio, antichissimo villaggio nei pressi di Milano, poi Comune, infine quartiere della metropoli lombarda. Purtroppo al proposito non fa seguito una vera e propria Storia: si tratta più che altro di una lunghissima serie di citazioni di notizie e fonti disparate, dai ritrovamenti archeologici ai documenti medievali, alle poesie e canzoni dialettali alla cronaca dei giornali moderni. Non si tirano le somme, non si converte il tutto in qualcosa di organico, di scorrevole. Se ne esce con le idee abbastanza confuse, se lo si volesse semplicemente leggere e non usare come strumento di approfondimento.
Un utilissimo compendio, quasi un invito, per chi voglia andare oltre e fare la propria ricerca. Per il lettore medio, magari digiuno di ricerca storica, si tratta forse di un testo disorganizzato e un po' noioso. Insomma, non il libro che uno si aspetta acquistandolo in una cartoleria di zona.
Il cimitero di Praga
Al suo sesto romanzo Eco dimostra di aver affinato notevolmente le sue capacità di scrittura, perché a dispetto del volume d'informazioni e nozioni disperse per il testo, e a dispetto della fedeltà allo stile di scrittura di fine '800, il libro scorre via come un bicchier d'acqua, e si fa fatica a m ... (continue)
Al suo sesto romanzo Eco dimostra di aver affinato notevolmente le sue capacità di scrittura, perché a dispetto del volume d'informazioni e nozioni disperse per il testo, e a dispetto della fedeltà allo stile di scrittura di fine '800, il libro scorre via come un bicchier d'acqua, e si fa fatica a metterlo giù. Non occorre avere una buona conoscenza del periodo per apprezzare la storia, tuttavia chi invece è interessato coglierà continui rimandi a eventi reali, al punto che quasi tutto il romanzo è di fatto un tentativo di ricostruzione, necessariamente romanzesca ma neanche tanto, di un pezzo di Storia dell'Occidente ancora terribilmente attuale. Non si tratta (solo) della questione ebraica e del razzismo, ma si tratta dell'informazione e dei media, e dell'uso che ne viene fatto da parte del potere e dell'individuo. E' un libro che fa rabbrividire perché probabilmente cambierà le vostre percezioni della Storia - cos'è vero, cos'è falso, e che cosa muove gli ingranaggi del meccanismo colossale e inumano che chiamiamo Stato o Società Civile?
I cinesi sono differenti
Un libro interessante, controverso, estremamente originale, che affronta un tema di interesse ormai globale in maniera nuova e abbandonando, per quanto possibile, i preconcetti e i luoghi comuni della letteratura commerciale o accademica. Come pensano i cinesi? Come percepiscono il mondo attorno a l ... (continue)
Un libro interessante, controverso, estremamente originale, che affronta un tema di interesse ormai globale in maniera nuova e abbandonando, per quanto possibile, i preconcetti e i luoghi comuni della letteratura commerciale o accademica. Come pensano i cinesi? Come percepiscono il mondo attorno a loro, rispetto a noi? Come reagiscono alle cose, e come decidono il loro modo di agire?
L'autore esplora molti territori sconosciuti della mente cinese rilevando fatti inoppugnabili. Le conclusioni sono talora provocatorie, ma in ogni caso lo scopo è raggiunto: far riflettere il lettore non sulla Cina, intesa come Paese, ma sui cinesi, che lo rendono quel che è.
Un libro che tutti quelli che hanno a che fare spesso con dei cinesi dovrebbero leggere. Non per spiegare cosa sono e perché, come in un manuale, ma per insegnare ad ascoltarli e osservarli meglio, per poi darsi una risposta da sé, senza dimenticarsi che, prima di tutto, i cinesi sono essere umani come noi, ognuno con le sue specificità e le sue diversità personali.
Curiosità e segreti di Milano
***This comment contains spoilers! ***
Storie e leggende di Milano, riportate in versione apologetica della Chiesa cattolica romana. L'Inquisizione non e' mai esistita, i roghi delle streghe una leggenda messa in giro dai Protestanti, Sant'Ambrogio fustigaeretici un malinteso Visconteo per il piu' mite dei vescovi, il rito Ambrosiano una ... (continue)
Storie e leggende di Milano, riportate in versione apologetica della Chiesa cattolica romana. L'Inquisizione non e' mai esistita, i roghi delle streghe una leggenda messa in giro dai Protestanti, Sant'Ambrogio fustigaeretici un malinteso Visconteo per il piu' mite dei vescovi, il rito Ambrosiano una versione meno moderna dell'originale rito Romano, un accidente che non vale la pena di nominare... Le storie non documentate o sono miracoli (se compatibili con la visione clericale) o sono "sciocche superstizioni", o al piu' "propaganda massonica". Il libro e' essenzialmente un manifesto culturale della fazione clericale piu' reazionaria, quella per cui nel Mondo esiste una ragione sola e tutte le altre opinioni sono destinate all'Inferno. Milano e le sue storie paiono un semplice pretesto per tessere le lodi del cattolicesimo e denigrare tutti i suoi avversari, dagli imperatori della Roma pagana a Napoleone ai Savoia sino ai moderni atei, tutti uniti dall'ostilità al papa e dalla loro sconfitta. Per quanto mi riguarda, una lettura sgradevole, antistorica e imbarazzante. E' un peccato che si pubblichino ancora libri del genere.
Northlanders vol. 2
Il primo volume dimostrava scarsa fedeltà alla realtà storica, ma compensava con una storia appassionante e personaggi ben caratterizzati. Il secondo capitolo invece non compensa con niente: disegni ben realizzati, per carità, ma la storia è quella di un investigatore che insegue un serial killer, n ... (continue)
Il primo volume dimostrava scarsa fedeltà alla realtà storica, ma compensava con una storia appassionante e personaggi ben caratterizzati. Il secondo capitolo invece non compensa con niente: disegni ben realizzati, per carità, ma la storia è quella di un investigatore che insegue un serial killer, nell'irlanda del 1014 ma con tutti gli elementi dell'irlanda del XX secolo. Mappe topografiche, profili psicologici, rapporti dettagliati inviati regolarmente sono cose nate, al più, alla fine dell'800, coi vichingi non c'azzeccano proprio. Linguaggio da serie TV americana, con gran profusione di "okay" che risultano veramente surreali nel Medioevo. Da evitare.