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Deutsche Büc…
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- Cyclo.id (1)
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By Carsten Nicolai -
Finished on Jun 4, 2012 




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- COLORING BOOK VINCENT VAN GOGH (1)
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By Annette Roeder -
Finished
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- Superlacrimella.de (1)
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By Anke Feuchtenberger -
Finished on May 31, 2009 




Finished (re-read) on Jun 14, 2009 




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Superlacrimella.de
“La ferocia nel mondo e l’esperienza della pena non tolgono la possibilità di vedere la bellezza, di scorgerla addirittura sul volto del nemico.” (Salvatore Natoli)
Ueber Unheimlichkeit. Sull’ inquietudine - e sull’ironia. Sulle due manifestazioni opposte dell’animo umano, il Novecento ha avut ... (continue)
“La ferocia nel mondo e l’esperienza della pena non tolgono la possibilità di vedere la bellezza, di scorgerla addirittura sul volto del nemico.” (Salvatore Natoli)
Ueber Unheimlichkeit. Sull’ inquietudine - e sull’ironia. Sulle due manifestazioni opposte dell’animo umano, il Novecento ha avuto due maestri, Kafka e Borges. Il primo, Kafka, accentuava il carattere inquietante dei propri racconti mentre l’ironia, cupa quanto si vuole, rimaneva sempre sullo sfondo. Il secondo, Borges, evidenziava sempre il lato ironico, in modo lieve e distaccato, anche quando narrava di situazioni inquietanti. Ne è un discreto esempio il secondo racconto presente ne “L’Aleph”, intitolato "Il morto", che narra delle vicende di Benjamin Otàlora, un balordo di periferia che si ritrova rocambolescamente a Montevideo, Uruguay. Nel corso di un bighellonaggio notturno, Otàlora s’imbatte in un alterco etilico tra bovari in cui è coinvolto un misterioso personaggio, Azevedo Bandeira. Ecco come il "venerabile Jorge" introduce Azevedo nel racconto:
“Azevedo Bandeira, benchè robusto, produce l’inspiegabile impressione di essere deforme; nel suo volto, sempre troppo vicino, si fondono l’ebreo, il negro e l’indio; nel suo aspetto,
la scimmia e la tigre; la cicatrice che gli taglia la faccia ne è un ornamento in più, come i neri e ispidi baffi.”
Il personaggio borgesiano è un coacervo di tratti inquietanti. L’aspetto corpulento e deforme, il fare animalesco, il volto indefinibile ma dai tratti improbabili e quasi demoniaci - come la mezcla creola di negritudine, ebraismo e autoctonia amerindia lascia intendere - rivendicano la destrezza pericolosa della tigre e la deriva quasi umanoide della scimmia. Il pelame selvaggio che intabarra il viso e la cicatrice sfregiante amplificano la descrizione di Bandeira e saturano la sua immagine producendo un turbamento ancora maggiore.
Sebbene la illustratrice e fumettista Anke Feuchtenberger sia berlinese di nascita e quindi geograficamente più vicina a Kafka, la sua poetica rimanda maggiormente alle sottili ironie borgesiane contaminate da un tocco grafico in puro stile neo-espressionista. Il personaggio di Lacrimella, presentato in “Superlacrimella.de”, evidenzia tratti decisi di bizzarria, spaesamento e sarcasmo. Lacrimella è una super-eroina di stanza a Berlino che possiede, come tutti i super-eroi, poteri speciali oltreumani quali il volo; ha sembianze severe incorniciate da una maschera bianca come i deformi attori caligariani, Conrad Veidt e Werner Krauss; mostra un corpo femminile cangiante e malleabile. Ad esempio, una tavola – dato che il libro non è un fumetto sequenziale – intitolata “Heimatbindung”- legame con la patria - mostra Lacrimella mentre si dibatte e viene risucchiata da un cuore (che rappresenta la Patria) che avvinghia il proprio volto. Nonostante i rimandi alle ossessioni pittoriche-espressioniste à la Alfred Kubin, l’aspetto di Lacrimella è allo stesso tempo profondamente ironico. Il capo è coperto da un foulard nero a piccoli punti bianchi, annodato sotto il mento, che la rende più simile a una contadina vetero-rurale del Brandeburgo che a una severa dominatrice sado-berlinese. La lingerie bianca post-erotica, che SL indossa sulla tutina nera da black bloc, mortifica ancor di più la sensualità di questa giovane e provinciale eroina e ne inficia la credibilità di Ueber Frau. Eppure se l’immagine di Lacrimella ne tradisce il lato buffo, il contesto in cui sono calate le sue gesta ne rivela invece il lato grottesco e mostruoso ; un mostruoso mai frontale ma sempre strisciante, alla Lynch, per intenderci. Le tavole proposte in questo singolare libro d’illustrazioni in b/n sono un esempio perfetto, in ambito artistico, di sensibilità neo-espressionista europea. Tale tendenza vede tra i principali protagonisti alcuni disegnatori italiani come Stefano Ricci, Andrea Bruno, Ericailcane (ma anche il lato b/n di Mattotti non è immune, così come l' Igort più crepuscolare).
Le tavole di Anke F. emanano un fascino sinistro. Sono piccoli quadretti inquietanti risolti con sottile e fredda ironia. La tavola che apprezzo maggiormente, “Sprung Zuruck” – Un salto all’indietro - inclina il lettore a sbigottimento e stupore. SuperLacrimella guida la macchina ma viene attratta da una situazione che sta accadendo alla sua destra; accanto a sè, un essere paperesco vagamente umanoide, la guarda, perplesso. Dal vetro anteriore dell’autovettura si nota, con una luce sorgente dal basso – la scena è notturna – un altro paperoide, assai simile a quello presente in macchina, che si sta buttando dalla finestra di casa. E’ la scena di un suicidio imminente? Qui anche le dimensioni del paperoide che si sta gettando nel vuoto contribuiscono allo sbigottimento perchè – se la prospettiva non è falsa – il paperoide è visibilmente altissimo, sproporzionato, molto più grande delle finestre a cui è aggrappato, anzi esorbita due piani interi. E’ mostruoso, super-size in modo grottesto. “Sprung Zuruck” impone immediatamente al lettore un universo bizzarramente bio-diversificato, allo stesso tempo credibile e tenebroso. Il mondo sinistramente e ironicamente post-umano, popolato da bio-esseri non antropomorfi, è descritto dalla Feuchtenberger con un bianco e nero molto stilizzato, dai contorni duri, graffiato e graffiante, debitore sia della grande stagione espressionista del ‘900 (ad esempio i b/n di Felixmueller o di Kirchner) sia della nuova scena neo-espressionista europea, su tutti Stefano Ricci. A volte i paesaggi urbani evocati dalla Feuchtenberger richiamano l’architettura razionalista di Loos o le piazze stranianti di De Chirico, accentuando la natura malinconica e metafisica dell’hinterland berlinese: così è la cornice dell’illustrazione che apre la raccolta, intitolata “Karl Marx Allee”. In questa tavola, altrettanto espressiva quanto Sprung Zuruck, SuperLacrimella sta, allo stesso tempo, piangendo e volando sulla centrale Karl Marx Allee mentre esclama: “Wenn ich das nur frueher gewusst haette...!! – Se solo lo avessi saputo prima... – Delusione amorosa? Delusione politica? Non è dato a sapere, ma il panorama desolante e disumanizzato della Karl-Marx Allee accentua la malinconia della tavola. Su questa linea architettonica anche l'illustrazione intitolata “Marzahn” dove un Silver Surfer sgraziato e trisomico sta strangolando Superlacrimella mentre lei sembra finalmente riconoscerlo: “Jetzt fallt es mir wieder ein: bist du es, baby?” – Ora ricordo: sei tu, baby?.
Tutte le tavole di Anke F. funzionano come dei “tagli esistenziali” sulla quotidianità di Supertrane, la super-eroina emotiva, oppure come “tagli dialettici” sul mondo bizzarro e parallelo dove agisce SL: così nella stupenda “Junger Schwan” – Il giovane cigno – dove un uovo/cigno baby, con gambine e bocca sgraziata ed esorbitante, viene svezzato teneramente in acqua da due signore oscuramente sexy, tra le quali pare esserci la nostra Oltre-donna. Oppure in “Kameraden” – Compagni – dove due piccini sventurati sono interamente ingessati e pronti ad essere infornati vivi e qui i rimandi anche storici mettono i brividi....
Sovente gli artisti sono le antenne di una situazione sociale scricchiolante e destabilizzata: così gli espressionisti tedeschi negli anni Venti del Novecento. E allora mi sorge un dubbio: anche le Feuchtenberger, i Ricci, i Mattotti, quali crepe stanno monitorando? L’Europa degli artisti sensibili torna ad avere paura? Le micro-increspature, le fratture inerti, gli scricchiolii sinistri e pre-schianto, vengono sistematicamente intercettati solo dal radar degli artisti. Ciò che prima era sopportabile, improvvisamente non lo è più; la Natura, così come la natura della Società, "sente" quando una soglia è stata oltrepassata. Si è forse prodotta una incrinatura segreta, permanente, che sta corrodendo in silenzio l’ Europa, alterandone l’identità? Ecco, forse, l’oscuro presagio che questi artisti neo-espressionisti delineano con le loro tavole, ora sinistre, ora ironiche. Queste manifestazioni critiche mi ricordano la scrittrice Pierrette Fleutiaux, citata in “Conversazioni” di Parnet-Deleuze. “Quando il margine inizia a fluttuare - scrive la Fleutiaux in “Histoire du gouffre et de la lunette”- quando un segmento vacilla, si ricorre al terribile Cannocchiale per sezionare, il Laser, che rimette in ordine le forme e i soggetti al loro posto. ....”. Un grande e inquietante Cannocchiale autoritario che ritorna, con passo pesante e cadenza antica. Reactionary Time, Here we go!