Lo scritto iniziale, "Il grande limbo delle fantasticazioni", e lo stile di Cavazzoni valgono come un micro-trattato di estetica.
"Apro un libro di Alberto Moravia e leggo le prime parole: Entrò Carla…, e già sono propenso a pensare che è un’opera d’arte, perché nessuno altrimenti si permett
... (continue)
Lo scritto iniziale, "Il grande limbo delle fantasticazioni", e lo stile di Cavazzoni valgono come un micro-trattato di estetica.
"Apro un libro di Alberto Moravia e leggo le prime parole: Entrò Carla…, e già sono propenso a pensare che è un’opera d’arte, perché nessuno altrimenti si permetterebbe di nominarmi questa signorina che non conosco senza dirmi almeno il cognome e darmi qualche riferimento anagrafico e che motivo ha questo tale Alberto Moravia (che tra l’altro per la verità si chiamava Alberto Pincherle, ma facciamo finta di niente), che motivo ha di pensare che io mi possa interessare ad una tal Carla nota a lui solo, e al fatto che entri; come se entrare da una porta fosse chissà che cosa, anzi fosse un evento così importante da usare il passato remoto, entrò Carla [...] ma lui, questo Moravia, è in realtà là da solo a casa sua che fa finta di aver gente che entra e esce, e che tra questi ci sia anche una Carla, mentr’invece al massimo c’è Elsa Morante che gli circola attorno con la sua faccia spenta e l’odore di muffa… che se invece dicesse: Entrò Elsa Morante, un lettore subito chiude il libro, e non ne vuole sapere niente dei loro rapporti, perché la prospettiva di una scena sessuale tra Elsa Morante e questo Alberto Moravia (o Pincherle) credo che al 95% della popolazione disgusterebbe; e il 5% restante sono probabilmente erotomani che non s’interessano al fatto che ci sia o no arte, ma a loro va bene anche Elsa Morante, purché sia femmina o siano convinti che da qualche parte lo sia."
Lo scritto iniziale, "Il grande limbo delle fantasticazioni", e lo stile di Cavazzoni valgono come un micro-trattato di estetica.
"Apro un libro di Alberto Moravia e leggo le prime parole: Entrò Carla…, e già sono propenso a pensare che è un’opera d’arte, perché nessuno altrimenti si permett ... (continue)
Lo scritto iniziale, "Il grande limbo delle fantasticazioni", e lo stile di Cavazzoni valgono come un micro-trattato di estetica.
"Apro un libro di Alberto Moravia e leggo le prime parole: Entrò Carla…, e già sono propenso a pensare che è un’opera d’arte, perché nessuno altrimenti si permetterebbe di nominarmi questa signorina che non conosco senza dirmi almeno il cognome e darmi qualche riferimento anagrafico e che motivo ha questo tale Alberto Moravia (che tra l’altro per la verità si chiamava Alberto Pincherle, ma facciamo finta di niente), che motivo ha di pensare che io mi possa interessare ad una tal Carla nota a lui solo, e al fatto che entri; come se entrare da una porta fosse chissà che cosa, anzi fosse un evento così importante da usare il passato remoto, entrò Carla
[...] ma lui, questo Moravia, è in realtà là da solo a casa sua che fa finta di aver gente che entra e esce, e che tra questi ci sia anche una Carla, mentr’invece al massimo c’è Elsa Morante che gli circola attorno con la sua faccia spenta e l’odore di muffa… che se invece dicesse: Entrò Elsa Morante, un lettore subito chiude il libro, e non ne vuole sapere niente dei loro rapporti, perché la prospettiva di una scena sessuale tra Elsa Morante e questo Alberto Moravia (o Pincherle) credo che al 95% della popolazione disgusterebbe; e il 5% restante sono probabilmente erotomani che non s’interessano al fatto che ci sia o no arte, ma a loro va bene anche Elsa Morante, purché sia femmina o siano convinti che da qualche parte lo sia."