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  • Cover of L'arte della gioia

    L'arte della gioia

    1 person find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Madame Modesta c'est moi!

    Non posso farne una recensione: la storia di Modesta è la mia storia.
    Non ho ucciso mia madre, non ho amato donne (almeno non fisicamente), non ho subito la galera o il confino per reati politici e, soprattutto, non sono riuscita a diventare principessa.
    Ma la mia vita è la stessa sequela ... (continue)

    Non posso farne una recensione: la storia di Modesta è la mia storia.
    Non ho ucciso mia madre, non ho amato donne (almeno non fisicamente), non ho subito la galera o il confino per reati politici e, soprattutto, non sono riuscita a diventare principessa.
    Ma la mia vita è la stessa sequela di delitti e determinazione, di volontà di affermazione e lunghi sonni, antifascismo profondo e disprezzo per ogni forma di religione, soprattutto se androcentrica.
    Con la differenza che la mia storia è molto meno interessante.
    Il rapporto che si è instaurato tra me e Modesta durante la lettura è quindi di natura intima e personale, per cui questa recensione va di diritto sul mio blob/g. Per parafrasare il verso di Patrizia Cavalli citato nel commento, se non leggo di me e non mi ritrovo, mi succede poi che mi confondo.
    A beneficio pubblico, dirò solo che è un libro che insegna molto sull'essere donne e persone in generale ed è necessario come lo sono i libri di Simone de Beauvoir o quelli della saga di Angelica o di Adrienne Rich.

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    — Nov 9, 2009 | 1 feedback
  • Cover of Fruitcake

    Fruitcake

    Selima Hill è una poetessa necessaria, ma qui su aNobii è pressoché sconosciuta.
    Fruitcake è una raccolta di versi che ha come tema la maternità. La maternità vera, quella che non è fatta di trittici sacri (Madonna style) o di mammiferismo metafisico (nutrici forever), o di unicità schiavistiche (d ... (continue)

    Selima Hill è una poetessa necessaria, ma qui su aNobii è pressoché sconosciuta.
    Fruitcake è una raccolta di versi che ha come tema la maternità. La maternità vera, quella che non è fatta di trittici sacri (Madonna style) o di mammiferismo metafisico (nutrici forever), o di unicità schiavistiche (di mamma ce n'è una sola) o di perfezione ontologica (sono una mamma, non sono solo una donna).
    Eppure, Selima Hill non è ironica, pur strappando mezzi sorrisi obliqui; non è affilata, pur scarnificando; non è sgradevole, pur essendo cruda: è umana e donna, senza tanti giri di parole e senza tante ipocrisie.
    Selima Hill non afferma e non nega.
    Prima di scrivere, legge: dentro di sé e dentro gli altri.

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    — Oct 5, 2009 | Add your feedback
  • Cover of C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

    C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

    2 people find this helpful

    Per parlare dei libri di E.M.R. bisogna prima parlare di lui: è la maledizione degli enfant prodige, dei geni maledetti e dei talenti sprecati.
    Ed E.M.R è un po’ di tutto ciò.
    Se volessi descriverlo per comparazione, direi di immaginare un Maradona scrittore, cioè uno capace di genialate inenarra ... (continue)

    Per parlare dei libri di E.M.R. bisogna prima parlare di lui: è la maledizione degli enfant prodige, dei geni maledetti e dei talenti sprecati.
    Ed E.M.R è un po’ di tutto ciò.
    Se volessi descriverlo per comparazione, direi di immaginare un Maradona scrittore, cioè uno capace di genialate inenarrabili e di cazzate altrettanto spettacolari.
    Dalle interviste che rilascia viene fuori come uno spocchioso, odioso, borioso sputasentenze: ma per me è irresistibile quando parla di Marquez, chiamandolo Garcìa Marketing o quando dice che i romanzi di Hemingway sono autentiche porcherie.
    Come scrittore resta borioso e odioso, talentuoso e irresistibile, continuando ad offrire moltissime occasioni per amarlo e altrettante per odiarlo.
    Ma tutte insieme costituiscono la ragione per cui va assolutamente letto.
    Il suo romanzo rivelazione “C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” è rozzo, sporco, incandescente e riottoso. Leggerlo equivale a scavare in una miniera di diamanti, ma prima di arrivare alla gemma devi accumulare un po’ di materiale di risulta. Che invece di essere costituito da minerali meno preziosi, è fatto di pus, sperma e sangue conditi con infiorettature di maschilismo ributtante. Eppure è un lavoro che si continua a fare durante la lettura e vorrei dire anche con piacere, se non mi risultasse culturalmente impossibile associare al pus una qualsiasi forma di gradevolezza.
    Ci sono alcune pagine di una tenerezza sconfinata, tenerezza di cui solo i veri cinici, come il protagonista Rep, sono capaci. E altre che ti farebbero venir voglia di mollare due ceffoni al ragazzino pestifero e viziato, che vuole giocare a disegnarsi come fallito e disincantato.
    Poi ti ricordi che per un ragazzaccio di strada a Bogotà, che ha assistito a sei anni alla morte del padre, niente deve essere stato facile e scontato. E dipingersi come un maudit non sarà solo un vezzo.

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    — Nov 6, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Racconti londinesi

    Racconti londinesi

    2 people find this helpful

    Questi racconti non sono sicuramente la miglior prova di Doris Lessing, ma mi sono più o meno piaciuti per diversi motivi. Più o meno, perché alcuni di essi mi hanno indotto a chiedermi perché li avesse scritti: mi sembravano appartenere al genere di estorsioni che una casa editrice opera nei confro ... (continue)

    Questi racconti non sono sicuramente la miglior prova di Doris Lessing, ma mi sono più o meno piaciuti per diversi motivi. Più o meno, perché alcuni di essi mi hanno indotto a chiedermi perché li avesse scritti: mi sembravano appartenere al genere di estorsioni che una casa editrice opera nei confronti dei suoi autori, pur di avere qualcosa di pubblicabile. Questa raccolta è sicuramente stata scritta senza un’intenzione organica, e ciò è abbastanza palese. La londinesità promessa non viene sempre fuori, ma ciò forse dipende anche dal fatto che essa risenta in qualche modo del punto di vista di chi la descrive. Agli occhi di un italiano può sembrare molto inglese, qualcosa che, invece, sfugge del tutto agli occhi di un olandese.
    E comunque questo voler incasellare, categorizzare nazionalità può essere un discorso pericoloso, soprattutto hic et nunc (mala tempora currunt).
    Ho provato quindi ad immedesimarmi nell’autrice che, pur essendo sicuramente inglese, ha avuto una formazione, un’ aspirazione e sicuramente anche un atteggiamento cosmopolita, che la mette contemporaneamente al centro e al di fuori della disamina del cosiddetto british character .
    Che detto fra noi, io adoro. Soprattutto per quel che viene fuori nell’ultimo racconto ‘Persone civili’: una rappresentazione perfetta, e per me, esemplare. Ambita. Nonché irraggiungibile.

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    — Oct 15, 2008 | Add your feedback
  • Cover of Millennio

    Millennio

    7 people find this helpful

    Commento impulsivo e precoce.

    Ho più volte rimandato la lettura di questo libro, nonostante la passione che nutro da sempre per questo incommensurabile scrittore. Anzi, forse proprio a causa di ciò. Le produzioni postume mi lasciano sempre scettica e prevenuta: nel caso, poi, di autori amati, mi infastidisce molto l'idea che si ... (continue)

    Ho più volte rimandato la lettura di questo libro, nonostante la passione che nutro da sempre per questo incommensurabile scrittore. Anzi, forse proprio a causa di ciò. Le produzioni postume mi lasciano sempre scettica e prevenuta: nel caso, poi, di autori amati, mi infastidisce molto l'idea che si sia andati a frugare tra le sue cose alla ricerca dell'inedito, come maiali che grufolano a tartufi. Credo anche che, data la subitaneità della sua morte, non avesse potuto lasciare disposizioni in merito. Però c'era questo corpus mastodontico, che, per certi versi, suona come un'opera d'addio nelle intenzioni dell'autore. E che non poteva essere ignorato, me ne rendo conto.
    Sono solo all'inizio della lettura, ma già nelle prime cinquanta pagine ho ritrovato tutto quello che ho sempre amato di Montalbàn e del mondo di Carvalho. Tutto quello che mi mancherà in maniera indicibile e che forse mi porterà a rileggere tutte le loro avventure, questa volta in ordine cronologico. Un tutto che consiste in una capacità narrativa strabiliante, colta, coinvolgente, acuta. E cinica quanto basta per non trascurare del tutto una discreta dose di sentimenti pudichi, ma accorati. Un'altrettanto strabiliante capacità di delineare personaggi e caratteri complessi e che proprio grazie alla loro complessità sono elementi narrativi fondamentali per la disposizione di un ordito al quale la trama si intreccia, in un effetto finale di rilievi e profondità che conferisce all'opera la scintilla divina della reductio ad unun di una realtà scomposta e particellare. In realtà, attraverso le indagini di Pepe, Montalbàn investiga sul mondo e il giallo è solo uno dei tanti toni con cui egli dipinge capolavori.
    Vorrei poter un giorno fare il giro del mondo sulle tracce di Carvalho e Biscuter. E vorrei poterlo fare prima che esso diventi irriconoscibile del tutto. Mi sa che sono già in ritardo.

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    — Apr 27, 2008 | 3 feedbacks
  • Cover of I newyorkesi

    I newyorkesi

    1 person find this helpful

    Carino. Fa venire voglia di avere un cane. E anche di andare a vivere a in quella strada di New York e di andare a pranzo al GoGoGrill.
    Grazie a Zelda per la segnalazione.

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    — Mar 6, 2009 | Add your feedback
  • Cover of La famiglia Winshaw

    La famiglia Winshaw

    4 people find this helpful

    C'è un momento preciso nel corso della lettura di un libro, nel quale scatta il meccanismo che ti prende, il buco nero che ti risucchia all'interno della storia e ti lascia solo la consapevolezza che sarà difficile staccarsene. E tutto ciò succede sempre a prescindere dal valore letterario di ciò ch ... (continue)

    C'è un momento preciso nel corso della lettura di un libro, nel quale scatta il meccanismo che ti prende, il buco nero che ti risucchia all'interno della storia e ti lascia solo la consapevolezza che sarà difficile staccarsene. E tutto ciò succede sempre a prescindere dal valore letterario di ciò che stai leggendo: per questo capolavori o classici non sempre riescono a coinvolgere, mentre invece può capitare che lo facciano opere meno esemplari.
    A volte succede immediatamente, perchè magari è unè il codice di linguaggio a catturarti; altre volte è la trama o l'entrata in scena e la descrizione di un personaggio.
    Ma il momento magico in assoluto è quando una frase, un concetto, una descrizione riporta a galla qualcosa che senti come tuo: allora, sei tu lo scrittore ed il protagonista del libro. In quella fila di parole ti riconosci, sai di averle avute da sempre dentro di te, ma giacevano sotto la palta dell'inconscio o dell'oblio. E nel momento di questa rivelazione puoi udire un clic netto dentro di te: il segnale che qualcosa è scattato e che da adesso in poi cambierà la cifra della lettura.
    A me, in questo libro, è capitato qui:
    "Era senza dubbio un giorno straordinario e per provarlo feci un'altra cosa a dir poco eccezionale. Uscii a fare due passi."

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    — Jan 31, 2008 | Add your feedback
  • Cover of L'eleganza del riccio

    L'eleganza del riccio

    1 person find this helpful

    Come succede tutte le volte che un libro mi piace tanto, a fine lettura mi sento grata.
    Grata alla scrittrice: per il suo forbito e, a tratti, meravigliosamente ostentato uso della lingua.
    Per aver creato due figure femminili protagoniste capaci di raccontare attraverso le loro inverosimil ... (continue)

    Come succede tutte le volte che un libro mi piace tanto, a fine lettura mi sento grata.
    Grata alla scrittrice: per il suo forbito e, a tratti, meravigliosamente ostentato uso della lingua.
    Per aver creato due figure femminili protagoniste capaci di raccontare attraverso le loro inverosimili peculiarità caratteriali, quanto in realtà appartiene comunemente a tutti noi: l'invisibilità, di ciò che veramente siamo, agli occhi di un mondo frettoloso e superficiale. Anche quando il mondo in questione sono le persone che ci 'guardano' (ma forse non ci 'vedono') tutti i giorni o che probabilmente ci vogliono molto bene (senza sapere cos'è 'bene' per noi).
    Le sono grata per i suoi excursus tra arte, filosofia, letteratura et cetera.
    E la ringrazio soprattutto per avermi fatto conoscere un'opera lirica bellissima, appassionante e coinvolgente, quale è Didone ed Enea di Henry Purcell.

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    — Apr 15, 2008 | 2 feedbacks
  • Cover of Assassino senza volto

    Assassino senza volto

    Un libro che trasuda tristezza.
    Non c'è una risata, un sorriso, un'intenzione, non dico gioiosa - perché sarebbe fuori luogo - ma almeno ironica, sarcastica. Niente.
    Cioè, una (una!) risata c'è, a dir il vero: ma resta sullo sfondo, in una scenografia grigia, in cui spicca solo il colore ... (continue)

    Un libro che trasuda tristezza.
    Non c'è una risata, un sorriso, un'intenzione, non dico gioiosa - perché sarebbe fuori luogo - ma almeno ironica, sarcastica. Niente.
    Cioè, una (una!) risata c'è, a dir il vero: ma resta sullo sfondo, in una scenografia grigia, in cui spicca solo il colore solare dell'abbigliamento e la risata aperta di un uomo. Che non è un personaggio della storia, ma il compagno della figlia di Wallander. Non a caso.

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    — Feb 26, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Caos calmo

    Caos calmo

    2 people find this helpful

    Non è che non mi sia piaciuto, ma sono restia ad affermare con pienezza che sia stato bello. Non posso dire che Veronesi non scriva bene: ma può essere questo un merito per uno scrittore pubblicato e premiato? E' come dire di un cantante: "Le sue canzoni non mi piacciono, però è intonato". Ci manche ... (continue)

    Non è che non mi sia piaciuto, ma sono restia ad affermare con pienezza che sia stato bello. Non posso dire che Veronesi non scriva bene: ma può essere questo un merito per uno scrittore pubblicato e premiato? E' come dire di un cantante: "Le sue canzoni non mi piacciono, però è intonato". Ci mancherebbe pure!.
    Forse ho sbagliato momento per leggerlo: non sono mai bendisposta verso i cosiddetti casi letterari (e che rimanga tra noi, mi sono fatta sedurre dal fatto che l'autore è abbastanza gnocco). Mi ha dato fastidio, inoltre, che abbia scippato il primo posto a quella donna, incredibilmente affascinante nel suo understatement, di Rossana Rossanda. E non gli perdono di aver detto che di questi tempi c'è troppo interesse intorno al cibo e disprezza chi si preoccupa di quel che ha nel piatto o nel bicchiere. Umpf! Ho capito che tra noi non ci sarebbe storia (però un po' ha ragione).
    Ergo, dati i presupposti, per piacermi avrebbe dovuto scrivere un capolavoro: e di sicuro, Caos calmo non lo è.

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    — Dec 7, 2007 | 1 feedback

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