Buona la raccolta, pessimi editing e "promozione"!
Trovata al mercatino "dei bambini" a Marghera per un euro, ho preso questa raccolta di racconti al volo dopo averne sentito parlare piuttosto bene sul web (aNobii a parte: qui non ha avuto molto successo): nonostante Gianni Pilo ci abbia messo del suo per minare i vari racconti, il risultato finale
... (continue)
Trovata al mercatino "dei bambini" a Marghera per un euro, ho preso questa raccolta di racconti al volo dopo averne sentito parlare piuttosto bene sul web (aNobii a parte: qui non ha avuto molto successo): nonostante Gianni Pilo ci abbia messo del suo per minare i vari racconti, il risultato finale non è per niente male...
Qualche parola per ogni racconto relativamente a valore in sè e valore in rapporto al mondo di Lovecraft: Orrore a Crouch End di Stephen King: molto bello e molto lovecraftiano (8.5); I pozzi stellari di A.A. Attanasio: bello anche se a volte troppo visionario e discretamente lovecraftiano (6.5); Il secondo desiderio di Brian Lumley: bello e ottimamente lovecraftiano nelle atmosfere di (s)fondo (7); Risveglio al buio di Frank Belknap Long: non particolarmente convincente con qualche spunto lovecraftiano non troppo accentuato (5); Il pozzo n.247 di Basil Copper: veramente molto molto bello e molto lovecraftiano: probabilmente il racconto migliore della raccolta! (9) Il negro col corno di T.E.D. Klein: nulla di che con qualche spunto lovecraftiano (6); Il libro nero di Alsophocus di H.P. Lovecraft e Martin Warnes: bel racconto con ovvi risvolti lovecraftiani (7.5); La maledizione del buio di David Drake: bello macabro ma un tantino confusionario con qualche spunto lovecraftiano (6.5); I volti al Pine Dune di Ramsey Campbell: bello e angosciante anche se a volte un po' confuso con qualche remoto spunto lovecraftiano (7).
I racconti sono in media di buon livello e la traduzione zoppicante non li penalizza più di tanto se non fosse per la punteggiatura che si assesta su livelli aberranti, non certo degni di un nome come quello di Gianni Pilo che, dopo molteplici esperienze, a mio modesto parere, comincio a ritenere tanto bravo nel selezionare racconti horror quanto non sempre all'altezza dal punto di vista "tecnico-traduzionistico"...
Squallidissima inoltre l'operazione commerciale della Fanucci che ha titolato bello grande in copertina Stephen King - Orrore a Crouch End dimenticandosi "accidentalmente" che questa è una raccolta dove non c'è solo King e il suo racconto ma anche molti altri, tutti nomi, tra l'altro, di non poco spessore (Campbell? Copper? Klein?) Essendo a conoscenza del "misfatto", non ho avuto conseguenze per questo comportamento scorretto ma comportamento scorretto (e di pessimo gusto) rimane.
Nessuna interruzione questa volta nella narrazione della storia scritta ormai 30 anni or sono dal buon King, storia che continua direttamente da dove si era interrotta nella scorsa serie, portando l'adattamento fumettoso verso la conclusione del primo romanzo della saga.
Nessuna interruzione questa volta nella narrazione della storia scritta ormai 30 anni or sono dal buon King, storia che continua direttamente da dove si era interrotta nella scorsa serie, portando l'adattamento fumettoso verso la conclusione del primo romanzo della saga.
Questa decima serie (The Gunslinger: The way station), divisa in 5 volumetti, continua senza interruzioni la storia di Roland all'inseguimento dell'Uomo in Nero, dalla partenza dall'ormai defunta Tull all'inizio delle montagne, passando per l'incontro con Jake alla stazione di via...
I disegni sono belli e ben colorati e devo ammettere che l'ennesimo cambio di illustrator (ancora?) ha dato nuovo vigore alla storia con disegni forse più crudi e "schematici" ma non per questo meno validi: non ho abbastanza esperienza nel campo fumetti per dire se il continuo cambio di illustrator sia cosa buona o meno ma, almeno per il momento, è andata sempre piuttosto bene!
Come sempre, utili e degne di nota le pagine di approfondimento finali, da sempre ottime integrazioni sia per quanto riguarda il piano fumettistico ma anche per quanto riguarda la saga della Torre Nera in 'versione romanzo'.
Ora la serie continuerà con un nuovo capitolo intitolato The Man in Black nella quale Roland giungerà, finalmente, all'incontro tanto atteso col suo vecchio "amico", l'Uomo in Nero!
nota: ho tutti i volumetti singoli della serie ma inserisco solo questo per comodità...
Iniziato più che altro per curiosità su un argomento che mi affascina parecchio (scalate in montagna = gran belle foto) e che so che non potrò mai affrontare personalmente (soffro di vertigini a guardare dal sesto piano), questo 'report' sull'avventura del Duca degli Abruzzi & Co. tra le vette più
... (continue)
Iniziato più che altro per curiosità su un argomento che mi affascina parecchio (scalate in montagna = gran belle foto) e che so che non potrò mai affrontare personalmente (soffro di vertigini a guardare dal sesto piano), questo 'report' sull'avventura del Duca degli Abruzzi & Co. tra le vette più alte del mondo si è fatto leggere bene, senza intoppi, conquistandosi la mia piena attenzione.
La descrizione del viaggio, iniziando dall'organizzazione pre-partenza e arrivando sino al post-ritorno, è ben ragionata e scritta in un italiano forbito ma non esageratamente "antiquato": le descrizioni, minuziose e spesso molto schematiche, aiutano anche i non addetti ai lavori anche se ogni tanto l'autore si perde in lunghi elenchi e/o descrizioni di luoghi così dettagliate che si tende a perdere un poco il filo.
Anche non guardando al puro lato "montagnesco" della vicenda (mica cazzi, tra l'altro), lo straordinario di questa opera consiste nel valore della testimonianza storica che si legge tra le righe: le descrizioni delle popolazioni, delle loro usanze e dei luoghi incontrati durante il lungo viaggio (più di 500km), tutti elementi ben poco conosciuti all'epoca (si parla del 1909), valgono anche da soli la lettura e mi ha stupito, devo essere sincero, il fatto che questi vengano trattati in maniera oggettiva e mai col tono di superiorità tipica dell'uomo occidentale che arriva in paesi dove povertà e semplicità regnano sovrane!
Uniche pecche, a mio parere, la mancanza di un mini-glossario alla fine del volume che spieghi i molti termini tecnici (alcuni li conoscevo per "passione geologica" mia ma altri non li avevo neanche mai sentiti) e la presenza di poche foto di Sella (mica un pirla qualsiasi) a testimonianza della spedizione: da una edizione White Star, per quanto economica, mi sarei aspettato di più in tal senso...
Da leggere se interessati alla montagna ma non solo!
Trovato in Galleria a Mestre a 5 euro insieme a Il satellite proibito di Algis Budrys, ho preso questo libro complice il classico tema apocalittico descritto in quarta di copertina: non è andata proprio benissimo ma sarebbe potuta andare anche peggio...
Trovato in Galleria a Mestre a 5 euro insieme a Il satellite proibito di Algis Budrys, ho preso questo libro complice il classico tema apocalittico descritto in quarta di copertina: non è andata proprio benissimo ma sarebbe potuta andare anche peggio...
In una giornata come le altre, un terribile terremoto sconvolge una piccola cittadina della campagna inglese, squassando il territorio circostante e creando una profonda spaccatura che inghiotte gran parte della cittadina stessa; i problemi, però, sono ben lungi dall'essere finiti, visto che da questa spaccatura si sprigiona una nebbia giallastra che sembra far impazzire chiunque vi venga in contatto...
Non male la storia di fondo, con diverse buone descrizioni della follia che dilaga, specie nella parte dedicata a Londra, ma, tra la super-inflazione del tema ormai trattato, tra libri e cinema, decine di volte, e diversi piccoli difetti "tecnico-pratici", il tutto ne esce decisamente ridimensionato e ben poco originale tanto da non emergere nella ma(ta)ssa di storie simili; l'inizialmente bella e ben sviluppata idea dei diversi POV che si intrecciano con flashback annessi e connessi che poteva dare un tocco di "diversità" alla storia si perde poi in ripetizioni continue e non particolarmente ben sviluppate nel passare da uno all'altro. Alcuni svarioni tecnici [il 747 che decolla in 180m (ma per favore!), i lemmings suicidi (che tristezza 'sto luogo comune), la trasfusione miracolosa (ma informarsi un minimo prima?)], l'eccessivo "essere super" del protagonista (ho capito che non è proprio il primo che passa per la strada ma ora della fine del libro è diventato na specie di Rambo) e una traduzione quasi completamente priva di congiuntivi minano ulteriormente l'efficacia del tutto dando all'insieme una leggibilità comunque discreta ma non particolarmente avvincente o coinvolgente.
Nonostante i non pochi difetti, il libro si fa leggere così come un filmetto di serie B "Canale5 e le spassose disgrazie in CGI sgrausa" si fa guardare... nulla di più però!
Ottimo lo scenario di fondo, pessimo il messaggio subliminal-religioso...
Trovato con l'offerta "3UraniaX5euro" in Galleria a Mestre insieme a Bolle d'infinito di John Varley e Semi di stelle di Theodore Sturgeon, ho preso questo libro come "terza scelta" ispirato principalmente dallo scenario post-apocalittico che su di me ha sempre molta presa: da quel pun
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Trovato con l'offerta "3UraniaX5euro" in Galleria a Mestre insieme a Bolle d'infinito di John Varley e Semi di stelle di Theodore Sturgeon, ho preso questo libro come "terza scelta" ispirato principalmente dallo scenario post-apocalittico che su di me ha sempre molta presa: da quel punto di vista non è andata neanche male ma l'aspetto socio-religioso si fa sentire decisamente troppo...
In un'America distrutta dalla guerra nucleare, cinque storie, accomunate tra loro dal suddetto contesto e dalla condivisione di alcuni personaggi, raccontano in maniera cruda, realistica e con molti spunti sociologici, la ricostruzione della società intorno alla neonata comunità mormone di Deseret che pare costituire il punto di rinascita dell'America "per bene"...
Per quanto lo scenario post-apocalittico descritto da Card sia di ottimo livello e in più di qualche punto mi abbia ricordato la crudezza e la tristezza di quello di McCarthy, e diverse riflessioni sociologiche sulla rinascita della società non siano neanche male, l'aspetto psico-religioso rovina, a mio parere, gran parte della narrazione. Non ho idea se Card sia mormone e abbia voluto propinare al mondo la manfrina, comune a tutte le religioni, per cui "se sei dei nostri sei salvo se no sei fottuto" ma, probabilmente per colpa mia che mal sopporto qualunque religione, il tutto risulta piuttosto patetico e ben poco credibile (l'America distrutta dalle bombe e si salva l'intera comunità dei Mormoni e pochi altri? eddai!) minando alla base l'ottimo sviluppo catastrofista della trama; le riflessioni sociologiche non sono male ma anche qui, purtroppo, l'aspetto religioso viene presto a spodestare la logica e tutto ritorna in funzione del "sono mormone quindi mi salvo dal male" che, per quanto mi riguarda, convince poco e stanca presto.
La traduzione è buona e stranamente i congiuntivi sono quasi tutti al loro posto il che fa sì che i racconti si facciano comunque leggere, ma certo resta l'amarezza nel vedere in parte "sprecato" uno scenario ottimamente costruito... mah...
Orrore a Crouch End
Trovata al mercatino "dei bambini" a Marghera per un euro, ho preso questa raccolta di racconti al volo dopo averne sentito parlare piuttosto bene sul web (aNobii a parte: qui non ha avuto molto successo): nonostante Gianni Pilo ci abbia messo del suo per minare i vari racconti, il risultato finale ... (continue)
Trovata al mercatino "dei bambini" a Marghera per un euro, ho preso questa raccolta di racconti al volo dopo averne sentito parlare piuttosto bene sul web (aNobii a parte: qui non ha avuto molto successo): nonostante Gianni Pilo ci abbia messo del suo per minare i vari racconti, il risultato finale non è per niente male...
Qualche parola per ogni racconto relativamente a valore in sè e valore in rapporto al mondo di Lovecraft:
Orrore a Crouch End di Stephen King: molto bello e molto lovecraftiano (8.5);
I pozzi stellari di A.A. Attanasio: bello anche se a volte troppo visionario e discretamente lovecraftiano (6.5);
Il secondo desiderio di Brian Lumley: bello e ottimamente lovecraftiano nelle atmosfere di (s)fondo (7);
Risveglio al buio di Frank Belknap Long: non particolarmente convincente con qualche spunto lovecraftiano non troppo accentuato (5);
Il pozzo n.247 di Basil Copper: veramente molto molto bello e molto lovecraftiano: probabilmente il racconto migliore della raccolta! (9)
Il negro col corno di T.E.D. Klein: nulla di che con qualche spunto lovecraftiano (6);
Il libro nero di Alsophocus di H.P. Lovecraft e Martin Warnes: bel racconto con ovvi risvolti lovecraftiani (7.5);
La maledizione del buio di David Drake: bello macabro ma un tantino confusionario con qualche spunto lovecraftiano (6.5);
I volti al Pine Dune di Ramsey Campbell: bello e angosciante anche se a volte un po' confuso con qualche remoto spunto lovecraftiano (7).
I racconti sono in media di buon livello e la traduzione zoppicante non li penalizza più di tanto se non fosse per la punteggiatura che si assesta su livelli aberranti, non certo degni di un nome come quello di Gianni Pilo che, dopo molteplici esperienze, a mio modesto parere, comincio a ritenere tanto bravo nel selezionare racconti horror quanto non sempre all'altezza dal punto di vista "tecnico-traduzionistico"...
Squallidissima inoltre l'operazione commerciale della Fanucci che ha titolato bello grande in copertina Stephen King - Orrore a Crouch End dimenticandosi "accidentalmente" che questa è una raccolta dove non c'è solo King e il suo racconto ma anche molti altri, tutti nomi, tra l'altro, di non poco spessore (Campbell? Copper? Klein?) Essendo a conoscenza del "misfatto", non ho avuto conseguenze per questo comportamento scorretto ma comportamento scorretto (e di pessimo gusto) rimane.
The Dark Tower: The Way Station n.1
Nessuna interruzione questa volta nella narrazione della storia scritta ormai 30 anni or sono dal buon King, storia che continua direttamente da dove si era interrotta nella scorsa serie, portando l'adattamento fumettoso verso la conclusione del primo romanzo della saga.
Questa decima serie (The ... (continue)
Nessuna interruzione questa volta nella narrazione della storia scritta ormai 30 anni or sono dal buon King, storia che continua direttamente da dove si era interrotta nella scorsa serie, portando l'adattamento fumettoso verso la conclusione del primo romanzo della saga.
Questa decima serie (The Gunslinger: The way station), divisa in 5 volumetti, continua senza interruzioni la storia di Roland all'inseguimento dell'Uomo in Nero, dalla partenza dall'ormai defunta Tull all'inizio delle montagne, passando per l'incontro con Jake alla stazione di via...
I disegni sono belli e ben colorati e devo ammettere che l'ennesimo cambio di illustrator (ancora?) ha dato nuovo vigore alla storia con disegni forse più crudi e "schematici" ma non per questo meno validi: non ho abbastanza esperienza nel campo fumetti per dire se il continuo cambio di illustrator sia cosa buona o meno ma, almeno per il momento, è andata sempre piuttosto bene!
Come sempre, utili e degne di nota le pagine di approfondimento finali, da sempre ottime integrazioni sia per quanto riguarda il piano fumettistico ma anche per quanto riguarda la saga della Torre Nera in 'versione romanzo'.
Ora la serie continuerà con un nuovo capitolo intitolato The Man in Black nella quale Roland giungerà, finalmente, all'incontro tanto atteso col suo vecchio "amico", l'Uomo in Nero!
nota: ho tutti i volumetti singoli della serie ma inserisco solo questo per comodità...
Il Duca degli Abruzzi e Filippo De Filippi nell'Himalaya
Iniziato più che altro per curiosità su un argomento che mi affascina parecchio (scalate in montagna = gran belle foto) e che so che non potrò mai affrontare personalmente (soffro di vertigini a guardare dal sesto piano), questo 'report' sull'avventura del Duca degli Abruzzi & Co. tra le vette più ... (continue)
Iniziato più che altro per curiosità su un argomento che mi affascina parecchio (scalate in montagna = gran belle foto) e che so che non potrò mai affrontare personalmente (soffro di vertigini a guardare dal sesto piano), questo 'report' sull'avventura del Duca degli Abruzzi & Co. tra le vette più alte del mondo si è fatto leggere bene, senza intoppi, conquistandosi la mia piena attenzione.
La descrizione del viaggio, iniziando dall'organizzazione pre-partenza e arrivando sino al post-ritorno, è ben ragionata e scritta in un italiano forbito ma non esageratamente "antiquato": le descrizioni, minuziose e spesso molto schematiche, aiutano anche i non addetti ai lavori anche se ogni tanto l'autore si perde in lunghi elenchi e/o descrizioni di luoghi così dettagliate che si tende a perdere un poco il filo.
Anche non guardando al puro lato "montagnesco" della vicenda (mica cazzi, tra l'altro), lo straordinario di questa opera consiste nel valore della testimonianza storica che si legge tra le righe: le descrizioni delle popolazioni, delle loro usanze e dei luoghi incontrati durante il lungo viaggio (più di 500km), tutti elementi ben poco conosciuti all'epoca (si parla del 1909), valgono anche da soli la lettura e mi ha stupito, devo essere sincero, il fatto che questi vengano trattati in maniera oggettiva e mai col tono di superiorità tipica dell'uomo occidentale che arriva in paesi dove povertà e semplicità regnano sovrane!
Uniche pecche, a mio parere, la mancanza di un mini-glossario alla fine del volume che spieghi i molti termini tecnici (alcuni li conoscevo per "passione geologica" mia ma altri non li avevo neanche mai sentiti) e la presenza di poche foto di Sella (mica un pirla qualsiasi) a testimonianza della spedizione: da una edizione White Star, per quanto economica, mi sarei aspettato di più in tal senso...
Da leggere se interessati alla montagna ma non solo!
Nebbia
Trovato in Galleria a Mestre a 5 euro insieme a Il satellite proibito di Algis Budrys, ho preso questo libro complice il classico tema apocalittico descritto in quarta di copertina: non è andata proprio benissimo ma sarebbe potuta andare anche peggio...
In una giornata come le altre, un terr ... (continue)
Trovato in Galleria a Mestre a 5 euro insieme a Il satellite proibito di Algis Budrys, ho preso questo libro complice il classico tema apocalittico descritto in quarta di copertina: non è andata proprio benissimo ma sarebbe potuta andare anche peggio...
In una giornata come le altre, un terribile terremoto sconvolge una piccola cittadina della campagna inglese, squassando il territorio circostante e creando una profonda spaccatura che inghiotte gran parte della cittadina stessa; i problemi, però, sono ben lungi dall'essere finiti, visto che da questa spaccatura si sprigiona una nebbia giallastra che sembra far impazzire chiunque vi venga in contatto...
Non male la storia di fondo, con diverse buone descrizioni della follia che dilaga, specie nella parte dedicata a Londra, ma, tra la super-inflazione del tema ormai trattato, tra libri e cinema, decine di volte, e diversi piccoli difetti "tecnico-pratici", il tutto ne esce decisamente ridimensionato e ben poco originale tanto da non emergere nella ma(ta)ssa di storie simili; l'inizialmente bella e ben sviluppata idea dei diversi POV che si intrecciano con flashback annessi e connessi che poteva dare un tocco di "diversità" alla storia si perde poi in ripetizioni continue e non particolarmente ben sviluppate nel passare da uno all'altro.
Alcuni svarioni tecnici [il 747 che decolla in 180m (ma per favore!), i lemmings suicidi (che tristezza 'sto luogo comune), la trasfusione miracolosa (ma informarsi un minimo prima?)], l'eccessivo "essere super" del protagonista (ho capito che non è proprio il primo che passa per la strada ma ora della fine del libro è diventato na specie di Rambo) e una traduzione quasi completamente priva di congiuntivi minano ulteriormente l'efficacia del tutto dando all'insieme una leggibilità comunque discreta ma non particolarmente avvincente o coinvolgente.
Nonostante i non pochi difetti, il libro si fa leggere così come un filmetto di serie B "Canale5 e le spassose disgrazie in CGI sgrausa" si fa guardare... nulla di più però!
Il popolo dell'orlo
Trovato con l'offerta "3UraniaX5euro" in Galleria a Mestre insieme a Bolle d'infinito di John Varley e Semi di stelle di Theodore Sturgeon, ho preso questo libro come "terza scelta" ispirato principalmente dallo scenario post-apocalittico che su di me ha sempre molta presa: da quel pun ... (continue)
Trovato con l'offerta "3UraniaX5euro" in Galleria a Mestre insieme a Bolle d'infinito di John Varley e Semi di stelle di Theodore Sturgeon, ho preso questo libro come "terza scelta" ispirato principalmente dallo scenario post-apocalittico che su di me ha sempre molta presa: da quel punto di vista non è andata neanche male ma l'aspetto socio-religioso si fa sentire decisamente troppo...
In un'America distrutta dalla guerra nucleare, cinque storie, accomunate tra loro dal suddetto contesto e dalla condivisione di alcuni personaggi, raccontano in maniera cruda, realistica e con molti spunti sociologici, la ricostruzione della società intorno alla neonata comunità mormone di Deseret che pare costituire il punto di rinascita dell'America "per bene"...
Per quanto lo scenario post-apocalittico descritto da Card sia di ottimo livello e in più di qualche punto mi abbia ricordato la crudezza e la tristezza di quello di McCarthy, e diverse riflessioni sociologiche sulla rinascita della società non siano neanche male, l'aspetto psico-religioso rovina, a mio parere, gran parte della narrazione.
Non ho idea se Card sia mormone e abbia voluto propinare al mondo la manfrina, comune a tutte le religioni, per cui "se sei dei nostri sei salvo se no sei fottuto" ma, probabilmente per colpa mia che mal sopporto qualunque religione, il tutto risulta piuttosto patetico e ben poco credibile (l'America distrutta dalle bombe e si salva l'intera comunità dei Mormoni e pochi altri? eddai!) minando alla base l'ottimo sviluppo catastrofista della trama; le riflessioni sociologiche non sono male ma anche qui, purtroppo, l'aspetto religioso viene presto a spodestare la logica e tutto ritorna in funzione del "sono mormone quindi mi salvo dal male" che, per quanto mi riguarda, convince poco e stanca presto.
La traduzione è buona e stranamente i congiuntivi sono quasi tutti al loro posto il che fa sì che i racconti si facciano comunque leggere, ma certo resta l'amarezza nel vedere in parte "sprecato" uno scenario ottimamente costruito... mah...