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By Joseph Conrad -
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- Il contanuvole (41)
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By Marcello Loprencipe -
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bianco ed azzurro...... -
Certe storie non ce le raccontano più....
Siamo grandi,
c'è un mondo che ci offre tante cose,
dobbiamo solo guardarci attorno e scegliere quello di cui abbiamo bisogno.
Ci sembra di aver bisogno.
A volte, presi da ciò che ci siamo costruiti attorno,
quasi ci rimproveriamo di desiderare la carezza ... (continue ) -
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Feb 24, 2013 |
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- Il sogno di un hippie (64)
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By Neil Young -
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- In India (245)
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By Ken Follett -
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- Caduto fuori dal tempo (459)
- Storia a più voci
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By David Grossman -
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Credo resterà deluso chi nel libro volesse trovare una poesia, un racconto, un testo teatrale,
chi ricercasse una trama o tentasse di rinchiuderlo in una definizione.
Perchè non è niente di tutto questo.
E' qualcosa di indefinibile e non potrebbe essere altrimenti perchè indefinibile è il dolore ... (continue ) -
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Jan 15, 2013 |
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- La cotogna di Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna (544)
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By Paolo Rumiz -
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La cotogna di Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna
7 people find this helpful 



aman aman........................... -
L'arte di ascoltare i battiti del cuore, Caduto fuori dal tempo... ed adesso La cotogna di Istanbul.
Queste ultime letture hanno qualcosa di molto importante in comune.
Sotto tutti libri di viaggio.
E non importa se il motivo per cui ci si mette in viaggio è diverso... se quel che spinge a partire è ... (continue ) -
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Feb 18, 2013 |
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- Grande sertão (683)
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By João Guimarães Rosa -
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Il contemplato
Mi hanno sempre affascinato i nomi propri, il loro significato, il fatto che identifichino una persona, un essere e che diventino parte integrante della sua vita, della sua personalità.
Quando si attribuisce un nome proprio non dovrebbe esserci desiderio di possesso o appartenenza, chiamare per n ... (continue)
Mi hanno sempre affascinato i nomi propri, il loro significato, il fatto che identifichino una persona, un essere e che diventino parte integrante della sua vita, della sua personalità.
Quando si attribuisce un nome proprio non dovrebbe esserci desiderio di possesso o appartenenza, chiamare per nome significa voler mettersi in relazione, creare un rapporto, comunicare.
Significa riconoscere l'essere che si ha di fronte come unico e irripetibile e nello stesso tempo lasciarlo libero.
Si possiedono i nomi comuni, le cose...
non si può possedere un nome proprio.
Salinas attribuisce un nome proprio al mare, lo eleva, lo battezza.
Il suo nome è 'Contemplato'.
E' un termine meraviglioso, una di quelle parole che, come immagino di solito io, risplendono di luce propria.
Ho cercato l'etimologia, il significato profondo della parola 'contemplare', che naturalmente non conoscevo.
Contemplare deriva dal latino: [con] per mezzo [templum] lo spazio del cielo.
I popoli antichi si affidavano agli indovini per conoscere il futuro ed il volere degli dei.
Gli Auguri, gli indovini che interpretavano il volo degli uccelli, circoscrivevano con il loro scettro quella porzione di cielo su cui poi si sarebbero concentrati ad osservare gli uccelli per trarre gli auspici.
Quella porzione di cielo era chiamata 'templum'.... e contemplare prese il significato di attrarre nel proprio orizzonte.
Salinas chiama per nome ed attrae il mare nel proprio cielo.
Già questo è poesia.
Si mette in ascolto,
Salinas sa ascoltare.
E poi, parla, comunica, si fa rapire, avvolgere dai profumi, dai colori, dalle sfumature di azzurro di quella distesa d'acqua eterna, uguale da migliaia di anni, ma sempre diversa.
Costante movimento...
a volte lieve, altre più agitato, come i pensieri.
Un unico dialogo, quattordici poesie, diverse le une dalle altre per metrica, ritmo, lunghezza e sensazioni.
Quattordici onde incantatrici, che si susseguono, mai uguali, ognuna con la sua bellezza.
….....
Venendola a guardare, giorno dopo giorno,
incanto per incanto,
può darsi che la tua eternità
si faccia luce, penetri negli occhi.
E a forza di guardarti, ci salviamo.
Y de tanto mirarte, nos salvemos