Mi hanno sempre affascinato i nomi propri, il loro significato, il fatto che identifichino una persona, un essere e che diventino parte integrante della sua vita, della sua personalità.
Quando si attribuisce un nome proprio non dovrebbe esserci desiderio di possesso o appartenenza, chiamare per n
... (continue)
Mi hanno sempre affascinato i nomi propri, il loro significato, il fatto che identifichino una persona, un essere e che diventino parte integrante della sua vita, della sua personalità.
Quando si attribuisce un nome proprio non dovrebbe esserci desiderio di possesso o appartenenza, chiamare per nome significa voler mettersi in relazione, creare un rapporto, comunicare. Significa riconoscere l'essere che si ha di fronte come unico e irripetibile e nello stesso tempo lasciarlo libero. Si possiedono i nomi comuni, le cose... non si può possedere un nome proprio.
Salinas attribuisce un nome proprio al mare, lo eleva, lo battezza. Il suo nome è 'Contemplato'.
E' un termine meraviglioso, una di quelle parole che, come immagino di solito io, risplendono di luce propria. Ho cercato l'etimologia, il significato profondo della parola 'contemplare', che naturalmente non conoscevo. Contemplare deriva dal latino: [con] per mezzo [templum] lo spazio del cielo. I popoli antichi si affidavano agli indovini per conoscere il futuro ed il volere degli dei. Gli Auguri, gli indovini che interpretavano il volo degli uccelli, circoscrivevano con il loro scettro quella porzione di cielo su cui poi si sarebbero concentrati ad osservare gli uccelli per trarre gli auspici. Quella porzione di cielo era chiamata 'templum'.... e contemplare prese il significato di attrarre nel proprio orizzonte.
Salinas chiama per nome ed attrae il mare nel proprio cielo. Già questo è poesia.
Si mette in ascolto, Salinas sa ascoltare. E poi, parla, comunica, si fa rapire, avvolgere dai profumi, dai colori, dalle sfumature di azzurro di quella distesa d'acqua eterna, uguale da migliaia di anni, ma sempre diversa. Costante movimento... a volte lieve, altre più agitato, come i pensieri.
Un unico dialogo, quattordici poesie, diverse le une dalle altre per metrica, ritmo, lunghezza e sensazioni. Quattordici onde incantatrici, che si susseguono, mai uguali, ognuna con la sua bellezza. …..... Venendola a guardare, giorno dopo giorno, incanto per incanto, può darsi che la tua eternità si faccia luce, penetri negli occhi.
E a forza di guardarti, ci salviamo. Y de tanto mirarte, nos salvemos
Certe storie non ce le raccontano più.... Siamo grandi, c'è un mondo che ci offre tante cose, dobbiamo solo guardarci attorno e scegliere quello di cui abbiamo bisogno. Ci sembra di aver bisogno. A volte, presi da ciò che ci siamo costruiti attorno, quasi ci rimproveriamo di desiderare la carezza
... (continue)
Certe storie non ce le raccontano più.... Siamo grandi, c'è un mondo che ci offre tante cose, dobbiamo solo guardarci attorno e scegliere quello di cui abbiamo bisogno. Ci sembra di aver bisogno. A volte, presi da ciò che ci siamo costruiti attorno, quasi ci rimproveriamo di desiderare la carezza del vento, una nuvola, un'onda, un sogno lontano. Riusciamo a malapena a raccontare favole ai bambini ma difficilmente siamo capaci di narrarci quelle storie, anche se ne abbiamo desiderio, ne abbiamo bisogno........
Qualcuno ci riesce, o meglio, ha il coraggio di farlo. E ce le regala, ci regala una voce narrante. Ed è così che per due o tre ore, ci troviamo dentro ad una storia. Riusciamo un po' ad assaporare il mondo bianco ed azzurro di Nino, adulto e bambino allo stesso tempo, a guardare gli occhi di Hibrahim e Carlotta, a restare all'ombra di un vecchio leccio.
Un libro di parole semplici che ci fa ritrovare parti di noi che dimentichiamo o teniamo nascoste. Quelle scintille che ci fanno ancora credere......
...che tutti i sogni sono importanti, quelli che riusciamo a realizzare in questa vita ed anche quelli non riusciamo a realizzare perchè vengono lasciati in dono per altri. Per chi li saprà raccogliere..... Piccoli semi che altre vite faranno germogliare.
...che è raro ritrovarsi in uno stesso sogno, ma per chi ci crede è possibile. Perchè i sogni possono essere luoghi di incontro, oltre, per non smarrirsi.
...che non esiste solo il nostro mondo, esistono esistenze vissute in luoghi lontani, duri, difficili, esistono viaggi di abbandono, di speranza.
...che piccoli oggetti provenienti da distante, nel tempo e nello spazio, possono avere un immenso valore nel presente. Pezzi di cornici, conchiglie e sabbia, soffiata dal vento....
...che il tempo non è semplicemente una linea retta, Le tracce lasciate diventano nuove, rivivono, si espandono.... Suoni, pensieri, ninne nanne, storie dimenticate, possono entrare a far parte di altre vite attuali ed avere il potere di cambiarle. Assieme agli incontri che non si dimenticano.
Due o tre ore, a volte pochi minuti, bastano per respirare cieli e guardare oltre. Un vecchio quaderno di parole scritte a mano e nuvole può aiutare una ragazzina a scoprire i suoi sogni. Un piccolo libro bianco ed azzurro con una locomotiva può farci desiderare di alzare gli occhi ed osservare in pace le stelle. Ed allora... un po' ci ritroviamo.
L'arte di ascoltare i battiti del cuore, Caduto fuori dal tempo... ed adesso La cotogna di Istanbul. Queste ultime letture hanno qualcosa di molto importante in comune. Sotto tutti libri di viaggio. E non importa se il motivo per cui ci si mette in viaggio è diverso... se quel che spinge a partire è
... (continue)
L'arte di ascoltare i battiti del cuore, Caduto fuori dal tempo... ed adesso La cotogna di Istanbul. Queste ultime letture hanno qualcosa di molto importante in comune. Sotto tutti libri di viaggio. E non importa se il motivo per cui ci si mette in viaggio è diverso... se quel che spinge a partire è la ricerca di un figlio prematuramente perduto, di un padre, di donne che cambiano la vita, di amori strappati da questa terra, di ricordi.
Sono tutti viaggi fatti per amore. E d'altronde il senso dell'amore non è forse proprio questo? ….mettersi in cammino.
Max ha vissuto un sentimento talmente grande per Masa da decidere di percorrere a piedi i chilometri da Vienna a Sarajevo e vivere i luoghi e le storie che hanno rappresentato la vita della donna amata. Un pellegrinaggio per amore alla ricerca delle tracce, di incontri, delle particelle di presenza che comunque si sono lasciate nei luoghi ...tracce che rimangono in eredità per altri. La ricerca, forse, di un modo giusto di dire addio. Ed anche qui non è più il tempo che vince. Il tempo in cui si vive assieme all'essere amato, seppur breve, può rivoluzionare una vita.
Il cammino è musica , è ritmo. Il cammino è pensiero, è meditazione.
Nella Cotogna di Istanbul il viaggio si trasforma... non è più solo ricerca, diventa parola. Parola tramandata, voce di chi si mette in cammino e racconta la storia del suo amore, per trovarne un senso, per farlo rivivere. E l'amore rivive, rinasce in qualche modo in chi ascolta, si amplifica passando di bocca in bocca e si riempie della magia dei racconti orali... Vive perchè prende la forma di chi lo declama, prende un pezzettino di anima di chi contribuisce a tramandarlo. Voci come amplificatori dell'amore.
Solo alla morte del protagonista le voci sono diventate un libro.
E' un libro giallo. Il giallo è il colore che pervade tutto il libro, e non è un giallo gelosia, come spesso si dice. E' il giallo della cotogna , frutto che guarisce, il giallo tenue che si spande come una nebbiolina nelle città dei balcani... che tutto offusca, tutto rende ovattato, che rappresenta alla perfezione la malinconia della sua gente.
Un libro che è musica. Per le parole contenute, per la forma, gli endecasillabi, che riprendono il ritmo della marcia delle scarpe di Max. E' la musica di una ballata malinconica cantata da Masa e che rimane da sottofondo per tutto il libro.
Una storia vera, una donna che riesce a diventare la 'donna della vita' di tre uomini, tre amori, una ballata, la guerra, i Balcani. Un libro meraviglioso, da leggere ad alta voce.
Credo resterà deluso chi nel libro volesse trovare una poesia, un racconto, un testo teatrale, chi ricercasse una trama o tentasse di rinchiuderlo in una definizione. Perchè non è niente di tutto questo. E' qualcosa di indefinibile e non potrebbe essere altrimenti perchè indefinibile è il dolore
... (continue)
Credo resterà deluso chi nel libro volesse trovare una poesia, un racconto, un testo teatrale, chi ricercasse una trama o tentasse di rinchiuderlo in una definizione. Perchè non è niente di tutto questo. E' qualcosa di indefinibile e non potrebbe essere altrimenti perchè indefinibile è il dolore che è contenuto. Sopravvivere ad un figlio.
No, credo si possa accettare e continuare a leggere solo se ci si abbandona alle sensazioni che produce e con la consapevolezza che nessuna parola potrà mai dare una definizione, una consistenza al dolore. Non c'è nessuna spiegazione per quella sofferenza.
Se dovessi paragonarlo ad un'immagine sarebbe Guernica... Un insieme di corpi, figure spezzate e senza senso se prese singolarmente... ma una unica coralità, un'unica angoscia. Ed è duro tenere fisso lo sguardo su quelle figure, come è stato duro a tratti affrontare le parole scritte in queste pagine.
A volte non è stato facile, ma io ho continuato a leggere quelle parole a volte lontane, altre più vicine a me, ho guardato i personaggi che si muovevano, ho sento i loro lamenti, vortici di voci, gridi a tratti incomprensibili, ho immaginato i loro corpi che avanzavano ondeggiando... ho sentito il vuoto. Ogni volta che si chiudono le pagine, si sente solo il bisogno di un po' di calore.
Uno alla volta quegli esseri si mettono in cammino verso qualcosa che neppure loro conoscono...attratti da un 'laggiù', al confine tra la vita e la morte, in cui sperano di ricongiungersi, anche solo per l'attimo di un respiro, alla vita che è stata loro strappata. Non esistono parole che possono consolare e se esistono vanno trovate attraversando quel dolore, camminando, soprattutto camminando insieme perchè è solo unendo il proprio dolore con quello di altri che si può cercare di ritrovarsi, di ritrovare quel po' di sé che permetta di continuare e vivere.
Avrei voluto scrivere delle belle parole per questo libro, perchè un libro bellissimo, perchè è un regalo, perchè dentro c'e magia, quella magia di cui ogni tanto abbiamo bisogno...perchè è un piccolo grande mondo. Avrei voluto farlo senza svelare trame od episodi... La trama si srotola come un
... (continue)
Avrei voluto scrivere delle belle parole per questo libro, perchè un libro bellissimo, perchè è un regalo, perchè dentro c'e magia, quella magia di cui ogni tanto abbiamo bisogno...perchè è un piccolo grande mondo. Avrei voluto farlo senza svelare trame od episodi... La trama si srotola come un filo che va avanti ed indietro nel tempo e questo filo è bello percorrerlo con gli occhi..
E' passato del tempo dalla lettura di questo libro e non ho scritto nulla...adesso ho deciso che mi lascerò aiutare. Spesso quando leggo mi vengono in mente frasi, libri, altre storie, altri autori... Ogni libro non è qualcosa di separato, c'è una lunga catena di pensieri, c'è un filo che collega le letture, ci sono parole che rimangono. Ed allora... Se subito non mi trovi non scoraggiarti Se non mi trovi in un posto cercami in un altro In qualche posto mi sono fermato e t'attendo. Walt Whitman da Canto di me stesso
Ci si mette in viaggio sempre per qualcosa, per trovare dei luoghi, delle persone, ma non si sa mai fino in fondo come andrà, se si riuscirà ad arrivare alla meta prefissata, se ci saranno degli incontri speciali.. questo è un libro di incontri speciali. Quel che si sa è che, comunque sia, sarà un viaggio anche in sé stessi. E si tornerà cambiati.
ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri? William Shakespeare – Romeo e Giulietta
Ci vuole la notte, il buio.... a volte bisogna rimanere nell'oscurità per percepire le persone come esse veramente sono, per non farsi abbagliare.... per concentrarsi sull'essenziale. E cosa c'è di più essenziale di un pensiero.... di un battito di cuore? Ed anche quando l'oscurità finisce, niente sarà più come prima.
Mi parlano spesso dell’amore E io, quando mi sento offrire con tanta leggerezza un problema così grave, inorridisco. L’amore è qualcosa che può capovolgere la storia, può dannare un’anima o farla salire in paradiso: è questione di fortuna. L’amore è una piramide alata con radici ben profonde nella terra. Amore e morte sono la stessa cosa. L’uomo innamorato non conosce il suo destino: sa che è stato colpito a morte da un evento storico, sa che può morirne, perché l’amore è un accadimento miracoloso. Alda Merini
Quando si entra nella spirale dell'amore, del puro amore, il tempo e le distanze cambiano di significato. Un'ora può valere un anno, mille chilometri possono essere più vicini di un solo metro, essere vicino all'essere amato negli ultimi istanti in questa terra, può valere una vita intera. Ed i miracoli esistono....
Il contemplato
Mi hanno sempre affascinato i nomi propri, il loro significato, il fatto che identifichino una persona, un essere e che diventino parte integrante della sua vita, della sua personalità.
Quando si attribuisce un nome proprio non dovrebbe esserci desiderio di possesso o appartenenza, chiamare per n ... (continue)
Mi hanno sempre affascinato i nomi propri, il loro significato, il fatto che identifichino una persona, un essere e che diventino parte integrante della sua vita, della sua personalità.
Quando si attribuisce un nome proprio non dovrebbe esserci desiderio di possesso o appartenenza, chiamare per nome significa voler mettersi in relazione, creare un rapporto, comunicare.
Significa riconoscere l'essere che si ha di fronte come unico e irripetibile e nello stesso tempo lasciarlo libero.
Si possiedono i nomi comuni, le cose...
non si può possedere un nome proprio.
Salinas attribuisce un nome proprio al mare, lo eleva, lo battezza.
Il suo nome è 'Contemplato'.
E' un termine meraviglioso, una di quelle parole che, come immagino di solito io, risplendono di luce propria.
Ho cercato l'etimologia, il significato profondo della parola 'contemplare', che naturalmente non conoscevo.
Contemplare deriva dal latino: [con] per mezzo [templum] lo spazio del cielo.
I popoli antichi si affidavano agli indovini per conoscere il futuro ed il volere degli dei.
Gli Auguri, gli indovini che interpretavano il volo degli uccelli, circoscrivevano con il loro scettro quella porzione di cielo su cui poi si sarebbero concentrati ad osservare gli uccelli per trarre gli auspici.
Quella porzione di cielo era chiamata 'templum'.... e contemplare prese il significato di attrarre nel proprio orizzonte.
Salinas chiama per nome ed attrae il mare nel proprio cielo.
Già questo è poesia.
Si mette in ascolto,
Salinas sa ascoltare.
E poi, parla, comunica, si fa rapire, avvolgere dai profumi, dai colori, dalle sfumature di azzurro di quella distesa d'acqua eterna, uguale da migliaia di anni, ma sempre diversa.
Costante movimento...
a volte lieve, altre più agitato, come i pensieri.
Un unico dialogo, quattordici poesie, diverse le une dalle altre per metrica, ritmo, lunghezza e sensazioni.
Quattordici onde incantatrici, che si susseguono, mai uguali, ognuna con la sua bellezza.
….....
Venendola a guardare, giorno dopo giorno,
incanto per incanto,
può darsi che la tua eternità
si faccia luce, penetri negli occhi.
E a forza di guardarti, ci salviamo.
Y de tanto mirarte, nos salvemos
Il contanuvole
Certe storie non ce le raccontano più....continue)
Siamo grandi,
c'è un mondo che ci offre tante cose,
dobbiamo solo guardarci attorno e scegliere quello di cui abbiamo bisogno.
Ci sembra di aver bisogno.
A volte, presi da ciò che ci siamo costruiti attorno,
quasi ci rimproveriamo di desiderare la carezza ... (
Certe storie non ce le raccontano più....
Siamo grandi,
c'è un mondo che ci offre tante cose,
dobbiamo solo guardarci attorno e scegliere quello di cui abbiamo bisogno.
Ci sembra di aver bisogno.
A volte, presi da ciò che ci siamo costruiti attorno,
quasi ci rimproveriamo di desiderare la carezza del vento, una nuvola, un'onda, un sogno lontano.
Riusciamo a malapena a raccontare favole ai bambini
ma difficilmente siamo capaci di narrarci quelle storie,
anche se ne abbiamo desiderio,
ne abbiamo bisogno........
Qualcuno ci riesce, o meglio, ha il coraggio di farlo.
E ce le regala, ci regala una voce narrante.
Ed è così che per due o tre ore, ci troviamo dentro ad una storia.
Riusciamo un po' ad assaporare il mondo bianco ed azzurro di Nino, adulto e bambino allo stesso tempo, a guardare gli occhi di Hibrahim e Carlotta, a restare all'ombra di un vecchio leccio.
Un libro di parole semplici che ci fa ritrovare parti di noi che dimentichiamo o teniamo nascoste.
Quelle scintille che ci fanno ancora credere......
...che tutti i sogni sono importanti,
quelli che riusciamo a realizzare in questa vita
ed anche quelli non riusciamo a realizzare
perchè vengono lasciati in dono per altri.
Per chi li saprà raccogliere.....
Piccoli semi che altre vite faranno germogliare.
...che è raro ritrovarsi in uno stesso sogno,
ma per chi ci crede è possibile.
Perchè i sogni possono essere luoghi di incontro,
oltre,
per non smarrirsi.
...che non esiste solo il nostro mondo,
esistono esistenze vissute in luoghi lontani, duri,
difficili, esistono viaggi di abbandono, di speranza.
...che piccoli oggetti provenienti da distante, nel tempo e nello spazio,
possono avere un immenso valore nel presente.
Pezzi di cornici, conchiglie e sabbia, soffiata dal vento....
...che il tempo non è semplicemente una linea retta,
Le tracce lasciate diventano nuove, rivivono, si espandono....
Suoni, pensieri, ninne nanne, storie dimenticate,
possono entrare a far parte di altre vite attuali
ed avere il potere di cambiarle.
Assieme agli incontri che non si dimenticano.
Due o tre ore, a volte pochi minuti,
bastano per respirare cieli e guardare oltre.
Un vecchio quaderno di parole scritte a mano e nuvole
può aiutare una ragazzina a scoprire i suoi sogni.
Un piccolo libro bianco ed azzurro con una locomotiva
può farci desiderare
di alzare gli occhi
ed osservare in pace le stelle.
Ed allora... un po' ci ritroviamo.
La cotogna di Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna
L'arte di ascoltare i battiti del cuore, Caduto fuori dal tempo... ed adesso La cotogna di Istanbul.continue)
Queste ultime letture hanno qualcosa di molto importante in comune.
Sotto tutti libri di viaggio.
E non importa se il motivo per cui ci si mette in viaggio è diverso... se quel che spinge a partire è ... (
L'arte di ascoltare i battiti del cuore, Caduto fuori dal tempo... ed adesso La cotogna di Istanbul.
Queste ultime letture hanno qualcosa di molto importante in comune.
Sotto tutti libri di viaggio.
E non importa se il motivo per cui ci si mette in viaggio è diverso... se quel che spinge a partire è la ricerca di un figlio prematuramente perduto, di un padre, di donne che cambiano la vita, di amori strappati da questa terra, di ricordi.
Sono tutti viaggi fatti per amore.
E d'altronde il senso dell'amore non è forse proprio questo?
….mettersi in cammino.
Max ha vissuto un sentimento talmente grande per Masa da decidere di percorrere a piedi i chilometri da Vienna a Sarajevo e vivere i luoghi e le storie che hanno rappresentato la vita della donna amata.
Un pellegrinaggio per amore alla ricerca delle tracce, di incontri, delle particelle di presenza che comunque si sono lasciate nei luoghi ...tracce che rimangono in eredità per altri.
La ricerca, forse, di un modo giusto di dire addio.
Ed anche qui non è più il tempo che vince.
Il tempo in cui si vive assieme all'essere amato, seppur breve, può rivoluzionare una vita.
Il cammino è musica , è ritmo.
Il cammino è pensiero, è meditazione.
Nella Cotogna di Istanbul il viaggio si trasforma... non è più solo ricerca, diventa parola.
Parola tramandata, voce di chi si mette in cammino e racconta la storia del suo amore, per trovarne un senso, per farlo rivivere.
E l'amore rivive, rinasce in qualche modo in chi ascolta, si amplifica passando di bocca in bocca e si riempie della magia dei racconti orali...
Vive perchè prende la forma di chi lo declama, prende un pezzettino di anima di chi contribuisce a tramandarlo.
Voci come amplificatori dell'amore.
Solo alla morte del protagonista le voci sono diventate un libro.
E' un libro giallo.
Il giallo è il colore che pervade tutto il libro, e non è un giallo gelosia, come spesso si dice.
E' il giallo della cotogna , frutto che guarisce, il giallo tenue che si spande come una nebbiolina nelle città dei balcani... che tutto offusca, tutto rende ovattato, che rappresenta alla perfezione la malinconia della sua gente.
Un libro che è musica.
Per le parole contenute, per la forma, gli endecasillabi, che riprendono il ritmo della marcia delle scarpe di Max.
E' la musica di una ballata malinconica cantata da Masa e che rimane da sottofondo per tutto il libro.
Una storia vera,
una donna che riesce a diventare la 'donna della vita' di tre uomini,
tre amori,
una ballata,
la guerra,
i Balcani.
Un libro meraviglioso,
da leggere ad alta voce.
http://www.youtube.com/watch?v=eHWNzePZEWs
Caduto fuori dal tempo
Credo resterà deluso chi nel libro volesse trovare una poesia, un racconto, un testo teatrale,continue)
chi ricercasse una trama o tentasse di rinchiuderlo in una definizione.
Perchè non è niente di tutto questo.
E' qualcosa di indefinibile e non potrebbe essere altrimenti perchè indefinibile è il dolore ... (
Credo resterà deluso chi nel libro volesse trovare una poesia, un racconto, un testo teatrale,
chi ricercasse una trama o tentasse di rinchiuderlo in una definizione.
Perchè non è niente di tutto questo.
E' qualcosa di indefinibile e non potrebbe essere altrimenti perchè indefinibile è il dolore che è contenuto.
Sopravvivere ad un figlio.
No,
credo si possa accettare e continuare a leggere solo se ci si abbandona alle sensazioni che produce e con la consapevolezza che nessuna parola potrà mai dare una definizione, una consistenza al dolore.
Non c'è nessuna spiegazione per quella sofferenza.
Se dovessi paragonarlo ad un'immagine sarebbe Guernica...
Un insieme di corpi,
figure spezzate e senza senso se prese singolarmente...
ma una unica coralità, un'unica angoscia.
Ed è duro tenere fisso lo sguardo su quelle figure, come è stato duro a tratti affrontare le parole scritte in queste pagine.
A volte non è stato facile,
ma io ho continuato a leggere quelle parole a volte lontane, altre più vicine a me,
ho guardato i personaggi che si muovevano,
ho sento i loro lamenti, vortici di voci, gridi a tratti incomprensibili,
ho immaginato i loro corpi che avanzavano ondeggiando...
ho sentito il vuoto.
Ogni volta che si chiudono le pagine, si sente solo il bisogno di un po' di calore.
Uno alla volta quegli esseri si mettono in cammino verso qualcosa che neppure loro conoscono...attratti da un 'laggiù', al confine tra la vita e la morte, in cui sperano di ricongiungersi, anche solo per l'attimo di un respiro, alla vita che è stata loro strappata.
Non esistono parole che possono consolare e se esistono vanno trovate attraversando quel dolore,
camminando,
soprattutto camminando insieme perchè è solo unendo il proprio dolore con quello di altri che si può cercare di ritrovarsi, di ritrovare quel po' di sé che permetta di continuare e vivere.
Sopravvivere.
L'arte di ascoltare i battiti del cuore
Avrei voluto scrivere delle belle parole per questo libro,continue)
perchè un libro bellissimo, perchè è un regalo, perchè dentro c'e magia, quella magia di cui ogni tanto abbiamo bisogno...perchè è un piccolo grande mondo.
Avrei voluto farlo senza svelare trame od episodi...
La trama si srotola come un ... (
Avrei voluto scrivere delle belle parole per questo libro,
perchè un libro bellissimo, perchè è un regalo, perchè dentro c'e magia, quella magia di cui ogni tanto abbiamo bisogno...perchè è un piccolo grande mondo.
Avrei voluto farlo senza svelare trame od episodi...
La trama si srotola come un filo che va avanti ed indietro nel tempo e questo filo è bello percorrerlo con gli occhi..
E' passato del tempo dalla lettura di questo libro e non ho scritto nulla...adesso ho deciso che mi lascerò aiutare.
Spesso quando leggo mi vengono in mente frasi, libri, altre storie, altri autori...
Ogni libro non è qualcosa di separato, c'è una lunga catena di pensieri, c'è un filo che collega le letture, ci sono parole che rimangono.
Ed allora...
Se subito non mi trovi non scoraggiarti
Se non mi trovi in un posto cercami in un altro
In qualche posto mi sono fermato e t'attendo.
Walt Whitman da Canto di me stesso
Ci si mette in viaggio sempre per qualcosa, per trovare dei luoghi, delle persone,
ma non si sa mai fino in fondo come andrà, se si riuscirà ad arrivare alla meta prefissata, se ci saranno degli incontri speciali.. questo è un libro di incontri speciali.
Quel che si sa è che, comunque sia, sarà un viaggio anche in sé stessi.
E si tornerà cambiati.
ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?
William Shakespeare – Romeo e Giulietta
Ci vuole la notte, il buio....
a volte bisogna rimanere nell'oscurità per percepire le persone come esse veramente sono,
per non farsi abbagliare.... per concentrarsi sull'essenziale.
E cosa c'è di più essenziale di un pensiero.... di un battito di cuore?
Ed anche quando l'oscurità finisce, niente sarà più come prima.
Mi parlano spesso dell’amore
E io, quando mi sento offrire
con tanta leggerezza un problema così grave,
inorridisco.
L’amore è qualcosa
che può capovolgere la storia,
può dannare un’anima
o farla salire in paradiso:
è questione di fortuna.
L’amore è una piramide alata
con radici ben profonde nella terra.
Amore e morte sono la stessa cosa.
L’uomo innamorato non conosce il suo destino:
sa che è stato colpito a morte
da un evento storico,
sa che può morirne,
perché l’amore è un accadimento miracoloso.
Alda Merini
Quando si entra nella spirale dell'amore, del puro amore, il tempo e le distanze cambiano di significato.
Un'ora può valere un anno, mille chilometri possono essere più vicini di un solo metro, essere vicino all'essere amato negli ultimi istanti in questa terra, può valere una vita intera.
Ed i miracoli esistono....