La misteriosa isola de La tempesta di Shakespeare diventa pianeta. Film del 1956, Il pianeta proibito è da tempo considerato un cult, un’opera complessa e pioneristica che trascende il genere; questo romanzo (dell’anno seguente) è il primo esempio di trasposizione letteraria derivante
... (continue)
La misteriosa isola de La tempesta di Shakespeare diventa pianeta. Film del 1956, Il pianeta proibito è da tempo considerato un cult, un’opera complessa e pioneristica che trascende il genere; questo romanzo (dell’anno seguente) è il primo esempio di trasposizione letteraria derivante da un film e, al contrario di ciò che ci si aspetterebbe, è davvero un bel libro. Ciò che in Shakespeare era fantasy, qui (e nel film, ovviamente) è pura fantascienza: i concetti si fanno più alti e metafisici, si scava a fondo nel pianeta (Altair-4) e nel profondo dell’animo umano alla ricerca delle radici dell’Universo e degli esseri viventi. Grandiosa la suddivisione dei capitoli con narratori diversi, e fantastico il robot - disumano nell’aspetto ma umanissimo negli atteggiamenti - Robby! Se non fosse un romanzo moralista sarebbe un capolavoro. Voto 3,5
L’odissea di 8 persone che, in seguito a un incidente provocato da un generatore protonico, attraversano mostruosi universi paralleli che si materializzano e si annientano… Pubblicato nel 1957, è uno dei primi romanzi di fantascienza dell’autore, già perfettamente a suo agio nella materia, tra mondi
... (continue)
L’odissea di 8 persone che, in seguito a un incidente provocato da un generatore protonico, attraversano mostruosi universi paralleli che si materializzano e si annientano… Pubblicato nel 1957, è uno dei primi romanzi di fantascienza dell’autore, già perfettamente a suo agio nella materia, tra mondi sconvolgenti e uomini costretti a conviverci senza esserne parte. La sua filosofia è già tutta qui e in molti romanzi successivi torneranno temi simili, con uno Spazio-Tempo non lineare e visioni trascendenti in grado di svelare (forse) la vera realtà. La storia è anche una critica al maccartismo, piaga di quegli anni; finale dalla geniale sfumatura anticapitalista. Il titolo che avrebbe voluto Dick era With Opened Mind e nel libro Dio diventò Tetragrammaton e il suo culto islamico, per evitare le ire dei fondamentalisti cristiani (tanto quelli musulmani non l’avrebbero letto, pensò l’editore). Voto 3,5
Nel 1981 esce nei cinema uno dei grandi capolavori di John Carpenter, 1997 – Fuga da New York, un film epocale che ha segnato una, imitatissima, svolta dark nell’immaginario postmoderno: questo fumetto, del 1983, ne è uno dei tanti derivati. La trama racconta di una New York (del 1997, manco
... (continue)
Nel 1981 esce nei cinema uno dei grandi capolavori di John Carpenter, 1997 – Fuga da New York, un film epocale che ha segnato una, imitatissima, svolta dark nell’immaginario postmoderno: questo fumetto, del 1983, ne è uno dei tanti derivati. La trama racconta di una New York (del 1997, manco a dirlo) oscurata e quasi distrutta dall’inquinamento, dove il protagonista cerca di mantenere la famiglia uccidendo i terrificanti coccodrilli albini che vivono nelle acque radioattive di Long Island. Barreiro insegue il cinismo di "Iena" Plissken, ma la sua sceneggiatura è troppo buttata lì. Buoni i disegni di Rotundo.
Continua il viaggio dantesco con la seconda cantica, sempre nell’edizione a cura di Natalino Sapegno. La Divina Commedia è più di un libro, è la prima grande opera di fantascienza, la più grande; immensa visione metafisica dell’esistenza umana e del Mondo interiore ed esteriore, metaforica ma
... (continue)
Continua il viaggio dantesco con la seconda cantica, sempre nell’edizione a cura di Natalino Sapegno. La Divina Commedia è più di un libro, è la prima grande opera di fantascienza, la più grande; immensa visione metafisica dell’esistenza umana e del Mondo interiore ed esteriore, metaforica ma nello stesso tempo opera ultrarealistica nei personaggi e nelle vicende terrene.
Onde convenne legge per fren porre; convenne rege aver che discernesse de la vera cittade almen la torre. Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? Nullo, però che 'l pastor che procede, rugumar può, ma non ha l’unghie fesse; per che la gente, che sua guida vede pur a quel ben fedire ond’ella è ghiotta, di quel si pasce, e più oltre non chiede. Ben puoi veder che la mala condotta è la cagion che 'l mondo ha fatto reo, e non natura che 'n voi sia corrotta.
L’Inferno di Dante, il più grande libro di tutti i tempi. Prima cantica della Commedia, scritta all’inizio del 1300. Non c’è limite alla genialità, alla potenza, alla perfezione, alla visionarietà, alla poesia, all’emozione, alla bellezza suprema dei versi e degli altissimi concetti da
... (continue)
L’Inferno di Dante, il più grande libro di tutti i tempi. Prima cantica della Commedia, scritta all’inizio del 1300. Non c’è limite alla genialità, alla potenza, alla perfezione, alla visionarietà, alla poesia, all’emozione, alla bellezza suprema dei versi e degli altissimi concetti danteschi.
non vogliate negar l’esperienza, di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".
Il pianeta proibito
La misteriosa isola de La tempesta di Shakespeare diventa pianeta. Film del 1956, Il pianeta proibito è da tempo considerato un cult, un’opera complessa e pioneristica che trascende il genere; questo romanzo (dell’anno seguente) è il primo esempio di trasposizione letteraria derivante ... (continue)
La misteriosa isola de La tempesta di Shakespeare diventa pianeta. Film del 1956, Il pianeta proibito è da tempo considerato un cult, un’opera complessa e pioneristica che trascende il genere; questo romanzo (dell’anno seguente) è il primo esempio di trasposizione letteraria derivante da un film e, al contrario di ciò che ci si aspetterebbe, è davvero un bel libro. Ciò che in Shakespeare era fantasy, qui (e nel film, ovviamente) è pura fantascienza: i concetti si fanno più alti e metafisici, si scava a fondo nel pianeta (Altair-4) e nel profondo dell’animo umano alla ricerca delle radici dell’Universo e degli esseri viventi. Grandiosa la suddivisione dei capitoli con narratori diversi, e fantastico il robot - disumano nell’aspetto ma umanissimo negli atteggiamenti - Robby! Se non fosse un romanzo moralista sarebbe un capolavoro. Voto 3,5
L'occhio nel cielo
L’odissea di 8 persone che, in seguito a un incidente provocato da un generatore protonico, attraversano mostruosi universi paralleli che si materializzano e si annientano… Pubblicato nel 1957, è uno dei primi romanzi di fantascienza dell’autore, già perfettamente a suo agio nella materia, tra mondi ... (continue)
L’odissea di 8 persone che, in seguito a un incidente provocato da un generatore protonico, attraversano mostruosi universi paralleli che si materializzano e si annientano… Pubblicato nel 1957, è uno dei primi romanzi di fantascienza dell’autore, già perfettamente a suo agio nella materia, tra mondi sconvolgenti e uomini costretti a conviverci senza esserne parte. La sua filosofia è già tutta qui e in molti romanzi successivi torneranno temi simili, con uno Spazio-Tempo non lineare e visioni trascendenti in grado di svelare (forse) la vera realtà. La storia è anche una critica al maccartismo, piaga di quegli anni; finale dalla geniale sfumatura anticapitalista. Il titolo che avrebbe voluto Dick era With Opened Mind e nel libro Dio diventò Tetragrammaton e il suo culto islamico, per evitare le ire dei fondamentalisti cristiani (tanto quelli musulmani non l’avrebbero letto, pensò l’editore). Voto 3,5
Il pescatore
Nel 1981 esce nei cinema uno dei grandi capolavori di John Carpenter, 1997 – Fuga da New York, un film epocale che ha segnato una, imitatissima, svolta dark nell’immaginario postmoderno: questo fumetto, del 1983, ne è uno dei tanti derivati. La trama racconta di una New York (del 1997, manco ... (continue)
Nel 1981 esce nei cinema uno dei grandi capolavori di John Carpenter, 1997 – Fuga da New York, un film epocale che ha segnato una, imitatissima, svolta dark nell’immaginario postmoderno: questo fumetto, del 1983, ne è uno dei tanti derivati. La trama racconta di una New York (del 1997, manco a dirlo) oscurata e quasi distrutta dall’inquinamento, dove il protagonista cerca di mantenere la famiglia uccidendo i terrificanti coccodrilli albini che vivono nelle acque radioattive di Long Island. Barreiro insegue il cinismo di "Iena" Plissken, ma la sua sceneggiatura è troppo buttata lì. Buoni i disegni di Rotundo.
La Divina Commedia
Continua il viaggio dantesco con la seconda cantica, sempre nell’edizione a cura di Natalino Sapegno. La Divina Commedia è più di un libro, è la prima grande opera di fantascienza, la più grande; immensa visione metafisica dell’esistenza umana e del Mondo interiore ed esteriore, metaforica ma ... (continue)
Continua il viaggio dantesco con la seconda cantica, sempre nell’edizione a cura di Natalino Sapegno. La Divina Commedia è più di un libro, è la prima grande opera di fantascienza, la più grande; immensa visione metafisica dell’esistenza umana e del Mondo interiore ed esteriore, metaforica ma nello stesso tempo opera ultrarealistica nei personaggi e nelle vicende terrene.
Onde convenne legge per fren porre;
convenne rege aver che discernesse
de la vera cittade almen la torre.
Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?
Nullo, però che 'l pastor che procede,
rugumar può, ma non ha l’unghie fesse;
per che la gente, che sua guida vede
pur a quel ben fedire ond’ella è ghiotta,
di quel si pasce, e più oltre non chiede.
Ben puoi veder che la mala condotta
è la cagion che 'l mondo ha fatto reo,
e non natura che 'n voi sia corrotta.
XVI canto, 94-105 [Marco Lombardo]
La Divina Commedia
L’Inferno di Dante, il più grande libro di tutti i tempi. Prima cantica della Commedia, scritta all’inizio del 1300. Non c’è limite alla genialità, alla potenza, alla perfezione, alla visionarietà, alla poesia, all’emozione, alla bellezza suprema dei versi e degli altissimi concetti da ... (continue)
L’Inferno di Dante, il più grande libro di tutti i tempi. Prima cantica della Commedia, scritta all’inizio del 1300. Non c’è limite alla genialità, alla potenza, alla perfezione, alla visionarietà, alla poesia, all’emozione, alla bellezza suprema dei versi e degli altissimi concetti danteschi.
non vogliate negar l’esperienza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza".
XXVI canto, 116-120 [Ulisse]