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- New York è una finestra senza tende (209)
- con DVD
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By Paolo Cognetti -
Finished on Jan 27, 2011
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Grazie a te! Ricambio sempre molto volentieri :)
Grazie per il solidale commento al libro Guardami..
Ciao!
Grazie a te :D
Ciao! Ho trovato molto interessanti le tue recensioni, spero non ti dispiaccia se ti aggiungo agli amici anobiani (considerate le voci sul prossimo aggiornamento di anobii che cancellerà i vicini).
Un caro saluto.
New York è una finestra senza tende
9 people find this helpful
New York è una finestra senza tende di Paolo CognettiContinuo a chiedermi come è possibile che io sia ancora qui.continue)
Chiuso il libro di Cognetti, mi sarei dovuta fiondare sul primo pc disponibile, per prenotare il volo più economico e immediato a mia disposizione.
Destinazione New York ovviamente.
Già mi immagino la mia prima istantanea di New York, ... (
Continuo a chiedermi come è possibile che io sia ancora qui.
Chiuso il libro di Cognetti, mi sarei dovuta fiondare sul primo pc disponibile, per prenotare il volo più economico e immediato a mia disposizione.
Destinazione New York ovviamente.
Già mi immagino la mia prima istantanea di New York, il mio primo personalissimo mattone di questa città in perenne cambiamento.
Capisco che questo piccolo libro possa essere scambiato per una guida turistica (con tanto di dvd!), magari atipica, ma comunque una guida, ma in realtà non lo è, almeno per me.
Cognetti non parla di monumenti, ma di atmosfere, di sensazioni. I suoi occhi bucano i palazzi di Brooklyn alla ricerca di quello che non c’è più e che anche quando c’era non era visibile, o forse non interessava a nessuno.
Ci fa attraversare quartieri, le cui vie hanno custodito, a volte miracolosamente, gli scrittori che l’autore ha più amato.
Ogni sua pagina è pervasa da un senso di nostalgia che ti attanaglia lo stomaco.
Paolo sa perfettamente che al suo prossimo viaggio a Gotham, quest'entità di grattacieli, storie e pazzi, la città sarà cambiata ancora una volta; lo sa anche mentre l’attraversa a piedi, durante i suoi pellegrinaggi e girando un angolo qualsiasi di strada, è come se gli dicesse addio per sempre.
Molti dei suoi autori preferiti, del passato ma anche del presente, sono cresciuti dall’altra parte del fiume, di Manhattan, nel quartiere di Brooklyn, sulla sponda più sfortunata di questa città.
Un quartiere “perdente” (a partire dalla sua squadra di baseball, i Dodgers) ma gravido ti talenti di ogni genere.
E seguendolo con occhi attenti e stupiti quelle stesse strade si specchiano nei brani, negli stralci di quelle opere con cui lui stesso è cresciuto e che, ancora prima di sbarcare su quelle sponde, hanno fatto in modo che New York gli appartenesse, pur non avendola mai vista.
Paolo Cognetti scrive bene e si sente fra le sue pagine che l’argomento, per lui, era ed è importante.
Il suo libro è un taccuino di appunti presi durante diversi viaggi fatti a New York, eppure, anche sapendo che l'autore la conosce e l'ha già vissuta, traspare ancora dalle sue righe un senso di stupore che te lo fa sentire amico.
Come se su quel davanzale di Roosevelt Island, l' Isolaccia, ci fossi anche a tu a fumarti l'ultima sigaretta della giornata, osservando le storie della tua New York attraverso tutte quelle finestre senza tende.
E se non riuscisse a far nascere in noi il desiderio immediato di salire sul primo aereo disponibile, sicuramente riesce a far nascere un'urgenza insaziabile di procurarci tutti quei libri.
Bisogna averli, bisogna leggere la totale mancanza di speranza di Selby, la necessità di un senso di comunità di Lethem, l'orgoglio smisurato di Whitman, la nostalgia dell'infanzia passata su quelle strade di Miller, la disperazione di Melville.
Chiuso il libro c'è poco da fare, lo sfogli ancora una volta verso la fine e con la sua piccola bibliografia alla mano, entri in Amazon e ordini.
O almeno così ho fatto io.
http://aaawantedbook.blogspot.com/