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- Tentativo di esaurimento di un luogo parigino (131)
- TELP.1
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By Georges Perec -
Finished on Apr 12, 2012
Finished (re-read)
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- Consigli tascabili per aspiranti scrittori (11)
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By Giulio Mozzi -
Finished on Apr 3, 2012
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Consigli tascabili per aspiranti scrittori
CONSIGLI TASCABILI PER ASPIRANTI SCRITTORI di Giulio Mozzi4 people find this helpful -
Ventisei domande e ventisei risposte per ventisei paginette formato pocket e una per la prefazione, “ovvero un testo che spieghi che cosa il libretto è”. E il libretto è una sintetica guida per aspiranti scrittori che vogliano presentare il loro lavoro nel miglior modo.
Giulio Mozzi, risponde qui “ ... (continue ) -
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Apr 3, 2012 |
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- Elogio della lettura e della finzione (152)
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By Mario Vargas Llosa -
Finished in 2011
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Elogio della lettura e della finzione
ELOGIO DELLA LETTURA E DELLA FINZIONE di Mario Vargas Llosa24 people find this helpful -
Quando realizzi che la vita fa schifo, è quello il momento in cui prendi in mano un libro.
Sarà che per me è stato così e in un’età in cui ancora non avevo la consapevolezza per capire che, se amavo tanto leggere, era perché mi ribellavo a tutto quello che mi circondava.
Ma ritrovare questa verità ... (continue ) -
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May 11, 2011 |
7 feedbacks
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- Vivere con 36.000 dollari all'anno (17)
- e altri scritti
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By Francis Scott Fitzgerald -
Finished
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Vivere con 36.000 dollari all'anno
Vivere con 36.000 dollari all’anno5 people find this helpful -
I quattro articoli di Francis Scott Fitzgerald, raccolti dall’editore Mattioli 1885 e tradotti da Cecilia Mutti in questo piccolo e bel volume dal titolo Vivere con 36.000 dollari all’anno, descrivono la parabola di Fitzgerald, dal traguardo del successo all’inevitabile disillusione di un uomo che a ... (
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Apr 16, 2011 |
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- Libero chi legge (399)
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By Fernanda Pivano -
Finished on Feb 10, 2011
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LIBERO CHI LEGGE di Fernanda Pivano21 people find this helpful -
La fascetta pubblicitaria che avvolge il libro “Libero chi legge”, uscito dopo la morte di Fernanda Pivano avvenuta nel 2006, cita “I cento libri della mia biblioteca ideale”.
Ma chi comprasse questo libro con l'idea di leggere delle recensioni sappia che è in errore.
Queste non sono recensioni, m ... (continue ) -
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Feb 16, 2011 |
2 feedbacks
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- Shakespeare è davvero morto? (44)
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By Mark Twain -
Finished on Feb 1, 2011
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Shakespeare è davvero morto? di Mark Twain7 people find this helpful -
Belli i nuovi titoli della Mattioli. Piccoli libri dai prezzi accessibili, che contengono pagine poco famose e spesso inedite di alcuni dei maggiori scrittori di fine Ottocento o inizi del Novecento.
Come questo Shakespeare è davvero morto? di Mark Twain.
Un saggio? Si, potremmo definirlo così, anch ... (continue ) -
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Feb 5, 2011 |
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Tentativo di esaurimento di un luogo parigino
6 people find this helpful
TENTATIVO DI ESAURIMENTO DI UN LUOGO PARIGINO di Georges PerecA trent’anni dalla morte di George Perec, la romana Voland fa tornare in libreria nella collana Libri Piccoli Voland, (e questo è un libro davvero piccolo e molto particolare), Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, o TELP.1, che sta per Tentetive d’épuisement d’un lieu parisien.
Alberto Le ... (continue)
A trent’anni dalla morte di George Perec, la romana Voland fa tornare in libreria nella collana Libri Piccoli Voland, (e questo è un libro davvero piccolo e molto particolare), Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, o TELP.1, che sta per Tentetive d’épuisement d’un lieu parisien.
Alberto Lecaldano, il curatore di questo libro, nella sua bella e fine Appendice ci informa che questo acronimo è “usato dallo stesso Perec nei suoi appunti”, per poi accompagnarci in poche gustosissime pagine alla scoperta di un testo che in sé non avrebbe nulla di originale o eccezionale se non fosse per il particolare punto di partenza.
Cos’è TELP.1: nel 1974 Giorge Perec, per tre giorni consecutivi, (18, 19 e 20 ottobre), si siede nei caffè di place Saint-Sulpice e minuziosamente appunta ciò che vede.
Quel che vuol fare, ce lo spega in poche e precise righe: “Ci sono molte cose a Saint-Sulpice […] Molte, se non la maggioranza, di queste cose sono state descritte, inventariate, fotografate, raccontate o segnalate. Il mio proposito nelle pagine che seguono è stato piuttosto di descrivere il resto: quello che generalmente non si nota, quello che non si osserva, quello che non ha importanza: quello che succede quando non succede nulla, se non lo scorrere del tempo, delle persone, delle auto e delle nuvole”.
Apparentemente Perec non fa nulla di nuovo, scrittori celebri e non hanno descritto dettagliatamente luoghi, parigini e non solo, ‘esaurendoli’. Allora cosa c’è di nuovo in TELP.1? Perec qui ha fatto una performance artistica, è questo che trasforma e rende unico questo esperimento. Esperimento unico ma non l’unico esperimento di Perec, che con il suo eclettismo è stato tra i massimi sperimentatori della parola del ‘900. Lo stesso TELP.1 è in qualche modo la semplificazione di un progetto ben più ampio e complesso che aveva messo a punto qualche anno prima e al quale aveva dato il titolo Lieux (Luoghi) e che avrebbe dovuto occupare dodici anni e occuparsi di dodici luoghi parigini. Il progetto Lieux, intrapreso nel 1969 viene abbandonato nel 1975 e un anno dopo, nel 1976 verrà pubblicato TELP.1.
Questo esperimento che può sembrare valere solo in quanto progetto, idea, appunto esperimento, leggendolo ci si accorge che è ben altro. All’inizio sembra essere nient’altro che una lista. Persone e cose che attraversano lo spazio davanti allo scrittore. Eppure, a poco a poco, ci accorgiamo che abbiamo sotto gli occhi una lotta serrata: Perec costringe la sua mente doppiamente, la costringe a osservare e poi a dire, a elencare scrivendo, costringendo così all’attenzione assoluta, obbligata, cercando di vedere quello che normalmente non vediamo. Bene, più va avanti e più si fa evidente che l’attenzione sfugge, i segni di insofferenza si fanno sempre più insistenti, fino a cedere, dopo soli tre giorni. Ma se lo scrittore non riesce a obbligarsi a vedere neanche per tre giorni senza essere vittima di forti insofferenze e distrazioni, noi, che attenzione possiamo prestare al mondo? Cosa vediamo del mondo? E soprattutto, cosa non vediamo?
Perec, con questa scrittura rigidamente elencatoria coglie il singolo momento, quasi volesse fotografare e mettere in ordine il mondo che si offre al suo sguardo, elencarlo, esaurirlo quasi per ordinarlo, trasformando e dando nuova sostanza alle cose apparentemente più effimere e insignificanti.
Voland non solo ha fatto tornare in libreria un libro scomparso da anni, ma ha anche il merito di aver fatto un libro bello fisicamente e che offre delle belle e utili foto che Pierre Getzler, amico di Perec, ha scattato allo scrittore in quei tre giorni, tra il 18 e il 20 ottobre 1974, mentre scriveva seduto nei caffè di Saint-Sulpice. Certo il prezzo per un libro così piccolo e smilzo può sembrare esagerato, anche io ero perplesso quando l’ho comprato, ma adesso che l’ho letto ben bene, che l’ho sfogliato e risfogliato con le sue fotografie e tutto il resto, sono contento e pienamente soddisfatto del mio acquisto.
Un 96 passa.
Un 86 passa. Un 87 passa. Un 63 passa.
Alcuni inciampano. Microincidenti.
Un 96 passa. Un 70 passa.
È l’una e venti.
Ritorno (probabile) di persone già viste: un ragazzo con un giaccone blu marina che porta in mano una busta di plastica passa di nuovo davanti al caffè.
Un 86 passa. Un 86 passa. Un 63 passa.
Il caffè è pieno.
http://aaawantedbook.blogspot.it/2012/04/tentativo-di-e…