Grande Vonnegut! Una cronaca ruvida, impietosa ed ironica di cent’anni di vita americana attraverso gli occhi di Walter F. Starbuck, un "Forrest Gump" ante litteram. Starbuck, figlio di poveri immigrati, viene mandato ad Harvard dal datore di lavoro dei genitori che vuole "scontare" un terribile del
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Grande Vonnegut! Una cronaca ruvida, impietosa ed ironica di cent’anni di vita americana attraverso gli occhi di Walter F. Starbuck, un "Forrest Gump" ante litteram. Starbuck, figlio di poveri immigrati, viene mandato ad Harvard dal datore di lavoro dei genitori che vuole "scontare" un terribile delitto di cui si è macchiata la sua dinastia. Impiegato federale, per amore si iscrive al Partito Comunista e per ingenuità tradisce un suo collega ed amico denunciandolo ai tribunali maccartisti. Licenziato e riassunto dal governo federale finisce con il trovarsi invischiato nello scandalo Watergate e per un falso senso dell’onore preferisce la galera piuttosto che (di nuovo) rivelare alla magistratura quel (poco) che sa. Tre le donne che ama nel corso della sua vita e che inutilmente cerca di salvare dal loro destino contribuendo, viceversa, a rovinare loro la vita. Uscito di galera diventa, casualmente, vice presidente di una grande corporation di cui contribuisce per pura fortuna allo sviluppo. Critica amara del sistema di vita americano (ma ormai si potrebbe dire: occidentale anzi globale…), analisi impietosa dei rapporti sentimentali e di amicizia, denuncia dei sistemi violenti delle forze dell’ordine ma il tutto legato e narrato con lo stile dolce-amaro di Vonnegut. Nel libro compare anche Kilgore Trout (alter ego di Vonnegut), squattrinato scrittore di fantascienza che vive pubblicando racconti (in certo modo geniali) che vengono usati come riempitivo in riviste pornografiche; personaggio che poi sarà ripreso da altri scrittori americani di fantascienza e che compare anche in altri libri dello stesso Vonnegut (Mattatoio n. 5, La colazione dei campioni, Galapagos, Cronosisma). Le frasi
* L’amore può fallire, ma la gentilezza infine prevarrà. * Contro la stupidità pur gli dei lottano invano. * Io sapevo esattamente quando la parabola discendente della mia vita era cominciata, quando le mie ali si erano spezzate per sempre, quando mi ero accorto che non mi sarei più levato in alto. * La cosa più imbarazzante per me, riguardo questa a autobiografia, è che, a ogni piè sospinto, si dimostra che non sono mai stato una persona seria. Ho passato un sacco di guai, nel corso degli anni, ma sempre per caso. Non ho mai rischiato la vita, né le mie comodità, al servizio del prossimo. Vergogna! * "Non fa niente" disse lei "Non potevi farci niente, se eri nato senza cuore. Perlomeno tentavi di credere a quello in cui crede la gente che il cuore ce l’ha… Quindi eri un brav’uomo, lo stesso."
La scheda
* Titolo: Un pezzo da galera * Autore: Kurt Vonnegut * Traduzione: Pier Francesco Paolini * Editore: I Narratori - Feltrinelli * Pagine: 248 * Prezzo: Euro 14 * ISBN: 88-07-01658-3
Olà Agatino, quanto tempo! Bravo Brandelli è fuori! Io nel frattempo sono finito in radio a RADIO2 con Luca Crovi, ho preso un pezzo sul terzo numero di Milanonera e ho fatto una presentazione alla festa democratica! Ora aspetto che venga buona e scrivo visto che non faccio il pr, ma lo scrittore! Fatti sentire! Come è stata la tua estate? Spero tutto bene! Un abbraccio Andrea
Ciao, sono finita per sbaglio sulla tua pagina e l'occhio mi è caduto sulla recensione di Maruzza. Forse mettere un avviso di spoiler non sarebbe stato male. Io lo devo ancora leggere e mi hai rivelato cose che avrei forse voluto scoprire da sola.
Un pezzo da galera
Grande Vonnegut! Una cronaca ruvida, impietosa ed ironica di cent’anni di vita americana attraverso gli occhi di Walter F. Starbuck, un "Forrest Gump" ante litteram. Starbuck, figlio di poveri immigrati, viene mandato ad Harvard dal datore di lavoro dei genitori che vuole "scontare" un terribile del ... (continue)
Grande Vonnegut! Una cronaca ruvida, impietosa ed ironica di cent’anni di vita americana attraverso gli occhi di Walter F. Starbuck, un "Forrest Gump" ante litteram. Starbuck, figlio di poveri immigrati, viene mandato ad Harvard dal datore di lavoro dei genitori che vuole "scontare" un terribile delitto di cui si è macchiata la sua dinastia. Impiegato federale, per amore si iscrive al Partito Comunista e per ingenuità tradisce un suo collega ed amico denunciandolo ai tribunali maccartisti. Licenziato e riassunto dal governo federale finisce con il trovarsi invischiato nello scandalo Watergate e per un falso senso dell’onore preferisce la galera piuttosto che (di nuovo) rivelare alla magistratura quel (poco) che sa. Tre le donne che ama nel corso della sua vita e che inutilmente cerca di salvare dal loro destino contribuendo, viceversa, a rovinare loro la vita. Uscito di galera diventa, casualmente, vice presidente di una grande corporation di cui contribuisce per pura fortuna allo sviluppo. Critica amara del sistema di vita americano (ma ormai si potrebbe dire: occidentale anzi globale…), analisi impietosa dei rapporti sentimentali e di amicizia, denuncia dei sistemi violenti delle forze dell’ordine ma il tutto legato e narrato con lo stile dolce-amaro di Vonnegut. Nel libro compare anche Kilgore Trout (alter ego di Vonnegut), squattrinato scrittore di fantascienza che vive pubblicando racconti (in certo modo geniali) che vengono usati come riempitivo in riviste pornografiche; personaggio che poi sarà ripreso da altri scrittori americani di fantascienza e che compare anche in altri libri dello stesso Vonnegut (Mattatoio n. 5, La colazione dei campioni, Galapagos, Cronosisma).
Le frasi
* L’amore può fallire, ma la gentilezza infine prevarrà.
* Contro la stupidità pur gli dei lottano invano.
* Io sapevo esattamente quando la parabola discendente della mia vita era cominciata, quando le mie ali si erano spezzate per sempre, quando mi ero accorto che non mi sarei più levato in alto.
* La cosa più imbarazzante per me, riguardo questa a autobiografia, è che, a ogni piè sospinto, si dimostra che non sono mai stato una persona seria. Ho passato un sacco di guai, nel corso degli anni, ma sempre per caso. Non ho mai rischiato la vita, né le mie comodità, al servizio del prossimo. Vergogna!
* "Non fa niente" disse lei "Non potevi farci niente, se eri nato senza cuore. Perlomeno tentavi di credere a quello in cui crede la gente che il cuore ce l’ha… Quindi eri un brav’uomo, lo stesso."
La scheda
* Titolo: Un pezzo da galera
* Autore: Kurt Vonnegut
* Traduzione: Pier Francesco Paolini
* Editore: I Narratori - Feltrinelli
* Pagine: 248
* Prezzo: Euro 14
* ISBN: 88-07-01658-3