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Ritratto di un assassino
*** This comment contains spoilers! ***
Sono una lettrice appassionata dei romanzi di fantasia di Patricia Cornwell. Sono anche particolarmente interessata ed attratta dalle storie criminali reali.
L’idea di questo libro mi ha subito affascinata: una delle mie scrittrici preferite che prende in mano dopo oltre 100 anni le indagini di un c ... (continue)
Sono una lettrice appassionata dei romanzi di fantasia di Patricia Cornwell. Sono anche particolarmente interessata ed attratta dalle storie criminali reali.
L’idea di questo libro mi ha subito affascinata: una delle mie scrittrici preferite che prende in mano dopo oltre 100 anni le indagini di un caso reale e famosissimo (quello di Jack lo squartatore) per dimostrare di aver individuato l’assassino e di averne anche le prove….
E’ stata una delusione totale. L’autrice, nell’esporre i fatti, salta di palo in frasca e riesce a rendere estremamente noiosa la lettura. Non vi dico quanto tempo ci ho messo prima di riuscire a finire questo libro.
Oltre al metodo infelice (secondo me) scelto per scrivere questo libro, non mi convince fino in fondo la teoria della Cornwell. Se veramente Walter Sickert (pittore inglese vissuto a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo) era Jack Lo Squartatore, se veramente aveva questa personalità che lo portava a voler continuamente sfidare le autorità, a voler parlare e sentir parlare di sé… se veramente era lui lo psicopatico, il serial killer…. come mai si sarebbe fermato dopo pochi anni di “attività” e sarebbe ripiombato nel dimenticatoio (dal punto di vista della sua attività criminale)? Non dimentichiamo che quest’uomo avrebbe commesso i delitti prima del 1890 ed è morto nel 1942 (facendosi cremare)!! Non metto in dubbio che la Cornwell possa avere ragione, che abbia correttamente identificato l’assassino; però mi pare che tutte le prove da lei raccolte siano “indiziarie” e pertanto non certe: Sickert viveva in quelle determinate zone, usciva sempre di notte, frequentava località di villeggiatura da cui sono state spedite alcune lettere dello squartatore, aveva un problema agli organi genitali che lo avevano reso impotente e pertanto odiava le donne, usava un tipo di carta da lettere uguale a quella dello squartatore, dipingeva quadri inquietanti che sembravano riproporre la scena di alcuni dei delitti…. E allora? Secondo me non vi sono certezze assolute. Se la Cornwell riuscirà, tramite il test del Dna a provare qualcosa di definitivo…. solo allora potremo parlare di certezze.
Sicuramente il pittore inglese, dal ritratto che la Cornwell ne fa, esce decisamente massacrato, e forse a ragione. Restano comunque, a mio parere, moltissimi dubbi e questioni oscure. E soprattutto, il libro non è scritto nella maniera scorrevole e piacevole cui la Cornwell ci ha abituati.
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