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Il giorno in cui Gabriel scoprì di chiamarsi Miguel Angel
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Desaparecidos: scomparsi. Non ci sono parole per esprimere la rabbia e il dolore di chi è stato fatto sparire e non c'è modo per immaginare la frustrazione di chi ha subito la perdita della propria famiglia. Gabriel non è Gabriel, il suo vero nome è Miguel Angel. Questo libricino dall'insolita manif ... (continue)
Desaparecidos: scomparsi. Non ci sono parole per esprimere la rabbia e il dolore di chi è stato fatto sparire e non c'è modo per immaginare la frustrazione di chi ha subito la perdita della propria famiglia. Gabriel non è Gabriel, il suo vero nome è Miguel Angel. Questo libricino dall'insolita manifattura, poco conforme a quanto siamo stati abituati da Massimo Carlotto, percorre la riscoperta di un'identità perduta, nascosta, rubata. “Vittime destinate a rimanere vittime”, può darsi. Ma è compito di chi rimane, di quelli che nonostante tutto sono ancora vivi, investire di nuove prospettive la speranza di chi non c'è più. Sono stati commessi crimini atroci, delitti che non potranno mai essere vendicati. La storia di un diciassettenne che, come ogni ragazzo, crede di sapere tutto della sua vita passata si ritrova completamente stravolta nell'arco di poche ore. Ogni certezza viene meno. Ogni dubbio pervade i suoi pensieri. Si sente investito da un'onda di tristezza. Scoprire chi è realmente diventa la sua unica ragione di vita. Questo romanzo di Carlotto è un libro intenso e sciolto da ogni sorta di convinzioni ideologiche, se non quella che l'ingiustizia perpetrata ai danni di tanti innocenti non sarà mai dimenticata. Un rarefatto esempio di omaggio letterario che si prefigge l'unico scopo del non dimenticare.
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