Marina Fiorato, autrice inglese di origini italiane, ha pubblicato con la Nord un ottimo romanzo storico ambientato a Siena nel 1723.
La trama è in gran parte incentrata sugli intrighi politici che girano intorno al famosissimo Palio, ma non per questo è noiosa, anzi, gli eventi si susseguono con u
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Marina Fiorato, autrice inglese di origini italiane, ha pubblicato con la Nord un ottimo romanzo storico ambientato a Siena nel 1723.
La trama è in gran parte incentrata sugli intrighi politici che girano intorno al famosissimo Palio, ma non per questo è noiosa, anzi, gli eventi si susseguono con un giusto ritmo.
L’eroina principale è una ragazza di tempra forte e determinata, che tuttavia è ancora nubile all’età di diciannove anni: Pia de’ Tolomei, omonima di colei che figura addirittura nella Commedia di Dante. La storia inizia quando il padre vuole darla in sposa a Vincenzo Caprimulgo, primogenito ed erede della contrada dell’Aquila. All’inizio, Pia non capisce per quale motivo il genitore voglia svenderla a un’altra contrada: circostanza assai strana, in quanto all’epoca era uso sposarsi all’interno della propria contrada d’origine (o almeno così ci dice Pia nel romanzo).
Quando Vincenzo muore per uno sfortunato incidente, la famiglia Caprimulgo la costringe a sposare il secondogenito albino, Nello; Pia capisce dunque che il padre ha stretto un’alleanza molto importante a livello di politica cittadina, e in seguito scoprirà che le due famiglie stanno tramando per deporre Violante de’ Medici dal governo di Siena.
L’eroe maschile della storia è un ragazzo di umili origini, Riccardo Bruni, di cui Pia si innamora al primo sguardo, e che la famiglia Caprimulgo cerca di usare come un burattino per le sue trame politiche, credendo che sia facilmente manovrabile. Riccardo, però, è molto sveglio e coraggioso, e riuscirà a destreggiarsi silenziosamente tra un tranello e l’altro, appoggiando Violante e aiutandola a mantenere il suo posto.
Il terzo protagonista della storia è un personaggio realmente esistito, appunto Violante de’ Medici, vedova e distrutta dal dolore per la perdita del marito omosessuale e soprattutto dalla morte dei due gemelli appena nati, avvenuta vent’anni prima.
Il romanzo è ben scritto e quasi totalmente privo di refusi, inoltre la traduzione è di ottimo livello e utilizza anche termini antichi nei punti più adatti. Mentre alcuni potrebbero accusare l’autrice di infodump, io ritengo invece che abbia bilanciato alla perfezione le descrizioni storiche, funzionali alla narrazione, con le riflessioni interiori dei protagonisti, incastrando nel giusto modo anche le scene d’azione e i dialoghi.
Un ulteriore motivo di pregio consiste nei riferimenti colti tipici della cultura italiana che l’autrice inserisce all’interno della narrazione, come le citazioni dantesche e i rimandi storici di vario genere (come quelli riguardanti la famiglia de’ Medici). Si nota subito che l’autrice ha svolto accurate ricerche per rendere la storia verosimile, e infatti descrive usi e costumi dell’epoca in maniera realistica. Dalla postfazione apprendiamo che si è addirittura recata di persona a Siena per documentarsi.
Il romanzo in definitiva è adatto non solo a un pubblico femminile, per via delle vicende d’amore descritte, ma anche a un pubblico maschile, che gradirà sicuramente colpi di scena, omicidi e complotti di strategia politica.
Un vero peccato che sia scritto così male, perché la storia ha del potenziale. Sarebbe bastato un lavoro di editing e revisione da parte della casa editrice per evitare ingenuità come gli errori grammaticali (sono sviste che possono capitare, se non c'è editing) e l'assoluta ignoranza di qualsiasi t
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Un vero peccato che sia scritto così male, perché la storia ha del potenziale. Sarebbe bastato un lavoro di editing e revisione da parte della casa editrice per evitare ingenuità come gli errori grammaticali (sono sviste che possono capitare, se non c'è editing) e l'assoluta ignoranza di qualsiasi tecnica narrativa. Consiglio sempre gli autori di studiare qualche manuale di scrittura, ma tutti rispondono che "l'importante è la trama". Però dovrebbe esserci qualcuno che aiuti lo scrittore meno capace, ma pieno di idee brillanti, a orientarsi nel testo. Basterebbe davvero poco per migliorarsi, un po' di olio di gomito... Consiglio di visitare questo sito: http://www.annemini.com/
I'm sorry but this book is written in a slovenly way. I know that the author really can write, but she didn't edit the manuscript, this time. There are lots of infodump and PoV errors, as if she was a young writer. Why? She has a lot of money, why didn't she hire an editor?
La gemma di Siena
Marina Fiorato, autrice inglese di origini italiane, ha pubblicato con la Nord un ottimo romanzo storico ambientato a Siena nel 1723.
La trama è in gran parte incentrata sugli intrighi politici che girano intorno al famosissimo Palio, ma non per questo è noiosa, anzi, gli eventi si susseguono con u ... (continue)
Marina Fiorato, autrice inglese di origini italiane, ha pubblicato con la Nord un ottimo romanzo storico ambientato a Siena nel 1723.
La trama è in gran parte incentrata sugli intrighi politici che girano intorno al famosissimo Palio, ma non per questo è noiosa, anzi, gli eventi si susseguono con un giusto ritmo.
L’eroina principale è una ragazza di tempra forte e determinata, che tuttavia è ancora nubile all’età di diciannove anni: Pia de’ Tolomei, omonima di colei che figura addirittura nella Commedia di Dante. La storia inizia quando il padre vuole darla in sposa a Vincenzo Caprimulgo, primogenito ed erede della contrada dell’Aquila. All’inizio, Pia non capisce per quale motivo il genitore voglia svenderla a un’altra contrada: circostanza assai strana, in quanto all’epoca era uso sposarsi all’interno della propria contrada d’origine (o almeno così ci dice Pia nel romanzo).
Quando Vincenzo muore per uno sfortunato incidente, la famiglia Caprimulgo la costringe a sposare il secondogenito albino, Nello; Pia capisce dunque che il padre ha stretto un’alleanza molto importante a livello di politica cittadina, e in seguito scoprirà che le due famiglie stanno tramando per deporre Violante de’ Medici dal governo di Siena.
L’eroe maschile della storia è un ragazzo di umili origini, Riccardo Bruni, di cui Pia si innamora al primo sguardo, e che la famiglia Caprimulgo cerca di usare come un burattino per le sue trame politiche, credendo che sia facilmente manovrabile. Riccardo, però, è molto sveglio e coraggioso, e riuscirà a destreggiarsi silenziosamente tra un tranello e l’altro, appoggiando Violante e aiutandola a mantenere il suo posto.
Il terzo protagonista della storia è un personaggio realmente esistito, appunto Violante de’ Medici, vedova e distrutta dal dolore per la perdita del marito omosessuale e soprattutto dalla morte dei due gemelli appena nati, avvenuta vent’anni prima.
Il romanzo è ben scritto e quasi totalmente privo di refusi, inoltre la traduzione è di ottimo livello e utilizza anche termini antichi nei punti più adatti. Mentre alcuni potrebbero accusare l’autrice di infodump, io ritengo invece che abbia bilanciato alla perfezione le descrizioni storiche, funzionali alla narrazione, con le riflessioni interiori dei protagonisti, incastrando nel giusto modo anche le scene d’azione e i dialoghi.
Un ulteriore motivo di pregio consiste nei riferimenti colti tipici della cultura italiana che l’autrice inserisce all’interno della narrazione, come le citazioni dantesche e i rimandi storici di vario genere (come quelli riguardanti la famiglia de’ Medici). Si nota subito che l’autrice ha svolto accurate ricerche per rendere la storia verosimile, e infatti descrive usi e costumi dell’epoca in maniera realistica. Dalla postfazione apprendiamo che si è addirittura recata di persona a Siena per documentarsi.
Il romanzo in definitiva è adatto non solo a un pubblico femminile, per via delle vicende d’amore descritte, ma anche a un pubblico maschile, che gradirà sicuramente colpi di scena, omicidi e complotti di strategia politica.
Ultima sentenza
Il continuo cambio di PoV mi dava il mal di testa, e comunque non è affatto un legal thriller ma una storia di noiosissimi intrighi elettorali.
Senza ritorno
Mi ero dimenticata di scrivere la recensione, com'è possibile?
Una sola parola: GENIALE.
Il Cavaliere d'Africa
Un vero peccato che sia scritto così male, perché la storia ha del potenziale. Sarebbe bastato un lavoro di editing e revisione da parte della casa editrice per evitare ingenuità come gli errori grammaticali (sono sviste che possono capitare, se non c'è editing) e l'assoluta ignoranza di qualsiasi t ... (continue)
Un vero peccato che sia scritto così male, perché la storia ha del potenziale. Sarebbe bastato un lavoro di editing e revisione da parte della casa editrice per evitare ingenuità come gli errori grammaticali (sono sviste che possono capitare, se non c'è editing) e l'assoluta ignoranza di qualsiasi tecnica narrativa.
Consiglio sempre gli autori di studiare qualche manuale di scrittura, ma tutti rispondono che "l'importante è la trama". Però dovrebbe esserci qualcuno che aiuti lo scrittore meno capace, ma pieno di idee brillanti, a orientarsi nel testo.
Basterebbe davvero poco per migliorarsi, un po' di olio di gomito...
Consiglio di visitare questo sito: http://www.annemini.com/
The Casual Vacancy
I'm sorry but this book is written in a slovenly way.
I know that the author really can write, but she didn't edit the manuscript, this time. There are lots of infodump and PoV errors, as if she was a young writer. Why? She has a lot of money, why didn't she hire an editor?