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Appena finito... -
...e già vien voglia di rileggerlo.
Il racconto di un fatto di cronaca ormai dimenticato, diventa un libro intenso e affascinante. Il modo di scrivere di Massimo Polidoro conduce direttamente al centro della vicenda e la rende viva e reale.
È un romanzo, nella forma, ma i nomi e le circostanze s ... (continue)
- — Jul 26, 2010 | Add your feedback
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Finished on Jul 10, 2010





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Tanto strepito per nulla -
Gli autori hanno inventato una teoria del complotto per giustificare l'insuccesso del loro libro in Italia (sarebbe stato "censurato" per contenuti politici anti-ecclesiastici che in verità non ci sono).
Non risulta però che questo libro abbia venduto molto in nessun luogo del mondo, ed il motivo n ... (continue) - — Jul 10, 2010 | Add your feedback
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Alice nel paese della vaporità
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Devo recensire il libro anche per mantenere una promessa. Non per questo sarò meno che pignolo nella mia critica, al contrario, sarò implacabile.
Premetto che non conosco le opere precedenti di Francesco Dimitri, né ho una particolare predilezione per il genere fantasy nel quale, almeno in parte, qu ... (continue)
Devo recensire il libro anche per mantenere una promessa. Non per questo sarò meno che pignolo nella mia critica, al contrario, sarò implacabile.
Premetto che non conosco le opere precedenti di Francesco Dimitri, né ho una particolare predilezione per il genere fantasy nel quale, almeno in parte, questo libro può essere collocato.
E come ogni buon fantasy che si rispetti, è ambientato in un mondo immaginario, chiamato Steamland, in cui aleggia la "Vaporità", una sorta di nebbia allucinogena. Ottima l'idea di descrivere lo stato psichico degli abitanti con effetti sinestetici. Ma si tratta di uno stato difficilmente comprensibile al lettore che non ne abbia fatta esperienza diretta. Questo espediente, perciò, finisce per ostacolare, anziché favorire, il calarsi del lettore negli eventi narrati.
La narrazione è portata avanti con buon ritmo (parte un po' lento, a tratti noioso, ma poi migliora costantemente fino al finale) e con un magistrale controllo della lingua e della struttura delle frasi. Si nota un lavoro di lima molto approfondito. O, meglio, è assente la sciatteria che talvolta s'incontra in autori incomprensibilmente popolari, fragorosamente citati sui media e addirittura premiati.
L'intreccio è ben organizzato e decisamente originale, al punto da poter permettersi di inserire citazioni e riferimenti ad altri autori (da H.P.Lovecraft a Polidori, al King de "La torre nera") senza perdere una propria precisa identità. Naturalmente si trovano riferimenti all'Alice di Carroll, come s'intuisce già dal titolo, ma sono in fondo limitati al nome della protagonista e di qualche personaggio. La qualità dello scrittore, insomma, c'è e si vede.
Non originalissima la storia, che nelle sue linee essenziali ricalca il racconto di formazione, come del resto quello della Alice originale di Carroll. Il rapporto tra Alice e Ben, personaggio che legge la storia mano a mano che gli viene inviata per e-mail, si presenta come una classica cornice narrativa, espediente nato insieme alla letteratura, che però si risolve in modo ancora originale e sufficientemente inaspettato.
Passiamo ora alle note dolenti.
I personaggi di questo romanzo sono comparse. Questo è il maggior difetto del libro. Solo di Alice e Ben vengono fornite alcune istantanee del loro passato utili a comprenderne il carattere ed il comportamento. Nemmeno queste del tutto sufficienti. Tutti gli altri personaggi appaiono privi di spessore. Poco più che sagome di cartone sullo sfondo su cui talvolta, per pochi istanti, si accende un riflettore. La maggior parte di essi entra ed esce dal romanzo senza lasciare alcuna traccia nel lettore.
La sensazione complessiva è quella di un romanzo comunque di buon livello, ma che sarebbe potuto essere migliore. Sembra che manchi qualcosa, qualche chiarimento in più su dettagli che restano senza spiegazione, lo sviluppo dei personaggi e dei loro rapporti reciproci, per esempio. Lungi dall'appesantire la narrazione, avrebbero contribuito ad appassionare i lettori alla storia: Dimitri dimostra di avere i mezzi per riuscirci.
E poi quella scena d'apertura, tanto isolata dal resto da farla ritenere quasi appartenente ad un'altra storia... Rivela qualcosa del passato di Alice, certo, ma è appena un'immagine mai richiamata direttamente nel resto del romanzo, come se non avesse alcun peso nei fatti narrati.
E allora, in conclusione, mi è piaciuto questo libro? Sì.
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