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- Uno, nessuno e centomila (15413)
- By Luigi Pirandello
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- Il grande Gatsby (12614)
- By Francis Scott Fitzgerald
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- Frostbite. L'alba del licantropo (130)
- By David Wellington
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Finished on Apr 6, 2012





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Frostbite. L'alba del licantropo
*** This comment contains spoilers! ***




Dimenticabile -
Scrivere un libro sui licantropi non deve essere una cosa semplice. Per dirla meglio, scrivere un bel libro sui licantropi non deve essere cosa semplice. Questo Frostbite cerca di partire bene, col botto, catapultando il lettore subito in mezzo all'azione ( oddio, "azione" ) rimandando ad un secondo ... (continue)
- — Apr 6, 2012 | Add your feedback
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- Hannibal Lecter (1387)
- Le origini del male
- By Thomas Harris
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- Nemesis (1607)
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- The Bourne Identity (604)
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- La notte eterna del coniglio (919)
- By Giacomo Gardumi
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- Bambino 44 (1529)
- By Tom Rob Smith
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- The enemy (78)
- By Charlie Higson
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- Lasciami entrare (2648)
- By John Ajvide Lindqvist
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- La mano sinistra di Dio (1244)
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Il grande Gatsby
1 person find this helpful
*** This comment contains spoilers! ***
Le tre stelle ne valgono cinque.
Voto a metà, dunque, un po' come la storia di questo libro. Fitzgerald sembra per tutto il romanzo limitarsi a suggerire ma non dire, a sussurrare ciò che dovrebbe invece essere urlato. Si ha la sensazione di trovarsi di fronte a personaggi solo abbozzati, persi nel ... (continue)
Le tre stelle ne valgono cinque.
Voto a metà, dunque, un po' come la storia di questo libro. Fitzgerald sembra per tutto il romanzo limitarsi a suggerire ma non dire, a sussurrare ciò che dovrebbe invece essere urlato. Si ha la sensazione di trovarsi di fronte a personaggi solo abbozzati, persi nel loro vivere ballerino, frivolo, a due dimensioni. ma è solo un'illusione, i personaggi sono lì, reali, veri, per quanto immaturi e lontani dal mondo di oggi, persi in quello stile di vita carico di passione e ricerca sfrenata dell'ostentazione della ricchezza tipica degli anni '20 americani. Gatsby è circondato da un'aura di mistero, di lui ci viene svelato poco, quasi nulla. Il racconto della sua vita è frammentato in più momenti, contrastanti fra loro, mai esaurienti fino in fondo. Un personaggio maestoso, che sfoggia una grandezza, una ricchezza e una cordialità di facciata impeccabile. Eppure, come il più classico dei giganti, basta un semplice Davide per metterlo al tappeto. La maschera di mondanità nasconde un uomo alla disperata ricerca della donna amata, il David della situazione, che anni addietro, quando il nostro Eroe fu costretto a partire per la guerra, dopo avergli rubato il cuore finì col legarsi ad un altro uomo, forte nell'aspetto e nell'animo. Il giovane Gatsby dovrà quindi costruire da zero la sua fortuna, inseguendo il sogno idilliaco di un amore perduto da riconquistare. Ma, come è duro ammettere, i sogni sono troppe volte più grandi della realtà ed i ricordi più belli del passato in sé. Ed è in questa debolezza dell'animo umano, che si costruisce dentro castelli con stanze dove albergano ricordi e memorie eteree ed idilliache, che è nascosta la debolezza di Gatsby. Il finale lascia perplessi, tutto si conclude in un clamoroso nulla di fatto, il destino vince di nuovo contro i sogni, sconfiggendo j.G. nella morte, come nella vita. E scopriamo qui come lui sia stato sempre, anche all'apice del suo splendore, un Eroe solo, figlio dei ruggenti anni '20 a stelle e strisce e precursore ( anche se solo col senno di poi ) di quello che fu il '29 per gli americani. Amico sfruttato in vita, abbandonato nella morte, tranne che dal fidato Nick e da un personaggio cui nella storia si è prestata zero attenzione. Un emarginato che accompagna nell'ultimo viaggio un altro emarginato. Lo stile è "pesante", spesso confusionario, la traduzione in questo senso non aiuta sempre a venire a capo della trama.
Alla fine della fiera, si ha un senso di incompiuto, si aspettano altre notizie. Ci si aspetta, nonostante si sappia del funerale, che il narratore ci parli ancora di Gatsby, incontrato magari tornando a casa dal cimitero. Forse è proprio questo il merito del libro: col suo stile, il dipanarsi della storia e i punti in sospeso, comunica come meglio non si potrebbe come gli eccessi portino l'uomo all'incomunicabilità e alla solitudine morale. Perchè anche in mezzo ad una folla si può essere soli.
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