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Se questa è la dimostrazione che il romanzo non è morto... -
Nonostante mi fosse stato caldamente consigliato appena uscì in Italia nel 2007, ho acquistato questo libro solo 4 anni più tardi, ma ora come ora so di non essermi persa granché, ai tempi. Nonostante sia stato osannato dalla critica e abbia ricevuto recensioni promettenti, ho faticato duramente ad ... (continue)
- — Jan 18, 2012 | 1 feedback
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L'eredità di Leonardo
Vorrei poter avere 'le mezze stellette' per darne una in più a questo libro di Simone Valmori, un mio coetaneo a quanto ho appreso alla sua opera prima. Il suo libro l'ho comprato tra gli scaffali del reparto audio-video di un supermercato, scettica ma comunque attratta dai nomi di Leonardo (il mio ... (continue)
Vorrei poter avere 'le mezze stellette' per darne una in più a questo libro di Simone Valmori, un mio coetaneo a quanto ho appreso alla sua opera prima. Il suo libro l'ho comprato tra gli scaffali del reparto audio-video di un supermercato, scettica ma comunque attratta dai nomi di Leonardo (il mio artista-feticcio assoluto) e di Caterina Sforza. Ho deciso di leggerlo subito, nonostante titoli ben più famosi mi attendano da mesi sul tavolo, perché mi son detta: "Togliamoci il pensiero, su!". Ho dovuto ricredermi, perché questo libro non è proprio male, come opera prima. Trovo che forse la scrittura di Valmori debba ancora trovare la sua identità e la sua spinta, ma è indubbio che il libro sia scritto bene e si faccia leggere con scorrevolezza, in quasi tutte le sue parti. Ecco, ho trovato fastidioso il corsivo usato per i termini 'tecnologici' e, per conoscenze dirette, un po' troppo didascaliche le spiegazioni sul mondo degli Rfid e di Internet; o, più che didascaliche, forse espresse in un modo che, nei dialoghi tra due persone giovani come lo sono Anna e Giorgio, i protagonisti, dal vivo stonerebbe molto. La storia regge bene fino a metà libro, ti prende e ti fa desiderare sapere quale sia il grande segreto di Leonardo: segreto che poi è svelato un po' troppo presto, per i miei gusti, ma spiegato per il resto del libro in maniera troppo fumosa. Insomma la scoperta manca di soddisfazione, sconfina troppo e sul più bello - dopo tutte quelle nozioni artistiche e tecnologiche, dopo tutte quelle promesse - nel fantastico, nella leggenda, diviene un dogma da accettare come assunto. Mentre la figura di Caterina, poi, regge il confronto storico, Leonardo è invece elevato al ruolo di artista-vate-preveggente, che decide di lasciare messaggi delle sue profezie e della sua vita in codici nascosti nelle sue opere; tutto questo con l'aiuto di una stretta cerchia di artisti del suo tempo, che lo vedono come una guida spirituale. Il finale, insomma, mi ha lasciato un po' di disappunto, ma c'è da ammettere che Valmori è stato bravo a rintracciare e a 'creare' indizi comuni alle più belle opere del Rinascimento. Alcuni di questi sono un po' tirati per i capelli, è vero, ma per ben più di un capitolo ti regalano l'illusione che sia tutto vero.
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