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Aug 19, 2011 |
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Il codice di Perelà
Un romanzo che è un antiromanzo, un esercizio poderoso di pura fantasia, quasi un gioco in cui Palazzeschi - scegliendo la forma quantomai irrituale di un dialogo infinito, pressante, quasi ossessivo - descrive la breve storia di un uomo fatto soltanto di fumo, nato nella canna fumaria di un camino, ... (continue)
Un romanzo che è un antiromanzo, un esercizio poderoso di pura fantasia, quasi un gioco in cui Palazzeschi - scegliendo la forma quantomai irrituale di un dialogo infinito, pressante, quasi ossessivo - descrive la breve storia di un uomo fatto soltanto di fumo, nato nella canna fumaria di un camino, che ha preso corpo e coscienza ascoltando le voci e le storie di tre anziane donne nel focolare, e dal quale è uscito un giorno, trovando ai piedi un paio di scarpe, attratto dall'improvviso silenzio che mai in trentatrè anni aveva ascoltato. Cammina, l'uomo di fumo, fino ad un regno sconosciuto, dove suscita curiosità ed ammirazione, fino a diventare l'estensore incaricato di redigere un nuovo codice, per superare le "leggi vecchie e grinzose dello stato", in quanto per "fare le cose bene, serve purezza". Portato rapidamente alle stelle, altrettanto rapidamente l'uomo di fumo - ribattezzato Perelà - viene ricacciato dall'esaltazione popolare nella bassa polvere, per il tramite di quel modo - umano, troppo umano - di specchiarsi felici nel nuovo fatto salvo lo stancarsene subito dopo, dubitando che quella percepita sia stata realmente una virtù.