SULLA SCUOLA (CHE E' DI TUTTI) DOVREMMO TUTTI INFORMARCI MEGLIO...
Il testo di Girolamo De Michele è un testo corretto, preciso, informato e che comunica quanto è importante informarsi su un oggetto (in questo caso la scuola) e controllare le fonti prima di parlarne. E' una lettura impegnata, ricca di dati per smentire luoghi comuni, anzi, ricca degli stessi dati m
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Il testo di Girolamo De Michele è un testo corretto, preciso, informato e che comunica quanto è importante informarsi su un oggetto (in questo caso la scuola) e controllare le fonti prima di parlarne. E' una lettura impegnata, ricca di dati per smentire luoghi comuni, anzi, ricca degli stessi dati manipolati al solo fine di far emergere luoghi comuni e, conseguentemente, di legittimare politiche e forme di azione e legislazione spesso prive di senso e talvolta indirizzate, pare proprio, verso forme di dis-educazione e dis-insegnamento ai fini di semplificazione e controllo. Il testo è meditato, ma leggero, scritto molto bene, pesato nell'analisi, inquietante in alcuni punti, almeno, se vi importa della scuola primaria e secondaria dei vostri figli, ad esempio. De Michele fornisce una serie di informazioni che, a mio parere, i genitori o, comunque, le famiglie, avrebbero il dovere di sapere: a prescindere dal volere poi criticare od appoggiare le tesi dell'autore. Autore che risponde anche, molto pragmaticamente, ma in un modo economicamente ineccepible e sicuramente sostenibile, come si possono trovare i soldi per la scuola, senza sottoporla a continui tagli e come, molto pragmaticamente, si possono attuare le strategie per evitare lo spreco di risorse dell'apparato di istruzione italiano. In altre parole, è uno dei pochi testi che ho letto in cui: - non ci si limita a lamentarsi dello status quo, ma si cerca di comprenderlo e farlo comprendere anche nella sua dinamica storica, proponendo più che ragionevoli alternative di scelta politica; - non ci si limita a riportare le consuete frasi di comodo (la scuola che fu, la disciplina perduta, non esistono più le mezze stagioni, con Mussolini si stava meglio, piove: governo ladro...), bensì le si spazza via con una documentata e ragionata ed intellettualmente ineccepibile verifica critica (che rileva la profonda conoscenza che l'autore ha di molti rami della realtà e del sapere, non solo della propria materia - insegna in un liceo); - propone un attacco con costanza critica e di analisi delle conseguenze ai valori alla base delle riforme della scuola degli ultimi trent'anni, non mancando di risconoscere l'avanzare di una società ce rischia di farsi più autoritaria e chiusa, spingendo verso saperi ridotti e a basso contenuto critico (il tutto, lo ripeterò fino a fine recensione, sempre osservando la realtà reale, sempre calandosi nel mondo dei dati, degli scimmiottamenti che di questi si fanno per dire altro, delle contraddizioni che si leggono nei rapporti di diverse organizzazioni che, se letti, con critica, possono essere forieri di indicazione di percorsi attuabili e ad alto valore aggiunto); - in cui la pars proponens è molto maggiore della pars destruens; - in cui si dicono "cose utili da sapere per chi un giorno volesse dirigere un ministero dell'istruzione"; - in cui l'autore ha piena e forte e documentata coscienza di che cosa sta scritto nella Costituzione; delle numerosissime leggi che hanno accompagnato l'evoluzione/involuzione della scuola; di come funziona il meccanismo legislativo tanto per la scuola quanto per altro, cosa che, ogni cittadino e giornalista, dovrebbe sapere, il tutto spiegato nell'ottica dell'importanza che queste decisioni hanno per i cittadini e per gli studenti; - in cui lo studente è visto quale persona, senza etichette a priori, del tipo 'bullo', 'mostro', 'incivile' et alias, che compaiono nei documenti parlamentari e nelle leggi approvare come categorie 'a priori'; - in cui, oltre a tante altre cose per le quali rimando al testo, "Bisogna fare molta fatica a testimoniare la parte migliore di sé col proprio lavoro, perché la parte peggiore non fa nessuna fatica a venire fuori" (citazione da Mauro Pagani che l'autore mette a capo dell'introduzione). Mi fermerei qui, ma un'altra cosa voglio aggiungere: leggete la scelta di copyright (left?) che l'autore ha deciso di imporre al libro. Non consideratela un fatto ininfluente. E' nelle piccole cose che si leggono i grandi pensieri. Ideali? Non so, parola, quest'ultima, troppo usata a vanvera e, pertanto, inflazionata.
UN SINE QUA NON dei Principi Contabili Internazionali
Manuale monumentale su IAS-IFRS: che dire? - aggiornatissimo (2010) - completissimo (casistica immensa ed esaustiva) - scritto in italiano corretto (il che in economia è difficile) - esempi molto utili per comprendere anche i tratti più difficili della materia, che non è delle più semplici.
Manuale monumentale su IAS-IFRS: che dire? - aggiornatissimo (2010) - completissimo (casistica immensa ed esaustiva) - scritto in italiano corretto (il che in economia è difficile) - esempi molto utili per comprendere anche i tratti più difficili della materia, che non è delle più semplici.
Per chi lavora in economia, un testo di riferimento direi essenziale.
Testo molto più rigoroso ed utile del cugino "I volti della menzogna", in cui l'analisi facciale e comportamentale è effettuata analizzando passo a passo il formarsi naturale del fenomeno osservabile, con spiegazione delle tecniche che si sono rese necessarie per evitare falsi positivi e, in general
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Testo molto più rigoroso ed utile del cugino "I volti della menzogna", in cui l'analisi facciale e comportamentale è effettuata analizzando passo a passo il formarsi naturale del fenomeno osservabile, con spiegazione delle tecniche che si sono rese necessarie per evitare falsi positivi e, in generale, esperimenti privi di rigore scientifico. Questo in sintesi. A breve recensione più calma e completa.
Manuale 10 e Lode, qualora abbinato a "Le rilevazioni contabili per il bilancio di esercizio", Pisani Michele, 2008, Franco Angeli, cui rimando per una breve recensione. Da solo è una solida base per comprendere i ragionamenti e la ratio a fondamento del bilancio e delle registrazioni, trattate in d
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Manuale 10 e Lode, qualora abbinato a "Le rilevazioni contabili per il bilancio di esercizio", Pisani Michele, 2008, Franco Angeli, cui rimando per una breve recensione. Da solo è una solida base per comprendere i ragionamenti e la ratio a fondamento del bilancio e delle registrazioni, trattate in dettaglio nel secondo testo citato sopra o nei file .pdf scaricabili dalla rete dopo aver acquistato il libro. Mi ripeto: due testi che emergono come eccellenze tra i tanti buoni testi sul bilancio e sulle scritture contabili.
Testo estremamente ben fatto: accessibile grazie al linguaggio preciso ed agli esempi... esemplari! Davvero un testo fondamentale per chi voglia o debba applicarsi alla redazione ed alla lettura del bilancio delle imprese (private), con riferimenti aggiornati alla prassi contabile tanto nazionale q
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Testo estremamente ben fatto: accessibile grazie al linguaggio preciso ed agli esempi... esemplari! Davvero un testo fondamentale per chi voglia o debba applicarsi alla redazione ed alla lettura del bilancio delle imprese (private), con riferimenti aggiornati alla prassi contabile tanto nazionale quanto internazionale. Un manuale da 10 e Lode! Se poi, potete disporre, a fianco, del testo "Il bilancio 2a edizione", 2010, di Francesco Giunta, Michele Pisani, Edizioni Apogeo (http://www.apogeonline.com/libri/9788850328055/scheda), concentrato a fare "ragionare" il lettore sulla ratio alla base delle rilevazioni contabili, con un linguaggio tanto preciso quanto colloquiale, e tanti riferimenti sul sito internet ricchi di applicazioni semplici e via via complicate, allora avrete sicuramente una padronanza più che buona del sistema delle rilevazioni contabili di bilancio e del significato che queste rivestono per l'azienda. Due manuali che, rispetto a moltissimi altri manuali sul bilancio, pur ben fatti e 'storici', mi hanno lasciato felicemente sorpreso per quanto fatti e redatti bene!
La scuola è di tutti
Il testo di Girolamo De Michele è un testo corretto, preciso, informato e che comunica quanto è importante informarsi su un oggetto (in questo caso la scuola) e controllare le fonti prima di parlarne.continue)
E' una lettura impegnata, ricca di dati per smentire luoghi comuni, anzi, ricca degli stessi dati m ... (
Il testo di Girolamo De Michele è un testo corretto, preciso, informato e che comunica quanto è importante informarsi su un oggetto (in questo caso la scuola) e controllare le fonti prima di parlarne.
E' una lettura impegnata, ricca di dati per smentire luoghi comuni, anzi, ricca degli stessi dati manipolati al solo fine di far emergere luoghi comuni e, conseguentemente, di legittimare politiche e forme di azione e legislazione spesso prive di senso e talvolta indirizzate, pare proprio, verso forme di dis-educazione e dis-insegnamento ai fini di semplificazione e controllo.
Il testo è meditato, ma leggero, scritto molto bene, pesato nell'analisi, inquietante in alcuni punti, almeno, se vi importa della scuola primaria e secondaria dei vostri figli, ad esempio.
De Michele fornisce una serie di informazioni che, a mio parere, i genitori o, comunque, le famiglie, avrebbero il dovere di sapere: a prescindere dal volere poi criticare od appoggiare le tesi dell'autore. Autore che risponde anche, molto pragmaticamente, ma in un modo economicamente ineccepible e sicuramente sostenibile, come si possono trovare i soldi per la scuola, senza sottoporla a continui tagli e come, molto pragmaticamente, si possono attuare le strategie per evitare lo spreco di risorse dell'apparato di istruzione italiano.
In altre parole, è uno dei pochi testi che ho letto in cui:
- non ci si limita a lamentarsi dello status quo, ma si cerca di comprenderlo e farlo comprendere anche nella sua dinamica storica, proponendo più che ragionevoli alternative di scelta politica;
- non ci si limita a riportare le consuete frasi di comodo (la scuola che fu, la disciplina perduta, non esistono più le mezze stagioni, con Mussolini si stava meglio, piove: governo ladro...), bensì le si spazza via con una documentata e ragionata ed intellettualmente ineccepibile verifica critica (che rileva la profonda conoscenza che l'autore ha di molti rami della realtà e del sapere, non solo della propria materia - insegna in un liceo);
- propone un attacco con costanza critica e di analisi delle conseguenze ai valori alla base delle riforme della scuola degli ultimi trent'anni, non mancando di risconoscere l'avanzare di una società ce rischia di farsi più autoritaria e chiusa, spingendo verso saperi ridotti e a basso contenuto critico (il tutto, lo ripeterò fino a fine recensione, sempre osservando la realtà reale, sempre calandosi nel mondo dei dati, degli scimmiottamenti che di questi si fanno per dire altro, delle contraddizioni che si leggono nei rapporti di diverse organizzazioni che, se letti, con critica, possono essere forieri di indicazione di percorsi attuabili e ad alto valore aggiunto);
- in cui la pars proponens è molto maggiore della pars destruens;
- in cui si dicono "cose utili da sapere per chi un giorno volesse dirigere un ministero dell'istruzione";
- in cui l'autore ha piena e forte e documentata coscienza di che cosa sta scritto nella Costituzione; delle numerosissime leggi che hanno accompagnato l'evoluzione/involuzione della scuola; di come funziona il meccanismo legislativo tanto per la scuola quanto per altro, cosa che, ogni cittadino e giornalista, dovrebbe sapere, il tutto spiegato nell'ottica dell'importanza che queste decisioni hanno per i cittadini e per gli studenti;
- in cui lo studente è visto quale persona, senza etichette a priori, del tipo 'bullo', 'mostro', 'incivile' et alias, che compaiono nei documenti parlamentari e nelle leggi approvare come categorie 'a priori';
- in cui, oltre a tante altre cose per le quali rimando al testo, "Bisogna fare molta fatica a testimoniare la parte migliore di sé col proprio lavoro, perché la parte peggiore non fa nessuna fatica a venire fuori" (citazione da Mauro Pagani che l'autore mette a capo dell'introduzione).
Mi fermerei qui, ma un'altra cosa voglio aggiungere: leggete la scelta di copyright (left?) che l'autore ha deciso di imporre al libro. Non consideratela un fatto ininfluente. E' nelle piccole cose che si leggono i grandi pensieri. Ideali? Non so, parola, quest'ultima, troppo usata a vanvera e, pertanto, inflazionata.
IAS/IFRS. Con CD-ROM
Manuale monumentale su IAS-IFRS: che dire?
- aggiornatissimo (2010)
- completissimo (casistica immensa ed esaustiva)
- scritto in italiano corretto (il che in economia è difficile)
- esempi molto utili per comprendere anche i tratti più difficili della materia, che non è delle più semplici.
Per ch ... (continue)
Manuale monumentale su IAS-IFRS: che dire?
- aggiornatissimo (2010)
- completissimo (casistica immensa ed esaustiva)
- scritto in italiano corretto (il che in economia è difficile)
- esempi molto utili per comprendere anche i tratti più difficili della materia, che non è delle più semplici.
Per chi lavora in economia, un testo di riferimento direi essenziale.
Te lo leggo in faccia
Testo molto più rigoroso ed utile del cugino "I volti della menzogna", in cui l'analisi facciale e comportamentale è effettuata analizzando passo a passo il formarsi naturale del fenomeno osservabile, con spiegazione delle tecniche che si sono rese necessarie per evitare falsi positivi e, in general ... (continue)
Testo molto più rigoroso ed utile del cugino "I volti della menzogna", in cui l'analisi facciale e comportamentale è effettuata analizzando passo a passo il formarsi naturale del fenomeno osservabile, con spiegazione delle tecniche che si sono rese necessarie per evitare falsi positivi e, in generale, esperimenti privi di rigore scientifico.
Questo in sintesi. A breve recensione più calma e completa.
Il bilancio
Manuale 10 e Lode, qualora abbinato a "Le rilevazioni contabili per il bilancio di esercizio", Pisani Michele, 2008, Franco Angeli, cui rimando per una breve recensione. Da solo è una solida base per comprendere i ragionamenti e la ratio a fondamento del bilancio e delle registrazioni, trattate in d ... (continue)
Manuale 10 e Lode, qualora abbinato a "Le rilevazioni contabili per il bilancio di esercizio", Pisani Michele, 2008, Franco Angeli, cui rimando per una breve recensione. Da solo è una solida base per comprendere i ragionamenti e la ratio a fondamento del bilancio e delle registrazioni, trattate in dettaglio nel secondo testo citato sopra o nei file .pdf scaricabili dalla rete dopo aver acquistato il libro.
Mi ripeto: due testi che emergono come eccellenze tra i tanti buoni testi sul bilancio e sulle scritture contabili.
Le rilevazioni contabili per il bilancio di esercizio
Testo estremamente ben fatto: accessibile grazie al linguaggio preciso ed agli esempi... esemplari!continue)
Davvero un testo fondamentale per chi voglia o debba applicarsi alla redazione ed alla lettura del bilancio delle imprese (private), con riferimenti aggiornati alla prassi contabile tanto nazionale q ... (
Testo estremamente ben fatto: accessibile grazie al linguaggio preciso ed agli esempi... esemplari!
Davvero un testo fondamentale per chi voglia o debba applicarsi alla redazione ed alla lettura del bilancio delle imprese (private), con riferimenti aggiornati alla prassi contabile tanto nazionale quanto internazionale.
Un manuale da 10 e Lode!
Se poi, potete disporre, a fianco, del testo "Il bilancio 2a edizione", 2010, di Francesco Giunta, Michele Pisani, Edizioni Apogeo (http://www.apogeonline.com/libri/9788850328055/scheda), concentrato a fare "ragionare" il lettore sulla ratio alla base delle rilevazioni contabili, con un linguaggio tanto preciso quanto colloquiale, e tanti riferimenti sul sito internet ricchi di applicazioni semplici e via via complicate, allora avrete sicuramente una padronanza più che buona del sistema delle rilevazioni contabili di bilancio e del significato che queste rivestono per l'azienda.
Due manuali che, rispetto a moltissimi altri manuali sul bilancio, pur ben fatti e 'storici', mi hanno lasciato felicemente sorpreso per quanto fatti e redatti bene!