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Lamerikano
Gli italiani sono soliti dividersi tra una maggioranza di antiamericani per preconcetto ideologico (e in buona misura per invidia) e una minoranza di filoamericani un po' puerili, che si accontentano di prendere spunto dal mondo a stelle e strisce per facili esotismi folkloristici, un po' come l'ind ... (continue)
Gli italiani sono soliti dividersi tra una maggioranza di antiamericani per preconcetto ideologico (e in buona misura per invidia) e una minoranza di filoamericani un po' puerili, che si accontentano di prendere spunto dal mondo a stelle e strisce per facili esotismi folkloristici, un po' come l'indimenticabile Nando Moriconi di Alberto Sordi.
C'è però di tanto in tanto qualche preziosa eccezione...
Stefano D'Andrea, uno scrittore 42enne che lavora per Radio24 (è uno degli autori dei programmi condotti da Matteo Caccia: “Vendo tutto”, “Voi siete qui”), è web editor per Yahoo! ed ha insegnato sociologia della cominicazione all'università, ha appena pubblicato un libro insolito. Si intitola"Lamerikano", ma il succo sta nel sottotitolo: “Perché gli Stati Uniti hanno ancora qualcosa da sognare (e noi no)”.
E' una raccolta di pensieri, aneddoti e riflessioni su incontri, piccole esperienze, osservazioni dirette, durante un periodo di vita negli Usa (per lo più New York City), che l'autore utilizza per raccontare, da italiano agli italiani, in cosa consistano i pregi della mentalità, dello spirito, degli atteggiamenti tipicamenti americani dai quali gli italiani avrebbero tanto da imparare. E' un libro che aiuta. Aiuta a capire perché l'Italia rischia di rimanere “un Paese dove non c'è spazio e non c'è futuro, non ci sono sogni, non ci sono desideri, non c'è una frontiera”; lo fa aiutando a guardare all'America come a “un'idea verso cui noi dobbiamo tendere per non andare in cancrena, sperando di non raggiungerla mai”.
Qui la versione integrale della mia segnalazione per il Quattro Luglio 2012:
http://www.alessandrotapparini.blogspot.it/2012/07/il-c…