Il libro mi è stato consigliato a tre mesi dalla morte di mio padre. L'ho subito sfogliato, a caccia com'ero di conforto, ma mi ha respinto. Troppo scientifico, troppo manuale per curare, e io non avevo nessuna intenzione di guarire, volevo solo vivere il mio dolore in santa pace.
Il libro mi è stato consigliato a tre mesi dalla morte di mio padre. L'ho subito sfogliato, a caccia com'ero di conforto, ma mi ha respinto. Troppo scientifico, troppo manuale per curare, e io non avevo nessuna intenzione di guarire, volevo solo vivere il mio dolore in santa pace.
L'ho tenuto sulla vecchia cappelliera di cartone che mi fa da comodino per un altro paio di mesi, e poi senza neanche accorgermene l'ho iniziato a leggere. Ho succhiato come nutrimento alcune parti, ho sorvolato con circospezione e un po' di fastidio quelle per me troppo orientate al cambiamento, un cambiamento non ancora alla mia portata.
E l'ho finito.
Ottimo saggio per un terapeuta, troppo scientifico per un superstite.
Il libro non mi è piaciuto un granché, o meglio mi ha fatto male. E' stato decantato come un "romanzo emblema del femminismo cinese" e addirittura l'autrice ne parla come di un'opera sulla condizione umana... e ciò mi rattrista e mi fa paura.
Ho passato buona parte della lettura a chiedermi: m
... (continue)
Il libro non mi è piaciuto un granché, o meglio mi ha fatto male. E' stato decantato come un "romanzo emblema del femminismo cinese" e addirittura l'autrice ne parla come di un'opera sulla condizione umana... e ciò mi rattrista e mi fa paura.
Ho passato buona parte della lettura a chiedermi: ma una persona capace di concepire simili immagini, che stende in modo lucido e distanziante descrizioni così aberranti, una persona che concepisce un'intera opera solo all'insegna della violenza, della crudeltà e dell'alienzaione dell'essere umano, quella persona, cosa può avere nel profondo della "sua condizione umana"? Mi viene da pensare che è una persona senza speranza, forse scottata solo da alcuni aspetti della "condizione umana"... L'essere umano è anche altro, e abbiamo il diritto di ricordarlo, narrarlo, rappresentarlo...
Non posso però non aggiungere che per certi versi mi fa strano dare un giudizio così categorico, intimo e personale su un "prodotto" di una cultura lontana e così diversa da quella in cui sono nata e "abito". E' più che lecito il dubbio di non poter profondamente comprendere e sintonizzarmi con chi ha avuto e vissuto esperienze totalmente diverse dalle mie. Se avessi patito la fame, se fossi nata in Cina sessant'anni fa, forse la speranza avrebbe abbandonato anche me...
Lessons of Loss
Il libro mi è stato consigliato a tre mesi dalla morte di mio padre. L'ho subito sfogliato, a caccia com'ero di conforto, ma mi ha respinto. Troppo scientifico, troppo manuale per curare, e io non avevo nessuna intenzione di guarire, volevo solo vivere il mio dolore in santa pace.
L'ho tenuto ... (continue)
Il libro mi è stato consigliato a tre mesi dalla morte di mio padre. L'ho subito sfogliato, a caccia com'ero di conforto, ma mi ha respinto. Troppo scientifico, troppo manuale per curare, e io non avevo nessuna intenzione di guarire, volevo solo vivere il mio dolore in santa pace.
L'ho tenuto sulla vecchia cappelliera di cartone che mi fa da comodino per un altro paio di mesi, e poi senza neanche accorgermene l'ho iniziato a leggere. Ho succhiato come nutrimento alcune parti, ho sorvolato con circospezione e un po' di fastidio quelle per me troppo orientate al cambiamento, un cambiamento non ancora alla mia portata.
E l'ho finito.
Ottimo saggio per un terapeuta, troppo scientifico per un superstite.
Mentre dorme il pescecane
E' come bere un bicchiere di vodka tutto d'un fiato: breve, intenso, fa un po' male. Entra in circolo, inebriante...
Ed è incredibile come riguardo allo sitle si possa ancora oggi dire: mai letto niente di simile...
Second life
Un po' saggio, un po' guida, mediocre in entrambi i tentativi.
La moglie del macellaio
Il libro non mi è piaciuto un granché, o meglio mi ha fatto male. E' stato decantato come un "romanzo emblema del femminismo cinese" e addirittura l'autrice ne parla come di un'opera sulla condizione umana... e ciò mi rattrista e mi fa paura.
Ho passato buona parte della lettura a chiedermi: m ... (continue)
Il libro non mi è piaciuto un granché, o meglio mi ha fatto male. E' stato decantato come un "romanzo emblema del femminismo cinese" e addirittura l'autrice ne parla come di un'opera sulla condizione umana... e ciò mi rattrista e mi fa paura.
Ho passato buona parte della lettura a chiedermi: ma una persona capace di concepire simili immagini, che stende in modo lucido e distanziante descrizioni così aberranti, una persona che concepisce un'intera opera solo all'insegna della violenza, della crudeltà e dell'alienzaione dell'essere umano, quella persona, cosa può avere nel profondo della "sua condizione umana"?
Mi viene da pensare che è una persona senza speranza, forse scottata solo da alcuni aspetti della "condizione umana"...
L'essere umano è anche altro, e abbiamo il diritto di ricordarlo, narrarlo, rappresentarlo...
Non posso però non aggiungere che per certi versi mi fa strano dare un giudizio così categorico, intimo e personale su un "prodotto" di una cultura lontana e così diversa da quella in cui sono nata e "abito". E' più che lecito il dubbio di non poter profondamente comprendere e sintonizzarmi con chi ha avuto e vissuto esperienze totalmente diverse dalle mie. Se avessi patito la fame, se fossi nata in Cina sessant'anni fa, forse la speranza avrebbe abbandonato anche me...
Vite dei filosofi / Libri 1-7
Diogene una volta nella piazza del mercato si masturbava e diceva: "Magari stropicciando anche il ventre non avessi più fame".