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- Il maestro di cerimonie (117)
- By Arnon Grunberg
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- Il bambino indaco (229)
- By Marco Franzoso
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- Non capisco un'acca (14)
- By Maurizio Ceccato
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Se ne siete capaci provate a mettere un freno all’estro irriverente e geniale di Maurizio Ceccato, grafico di carriera e di gusto, di spessore e ardore, alto nello slancio fisico basso nel tono vocale.
Nel corso degli anni abbiamo potuto godere delle sue opere in veste di art director e abbiamo com ... (continue)
- — Jan 23, 2012 | Add your feedback
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- Bengodi. I piaceri dell'autarchia (18)
- By Camillo Langone
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Bengodi. I piaceri dell'autarchia




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Godete! Ma se dovete farlo fatelo bene. Bengodete!
Questo è uno dei primi messaggi che abbiamo percepito, soggettivamente, nelle sottotracce e nel titolo del libro di Camillo Langone, BENGODI i piacere dell’autarchia (Marsilio), per il sottotitolo leggetevi l’introduzione “negazionista”.
Preziosis ... (continue)
- — Jan 23, 2012 | Add your feedback
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- Alla ricerca del piacere (153)
- By Richard Mason
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Leggendo Alla ricerca del piacere di Richard Mason (Eianudi), si ha la sottile e persistente sensazione di essere sul punto di essere sorpresi da qualcuno, che non dovrebbe vederci né saperci in atti così lubrichi, proprio quando il piacere sta scivolando fuori dalla propria carne. Si ha dunque il t ... (continue)
- — Jan 23, 2012 | Add your feedback
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- I pugni nella testa. Storia di un'adolescenza (23)
- By Andre Dubus III
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I pugni nella testa. Storia di un'adolescenza




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Un pugno all’ossatura irrazionale del lettore. Questo romanzo può essere definito così, un colpo così forte e così preciso da non fratturare, ma da incrinare ciò che colpisce e farlo così nel profondo da lasciare che ad ogni movimento il fiato si spezzi, ricordando al movimento del cuore di non esse ... (continue)
- — Jan 23, 2012 | Add your feedback
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- Ricordi sott'odio (27)
- Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti
- By Indro Montanelli
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Lettura intrigante, pungente e imperdibile quella di Ricordi Sott’odio di Indro Montanelli (Rizzoli).
Come recita il sottotitolo Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti, epitaffi che come dardi vengono scagliati per immobilizzare amici, nemici, colleghi e nomi di un’ Italia che storicamente cono ... (continue)
- — Jan 23, 2012 | Add your feedback
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- Il libro dei libri (30)
- Da Personalizza la tua fobia a Lo zen e l'arte di cacare nei boschi l'elenco completo dei capolavori…
- By Luca Giorgi
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“Arrivato in buona salute al compimento dei cinquant’anni, consapevole di una robusta erudizione, soprattutto spinto dalla volontà di salvare dall’oblio i libri più meritevoli di essere letti, decide di dare alle stampe l’opera che lo ripagherà da mezzo secolo di scontento”. Ecco. Questa è l’ultima ... (continue)
- — Jan 23, 2012 | Add your feedback
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- L'arte del piano B (26)
- Un libro strategico
- By Gianfranco Franchi
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L'Arte del Piano B. Un libro strategico che vi aprirà gli occhiStiamo vivendo in grande confusione. Non sappiamo dove andare, dove fare, dove pensare.
No sappiamo cosa volere, no potiamo volare...
Ecco più o meno nel nostro immaginario queste cose sono dette tutti giorni, da tutti noi, con tono abba ... (continue) - — Jan 23, 2012 | Add your feedback
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- Memorie di un uomo inutile (19)
- By Francesco Caravita di Sirignano
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Gente allegra Dio l’aiuta” è stato il vecchio adagio che ci è venuto in mente quando abbiamo letto le ultime righe che raccontavano, in prima persona, la vita di Francesco Caravita di Sirignano, di quel Pupetto, principe di Sirignano nato a Napoli l’11 maggio del 1908, pronipote del principe di Sali ... (continue)
- — Jan 23, 2012 | Add your feedback
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- Il grande dandy (33)
- Vita spericolata di Raimondo Lanza di Trabia, ultimo principe siciliano
- By Marcello Sorgi
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Raimondo Lanza di Trabia.
Pronunciato così, a freddo, questo nome può risultare altisonante, anacronistico, forse potrebbe far volare l’immaginazione fino a pensare che si tratti dello pseudonimo di qualche scrittore.
Ma Raimondo Lanza di Trabia è stato un uomo, un italiano, una vita che ha in ... (continue)
- — Nov 14, 2011 | Add your feedback
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- L'osservatore (94)
- By Franck Thilliez
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L’Osservatore è un romanzo che ipnotizza, annienta e assorbe il lettore.
Un libro capace di abbattere ogni tipo di volontà che non sia quella di continuare a leggerlo.
Franck Thilliez firma un thriller che annulla la volontà di chiudere le pagine per dedicarsi ad altro: chi scrive non è stato cap ... (continue) - — Oct 9, 2011 | 2 feedbacks
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- Lucinella (11)
- By Lore Segal
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Lore Segal nei suoi libri fa vivere uno stato di grazia assoluta al lettore che si trova a vivere accanto a personaggi fatti della pasta dell’irrealtà e della vita al confine. Confine con gli altri, con le vite che vivono secondo canoni ben precisi, convinti che esistere sia comportarsi, che tutto r ... (continue)
- — Oct 9, 2011 | Add your feedback
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- La sfuriata di Bet (297)
- By Christian Frascella
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Bet. Diciassette anni e l’anima che brucia. Bet e la sua testa che viaggia, che gli fa porre domande, che le pone domande. Bet che si chiama Elisabetta “ma meglio Bet”, perché Betta è da cretina e lei vuole un sacco di cose però mai risultare cretina.
Bet è uno spirito antico rinchiuso in un corpo ... (continue) - — Oct 9, 2011 | Add your feedback
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- Jekyll e altri classici della letteratura (15)
- By Guido Crepax
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Jekyll e altri classici della letteratura




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Guido Crepax è un maestro assoluto. O se vogliamo ridimensionarci, uno dei maestri assoluti del fumetto mondiale.
Conosciuto dai più per la sua splendida Valentina o per Histoire d’O, questo straordinario e complesso (nella sua “semplicità”) disegnatore è riuscito a dare una nuova linfa ai grandi c ... (continue) - — Sep 18, 2011 | Add your feedback
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Il bambino indaco
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Ho odiato furiosamente la coprotagonista del romanzo di Marco Franzoso, Il bambino indaco. L’ho odiata da farmi gonfiare le vene di rabbia, di ira, l’ho odiata tanto da stringere le pagine di questo libro con una forza tale da farle sfrigolare di un clangore di cellulosa.
Ho odiato Isabel da volerl ... (continue)
Ho odiato furiosamente la coprotagonista del romanzo di Marco Franzoso, Il bambino indaco. L’ho odiata da farmi gonfiare le vene di rabbia, di ira, l’ho odiata tanto da stringere le pagine di questo libro con una forza tale da farle sfrigolare di un clangore di cellulosa.
Ho odiato Isabel da volerla morta, quando già dall’inizio sapevo che lo era, fino all’ultima pagina e non sono riuscito a fare a meno di continuare ad avere questo livore represso dopo aver poggiato il volume.
Perché? Forse perché lo scrittore, davvero bravo nel saper far sprofondare con tutte le scarpe il lettore nella storia, gioca “sporco” con il tema dell’amore, dei figli, della violenza dell’affetto. O forse perché ho una figlia e questo rimette in gioco ogni tipo di mio approccio a letture di questo genere, facendomi rivivere in maniera passiva la peggiore idea di quello che poteva succedermi o succedere alla piccola. Di come sia facile cadere nello sconforto, nell’idea dell’inadeguatezza genitoriale e di coppia, di quanto l’inerme saccottino che tieni tra le braccia abbia un peso così consistente da farti piegare ogni volta la schiena come Atlante.
Nell’avventurarsi tra queste pagine c’è da mettere in conto animali feroci come l’emotività e l’irrazionalità, l’istinto paterno e materno che albergano in ognuno di noi e che man mano si mostrano uscendo allo scoperto dall’ombra della giungla di una storia semplice: Carlo incontra Isabel. Si piacciono, convivono, aspettano un bambino e si sposano. Il bambino, agli occhi della madre “alternativa” diventa un feto da accudire, un piccolo gioiello che deve crescere senza essere inquinato da carne, energie negative, presenze non ideali. Diventa l’incarnato di ciò che non dovrebbe essere un bambino in realtà. Un affamato esserino che vorrebbe soltanto del cibo per continuare la sua nuova esperienza in questo mondo. Il padre che all’inizio cerca uno status quo con la moglie e le sue idee, alla fine deve fare i conti con un figlio al limite tra la sopravvivenza e l’evanescenza.
Giungla rumorosa, piena di insidie che si nascondono in frasi non dette, in maniere gentili, piccoli trucchi, preoccupazioni che covano e disintegrano la fame di vita stessa saziandola con il niente delle congetture logoranti di menti rabbiose e stanche.
La storia è benzina sul fuoco degli affetti anche indiretti che si possono avere nei riguardi di un bambino, di un nipote, del figlio di una cara amica. Figurarsi per un neo papà.
Soltanto molte ore dopo e forse scrivendone, colgo anche il messaggio di un amore estremo, del senso di solitudine che l’aspettativa può causare, nella volontà di essere all’altezza di un corpicino che in quel momento magari non ha altre pretese che quella di essere cresciuto fisicamente, di saziarsi di cibo e amore. Senza pensare troppo, senza essere troppo castrati dalle teorie di qualsiasi genere e filosofia, sul benessere dei propri bambini.
Isabel è una figura che riporta l’attenzione sul mondo che va a rotoli, su figure di santoni e vegani, purificatori di auree e pediatri con filosofie ascetiche, ma è anche la summa di tutte le preoccupazioni di una donna che si trova a scindersi in una nuova creatura e che ha “bisogno” di una sua essenziale strada da seguire. L’odio mi resta attaccato addosso perché odio la sua cecità, ma mi sale anche la pietà, il dolore per una donna sola e un marito che non ha gli attributi necessari per poter prendere in mano la situazione, che vive da pusillanime e sa soltanto reggersi la testa gravata dagli eventi, senza saper davvero reagire, trasmettendo comunque un flusso empatico senza pari.
E’ un viaggio che turba, chiunque, per la sua cruda e verosimile autenticità , una storia che non ha bisogno di status familiari per poter essere letta con una partecipazione innaturale.
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