[−]
  • Search

has ALL you need!

A community for book lovers to create their own bookshelves, share and explore books.

All for FREE! Join us NOW!

All books

  • Cover of aNobii

    aNobii

    6 people find this helpful

    Codesto libro è... wow! Però...

    L'ho cercato, sniffato, sfogliato, cambiato (perché la copia che la tipa m'aveva rifilato non mi piaceva), risfogliato, risniffato, mi son cercato e mi son trovato là dove non mi sarei mai aspettato, mi son letto e mi son pure scoperto sbagliato, errato (ho setacciato e trovato anche Luka, meravigli ... (continue)

    L'ho cercato, sniffato, sfogliato, cambiato (perché la copia che la tipa m'aveva rifilato non mi piaceva), risfogliato, risniffato, mi son cercato e mi son trovato là dove non mi sarei mai aspettato, mi son letto e mi son pure scoperto sbagliato, errato (ho setacciato e trovato anche Luka, meravigliato ho visto con che cosa è stato antologizzato), mi son svuotato di soldi (ultimamente la Rizzoli punta a sanare i bilanci sui nostri gropponi!), ma mi son entusiasmato. Eh sì... codesto libro è... wow! Così raffinato, dal formato così compatto, così bello, dai colori così terrei, così quasi malleabili, con codeste immagini eleganti eleganti, eleganti, con quel carattere così sinuoso, dolce. Bello. Punto.
    Però...
    Ci son dei però, a mio avviso imperdonabili: perché mettere CINQUE libri della saga di Harry Potter? Non ne bastava uno? Si potevan benissimo aggiungere altri quattro testi diversi... per una paronamica più ampia. Va bene che il libro dovrebbe vendere, nelle intenzioni della casa editrice, ma perché la vendita dovrebbe infliggere un abbassamento di tono? Cinque libri su Harry Potter, oltre che troppi, son anche un affronto. Per chi legge. Per chi recensisce, e si spreme la fantasia. La propria.

    Is this helpful?

    — Nov 27, 2009 | 5 feedbacks
  • Cover of Fosca

    Fosca

    "O si abbandona, o si è abbandonati - spesso desiderosi, spesso contenti dell'abbandono".

    Is this helpful?

    — Nov 29, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Poesie

    Poesie

    1 person find this helpful

    "Le cose dei poveri - semplicemente - anime, | e per questo bruciano così facile".

    Notevole, notevolissima voce poetica del '900: Marina Cvetaeva coniuga perfettamente potenza lirica e responsabilità civile. Le sue poesie, più riuscite, son quelle più brevi, dove il sentimento, in rapporto al suo correlativo oggettivo, appare più dirompente, più cristallino.
    Comunque son poes ... (continue)

    Notevole, notevolissima voce poetica del '900: Marina Cvetaeva coniuga perfettamente potenza lirica e responsabilità civile. Le sue poesie, più riuscite, son quelle più brevi, dove il sentimento, in rapporto al suo correlativo oggettivo, appare più dirompente, più cristallino.
    Comunque son poesie che aggrediscono la realtà, che sfuggono gli alibi e non edificano rimpianti. Il voto giusto: tre stelle e mezzo, ma aNobii è impietoso. E qualche cedimento Marina ce l'ha, qualche china che non riesce a scalare.
    Peccato...
    Anzi no, forse meglio così.

    Is this helpful?

    — Nov 26, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Letteratura e giornalismo

    Letteratura e giornalismo

    Codesti volumetti dalla costola gialla di Carocci son proprio graziosi, utili, anche se, spesso, un po' criptici, ellittici. Ed è questo il caso. Comunque pregevole, per chi dovesse interessarsi alla materia, vastissima: da capogiro.

    Is this helpful?

    — Nov 29, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Shah-in-Shah

    Shah-in-Shah

    1 person find this helpful

    Farò, sicuramente, la figura del partigiano...

    Kapuściński ha fatto benino codesto suo compitino: un po' scolastico, e non sel senso migliore, un po' ideologico, e, pure questo, non nel senso migliore. Della prima parte, mi garba l'idea delle "fotografie", delle "cassette", di tutto quel materiale para- e meta-letterari che Kapuściński sfodera e ... (continue)

    Kapuściński ha fatto benino codesto suo compitino: un po' scolastico, e non sel senso migliore, un po' ideologico, e, pure questo, non nel senso migliore. Della prima parte, mi garba l'idea delle "fotografie", delle "cassette", di tutto quel materiale para- e meta-letterari che Kapuściński sfodera e dispiega; mi garban un po' meno le "note", degli affondi più che altro ideologici e poc'altro. La seconda parte, decisamente meglio. Perché ci trovo più Kapuściński: più la sua esperienza, più tracce di quel che lui ha realmente visto, sentito, toccato, sniffato, incocciato.
    Comunque codesto libro è carente in ciò: non c'è Kapuściński, non ce l'ho stranamente trovato. Non c'è. O si nasconde talmente bene da sparire del tutto. Primo approccio a Kapuściński, deludente.
    Volete mettere le due interviste, allo scià Reza Pahlavi e a Khomeini, di Oriana? Da sole valgono qualsiasi tipo di reportage dall'Iran. Son ben più fondamentali, più utili, più potenti. Punto. L'avevo anticipato, no, che avrei fatto la figura del partigiano?!? Senza dubbio; né vergogna.

    Is this helpful?

    — Nov 26, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Dalla terra alla luna

    Dalla terra alla luna

    E se (nota bene!) un francese...

    Colpisce, come un manrovescio a sorpresa (ma non più di tanto) che, tutto sommato, l'eroe della vicenda sia proprio un francese. Tant'è... Cosa ci si poteva aspettare da uno scrittore transalpino? Comunque, codesto testo certo stupisce per l'intraprendenza, per la disinvolta spregiudicatezza con la ... (continue)

    Colpisce, come un manrovescio a sorpresa (ma non più di tanto) che, tutto sommato, l'eroe della vicenda sia proprio un francese. Tant'è... Cosa ci si poteva aspettare da uno scrittore transalpino? Comunque, codesto testo certo stupisce per l'intraprendenza, per la disinvolta spregiudicatezza con la quale ci presenta codesta impresa imprudente e inverosimile, cent'anni prima che venisse effettivamente realizzata. Altrettanto, però, come avventura è un po' fiacca: mai un intoppo serio, tutto finisce a tarallucci e vino dopo aver constatato l'effettiva caratura morale degli individui coinvolti... insomma, un po' troppo affrescata, come storia, stuccata e un po' stucchevole. Di sicuro, non il miglior Verne, senza dimenticare i suoi meriti d'aver fatto sognare tanti bambini, tanti ragazzi. Non riesce, parimenti, con gli adulti; ma non è colpa loro.

    Is this helpful?

    — Nov 25, 2009 | Add your feedback
  • Cover of L'odore dell' India

    L'odore dell' India

    1 person find this helpful

    "Mai ... abbiamo provato un così profondo senso di comunione, di tranquillità e, quasi, di gioia."

    Le pire erano accese sotto di me, basse sul fiume - quest'anno il Gange è secco, non è piovuto abbastanza. Il cielo si macchiava di scuro, dopo l'alba che m'aveva sorpreso nelle acque, tanto sporche quanto sacre, fonte primigenia della vita. Era tutto un affrettarsi, uno spostarsi, un raccogliere, u ... (continue)

    Le pire erano accese sotto di me, basse sul fiume - quest'anno il Gange è secco, non è piovuto abbastanza. Il cielo si macchiava di scuro, dopo l'alba che m'aveva sorpreso nelle acque, tanto sporche quanto sacre, fonte primigenia della vita. Era tutto un affrettarsi, uno spostarsi, un raccogliere, un tufare, un rapinare. Le vacche pascolavano sugli scaloni di pietra, accanto ai monti scomposti di legni di sandalo. E tutto sembrava come perfetto. Nonostante vedessi bruciare degli uomini. Che sarebbero tornati polvere, e che non sarebbero stati più con noi. Ma i loro spiriti salivano in alto allacciati al fumo, le loro pire illuminavano una delle notti più belle del mio mondo. Ecco il ricordo che ho io di Varanasi, a pochi mesi dalla mia visita. Sono stato fortunato: chi va in India è un privilegiato, adesso lo so; lo so ancora meglio, più consapevole, dopo aver letto questa opera splendida, che non si riesce neppure a definire. Pasolini raccoglie delle osservazioni ficcanti della società indiana, frammenti di analisi molto lucide, consapevoli, motivate. Bellissime, per me, forse perché mi riportano alla mente i miei ricordi più struggenti, le pagine di Calcutta, che Pier Paolo è riuscito a descrivere così bene, nella difficoltà di riuscire a rendere una scheggia di quel mondo particolare, di quella città strana che oggi si chiama Kolkata; le pagine di Benares, e ancora quelle di Agra, dove tiranneggia il Taj Mahal, dove domina le notti, le albe, i tramonti e tutti i giri delle stagioni. Sempre lì, col suo canto malinconico e straziante d'amore per una donna. Una sola, ma eternata nei secoli. Sporcizia, lebbrosi, povertà... l'India manca. MI manca.

    (Nota esteticamente pura: ma come saran belli codesti volumi della Garzanti? Eleganti, raffinati, ti viene una gran voglia di accarezzarli, di tenerli fra le mani, di allinearli tutti su una mensola della liberia...)

    Is this helpful?

    — Nov 23, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Intervista con il potere

    Intervista con il potere

    La Corrida; ma non quella di Corrado. E meno male che lei ne era capace.

    Leggendo... Chiunque abbia detto che le interviste di Oriana erano degli interrogatori, dei duelli, delle corride "in cui ogni domanda era una banderilla conficcata sulla credibilità dell'interlocutore" (leggi: Sergio Romano), ha ragione, ha perfettamente ragione; e nel medesimo tempo ha messo in ev ... (continue)

    Leggendo... Chiunque abbia detto che le interviste di Oriana erano degli interrogatori, dei duelli, delle corride "in cui ogni domanda era una banderilla conficcata sulla credibilità dell'interlocutore" (leggi: Sergio Romano), ha ragione, ha perfettamente ragione; e nel medesimo tempo ha messo in evidenza il merito numero uno della Fallaci: codeste sono interviste, non quelle di Vespa che chiede all'interrogato soltanto quel che quest'ultimo si vuol sentire chiedere. E come si fa a scoprire l'anima delle persone? Che Khomeini fosse un tiranno è apparso evidente come niente fosse in appena due ore e mezzo-tre ore nelle quali si è involontariamente svelato ad Oriana; che Gheddafi fosse un pazzo della peggior specie, un super-narcisista visionario (che continua, ancora, ad essere; che ostinatamente viene invitato anche in Italia, con tutte le sue medagliette e i gagliardetti appuntati ben in vista sul petto, nonostante coi suoi soldi abbia finanziato attentati sanguinosissimi anche in casa nostra - leggi: Fiumicino -) son bastati quanto? quaranta minuti trascorsi sotto una tenda che era più una garçonière, se non piuttosto un set cinematografico... E qui, per ora, c'è solo da ammirarla codesta donna: e da qui se ne deduce l'invidia che ha sempre prodotto, e che ha alimentato le leggende metropolitane: come facciam sempre contro qualcuno che, tutto sommato, vorremmo essere noi.

    Dopo la lettura... Il giudizio non cambia, non si sposta d'una virgola: in caso, si intensifica, si potenzia. Queste interviste sono eccellenti, ficcanti, ci permettono di gettare un sguardo motivato, rassicurante, chiarificatore sulla Storia del '900. Bella quella a Sharon, quella a Den Xiao Ping, a Rascida Abhedo, a Berlinguer: andrebbero studiate in ogni aula scolastica: la storia diverrebbe più interessante. Più costruttiva.

    Is this helpful?

    — Nov 12, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Non fare nulla che non farei anch'io

    Non fare nulla che non farei anch'io

    Se è poco più che soap-opera.

    Acquisto sbagliato, visto che ho capito soltanto dopo che è un volume antologico di "I racconti di San Francisco"; comunque, non dà grandi brividi: credo che, a parte la naturalezza di scrittura, che fluisce limpida e liscia, non rimarrà molto di codesti racconti, tranne forse un'importanza relativa ... (continue)

    Acquisto sbagliato, visto che ho capito soltanto dopo che è un volume antologico di "I racconti di San Francisco"; comunque, non dà grandi brividi: credo che, a parte la naturalezza di scrittura, che fluisce limpida e liscia, non rimarrà molto di codesti racconti, tranne forse un'importanza relativa al periodo in cui furono scritti e il periodo nel quale sono ambientati. Punto. Quale dettaglio addirittura eccessivo, un po' troppo cristalizzato nella banalità.

    Is this helpful?

    — Nov 22, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Cerimonie

    Cerimonie

    " ... c'è luce fino a tardi"

    Occorre una grande abilità, una grande agilità mentale per cogliere le caratteristiche più profonde della contemporaneità, della società nella quale siamo immersi e non possiamo, sempre, osservare con occhio distaccato, oggettivo, trivellante. Michele Serra, però, in questo docile rosario di raccont ... (continue)

    Occorre una grande abilità, una grande agilità mentale per cogliere le caratteristiche più profonde della contemporaneità, della società nella quale siamo immersi e non possiamo, sempre, osservare con occhio distaccato, oggettivo, trivellante. Michele Serra, però, in questo docile rosario di racconti, ne è capace, e disarma. Disarma perché non me lo sarei mai aspettata questa ironia, questa lieve demistificazione. Sono delle riflessioni che si snodano sempre al discrimine tra insofferenza e goliardia, tra sguardo divertito e intimamente terrorizzato, tra speranza e amara discettazione sul presente. Uno dei migliori è sicuramente "Il caffè lo andiamo a bere dal signor Ludden", grottesca previsione da Cassandra su come si plasmerà il nostro futuro, sul triste destino a cui son diretti i nostri amori, le confessioni più intime: una piccola e modesta condensazione di "1984". Ci sono altri racconti validi, e sono validi soprattutto per un campionario monumentale di figure retoriche che Serra dispiega tra le parole: ed è notevole che questo sia caratteristico d'un giornalista. E' consolante: perché significa che ancora qualche giornalista non sgrammaticato esiste. Come un panda, oramai.

    Is this helpful?

    — Nov 15, 2009 | Add your feedback
  • Cover of I viaggi di Gulliver

    I viaggi di Gulliver

    "... sicché per alcuni giorni ci fu un gran ridere, a mie spese."

    E le spese, in verità, non eran quelle di Swift; non lo son mai state. Anzi, tutt'altro. E' proprio Swift che si diverte: tanto, parecchio. Alle spalle degli inglesi, soprattutto, di coloro che si esageravano padroni del mondo. E lo fa soprattutto nella descrizione di Brobdingnag, la parte più riusc ... (continue)

    E le spese, in verità, non eran quelle di Swift; non lo son mai state. Anzi, tutt'altro. E' proprio Swift che si diverte: tanto, parecchio. Alle spalle degli inglesi, soprattutto, di coloro che si esageravano padroni del mondo. E lo fa soprattutto nella descrizione di Brobdingnag, la parte più riuscita del 'novel'. Lo fa in più punti, in maniera un po' statica, a dirla tutta, ma ci riesce in pieno: ferisce con tiro dritto, puntuale, spinge fin in fondo all'elsa, ma la spada, quando vien estratta, non sanguina, neanche un po': perché gli inglesi non se ne accorsero, oppure non se ne accorso a sufficienza, temo. E' sottile il 'wit' di Swift, anche se non troppo. Il capolavoro temo sia il capitolo VII della seconda parte, precisamente quando ironizza sul rifiuto del Re di dotarsi di cannoni e altri orpelli che certo causano così tanti morti, fan versare così tanto sangue... Inconcepibile! E' inconcepibile per un paese, come l'Inghilterra, così moderno, progredito, avanzato, rifiutare codeste armi. Che ne direbbero gli inglesi? Non sia mai! Ma proprio mai!

    Is this helpful?

    — Nov 10, 2009 | Add your feedback

< 1 of 103 >

RSS feeds: subscribe to Giulio's shelf

Inline Translation Mode

Left click to navigate, right click to translate.

inline translation guide

or close

Inline translation is not ready for this page yet.

Inline translation mode.

Share this page with your friends.