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Cent'a-
Cent'anni di solitudine
...la prima volta è stato complicato, ho dovuto ricostruire uno schema dell'albero genealogico della famiglia buendìa. la seconda volta, schema sott'occhio, ho apprezzato maggiormente l'intreccio ingarbugliato, la natura selvaggia e sorprendente, i personaggi grotteschi avvolti nella preziosa luce d ... (continue)
...la prima volta è stato complicato, ho dovuto ricostruire uno schema dell'albero genealogico della famiglia buendìa. la seconda volta, schema sott'occhio, ho apprezzato maggiormente l'intreccio ingarbugliato, la natura selvaggia e sorprendente, i personaggi grotteschi avvolti nella preziosa luce del realismo magico e la loro intima vocazione alla tragedia. la terza volta finalmente ho capito: questo libro è perfetto, e il ritratto del col. aureliano buendìa è quanto di più fine, profondo, complesso e umano possa esistere; è l'allegoria della tradizione e della rivoluzione, dell'amore e della guerra, delle radici nella terra e della condanna all'eterna migrazione, dei sogni e della loro caduta, del tempo stesso e delle età dell'uomo, degli uomini e delle donne, del destino e del libero arbitrio, del dna e delle scelte individuali, della storia nella sua lotta tra natura e civiltà, della gloria primitiva dei patriarchi e della consapevole inconsistenza di un presente già consumato. il senso della vita in tante parole, colori, odori, un universo in espansione nato da un'oscura volontà e predestinato all'estinzione e all'autodistruzione, cancellato da una folata di vento, com'è giusto che sia, come non può non essere. la quinta lettura sarà la beatitudine di risalire la prosa di garcìa màrquez in spagnolo, dai tasti della macchina da scrivere, attraverso la punta delle sue dita, su su dentro le vene, fino al cuore, fino al cervello. ma so che questo è un libro magico, e più si entra nelle vie di macondo, più i suoi personaggi abbassano le difese, le matrone dalle mani bendate si liberano dalla clausura autoimposta, gli spiriti riposano la notte per raccontarsi di giorno e uno zingaro atavico, chissà se più divino o più diabolico, ti consegna in mano i segreti del mondo che impiegherai tutta la vita a decifrare, in una febbrile ricerca del vero, dell'amore, della felicità, di te stesso, della giustizia o del mare, che dura per tutti, per chi continua a cercare, cent'anni di abissale solitudine.