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- Scritti scelti a cura di Vladimiro Giacché
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- Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra
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- Le radici dell'Italia attuale
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- Berlusconi passato alla storia (40)
- L'Italia nell'era della democrazia autoritaria
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By Antonio Gibelli -
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- La vita e gli incontri di Alexander Langer (1946-1995)
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- Vita e morte dell'automobile (37)
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- Dopo gli imperi. L'integrazione europea nello scontro Nord-Sud (8)
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By Giuliano Garavini -
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- Le questioni dell'età contemporanea (31)
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- La menzogna nucleare (45)
- Perché tornare all'energia atomica sarebbe gravemente rischioso e completamente inutile
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- Gli africani salveranno Rosarno (26)
- E, probabilmente, anche l'Italia
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Dopo gli imperi. L'integrazione europea nello scontro Nord-Sud
da "il manifesto" del 24.03.2010, p.12
L'Europa incompiuta nel dialogo tra Nord e Sud
Libri: Giuliano Garavini, Dopo gli imperi, L'integrazione europea nello scontro Nord-Sud, Le Monnier, pp.360, Euro 26
di Giampaolo Calchi Novati
Il rappresentante dell'Unione europea nel mondo ha il compito di i ... (continue)
da "il manifesto" del 24.03.2010, p.12
L'Europa incompiuta nel dialogo tra Nord e Sud
Libri: Giuliano Garavini, Dopo gli imperi, L'integrazione europea nello scontro Nord-Sud, Le Monnier, pp.360, Euro 26
di Giampaolo Calchi Novati
Il rappresentante dell'Unione europea nel mondo ha il compito di inventare la politica estera dell'Europa unita. Sono molte le ragioni per nutrire un sano scetticismo sui risultati: l'Europa non è unita e non sembra in grado di esprimere un'unica politica estera, gli stati più grandi si riservano le scelte decisive, l'opinione pubblica non è in grado di farsi sentire. Bruxelles non ha voce e forse neanche idee: a mancare, infatti, non è solo l'esercito, come sostengono coloro che scambiano la politica estera - ogni politica estera - per l'uso (o la minaccia) della forza. Eppure, quando gli apparati dell'Europa erano meno sofisticati (e meno pletorici), l'allora Comunità economica europea elaborò un progetto che non è stato applicato fino in fondo ma che poteva dare un senso alla politica dell'Europa su uno dei problemi essenziali del nostro tempo: il rapporto Nord-Sud.
Il Sud apparve all'improvviso. La logica di Jalta non lo prevedeva e finì per farne un campo di battaglia della competizione Est-Ovest. Gli stati di recente indipendenza dell'Africa e dell'Asia avevano uno stringente bisogno di attingere a risorse esterne: per cominciare, erano costretti a dipendere dalle ex metropoli - dopo tutto, essi erano o erano stati il retroterra del mondo capitalista. La Cee era la somma di nazioni e obiettivi che portavano ancora i segni delle politiche coloniali ed era inevitabile che nelle relazioni con il Sud emergessero i vecchi interessi. Basti pensare alle politiche di «associazione» che furono avviate con l'Africa su suggerimento e pressione della Francia. Ciò nonostante, l'impostazione multilaterale che caratterizza la politica dell'Europa aveva in sé una dimensione nuova.
C'erano i presupposti per andare al di là della funzione che Niall Ferguson attribuisce all'«impero»: il controllo della periferia senza la partecipazione dei popoli assoggettati. Non mancavano ovviamente le riserve dei governi della decolonizzazione per quel riassorbimento surrettizio nel sistema da cui stavano uscendo o erano appena usciti, che in parte sfuggono all'ampia e documentatissima ricerca di Giuliano Garavini per l'origine prevalentemente europea delle fonti utilizzate. Ma se non altro alla base del metodo europeo c'era il riconoscimento della soggettività degli interlocutori in una gamma di argomenti che includevano lo sviluppo, l'integrazione nel mercato, la gestione delle crisi locali.
In alcuni scacchieri, nel Medio Oriente e nel Mediterraneo soprattutto, l'azione dell'Europa si rivelò pesantemente condizionata dai veti che si levavano d'oltre Atlantico. L'Europa non nutre ambizioni neo-imperiali ma l'alleanza con gli Stati Uniti ha imposto le sue regole trascinandola in una serie di complicità senza escludere la guerra. Il libro di Garavini finisce così per descrivere due delusioni o due percorsi incompiuti: l'Europa che non si è realizzata e un Sud che si è volatilizzato dopo gli exploits degli anni Cinquanta (la Conferenza di Bandung) e Settanta (la strategia del nuovo ordine economico internazionale nata ad Algeri che trovò una sponda nella Commissione Brandt). Il periodo trattato si conclude con gli anni Ottanta: mentre il rapporto Nord-Sud fuori dalla guerra fredda risponde ad altre motivazioni, si profila un Sud-Sud che potrebbe scavalcare il Nord.