Il titolo, per esempio, non è nemmeno azzeccato. La romanticheria dell'impietosirsi di fronte alle esistenze improbabili dei personaggi sorpassa a sinistra, ma di poco, un romanzetto per ragazzi. Lo spessore psicologico dei personaggi è assolutamente inesistente. Ci si balocca con l'idea della div
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Il titolo, per esempio, non è nemmeno azzeccato. La romanticheria dell'impietosirsi di fronte alle esistenze improbabili dei personaggi sorpassa a sinistra, ma di poco, un romanzetto per ragazzi. Lo spessore psicologico dei personaggi è assolutamente inesistente. Ci si balocca con l'idea della diversità, della malattia e della solitudine, non arrivando a dar dignità a nessuna delle tre condizioni. La banalità del buonismo: due disadattati che si conoscono. La metafora dei numeri primi, proprio, c'entra come c'entrerebbe una metafora matematica qualsiasi. Poteva chiamarsi anche: Il bacio degli asintoti. (ma poi vedicela tua la signora che in mondadori chiede "ce l'avete il bacio degli asintoti?") Ottima ricetta per diventare un caso letterario, non proprio da sottoombrellone, più da divano e coperta.
in ogni caso: Progetto "Scrittori Inutili": Paolo Giordano, nel caso che scriverai altri romanzi, non credo proprio che ti leggerò più.
L'esperimento #2 del progetto "Scrittori Inutili" si conclude come previsto: questo libro concorre al premio "uno dei libri più inutili mai letti in vita mia".
Si capisce perfettamente per quale motivo Fabio Volo l'abbia voluto pubblicare e si inserisce perfettamente in quello pseudo-femminismo naz
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L'esperimento #2 del progetto "Scrittori Inutili" si conclude come previsto: questo libro concorre al premio "uno dei libri più inutili mai letti in vita mia".
Si capisce perfettamente per quale motivo Fabio Volo l'abbia voluto pubblicare e si inserisce perfettamente in quello pseudo-femminismo nazional-popolare di cui io non ho proprio bisogno, anzi.
Un romanzetto Harmony di formazione, o un soft-porn per il gentil sesso. (Grazie Rebecca Rebel per questa definizione che trovo appropriatissima) Dove le idee sono 2, ad esser generosi.
Pertanto: non credo proprio che leggerò mai più un libro di Fabio Volo. Non credo affatto che Fabio Volo se ne avrà a male. Voi, però e pertanto, se potete: evitatelo.
Il mio esperimento n. 1 inizia con un episodio n.1
C'è una cosa che non mi piace molto: partire con un preconcetto. Il preconcetto di base è: se un libro è piaciuto a milioni di persone è perchè è un libro facile. Se un libro è facile è probabile che sia un libro superfluo. Se un libro è superfluo non vale il tempo di essere letto.
C'è una cosa che non mi piace molto: partire con un preconcetto. Il preconcetto di base è: se un libro è piaciuto a milioni di persone è perchè è un libro facile. Se un libro è facile è probabile che sia un libro superfluo. Se un libro è superfluo non vale il tempo di essere letto.
Il problema è che solo leggendo un libro ti accorgi se valga la pena di essere letto. D'altrocanto c'è la generalizzazione: se non mi piace un libro di un autore non mi piaceranno anche i suoi altri.
Partendo da questo concetto, e soprattutto per non sentirmi dire "perchè parli male di un autore se non l'hai mai letto", ecco ho deciso che per i prossimi mesi leggerò solo libri che reputo, pregiudizialmente, di autori inutili.
Questo è l'esperimento n.1 del progetto "Scrittori Inutili": Stieg Larsson.
Ecco. Il libro è facile. Molto facile. Gratuitamente violento. Gratuitamente sadico. Assolutamente non realistico. Personaggi psicologicamente profondi un po' a caso. Colpi di scena imprevedibili perchè, di fondo, poteva succedere che a un certo punto il protagonista veniva morso da un ragno radiattivo e iniziava a salire sui muri. Più che inverosimili, assolutamente buttati lì dal nulla.
Ergo: Il libro è perfetto per il sottombrellone, ma solo se fate la vacanza di un mese. Non ci sono tanti personaggi quindi non vi perdete con la trama, che è quasi lineare: ci sono i buoni, ci sono i cattivi e ci sono i buoni che in realtà sono cattivi.
Risultato dell'esperimento n.1 del progetto "Scrittori Inutili": Non leggerò mai più un libro di Stieg Larsson e d'ora in poi ho il diritto di parlar male dei suoi libri.
Non ne ho lette tante. Di gruppo men che meno. Ma credo che questa autobiografia corale sia praticamente quello che dovrebbe essere un'autobiografia corale. Ognuno dice la sua e non ci si risparmia frecciatine, piccoli insulti e dichiarazioni di stima. Insomma ognuno dice la sua, senza grandissime c
... (continue)
Non ne ho lette tante. Di gruppo men che meno. Ma credo che questa autobiografia corale sia praticamente quello che dovrebbe essere un'autobiografia corale. Ognuno dice la sua e non ci si risparmia frecciatine, piccoli insulti e dichiarazioni di stima. Insomma ognuno dice la sua, senza grandissime censure, senza edulcorare. Costante è l'espressione dell'emozione, che sia positiva e negativa, e la critica verso il proprio lavoro. Era un meraviglioso gruppo di professionisti dalla sconcertante umanità.
La solitudine dei numeri primi
Il titolo, per esempio, non è nemmeno azzeccato.continue)
La romanticheria dell'impietosirsi di fronte alle esistenze improbabili dei personaggi sorpassa a sinistra, ma di poco, un romanzetto per ragazzi.
Lo spessore psicologico dei personaggi è assolutamente inesistente.
Ci si balocca con l'idea della div ... (
Il titolo, per esempio, non è nemmeno azzeccato.
La romanticheria dell'impietosirsi di fronte alle esistenze improbabili dei personaggi sorpassa a sinistra, ma di poco, un romanzetto per ragazzi.
Lo spessore psicologico dei personaggi è assolutamente inesistente.
Ci si balocca con l'idea della diversità, della malattia e della solitudine, non arrivando a dar dignità a nessuna delle tre condizioni.
La banalità del buonismo: due disadattati che si conoscono.
La metafora dei numeri primi, proprio, c'entra come c'entrerebbe una metafora matematica qualsiasi.
Poteva chiamarsi anche: Il bacio degli asintoti.
(ma poi vedicela tua la signora che in mondadori chiede "ce l'avete il bacio degli asintoti?")
Ottima ricetta per diventare un caso letterario, non proprio da sottoombrellone, più da divano e coperta.
in ogni caso:
Progetto "Scrittori Inutili": Paolo Giordano, nel caso che scriverai altri romanzi, non credo proprio che ti leggerò più.
Le prime luci del mattino
L'esperimento #2 del progetto "Scrittori Inutili" si conclude come previsto: questo libro concorre al premio "uno dei libri più inutili mai letti in vita mia".
Si capisce perfettamente per quale motivo Fabio Volo l'abbia voluto pubblicare e si inserisce perfettamente in quello pseudo-femminismo naz ... (continue)
L'esperimento #2 del progetto "Scrittori Inutili" si conclude come previsto: questo libro concorre al premio "uno dei libri più inutili mai letti in vita mia".
Si capisce perfettamente per quale motivo Fabio Volo l'abbia voluto pubblicare e si inserisce perfettamente in quello pseudo-femminismo nazional-popolare di cui io non ho proprio bisogno, anzi.
Un romanzetto Harmony di formazione, o un soft-porn per il gentil sesso. (Grazie Rebecca Rebel per questa definizione che trovo appropriatissima)
Dove le idee sono 2, ad esser generosi.
Pertanto: non credo proprio che leggerò mai più un libro di Fabio Volo. Non credo affatto che Fabio Volo se ne avrà a male.
Voi, però e pertanto, se potete: evitatelo.
Uomini che odiano le donne
C'è una cosa che non mi piace molto: partire con un preconcetto.
Il preconcetto di base è:
se un libro è piaciuto a milioni di persone è perchè è un libro facile.
Se un libro è facile è probabile che sia un libro superfluo.
Se un libro è superfluo non vale il tempo di essere letto.
Il problema è ... (continue)
C'è una cosa che non mi piace molto: partire con un preconcetto.
Il preconcetto di base è:
se un libro è piaciuto a milioni di persone è perchè è un libro facile.
Se un libro è facile è probabile che sia un libro superfluo.
Se un libro è superfluo non vale il tempo di essere letto.
Il problema è che solo leggendo un libro ti accorgi se valga la pena di essere letto.
D'altrocanto c'è la generalizzazione: se non mi piace un libro di un autore non mi piaceranno anche i suoi altri.
Partendo da questo concetto, e soprattutto per non sentirmi dire "perchè parli male di un autore se non l'hai mai letto", ecco ho deciso che per i prossimi mesi leggerò solo libri che reputo, pregiudizialmente, di autori inutili.
Questo è l'esperimento n.1 del progetto "Scrittori Inutili": Stieg Larsson.
Ecco.
Il libro è facile. Molto facile. Gratuitamente violento.
Gratuitamente sadico. Assolutamente non realistico.
Personaggi psicologicamente profondi un po' a caso.
Colpi di scena imprevedibili perchè, di fondo, poteva succedere che a un certo punto il protagonista veniva morso da un ragno radiattivo e iniziava a salire sui muri. Più che inverosimili, assolutamente buttati lì dal nulla.
Ergo: Il libro è perfetto per il sottombrellone, ma solo se fate la vacanza di un mese. Non ci sono tanti personaggi quindi non vi perdete con la trama, che è quasi lineare: ci sono i buoni, ci sono i cattivi e ci sono i buoni che in realtà sono cattivi.
Risultato dell'esperimento n.1 del progetto "Scrittori Inutili": Non leggerò mai più un libro di Stieg Larsson e d'ora in poi ho il diritto di parlar male dei suoi libri.
Matilda
Episodi piacevoli e lettura veloce.
Ottimo per bambini.
Splendido per grandi.
Monty Python: l'autobiografia dei Monty Python
Non ne ho lette tante.continue)
Di gruppo men che meno.
Ma credo che questa autobiografia corale sia praticamente quello che dovrebbe essere un'autobiografia corale.
Ognuno dice la sua e non ci si risparmia frecciatine, piccoli insulti e dichiarazioni di stima.
Insomma ognuno dice la sua, senza grandissime c ... (
Non ne ho lette tante.
Di gruppo men che meno.
Ma credo che questa autobiografia corale sia praticamente quello che dovrebbe essere un'autobiografia corale.
Ognuno dice la sua e non ci si risparmia frecciatine, piccoli insulti e dichiarazioni di stima.
Insomma ognuno dice la sua, senza grandissime censure, senza edulcorare. Costante è l'espressione dell'emozione, che sia positiva e negativa, e la critica verso il proprio lavoro.
Era un meraviglioso gruppo di professionisti dalla sconcertante umanità.
(Si nota che sono un fan dei Monty Python?)