-
All books
-
-
-
- Non abitiamo più qui (201)
- By Andre Dubus
-
Finished on Feb 11, 2012





-
-
-
-
- La condanna del sangue (498)
- La primavera del commissario Ricciardi
- By Maurizio De Giovanni
-
Finished on Jan 28, 2012





-
-
-
-
- La setta degli angeli (788)
- By Andrea Camilleri
-
Finished on Jan 22, 2012





-
-
-
-
- Abissi d'acciaio (2976)
- By Isaac Asimov
-
Finished on Jan 18, 2012





-
-
-
-
- Il senso del dolore (710)
- L'inverno del commissario Ricciardi
- By Maurizio De Giovanni
-
Finished on Jan 12, 2012





-
-
-
-
- Cavie (4634)
- By Chuck Palahniuk
-
Finished on Jan 8, 2012





-
-
-
-
- Il tempo è un bastardo (382)
- By Jennifer Egan
-
Finished on Dec 29, 2011





-
-
-
-
- La breve favolosa vita di Oscar Wao (1516)
- By Junot Díaz
-
Finished on Dec 24, 2011





-
-
-
-
- È stato così (241)
- By Natalia Ginzburg
-
Finished on Dec 14, 2011





-
-
-
-
- Come ho perso la guerra (244)
- By Filippo Bologna
-
Finished on Dec 2, 2011





-
-
-
-
- Nove racconti (2004)
- By J.D. Salinger
-
Finished on Nov 27, 2011





-
-
-
-
- La vita davanti a sé (2022)
- By Romain Gary
-
Finished on Nov 24, 2011





-
-
-
-
- I sotterranei del Majestic (496)
- By Georges Simenon
-
Finished on Nov 16, 2011





-
-
-
-
- Ognuno muore solo (550)
- By Hans Fallada
-
Finished on Nov 13, 2011





-
-
-
-
- Olive Kitteridge (2134)
- By Elizabeth Strout
-
Finished on Nov 1, 2011





-
-
6 people find this helpful




-
Alle elementari facevo i compiti a casa di mia nonna. Stavo lì in attesa che i miei ritornassero dal lavoro. Spargevo quaderni, pastelli, matite, sul tavolo del soggiorno, non lasciavo spazi liberi quasi a dimostrare quanti fossero i compiti di un bambino. Nel frattempo mia nonna leggeva il giornale ... (continue)
- — Nov 7, 2011 | 2 feedbacks
-
RSS feeds: subscribe to a.'s shelf
Il tempo è un bastardo
3 people find this helpful
Se fossi Dio saprei tutto. Saprei cosa è stato e cosa sarà. Di tutti. E lo saprei sempre.
È una cosa difficile persino da pensare. Però, se fossi Dio, ogni tanto mi prenderei una pausa. E, per un po' di tempo, deciderei di conoscere le cose poco alla volta. Di scoprirle. Di mettere insieme i pezzi ... (continue)
Se fossi Dio saprei tutto. Saprei cosa è stato e cosa sarà. Di tutti. E lo saprei sempre.
È una cosa difficile persino da pensare. Però, se fossi Dio, ogni tanto mi prenderei una pausa. E, per un po' di tempo, deciderei di conoscere le cose poco alla volta. Di scoprirle. Di mettere insieme i pezzi.
Mettere insieme i pezzi.
Mettere insieme i pezzi è una delle cose che in assoluto mi piace di più. Far uscire un camion da tanti mattoncini colorati. Riattaccare con la colla frammenti rotti facendoli combaciare perfettamente. Tirar fuori una frase da un rebus. Posizionare la giusta tessera di un puzzle.
E leggere questo libro è mettere insieme i pezzi.
Ci sono Sasha, Bennie, Rhea, Lou, Rolph, Scottie, Stephanie, Dolly, Jules, Rob, Ted, Alison.
C'è NY, LA. C'è Napoli. C'è il deserto. C'è l'Africa (poca).
C'è un'assistente cleptomane e un'universitaria drogata. Una ragazza che si vende e una mamma di ragazzi pre-adolescenti. C'è un ragazzo che suona il basso e un proprietario di una casa discografica. C'è un chitarrista da cui non puoi staccare gli occhi e un bidello e netturbino che pesca nell'East River. C'è una PR che detta la moda e un donna che non riesce a pagare la retta della scuola della figlia.
Ci sono gli anni '70, gli '80, il pre e post Torri Gemelle, il pre e post Facebook. C'è il mondo senza e-mail e il mondo del futuro, dove i bambini hanno il loro portatile, naturalmente touch, e per questo sono detti puntadita.
Si salta continuamente da un personaggio all'altro. Da un periodo all'altro. E il tempo, a volte sì, è un bastardo. Ci sono flashback e flashforward. E nelle ultime dieci righe di un capitolo in cui hai seguito per un paio di giorni un personaggio, scopri come finirà tra venti anni.
Ed è come quando si mettono insieme i pezzi. E tutto va a posto.
E credo che non sia facile per uno scrittore tenere insieme tutti questi livelli; e nonostante ciò c'è tanta attenzione ai particolari. Le lentiggini di Rhea. O il fidanzato di Lulu.
E pure la scrittura non è trascurata. Anche la narrazione è fatta di tanti pezzi. C'è un capitolo completamente - a meno delle ultime due righe e non a caso - scritto in seconda persona singolare. Un altro capitolo è un articolo di giornale ed è diverso da tutto il resto. E un capitolo - cosa che non avevo mai visto - è fatto tutto di slide. Già, un capitolo fatto come una presentazione da proiettare, completamente visuale, in cui il lettore può prendersi delle libertà.
E se a questo punto credete che si tratti di un libro freddo, una perfetta ma fredda costruzione razionale, beh, non è così. Ci sono scene esilaranti e momenti dolorosi. Si prova quello che è scritto. E capita, in un momento imbarazzante, di pensare no, no, fermati cosa stai dicendo, fermati ti prego.
Se fossi Dio, questo libro me lo leggerei pezzo per pezzo.
Grazie B. per questo regalo. E forse sei stata fortunata. E forse mi conosci bene.
Is this helpful?