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Le ali spezzate
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Roma 29 Agosto 2010
Ed eccoci all'ultimo passo di questo anello di lettura ( http://ghettodeilettori.forumfree.it/?t=43898222 ), tra non molto questo piccolo grande libro tornerà tra le mani di Maja portando con sè anche un'invisibile impronta dei suoi lettori.
I nostri sguardi si sono impressi su ... (continue)
Roma 29 Agosto 2010
Ed eccoci all'ultimo passo di questo anello di lettura ( http://ghettodeilettori.forumfree.it/?t=43898222 ), tra non molto questo piccolo grande libro tornerà tra le mani di Maja portando con sè anche un'invisibile impronta dei suoi lettori.
I nostri sguardi si sono impressi su ogni pagina, il nostro respiro vi si è adagiato sopra portando con sè le nostre emozioni e, forse, qualche lacrima è caduta alla fine a sigillarne la triste storia.
Ho avuto qualche difficoltà soprattutto nella prima parte. Mi sembrava che l'eccesso di metafore e la leziosità voluta in ogni frase soffocassero la storia invece di liberarla.
In un secondo momento mi sono scontrato con la storia stessa e comportamenti umani che più che distanti, se non alieni, trovavo irritanti. Ma non come scelte a sè stanti, ritengo infatti che la varietà degli animi possa generare anche le meno probabili tra le reazioni, piuttosto perché mi sembrava che l'autore vi conferisse validità universale.
Quando, nella seconda metà, la storia ha trovato un maggiore spazio sono riuscito finalmente a dare spazio anche alle mie emozioni. Ma il vero "riscatto" al libro l'ha fornito la postfazione, permettendoni un'analisi più ampia del racconto rivalutato sotto la lente biografica delle vicende dell'autore.
3,5 su 5. Questa la mia valutazione complessiva.
Non condivido tutte le metafore e le riflessioni dell'autore. Trovo che la densità di immagini "poetiche", lungi dal farne poesia, faccia del racconto un imprecisato parlare, almeno all'inizio.
E invece è nel racconto, nei pochi "fatti", che risiede la sorgente della sensibilità dell'autore. (E rielaborando dopo la lettura della postfazione:) Un mondo "ingiusto", dove la sofferenza si accetta come ineluttabile e nell'accettazione si spera di trovare forza e "riscatto morale", non può che essere "cantato" cercando il modo più "poetico" possibile.
Non ne ho apprezzato particolarmente lo stile, ma quel mondo non è poi così distante da quello da cui provengo (proveniamo?).
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