E' un libro delizioso che tutti gli uomini dovrebbero leggere.
Scherzosamente ed in maniera molto ironica vengono forniti, agli uomini, consigli di galateo utili a partire dal momento del corteggiamento fino ad arrivare all'addio.
E' diviso per capitoli ed ogni capito è preceduto da un b
... (continue)
E' un libro delizioso che tutti gli uomini dovrebbero leggere.
Scherzosamente ed in maniera molto ironica vengono forniti, agli uomini, consigli di galateo utili a partire dal momento del corteggiamento fino ad arrivare all'addio.
E' diviso per capitoli ed ogni capito è preceduto da un breve test, breve ma molto utile.
Non è un libro impegnativo ma credo possa insegnar loro qualcosa, quel "qualcosa" che le loro mamme sicuramente hanno cercato di insegnargli con tanto impegno ma che tanti, forse per sentirsi "più maschi" hanno dimenticato.
Per quanto riguarda le donne, è una lettura "consolatoria". Alla fine di ogni capitolo, infatti, si può tirare un sospiro, se si ha la fortuna di riscontrare che il nostro lui non rientri nella categoria presa in esame.
Thriller, a tratti noir. Comico, a tratti demenziale. Scientifico, a tratti colto. Di tutto di più. Lo hanno paragonato a Palahniuk e a Tarantino. A me è sembrato un mix tra Scrubs e Il padrino. Mi ha inoltre ricordato sia Douglas che Jeff Lindsay. Divertente ma superfluo. A mio avviso
... (continue)
Thriller, a tratti noir. Comico, a tratti demenziale. Scientifico, a tratti colto. Di tutto di più. Lo hanno paragonato a Palahniuk e a Tarantino. A me è sembrato un mix tra Scrubs e Il padrino. Mi ha inoltre ricordato sia Douglas che Jeff Lindsay. Divertente ma superfluo. A mio avviso se ne può fare a meno, anche se strappa qualche risata.
Prima di iniziare la lettura di questo romanzo bisogna tener presente che Un drink prima di uccidere, anche se in Italia è uscito per ultimo, è in realtà il primo romanzo di quella risulterà essere una grande saga. Leggetelo quindi per primo se volete conoscere Lehane.
Prima di iniziare la lettura di questo romanzo bisogna tener presente che Un drink prima di uccidere, anche se in Italia è uscito per ultimo, è in realtà il primo romanzo di quella risulterà essere una grande saga. Leggetelo quindi per primo se volete conoscere Lehane.
Nelle pagine di un dirnk prima di uccidere si sente la voglia di Lehane di presentarci i suoi protagonisti più che di scrivere un thriller. La storia infatti non è poi così intrigata, anche se molto violenta e nera. Come faceva notare duncan il titolo originale non è un drink prima di uccidere ma un drink prima della guerra, guerra di bande, guerra di quartiere nello specifico. Quel "quartiere" che fa da sfondo a tutti i romanzi di Lehane, quel "quartiere" che è la vita stessa dei nostri personaggi, è il loro presente ed il loro futuro, ma soprattutto il loro passato.
Come dicevo il fattore thriller è secondario in questo romanzo d’esordio di Lehane. In un drink prima di uccidere Lehane ci presenta infatti la coppia Kenzie/Gennaro e ci svela a poco a poco qualcosa del grande Bubba, riservandosi però il piacere di farcelo conoscere in seguito, nei romanzi successivi.
Veniamo ora ai nostri protagonisti:
Patrick Kenzie, un uomo che affronta la vita con un velo di ironia, quasi a voler sdrammatizzare il suo fatalismo innato. Patrick un duro con l’animo di un bambino. Patrick, che nonostante le profonde ferite subite, le aspettative infrante, i rapporti infernali vissuti, continua a credere che qualcosa possa cambiare quando si ama.
Ma è Angie Gennaro il capolavoro di Lehane. Angie, la coscienza di Patrick, colei che riesce a mettere in parole i pensieri di Patrick, la sua voce interiore. Angie che è perennemente in lotta, in lotta contro il male, contro i cattivi ma anche in lotta con se stessa, con quello che sono i suoi sentimenti.
Bubba, come dicevo prima, in questo romanzo fa poche apparizioni, di lui sappiamo che “deve essere maneggiato con cura. Come la nitroglicerina”, forse per questo Lehane ce lo fa conoscere poco a poco. Questa apparizione è giusto per farci capire chi è Bubba e per dirci che “Bubba odia tutti, eccetto Angie e me" (parole di Patick). Lo scopriremo più avanti, nei romanzi successivi.
In questo romanzo veniamo anche portati a conoscere personaggi secondari che rincontreremo in seguito come il duo Devin/Oscar e, “l’Eroe” e “lo Stronzo”. Chi non ha odiato “lo Stronzo”? e chi non ha sofferto nel leggere le parole in corsivo riferite “all’Eroe”?
Concludo ribadendo che a mio avviso la saga creata da Lehane è da leggersi obbligatoriamente in ordine cronologico in quanto sono tanti i dettagli svelati durante la narrazione e non rispettando l’esatta cronologia purtroppo si perde moltissimo.
Confesso che, verso metà romanzo, ero convinta che Scerbanenco, questa volta, avesse tradito anche me. Invece il finale riesce a riscattare tutta la storia, per certi versi troppo "macchinosa" nonostante l'apparente semplicità.
Siamo nella Milano della metà degli anni '60, Milano che è
... (continue)
Confesso che, verso metà romanzo, ero convinta che Scerbanenco, questa volta, avesse tradito anche me. Invece il finale riesce a riscattare tutta la storia, per certi versi troppo "macchinosa" nonostante l'apparente semplicità.
Siamo nella Milano della metà degli anni '60, Milano che è già una metropoli anche se forse, al momento, lo ha capito solo il nostro Duca Lamberti. Una Milano nera, che più nera di così non sembra possibile, o almeno, si spera che non possa essere possibile.
Trafficanti d'armi, di droga, di sesso, personaggi abietti e meschini, tutti con un solo comun denominatore: il tradimento. Tutti tradiscono tutti, traditori di tutti, appunto.
Il riscatto/tradimento verrà dall'America e ha il volto angelico. Ma gli angeli non ammazzano, come può quindi esser possibile? Non vi è risposta se non una tacita stima. La stima di Duca, uomo che non tradisce, non tradisce gli amici ma neppure i nemici e, soprattutto, non tadisce i suoi ideali anche se ciò vorrà dire rinunciare alla sua professione per intraprenderne una nuova a fianco dell'iperturbabile Carrua.
Finalmente un ottimo legal thriller tutto italiano, anzi, un ottimo giallo legale o meglio ancora, oserei dire addirittura un ottimo romanzo.
L’avvocato Guerrieri ci accompagna nelle aule dei "nostri" tribunali, illustrandoci il perché di una scelta difensiva piuttosto che un’altra, accomiata
... (continue)
Finalmente un ottimo legal thriller tutto italiano, anzi, un ottimo giallo legale o meglio ancora, oserei dire addirittura un ottimo romanzo.
L’avvocato Guerrieri ci accompagna nelle aule dei "nostri" tribunali, illustrandoci il perché di una scelta difensiva piuttosto che un’altra, accomiatandosi con una fantastica arringa finale, degna dei migliori avvocati. Arringa finale che è anche la conferma di cui aveva bisogno per rendersi conto di essere finalmente fuori dal periodo "buio" della sua vita.
Azzeccatissima scelta della narrazione in prima persona, tra l’altro prima persona molto particolare che mescola le parole dette con quelle pensate, e che in questo modo contribuisce a dar risalto alla personalità molto particolare di Guido.
Ci sono inoltre passaggi molto ironici ma al contempo sofferti, come la scena delle medicine, altri puramente ironici come l’incontro con l’amica con l’Opium, altri profondi come la confessione di Margherita.
Concludo la mia "arringa" dicendo che Guido non sarà certo un super eroe, avrà sbagliato molto nella vita, sia nella sfera privata che in quella professionale, ma è una gran bella persona, basta saperlo "leggere".
Veri uomini, però
E' un libro delizioso che tutti gli uomini dovrebbero leggere.
Scherzosamente ed in maniera molto ironica vengono forniti, agli uomini, consigli di galateo utili a partire dal momento del corteggiamento fino ad arrivare all'addio.
E' diviso per capitoli ed ogni capito è preceduto da un b ... (continue)
E' un libro delizioso che tutti gli uomini dovrebbero leggere.
Scherzosamente ed in maniera molto ironica vengono forniti, agli uomini, consigli di galateo utili a partire dal momento del corteggiamento fino ad arrivare all'addio.
E' diviso per capitoli ed ogni capito è preceduto da un breve test, breve ma molto utile.
Non è un libro impegnativo ma credo possa insegnar loro qualcosa, quel "qualcosa" che le loro mamme sicuramente hanno cercato di insegnargli con tanto impegno ma che tanti, forse per sentirsi "più maschi" hanno dimenticato.
Per quanto riguarda le donne, è una lettura "consolatoria".
Alla fine di ogni capitolo, infatti, si può tirare un sospiro, se si ha la fortuna di riscontrare che il nostro lui non rientri nella categoria presa in esame.
Vedi di non morire
Thriller, a tratti noir.continue)
Comico, a tratti demenziale.
Scientifico, a tratti colto.
Di tutto di più.
Lo hanno paragonato a Palahniuk e a Tarantino.
A me è sembrato un mix tra Scrubs e Il padrino.
Mi ha inoltre ricordato sia Douglas che Jeff Lindsay.
Divertente ma superfluo.
A mio avviso ... (
Thriller, a tratti noir.
Comico, a tratti demenziale.
Scientifico, a tratti colto.
Di tutto di più.
Lo hanno paragonato a Palahniuk e a Tarantino.
A me è sembrato un mix tra Scrubs e Il padrino.
Mi ha inoltre ricordato sia Douglas che Jeff Lindsay.
Divertente ma superfluo.
A mio avviso se ne può fare a meno, anche se strappa qualche risata.
Un drink prima di uccidere
Prima di iniziare la lettura di questo romanzo bisogna tener presente che Un drink prima di uccidere, anche se in Italia è uscito per ultimo, è in realtà il primo romanzo di quella risulterà essere una grande saga. Leggetelo quindi per primo se volete conoscere Lehane.
Nelle pagine di un dirn ... (continue)
Prima di iniziare la lettura di questo romanzo bisogna tener presente che Un drink prima di uccidere, anche se in Italia è uscito per ultimo, è in realtà il primo romanzo di quella risulterà essere una grande saga. Leggetelo quindi per primo se volete conoscere Lehane.
Nelle pagine di un dirnk prima di uccidere si sente la voglia di Lehane di presentarci i suoi protagonisti più che di scrivere un thriller. La storia infatti non è poi così intrigata, anche se molto violenta e nera. Come faceva notare duncan il titolo originale non è un drink prima di uccidere ma un drink prima della guerra, guerra di bande, guerra di quartiere nello specifico. Quel "quartiere" che fa da sfondo a tutti i romanzi di Lehane, quel "quartiere" che è la vita stessa dei nostri personaggi, è il loro presente ed il loro futuro, ma soprattutto il loro passato.
Come dicevo il fattore thriller è secondario in questo romanzo d’esordio di Lehane.
In un drink prima di uccidere Lehane ci presenta infatti la coppia Kenzie/Gennaro e ci svela a poco a poco qualcosa del grande Bubba, riservandosi però il piacere di farcelo conoscere in seguito, nei romanzi successivi.
Veniamo ora ai nostri protagonisti:
Patrick Kenzie, un uomo che affronta la vita con un velo di ironia, quasi a voler sdrammatizzare il suo fatalismo innato.
Patrick un duro con l’animo di un bambino.
Patrick, che nonostante le profonde ferite subite, le aspettative infrante, i rapporti infernali vissuti, continua a credere che qualcosa possa cambiare quando si ama.
Ma è Angie Gennaro il capolavoro di Lehane.
Angie, la coscienza di Patrick, colei che riesce a mettere in parole i pensieri di Patrick, la sua voce interiore.
Angie che è perennemente in lotta, in lotta contro il male, contro i cattivi ma anche in lotta con se stessa, con quello che sono i suoi sentimenti.
Bubba, come dicevo prima, in questo romanzo fa poche apparizioni, di lui sappiamo che “deve essere maneggiato con cura. Come la nitroglicerina”, forse per questo Lehane ce lo fa conoscere poco a poco.
Questa apparizione è giusto per farci capire chi è Bubba e per dirci che “Bubba odia tutti, eccetto Angie e me" (parole di Patick). Lo scopriremo più avanti, nei romanzi successivi.
In questo romanzo veniamo anche portati a conoscere personaggi secondari che rincontreremo in seguito come il duo Devin/Oscar e, “l’Eroe” e “lo Stronzo”. Chi non ha odiato “lo Stronzo”? e chi non ha sofferto nel leggere le parole in corsivo riferite “all’Eroe”?
Concludo ribadendo che a mio avviso la saga creata da Lehane è da leggersi obbligatoriamente in ordine cronologico in quanto sono tanti i dettagli svelati durante la narrazione e non rispettando l’esatta cronologia purtroppo si perde moltissimo.
Traditori di tutti
Confesso che, verso metà romanzo, ero convinta che Scerbanenco, questa volta, avesse tradito anche me.
Invece il finale riesce a riscattare tutta la storia, per certi versi troppo "macchinosa" nonostante l'apparente semplicità.
Siamo nella Milano della metà degli anni '60, Milano che è ... (continue)
Confesso che, verso metà romanzo, ero convinta che Scerbanenco, questa volta, avesse tradito anche me.
Invece il finale riesce a riscattare tutta la storia, per certi versi troppo "macchinosa" nonostante l'apparente semplicità.
Siamo nella Milano della metà degli anni '60, Milano che è già una metropoli anche se forse, al momento, lo ha capito solo il nostro Duca Lamberti. Una Milano nera, che più nera di così non sembra possibile, o almeno, si spera che non possa essere possibile.
Trafficanti d'armi, di droga, di sesso, personaggi abietti e meschini, tutti con un solo comun denominatore: il tradimento.
Tutti tradiscono tutti, traditori di tutti, appunto.
Il riscatto/tradimento verrà dall'America e ha il volto angelico. Ma gli angeli non ammazzano, come può quindi esser possibile?
Non vi è risposta se non una tacita stima.
La stima di Duca, uomo che non tradisce, non tradisce gli amici ma neppure i nemici e, soprattutto, non tadisce i suoi ideali anche se ciò vorrà dire rinunciare alla sua professione per intraprenderne una nuova a fianco dell'iperturbabile Carrua.
Testimone inconsapevole
Finalmente un ottimo legal thriller tutto italiano, anzi, un ottimo giallo legale o meglio ancora, oserei dire addirittura un ottimo romanzo.
L’avvocato Guerrieri ci accompagna nelle aule dei "nostri" tribunali, illustrandoci il perché di una scelta difensiva piuttosto che un’altra, accomiata ... (continue)
Finalmente un ottimo legal thriller tutto italiano, anzi, un ottimo giallo legale o meglio ancora, oserei dire addirittura un ottimo romanzo.
L’avvocato Guerrieri ci accompagna nelle aule dei "nostri" tribunali, illustrandoci il perché di una scelta difensiva piuttosto che un’altra, accomiatandosi con una fantastica arringa finale, degna dei migliori avvocati.
Arringa finale che è anche la conferma di cui aveva bisogno per rendersi conto di essere finalmente fuori dal periodo "buio" della sua vita.
Azzeccatissima scelta della narrazione in prima persona, tra l’altro prima persona molto particolare che mescola le parole dette con quelle pensate, e che in questo modo contribuisce a dar risalto alla personalità molto particolare di Guido.
Ci sono inoltre passaggi molto ironici ma al contempo sofferti, come la scena delle medicine, altri puramente ironici come l’incontro con l’amica con l’Opium, altri profondi come la confessione di Margherita.
Concludo la mia "arringa" dicendo che Guido non sarà certo un super eroe, avrà sbagliato molto nella vita, sia nella sfera privata che in quella professionale, ma è una gran bella persona, basta saperlo "leggere".