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- Caduto fuori dal tempo (194)
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By David Grossman -
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- Therese Raquin (2577)
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By Émile Zola -
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- Una stanza tutta per sé (3806)
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By Virginia Woolf -
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By Guy de Maupassant -
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- Splendori e miserie delle cortigiane (630)
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By Honore de Balzac -
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- Washington Square (859)
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By Henry James -
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- Il tempo è un dio breve (338)
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By Mariapia Veladiano -
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- Un giorno solo, tutta la vita (437)
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By Alyson Richman -
Finished on Dec 29, 2012 




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Tu chiamale, se vuoi, emozioni... -
Emozione e poesia. Finzione e realtà. E l'indicibile raccontato.
Lenka e Josef non sono esistiti davvero, o forse si. Sono esistiti nella possibilità di una esistenza, delle tante esistenze spezzate durante la shoà.
Un romanzo commovente, puro, toccante. E con quel lieto fine che piace tanto agli am ... (continue ) -
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Dec 31, 2012 |
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- Ci sarebbe bastato (14)
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By Silvia Cuttin -
Finished 




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Ricordi di famiglia -
Intervistare la propria famiglia non è mai semplice, soprattutto se quello che si chiede riguarda vicende dolorose, vicende che vorresti dimenticare e lasciare dietro alle spalle. L'autrice coraggiosamente ci ha provato, con viaggi fisici a incontrare cugini e parenti e viaggi mentali nei ricordi, p ... (
continue ) -
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Dec 30, 2012 |
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- Intellettuale a Auschwitz (247)
- Un'analisi lucidissima della sconfitta dello spirito ad Auschwitz
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By Jean Améry -
Reading since May 8, 2012
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- Il poeta di Gaza (43)
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By Yishai Sarid -
Finished on Apr 14, 2012 




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- Sottosopra (488)
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By Milena Agus -
Finished on Apr 17, 2012 




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- Venivamo tutte per mare (1168)
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By Julie Otsuka -
Finished on Apr 16, 2012 




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Un libro travolgente -
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Apr 23, 2012 |
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- Il circolo delle ingrate (356)
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By Elizabeth von Arnim -
Finished on Apr 18, 2012 




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La mia (articolata) recensione qui
http://angelac2-vitanormale.blogspot.it/2012/05/il-circ… -
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May 4, 2012 |
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Il tempo è un dio breve
Avevo letto La vita accanto sorprendendomi per questa voce di donna dalla scrittura limpida e pulita, che in poche parole aveva saputo tratteggiare Rebecca, uno dei personaggi forse più interessanti della letteratura italiana. Dunque speravo che questo romanzo mi riportasse nella stessa dimen ... (continue)
Avevo letto La vita accanto sorprendendomi per questa voce di donna dalla scrittura limpida e pulita, che in poche parole aveva saputo tratteggiare Rebecca, uno dei personaggi forse più interessanti della letteratura italiana. Dunque speravo che questo romanzo mi riportasse nella stessa dimensione di bellezza interiore. Ma non è così: la Veladiano si lancia in questo romanzo su temi molto cari a lei, evidentemente, ma che non possono avere la medesima presa su tutti i lettori. Io sono madre di due bambini e conosco la sensazione di impotenza, di terrore, di desolazione che si prova di fronte alla malattia del bambino: ho vissuto anche l'esperienza dell'epilessia nei miei bambini e ho visto lo sguardo di terrore negli occhi dei bambini, che non capiscono cosa stia succedendo. Lo so. E questo libro mi ha fatto piangere e mi ha fatto arrabbiare. Perché Ildegarda si arrende di fronte al dolore: riporta tutto a quel Dio su cui ripone assoluta fiducia. Ma l'arresa non va mai bene, non fa bene. Arrendersi è sbagliato, e i bambini, se ti arrendi, lo capiscono e si infuriano e ti odiano. Sono atea per tanti motivi, ma uno di questi è per questo inutile sentimento di fiducia verso una eternità che ci arriva in soccorso. Non è mai così: l'aiuto arriva, ma da noi, da chi ci sta vicino, da un sentimento di solidarietà umana talmente forte che risolleva e conforta. E poi, troppo dolore in questo romanzo! Neppure di fronte alle cose belle, alle piccole gioie c'è quel moto di speranza, di sospiro di sollievo. La depressione pervade e opprime tutto, dalla prima all'ultima riga. Mi dispiace molto perché Mariapia Veladiano è persona ottima, e bravissima scrittrice, ma io questo romanzo l'avrei lasciato nel cassetto.