"Anche con le canzoni si può raccontare la Storia, questo è certo. Ma si può osare di più: è quello che ha fatto il vignettista Mauro Biani che ha trasformato alcuni dei personaggi di Fabrizio De André (da Bocca di Rosa a Marinella, da Michè impiccato a Princesa) in altrettanti ritratti (sofferenti)
... (continue)
"Anche con le canzoni si può raccontare la Storia, questo è certo. Ma si può osare di più: è quello che ha fatto il vignettista Mauro Biani che ha trasformato alcuni dei personaggi di Fabrizio De André (da Bocca di Rosa a Marinella, da Michè impiccato a Princesa) in altrettanti ritratti (sofferenti) dell' Italia contemporanea («Come una specie di sorriso», Stampa Alternativa, a cura di Nicola Cirillo, pp. 32 con 15 tavole a colori, 13). Il motivo della scelta di Biani (vignettista di casa sulle pagine di «Liberazione») è legato al fascino degli sconfitti: «Perché - ed è lo stesso artista a spiegarlo - sono rimasto sempre conquistato dai temi messi in poesia da De André, per la sua attenzione agli ultimi, per la sua ironia amara, per il suo modo di cantare il trionfo discreto della sconfitta». E in quelle cartoline (con Angelina che svolta i suoi tarocchi e con Andrea che vive il suo amore «diverso») più che la cronaca per immagini di drammi molto privati, c' è la Storia del nostro mondo. Bucci Stefano
Pagina 34 (29 novembre 2009) - Corriere della Sera
Frastornati dal boato mediatico che alimenta xenofobia e razzismo ci siamo quasi dimenticati che gli immigrati sono esseri umani, portatori dei nostri stessi diritti. Laura Boldrini racconta la sua esperienza all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati; incontri con uomini e donne di
... (continue)
Frastornati dal boato mediatico che alimenta xenofobia e razzismo ci siamo quasi dimenticati che gli immigrati sono esseri umani, portatori dei nostri stessi diritti. Laura Boldrini racconta la sua esperienza all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati; incontri con uomini e donne di tutto il mondo, sfortunati (perché oppressi), ma anche umili e coraggiosi, disposti a sfidare la morte pur di trovare asilo in Italia. Storie di eccezionale umanità, che contrastano con l'impianto legislativo italiano sui "respingimenti" da poco inagurato dal Governo Berlusconi. Un libro molto divulgativo, che fa chiarezza sulla situazione dei rifugiati in Italia e negli altri Paesi. Uno stile giornalistico, che spesso fa posto alla spontaneità dei ricordi e delle emozioni. E suscita una naturale simpatia verso la scrittrice. Da leggere e da regalare!
Forse "Acciaio" non è un capolavoro, eppure sarei davvero contento se si riuscisse a farlo leggere nelle scuole. Avessi dei figli, dei nipoti o degli amici adolescenti non esiterei a regalarglielo. Se non altro come antidoto alla superficialità, come esorcismo dei sogni semplici e decadenti che veng
... (continue)
Forse "Acciaio" non è un capolavoro, eppure sarei davvero contento se si riuscisse a farlo leggere nelle scuole. Avessi dei figli, dei nipoti o degli amici adolescenti non esiterei a regalarglielo. Se non altro come antidoto alla superficialità, come esorcismo dei sogni semplici e decadenti che vengono, invece, promossi in tutti i modi. Questo libro mi è piaciuto perché le psicologie dei personaggi sono chiare e realistiche, perché la storia è così vera da farti sentire quasi indiscreto, ma nello stesso tempo impotente. Una storia di amiciza, un bel confronto generazionale tra modi di vivere la relazione d'amore. Ne faranno un film, credo, col rischio di banalizzare quelle solitudini così intensamente poetiche. Nessuno stereotipo - come ho letto in altre recensioni! Anzi, l'autrice è bravissima a schivarle. Anacronismi? Ce ne sono e sono tutte colpa dell'editor, ovvero della Rizzoli. Peccato che un romanzo così, che dovrebbe essere letto soprattutto dai più giovani, costi 17 euro.
Dietro il mondo dello spettacolo, pieno di solitudini vertiginose e piccole illegalità, si sviluppano storie di sentimenti che sono ben più esemplari di quelle che quotidianamente mettono in scena i loro protagonisti. Samar, un eccentrico pianista gay, figura del dandysmo superficiale, diventa inv
... (continue)
Dietro il mondo dello spettacolo, pieno di solitudini vertiginose e piccole illegalità, si sviluppano storie di sentimenti che sono ben più esemplari di quelle che quotidianamente mettono in scena i loro protagonisti. Samar, un eccentrico pianista gay, figura del dandysmo superficiale, diventa invece emblema del coraggio e della rettitudine morale. E' la storia della sua lotta per l'affermazione della Verità: sfida la società, la politica e infine il suo cuore perchè prevalgano la giustizia e la pace. Bombay potrebbe essere Roma, Milano, Parigi, perché la triste storia raccontata è apparentemente universale. Sul finale, purtroppo, toni da romanzo d'appendice.
Questo libro ha il grande pregio di tratteggiare il carattere di Sandro Pertini attraverso l'uso di poche immagini. Oggi lo chiamerebbero "graphic novel", con il merito di divulgare una storia eccezionale ...anche ai pigri e ai giovanissimi.
Come una specie di sorriso
"Anche con le canzoni si può raccontare la Storia, questo è certo. Ma si può osare di più: è quello che ha fatto il vignettista Mauro Biani che ha trasformato alcuni dei personaggi di Fabrizio De André (da Bocca di Rosa a Marinella, da Michè impiccato a Princesa) in altrettanti ritratti (sofferenti) ... (continue)
"Anche con le canzoni si può raccontare la Storia, questo è certo. Ma si può osare di più: è quello che ha fatto il vignettista Mauro Biani che ha trasformato alcuni dei personaggi di Fabrizio De André (da Bocca di Rosa a Marinella, da Michè impiccato a Princesa) in altrettanti ritratti (sofferenti) dell' Italia contemporanea («Come una specie di sorriso», Stampa Alternativa, a cura di Nicola Cirillo, pp. 32 con 15 tavole a colori, 13). Il motivo della scelta di Biani (vignettista di casa sulle pagine di «Liberazione») è legato al fascino degli sconfitti: «Perché - ed è lo stesso artista a spiegarlo - sono rimasto sempre conquistato dai temi messi in poesia da De André, per la sua attenzione agli ultimi, per la sua ironia amara, per il suo modo di cantare il trionfo discreto della sconfitta». E in quelle cartoline (con Angelina che svolta i suoi tarocchi e con Andrea che vive il suo amore «diverso») più che la cronaca per immagini di drammi molto privati, c' è la Storia del nostro mondo.
Bucci Stefano
Pagina 34
(29 novembre 2009) - Corriere della Sera
Tutti indietro
Frastornati dal boato mediatico che alimenta xenofobia e razzismo ci siamo quasi dimenticati che gli immigrati sono esseri umani, portatori dei nostri stessi diritti. Laura Boldrini racconta la sua esperienza all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati; incontri con uomini e donne di ... (continue)
Frastornati dal boato mediatico che alimenta xenofobia e razzismo ci siamo quasi dimenticati che gli immigrati sono esseri umani, portatori dei nostri stessi diritti. Laura Boldrini racconta la sua esperienza all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati; incontri con uomini e donne di tutto il mondo, sfortunati (perché oppressi), ma anche umili e coraggiosi, disposti a sfidare la morte pur di trovare asilo in Italia.
Storie di eccezionale umanità, che contrastano con l'impianto legislativo italiano sui "respingimenti" da poco inagurato dal Governo Berlusconi.
Un libro molto divulgativo, che fa chiarezza sulla situazione dei rifugiati in Italia e negli altri Paesi. Uno stile giornalistico, che spesso fa posto alla spontaneità dei ricordi e delle emozioni. E suscita una naturale simpatia verso la scrittrice.
Da leggere e da regalare!
Acciaio
Forse "Acciaio" non è un capolavoro, eppure sarei davvero contento se si riuscisse a farlo leggere nelle scuole. Avessi dei figli, dei nipoti o degli amici adolescenti non esiterei a regalarglielo. Se non altro come antidoto alla superficialità, come esorcismo dei sogni semplici e decadenti che veng ... (continue)
Forse "Acciaio" non è un capolavoro, eppure sarei davvero contento se si riuscisse a farlo leggere nelle scuole. Avessi dei figli, dei nipoti o degli amici adolescenti non esiterei a regalarglielo. Se non altro come antidoto alla superficialità, come esorcismo dei sogni semplici e decadenti che vengono, invece, promossi in tutti i modi.
Questo libro mi è piaciuto perché le psicologie dei personaggi sono chiare e realistiche, perché la storia è così vera da farti sentire quasi indiscreto, ma nello stesso tempo impotente. Una storia di amiciza, un bel confronto generazionale tra modi di vivere la relazione d'amore. Ne faranno un film, credo, col rischio di banalizzare quelle solitudini così intensamente poetiche. Nessuno stereotipo - come ho letto in altre recensioni! Anzi, l'autrice è bravissima a schivarle. Anacronismi? Ce ne sono e sono tutte colpa dell'editor, ovvero della Rizzoli. Peccato che un romanzo così, che dovrebbe essere letto soprattutto dai più giovani, costi 17 euro.
I fenicotteri di Bombay
Dietro il mondo dello spettacolo, pieno di solitudini vertiginose e piccole illegalità, si sviluppano storie di sentimenti che sono ben più esemplari di quelle che quotidianamente mettono in scena i loro protagonisti.continue)
Samar, un eccentrico pianista gay, figura del dandysmo superficiale, diventa inv ... (
Dietro il mondo dello spettacolo, pieno di solitudini vertiginose e piccole illegalità, si sviluppano storie di sentimenti che sono ben più esemplari di quelle che quotidianamente mettono in scena i loro protagonisti.
Samar, un eccentrico pianista gay, figura del dandysmo superficiale, diventa invece emblema del coraggio e della rettitudine morale. E' la storia della sua lotta per l'affermazione della Verità: sfida la società, la politica e infine il suo cuore perchè prevalgano la giustizia e la pace.
Bombay potrebbe essere Roma, Milano, Parigi, perché la triste storia raccontata è apparentemente universale.
Sul finale, purtroppo, toni da romanzo d'appendice.
Una notte senza stelle
Questo libro ha il grande pregio di tratteggiare il carattere di Sandro Pertini attraverso l'uso di poche immagini. Oggi lo chiamerebbero "graphic novel", con il merito di divulgare una storia eccezionale ...anche ai pigri e ai giovanissimi.