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- Giulia dorme (29)
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By Aldo Costa -
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- Il testimone oculare (26)
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By Ernst Weiss -
Finished on Jan 29, 2013 




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- La trappola (28)
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By Emmanuel Bove -
Finished on Jan 23, 2013 




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Susanita: - Tutto sommato, io non so perché si debba andare a scuola … Se tutti dicono che la vita sia la migliore scuola! …. perché si deve andare in un’altra, dico io? Non impariamo tutto dalla vita? Cosa c’è che non va in questa scuola della vita?
Mafalda: - Che le feste di laurea sono sempre u ... (continue ) -
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Jan 24, 2013 |
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- Il presentimento (4)
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By Emmanuel Bove -
Finished on Jan 19, 2013 




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1935. Il tema della fuga (anche in Simenon nel 38 con L’uomo che guardava passare i treni e nel 44 con La fuga del Signor Monde) è divenuto un classico: il protagonista si trova in una condizione di disagio a cui cerca di sfuggire, fuggendo.
L’ambiente da cui parte è di poca importanza, la cosa che ... (continue ) -
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Jan 20, 2013 |
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- Un padre e una figlia (61)
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By Emmanuel Bove -
Finished on Jan 18, 2013 




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Grande Bove.
La scrittura precisa, asciutta, il bagliore di un particolare, diventeranno cifra stilistica di altre correnti successive (Camus, Aragon, Sartre), ma per il momento in Francia, in quell’epoca, c’è solo lui.
In poche parole la vita di un uomo.
Antoine capace nel lavoro, ha idee che g ... (
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Jan 19, 2013 |
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- L'amore di Pierre Neuhart (29)
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By Emmanuel Bove -
Finished on Jan 17, 2013 




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2 people find this helpful 



✰✰✰ e 1/2 -
Ragazzo benestante, con i soldi del padre vive una breve giovinezza di stravizi. Scoppia la guerra (la prima), fa il suo dovere e qualcosa cambia. Torna alla ditta di famiglia e si mette a lavorare. Ma nonostante ottimi risultati ad un certo punto comincia la smania: andarsene dal paesello, mettersi ... (
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Jan 18, 2013 |
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- La leggenda del libraio assassino di Barcellona (4)
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By Ramon Miquel i Planas -
Finished on Jan 16, 2013 




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La leggenda del libraio assassino di Barcellona
4 people find this helpful 



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Librino per fissati.
Un anonimo legge il racconto fantastico di Hoffmann, La signorina de Scudéry, e rimane colpito dalla storia dell’orafo Cardillac che non sopporta di separarsi dalle proprie creazioni, fino all’assassinio. Ne scrive una storia con protagonista un uomo animato dallo stesso demone ... (
continue ) -
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Jan 17, 2013 |
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- Hollywood Babilonia (184)
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By Kenneth Anger -
Finished on Jan 14, 2013 




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4 people find this helpful 



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Libro che ebbi il caso di sfogliare quando uscì, ma costava troppo per il mio momento “mutuo”.
Adesso che i mutui sono pagati, me lo sono permesso.
Non ci sono novità per chi come me ha sfogliato un po’ di testi sul cinema (ed ha la mia età). Ma è ancora un testo godibile. Anche se non ricordavo il ... (continue ) -
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Jan 15, 2013 |
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- Si è fatta la luna (31)
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By Aldo Costa -
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- Il mercante d'odio (1)
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By Niven Busch -
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- Malamore (939)
- Esercizi di resistenza al dolore
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By Concita De Gregorio -
Finished on Jan 9, 2013 




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Attenzione la recensione è scritta senza alcuna competenza e può creare disinformazione. Si assicura che durante la stesura non si è procurato danno ad alcun animale eventualmente presente -
Bello, ma poco “partecipato”. Buono il taglio giornalistico, ma manca di un’organica trattazione. Interessante, ma qualche brano ci sta in più. Ben scritto, ma visto che a me è andata bene, poco comprensibile. Buono lo stile, ma tutte storie risapute.
Come sempre, soprattutto quando si affrontano a ... (
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Jan 10, 2013 |
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- La colmena (2)
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By Camilo José Cela -
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- Roald Dahl (12)
- Il cantastorie
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By Donald Sturrock -
Finished on Jan 27, 2013 




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✰✰✰ e 1/2 -
Due metri d’uomo inglese, con sangue norvegese.
Affascinante, autoritario e ribelle all’autorità costituita, schietto, talvolta brutale, ma molto fedele agli amici, apprezzato dalle signore e non, molto riservato su sé stesso, generoso e polemico, amante dei buoni vini, della musica, dall’arte e de ... (
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Jan 28, 2013 |
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- La deriva dei continenti (98)
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By Russell Banks -
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- Bandiera bianca a Cefalonia (99)
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By Marcello Venturi -
Finished in 1967
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Il testimone oculare
Weiss era un moravo di famiglia ebraica, nato nell’anno in cui nacque mia nonna (che ha scritto solo le lettere al marito al fronte), il 1882. Studiò a Vienna e divenne chirurgo, si trasferì a Praga e li frequentò Kafka, Max Brod, Werfel e Urzidill. Fu medico al fronte durante la Grande guerra e si ... (continue)
Weiss era un moravo di famiglia ebraica, nato nell’anno in cui nacque mia nonna (che ha scritto solo le lettere al marito al fronte), il 1882. Studiò a Vienna e divenne chirurgo, si trasferì a Praga e li frequentò Kafka, Max Brod, Werfel e Urzidill. Fu medico al fronte durante la Grande guerra e si guadagnò pure una medaglia. Ma nel 1934 dovette rifugiarsi a Parigi campando con l’aiuto di Thomas Mann e Stefan Zweig. Nel 1938 scrisse questo testo. Quando, nel 1940, i tedeschi entrarono a Parigi (non essendo a conoscenza che Mann aveva ottenuto da Eleanor Roosevelt il permesso di ingresso negli USA), si suicidò. E la Gestapo (o le SS) bruciarono tutti i documenti che trovarono. Il libro fu considerato perduto.
Nel 1962 ricomparve a New York dove aveva spedito una bozza (nel 1939) per partecipare ad un concorso.
Alla faccia della Gestapo (o delle SS).
Il testo presenta diversi refusi e qualche inesattezza sintattica. Ma sembra che siano presenti anche nell’originale. Se fosse così, l’editore avrebbe fatto bene a chiarirlo nella nota introduttiva.
E’ vera la storia narrata? Non si sa bene, ma comunque non ha rilevanza perché tutto ha il sapore della plausibilità.
Sicuramente molte parti sono reali e sono riferite alla sua vita, altre sono inventate o basate su storie similari.
Nel racconto la famiglia del protagonista non è ebrea, anzi. C’è già quello strisciante antisemitismo che poi troverà il suo acme nel nazismo. La madre tubercolosa, il padre molto attratto dalle donne.
E’ la prima volta che ha la percezione di essere il testimone della propria e della vita di altri; diviso tra la malattia della madre e la nuova, celata, famiglia del padre (con tanto di figli).
E poi il processo del padre, ingegnere, funzionario dello Stato, per via di un ponte che crolla. Da quel momento la vita di tutti, cambia, si complica. I duri anni di studio e lavoro, senza denaro, in soffitte fredde e scomode. I rapporti sempre più rari con i genitori. La solitudine.
Lavorando per un ricco neurologo, che colleziona moglie sempre più giovani, belle e oche, si avvicina al mondo delle malattie mentali. Fa anche amicizia con Helmut, l’omosessuale figlio del Dottore. E poi la guerra, la chirurgia di trincea; e tra la nausea di quel triste mestiere e la necessità di provare a sé stesso che la morte gli importa così poco, finisce nelle truppe d’assalto.
Ferito, si ritrova nell’ospedale del grande Dottore in contatto con quelle tipologie che nel tempo sono state definite “stress postraumatico”.
E tra i pazienti c’è il caporale A.H. affetto da insonnia e da cecità isterica. Ufficialmente a seguito dei gas. Comunque lui lo cura e, facendo leva sul carattere del paziente, lo convince di poter operare su sé stesso il miracolo della guarigione.
Rivedrà quell’uomo mentre parla a gruppi di tedeschi, disoccupati, militari senza più riferimenti. Piccoli gruppi all’inizio, poi sempre di più. Vedrà la forza delle sue S.A., la manipolazione dell’incendio del Reichstag, l’assunzione della carica di Cancelliere.
E per lui, incredulo, dovrà maturare la fuga. Ha sposato un’ebrea, ma, soprattutto possiede ancora gli appunti sulla patologia e sulla “cura” di quel particolare paziente.. Quelle carte saranno la merce di scambio che userà Helmut, fervente ammiratore del Capo, per tirarlo fuori da un campo di “rieducazione”.
Molte volte, da quella prima, è stato testimone oculare di un evento. Come molti. Ma lui riconosce quel momento importante in cui la vita ha subito una deriva, ricorda e se ne assume il carico.
L’ho letto con l’interesse che merita.