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The Blindfolded Reader
Non avevo mai letto la Atwood e, incuriosita - non so se mi basterà una vita per soddisfare tutte le mie curiosità letterarie - ho iniziato a leggere questo librone in lingua originale - arrivato dritto dritto dall'Inghilterra - e gli occhi mi si sono riempiti di meraviglia: le parole scivolano una ... (continue)
Non avevo mai letto la Atwood e, incuriosita - non so se mi basterà una vita per soddisfare tutte le mie curiosità letterarie - ho iniziato a leggere questo librone in lingua originale - arrivato dritto dritto dall'Inghilterra - e gli occhi mi si sono riempiti di meraviglia: le parole scivolano una dietro l'altra come biglie su un piano inclinato; insomma, se siete in vena di leggere qualcosa in inglese che eviti parole gergali e composizioni grammaticali sballate della lingua parlata, queste pagine fanno al caso vostro!
La struttura del romanzo è la sua caratteristica più intrigante: una forma generata dall'intersezione di diversi piani narrativi che si alternano, confondendoci con storie fantastiche di mondi lontani, tessute da un uomo in fuga e raccontate ad una donna innamorata, ma sola; una solitudine che ci riporta a quella della nostra narratrice, Iris Chase, una donna che dalla vita ha avuto tutto e niente.
Ogni storia è ben articolata, ogni personaggio sembra avere un volto proprio: tutto procede in maniera impeccabile, ma - dopo qualche centinaio di pagine - il ritmo precipita e la trama comincia a rallentare, e rallentare ancora, come se le vite racchiuse tra le pagine avessero un battito debole, prossimo a spegnersi.
Ogni personaggio si trascina a fatica verso il climax, mentre la Atwood si profonde in interminabili descrizioni, che trovano sfogo anche nei finti articoli di giornale che, occupandosi spesso di eventi mondani, offrono un'imperdibile occasione per descrivere con minuzia di particolari l'abbigliamento delle signore più alla moda; articoli che vengono inseriti tra un capitolo e l'altro per riportare il lettore alla storia, al tempo oggettivo.
Spesso mi sono sentita scoraggiata: non riuscivo proprio ad immaginare come sarebbe andata a finire, mi sembrava che le pagine fossero state riempite per inerzia ma, chiudendo il libro, tutto è diventato chiaro: ogni pixel mentale ha preso posto per offrirmi un'immagine nitida, senza sbavature.
Mi è piaciuta la scrittura della Atwood, ho apprezzato la struttura del romanzo, mi sono immedesimata in ogni personaggio e ho amato moltissimo il racconto fantastico ambientato a Sakiel-Norn; mi è piaciuto il finale e il risolversi delle incertezze, ma ho avuto l'impressione che la scrittrice si sia degnata di lasciare qualche indizio a conferma delle mie intuizioni soltanto nelle ultime 50 pagine: questo non mi è piaciuto!
(Mi piacerebbe poter assegnare i quarti di stella...questo romanzo vale 3 stelle meno un quarto!)
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