«Rin, if we're about to be reborn, let's be born together... and this time, let's be born from the same mother»
Dedico il primo post mangoso del 2013 alla mia mangaka preferita, sperando che mi porti fortuna per i manga dell’anno nuovo : se saranno belli almeno la metà di quelli della Yoshida potrò ritenermi fortunata!! Perciò oggi parliamo di Yasha, uno dei manga più sfortunati e bistrattati della storia, no
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Dedico il primo post mangoso del 2013 alla mia mangaka preferita, sperando che mi porti fortuna per i manga dell’anno nuovo : se saranno belli almeno la metà di quelli della Yoshida potrò ritenermi fortunata!! Perciò oggi parliamo di Yasha, uno dei manga più sfortunati e bistrattati della storia, non pubblicato e impubblicabile in occidente, un mezzo flop del sud-est asiatico e oggetto di tentativi kamikaze di scanlations, uno addirittura in italiano, morti di morte naturale anni fa. Proprio alla luce di ciò, non trovo le parole per ringraziare ancora una volta il mio team internazionale che mi ha tradotto questo capolavoro.
Spoilerarsi la fine è stato un grave errore...purtroppo non posso continuarlo. Spoilero per i passanti : alla fine Daikichi e Rin scoprono di non essere parenti e si mettono insieme, nonostante lui l'abbia cresciuta come un padre dai 6 ai 16 anni e nonostante i 24 anni di differenza. Non importa che
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Spoilerarsi la fine è stato un grave errore...purtroppo non posso continuarlo. Spoilero per i passanti : alla fine Daikichi e Rin scoprono di non essere parenti e si mettono insieme, nonostante lui l'abbia cresciuta come un padre dai 6 ai 16 anni e nonostante i 24 anni di differenza. Non importa che non fossero parenti : lui si è preso cura di lei, l'ha nutrita, vestita, ha giocato con lei, l'ha aiutata a fare i compiti, l'ha accompagnata all'asilo... moralmente è suo padre, e se per qualche motivo alla fine arriva ad amarla in un altro modo allora fa schifo. Già tutte le storie in cui c'è un adulto emotivamente dipendente da un bambino attorno al quale concentra la sua vita mi fanno senso, ma se qua alla fine addirittura conludono...addio. Ciao ciao Rin-chan. Addio Yumi Unita, e grazie per avermi disgustata.
«Deprimersi per i propri sogni… è come suicidarsi lentamente»
Allegria!! Ho scelto questa frase come intro perché rende bene l’idea del carattere della protagonista e dell’atmosfera generale del manga : anche leggere Supplement è come suicidarsi lentamente… ammesso che la noia possa uccidere. Perché, se dovessi definire questo manga con un solo aggettivo, user
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Allegria!! Ho scelto questa frase come intro perché rende bene l’idea del carattere della protagonista e dell’atmosfera generale del manga : anche leggere Supplement è come suicidarsi lentamente… ammesso che la noia possa uccidere. Perché, se dovessi definire questo manga con un solo aggettivo, userei semplicemente “noioso”. Raramente ho letto un manga così soporifero, ci ho messo una vita a finire i primi quattro volumi ed è stata una faticaccia fisica portarli a termine. Fin dal primo numero, quando ancora pensavo che il manga avrebbe potuto piacermi, la sensazione che la lettura mi ha comunicato è stata una totale mancanza di coinvolgimento e di empatia : quello che leggevo, semplicemente, non mi interessava. O forse già sentivo che mi scocciavo di leggere la storia di una fallita.
Ebbene sì, Christian Grey a inizio '900 si aggirava per il Giappone nei panni del marchesino Soma - bellissimo, pianista, infanzia difficile, vita sessuale sui generis e c'ha pure il macchinone, un prototipo di Audi del secolo scorso - in un crossover angst di Sensualità a corte e Masataka di Rivomb
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Ebbene sì, Christian Grey a inizio '900 si aggirava per il Giappone nei panni del marchesino Soma - bellissimo, pianista, infanzia difficile, vita sessuale sui generis e c'ha pure il macchinone, un prototipo di Audi del secolo scorso - in un crossover angst di Sensualità a corte e Masataka di Rivombrosa. Recensione in progress, ma comunque è un pataccone squallido, esagerato e banale come tutti gli yaoi, un minestrone indigesto di avanzi di altri manga dello stesso genere - stupro, violenza, incesto, abuso sui minori, ci manca solo la marmotta che confezionava la cioccolata - tutti concentrati in tre volumi. Poi, come tutti gli yaoi, tratta la tematica dello stupro in un modo superficiale e offensivo... Se poi a qualcuno piace vedere stupri e crede possibile che la vittima si innamori del suo stupratore, fatevi delle domande (e ricordatevi di cancellare ogni giorno la cronologia di google : ci siamo capiti?)... io posso consigliarvi solo di curarvi da uno bravo o organizzare una raccolta di fondi per pagarvi una donna o un uomo a seconda delle preferenze. Poi è un peccato, perché senza il cliché immondo del sottomesso che si innamora del suo stupratore sarebbe un bel manga comico, col filantropo marchesino che si fa tutto il villaggio, a partire dal medico della mutua - Nobel della medicina 1913 per aver scoperto i vantaggi dell'applicazione dei cucchini da té nelle rettoscopie domestiche - fino al servetto, che sperimenta i piaceri di Sodoma in tutti i luoghi e in tutti i laghi, dalla soffitta al pianoforte - mentre il maggiordomo, chiamiamolo Ambrogio, gli fa le foto e le porta, insieme ai ferrero rocher, al trans albino che si cela nella depandance, qualcuno periodicamente si va tagliare le vene nel ces... nella stanza da bagno con un'antica katana - impossibile trovare il bagno libero in quella casa, e infatti tutti usano il giardino - nessuno si c**a il vecchio marchese ormai rincoglionito e già venduto a babbo morto, le vecchie serve ottengono il brevetto del futuro YouPorn spiando da dietro le porte, l'ispettore Catiponda indaga nel villaggio e i villici si fanno le canne alla festa de l'Unità. Ah sì, spoiler : è stato il maggiordomo Colonna sonora consigliata : Mariottide.
«Di notte, libero dalla presenza dei raggi del sole, il cielo si trasforma nello spazio infinito, come se si svuotasse dell’aria. Per questo è pericoloso. Perché tutti i segreti e i sentimenti che teniamo nascosti finiscono per volare lì fuori »
Questo manga è la storia di quattro ragazze nella Tokyo contemporanea. La protagonista, Fu, è una shopaholic inguaribile e perennemente in rosso, e poi abbiamo Enjoji, la ragazza ricchissima e di buona famiglia della Tokyo bene, che viene spinta verso un matrimonio combinato con un buon partito e ch
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Questo manga è la storia di quattro ragazze nella Tokyo contemporanea. La protagonista, Fu, è una shopaholic inguaribile e perennemente in rosso, e poi abbiamo Enjoji, la ragazza ricchissima e di buona famiglia della Tokyo bene, che viene spinta verso un matrimonio combinato con un buon partito e che ci mostra il mondo degli incontri combinati, Rio, la dottoressa stilosa e affascinante, che nasconde un amore non corrisposto, e Mizuho, la mangaka fidanzata con un artista scioperato e inconcludente, che a 26 si rende conto di essere meno matura delle ragazzine sue lettrici.
Il manga, un josei e slice of life, almeno per ora non ha una trama vera e propria, si limita a seguire le avventure quotidiane di queste quattro amiche, anche se, in questo primo numero, ci sono degli avvenimenti importanti nelle loro vite – una lascia il fidanzato, una decide di sposarsi e tre di loro vanno a vivere insieme. Inoltre, sebbene tutte e quattro ammettano allegramente di essere anche molto immature dal punto di vista sentimentale, e di essere poco interessate alla vita amorosa, al loro orizzonte si profilano ovviamente dei personaggi maschili, fra cui – almeno ai miei occhi – risalta Okuzono, l’uomo di ghiaccio in competi eleganti e dallo splendido appartamento con vetrata su Tokyo. Questo manga, anche in apparenza sembra abbastanza leggero, in realtà è curatissimo e si inserisce in un contesto di cultura pop e glamour ben preciso. Come trama e personaggi si avvicina molto a Sex and the City e a Gossip Girl, e in genere ammicca ai chick lit che parlano di donne in carriera e shopping, ma il suo riferimento immediato è ovviamente tutta la serie degli I love shopping, che sicuramente l’autrice ha letto e alla quale ammicca consapevolmente fin dal primo capitolo : se Becky Bloomwood compie un vero e proprio percorso di guerra, fra ufficio, treni, bancomat e richieste di prestiti, per una pashmina Denny and George, Fu lo fa per una borsa Chanel in edizione limitata. E da questo momento in poi io mi ci sono affezionata : qualunque donna può rivedersi nel primo capitolo, in cui la protagonista digiuna per comprare la borsa Chanel dei suoi sogni ma poi, mentre avanza nel centro commerciale per comprarla, spende tutto in altri oggetti in saldo e deve ricominciare tutto daccapo! La mia vita di shopaholic è piena di episodi del genere… e anche a me, ogni mese, vene una specie di infarto nel leggere l’estratto conto della carta di credito! Al di là di questa identificazione personale, la passione per lo shopping della protagonista giova al manga perché le pagine sono una gioia per gli occhi, piene di disegni, dettagliati e accuratissimi, di oggetti splendidi, di abiti, accessori, scarpe, borse… alla mia Chanel farà piacere sapere di essere apparsa in un manga! E non bisogna sottovalutare l’effetto formula magica dei brand famosi che appaiono qua e là : oltre che Chanel, Balenciaga, Dior, Marc Jacobs, Miu Miu… in alcune pagine sembra davvero di farsi un giro per negozi e poi di ritrovarsi al bar con le amiche a spettegolare all'ora dell’aperitivo. Bellissimo è anche il capitolo in cui vanno a fare spese per la nuova casa, perché è pieno di disegni di negozi di design e arredamento.
Questo primo numero, anche se ha dato spazio a tutte e quattro le ragazze, è concentrato soprattutto su Fu, la protagonista, che mi è sembrata carinissima : non ha nulla delle nevrosi e della follia delle solite protagoniste insoddisfatte dei josei, e nemmeno la loro pesantezza, ma al contrario è allegrissima, dinamica, e piena di entusiasmo, molto affettuosa e un po’ infantile e capricciosa; mi ricorda molto Hachi come era nei primi numeri di Nana. Soprattutto, non si perde mai d’animo ed è sempre di buon umore. Un altro aspetto che mi è piaciuto è che Tokyo Alice offre uno spaccato molto realistico – al di là delle esagerazioni tipiche dei manga – della vita delle donne in Giappone, un paese la cui società si basa sull'apparenza sulla ricchezza e sull’ostentazione e dove tenere il ritmo è molto difficile e stressante per le persone normali. Portandoci per le sue strade, per i suoi negozi e nelle sue case, il manga consente una full immersion nel Giappone moderno, in bilico fra glamour e tradizione, rappresentato soprattutto da Enjoji, la figlia di papà, erede di una famiglia ambiziosa e all'antica, che ottiene la libertà solo dopo aver accettato un matrimonio combinato in attesa del quale decide si spassarsela e godersi la vita in tutti i sensi, consapevole della vita piena di formalità e priva d’amore che l’attende.
I temi principali del manga, per ora, sono l’amicizia fra ragazze e la differenza fra età anagrafica e età emotiva : le quattro protagoniste sono consapevoli che la loro data di nascita le obbligherebbe a mettere a testa a posto, ma si rendono conto di non essere pronte a rinunciare all'irresponsabilità e al divertimento della giovinezza; quello che rende piacevole questo manga è però che questa consapevolezza non le porta a lasciarsi andare o ad abbandonarsi ad atteggiamenti infantili, ma si trasforma in un atteggiamento dinamico e allegro verso la vita. A differenza dei personaggi di Supplement, che sanno solo lamentarsi e lasciarsi andare, almeno queste fantastiche donnine cercano di divertirsi e di fare qualcosa della proprio vita e di rendere allegre le proprie giornate senza prendersi troppo sul serio. Inoltre, sebbene ognuna di loro abbia i suoi problemi, non si rifugiano nell’egoismo e nella demenza come la protagonista i Happy Mania e, anche se per almeno tre di loro il lavoro è importante - Fu spesso resta in ufficio fino a tardi, Rio è una specie di genio e Mizuho si interroga continuamente sul suo lavoro di mangaka – non ne fanno un dramma come la protagonista di Hataraki Man né un surrogato di una vita sociale inesistente come quelle di Supplement, ma hanno nei confronti della carriera un atteggiamento più rilassato, equilibrato e occidentale. Riguardo alla trama, questo non è un manga che non ne deve avere una vera e propria : per quanto mi riguarda, può finire a unici numeri o arrivare fino a cinquanta : se si mantiene sullo slice of life rilassante di sicuro lo continuo.
Certo non è un manga impegnato o profondo, né pretende di esserlo : fa lo stesso effetto della lettura di Cosmopolitan, consentendo di passare un’oretta piacevole e glamour fra moda, accessori, abiti e brand famosi. Non è un contributo all'umanità ma è qualcosa di cui una vera donna ha fisicamente bisogno. Ovviamente per capire cosa scatta nella mente di una donna quando entra in un negozio bisogna essere, appunto, donne che si accettano in quanto tali, che si considerano non solo una mente elevata che necessita di cultura, ma anche un corpo e un viso carini che necessitano di cure e di essere valorizzati. Una donna che rifiuta questo aspetto della sua femminilità non è che una creatura infelice, mutilata e complessata… oppure è una donna che un giorno troverà un’altra donna come lei che la farà tanto felice!
È anche ovvio che un pubblico maschile comincerebbe a sbadigliare e a irritarsi e a consumarsi nell'odio dopo le prime tre pagine. Se lo facessimo leggere a un uomo otterremo gli stessi risultati di quando ci portiamo i nostri fidanzati a fare shopping : una creatura cupa e imbronciata nell'angolo di una profumeria, il cui body language urla a gran voce “Portatemi via a qui!” e che con voce tetra e disperata chiede timidamente “Hai finito?”. Se a un maschietto Tokyo Alice piacesse, allora ci sarebbe da preoccuparsi!
Ora non vedo l’ora di leggere il secondo volume! Il primo stava per concludersi in una situazione idilliaca : tre delle ragazze sono andate a vivere insieme in una villa meravigliosa in un quartiere chic… ma proprio nelle ultime pagine Fu senza rendersene conto fa un grave, gravissimo errore, un errore che, secondo il mio intuito femminile, prima o poi scatenerà un guerra…
Yasha
Dedico il primo post mangoso del 2013 alla mia mangaka preferita, sperando che mi porti fortuna per i manga dell’anno nuovo : se saranno belli almeno la metà di quelli della Yoshida potrò ritenermi fortunata!! Perciò oggi parliamo di Yasha, uno dei manga più sfortunati e bistrattati della storia, no ... (continue)
Dedico il primo post mangoso del 2013 alla mia mangaka preferita, sperando che mi porti fortuna per i manga dell’anno nuovo : se saranno belli almeno la metà di quelli della Yoshida potrò ritenermi fortunata!! Perciò oggi parliamo di Yasha, uno dei manga più sfortunati e bistrattati della storia, non pubblicato e impubblicabile in occidente, un mezzo flop del sud-est asiatico e oggetto di tentativi kamikaze di scanlations, uno addirittura in italiano, morti di morte naturale anni fa. Proprio alla luce di ciò, non trovo le parole per ringraziare ancora una volta il mio team internazionale che mi ha tradotto questo capolavoro.
http://comnenacorner.blogspot.it/2013/01/yasha-akimi-yo…
Usagi Drop vol. 1
***This comment contains spoilers! ***
Spoilerarsi la fine è stato un grave errore...purtroppo non posso continuarlo.continue)
Spoilero per i passanti : alla fine Daikichi e Rin scoprono di non essere parenti e si mettono insieme, nonostante lui l'abbia cresciuta come un padre dai 6 ai 16 anni e nonostante i 24 anni di differenza. Non importa che ... (
Spoilerarsi la fine è stato un grave errore...purtroppo non posso continuarlo.
Spoilero per i passanti : alla fine Daikichi e Rin scoprono di non essere parenti e si mettono insieme, nonostante lui l'abbia cresciuta come un padre dai 6 ai 16 anni e nonostante i 24 anni di differenza. Non importa che non fossero parenti : lui si è preso cura di lei, l'ha nutrita, vestita, ha giocato con lei, l'ha aiutata a fare i compiti, l'ha accompagnata all'asilo... moralmente è suo padre, e se per qualche motivo alla fine arriva ad amarla in un altro modo allora fa schifo. Già tutte le storie in cui c'è un adulto emotivamente dipendente da un bambino attorno al quale concentra la sua vita mi fanno senso, ma se qua alla fine addirittura conludono...addio.
Ciao ciao Rin-chan.
Addio Yumi Unita, e grazie per avermi disgustata.
Recensione articolata qua : http://comnenacorner.blogspot.it/2013/03/usagi-drop-yum…
Supplement vol. 4
Allegria!! Ho scelto questa frase come intro perché rende bene l’idea del carattere della protagonista e dell’atmosfera generale del manga : anche leggere Supplement è come suicidarsi lentamente… ammesso che la noia possa uccidere. Perché, se dovessi definire questo manga con un solo aggettivo, user ... (continue)
Allegria!! Ho scelto questa frase come intro perché rende bene l’idea del carattere della protagonista e dell’atmosfera generale del manga : anche leggere Supplement è come suicidarsi lentamente… ammesso che la noia possa uccidere. Perché, se dovessi definire questo manga con un solo aggettivo, userei semplicemente “noioso”. Raramente ho letto un manga così soporifero, ci ho messo una vita a finire i primi quattro volumi ed è stata una faticaccia fisica portarli a termine. Fin dal primo numero, quando ancora pensavo che il manga avrebbe potuto piacermi, la sensazione che la lettura mi ha comunicato è stata una totale mancanza di coinvolgimento e di empatia : quello che leggevo, semplicemente, non mi interessava. O forse già sentivo che mi scocciavo di leggere la storia di una fallita.
continua qua : http://comnenacorner.blogspot.it/2012/12/supplement-mar…
Sakuragari vol. 3
Ebbene sì, Christian Grey a inizio '900 si aggirava per il Giappone nei panni del marchesino Soma - bellissimo, pianista, infanzia difficile, vita sessuale sui generis e c'ha pure il macchinone, un prototipo di Audi del secolo scorso - in un crossover angst di Sensualità a corte e Masataka di Rivomb ... (continue)
Ebbene sì, Christian Grey a inizio '900 si aggirava per il Giappone nei panni del marchesino Soma - bellissimo, pianista, infanzia difficile, vita sessuale sui generis e c'ha pure il macchinone, un prototipo di Audi del secolo scorso - in un crossover angst di Sensualità a corte e Masataka di Rivombrosa.
Recensione in progress, ma comunque è un pataccone squallido, esagerato e banale come tutti gli yaoi, un minestrone indigesto di avanzi di altri manga dello stesso genere - stupro, violenza, incesto, abuso sui minori, ci manca solo la marmotta che confezionava la cioccolata - tutti concentrati in tre volumi. Poi, come tutti gli yaoi, tratta la tematica dello stupro in un modo superficiale e offensivo... Se poi a qualcuno piace vedere stupri e crede possibile che la vittima si innamori del suo stupratore, fatevi delle domande (e ricordatevi di cancellare ogni giorno la cronologia di google : ci siamo capiti?)... io posso consigliarvi solo di curarvi da uno bravo o organizzare una raccolta di fondi per pagarvi una donna o un uomo a seconda delle preferenze. Poi è un peccato, perché senza il cliché immondo del sottomesso che si innamora del suo stupratore sarebbe un bel manga comico, col filantropo marchesino che si fa tutto il villaggio, a partire dal medico della mutua - Nobel della medicina 1913 per aver scoperto i vantaggi dell'applicazione dei cucchini da té nelle rettoscopie domestiche - fino al servetto, che sperimenta i piaceri di Sodoma in tutti i luoghi e in tutti i laghi, dalla soffitta al pianoforte - mentre il maggiordomo, chiamiamolo Ambrogio, gli fa le foto e le porta, insieme ai ferrero rocher, al trans albino che si cela nella depandance, qualcuno periodicamente si va tagliare le vene nel ces... nella stanza da bagno con un'antica katana - impossibile trovare il bagno libero in quella casa, e infatti tutti usano il giardino - nessuno si c**a il vecchio marchese ormai rincoglionito e già venduto a babbo morto, le vecchie serve ottengono il brevetto del futuro YouPorn spiando da dietro le porte, l'ispettore Catiponda indaga nel villaggio e i villici si fanno le canne alla festa de l'Unità.
Ah sì, spoiler : è stato il maggiordomo
Colonna sonora consigliata : Mariottide.
Tokyo Alice vol. 1
Questo manga è la storia di quattro ragazze nella Tokyo contemporanea. La protagonista, Fu, è una shopaholic inguaribile e perennemente in rosso, e poi abbiamo Enjoji, la ragazza ricchissima e di buona famiglia della Tokyo bene, che viene spinta verso un matrimonio combinato con un buon partito e ch ... (continue)
Questo manga è la storia di quattro ragazze nella Tokyo contemporanea. La protagonista, Fu, è una shopaholic inguaribile e perennemente in rosso, e poi abbiamo Enjoji, la ragazza ricchissima e di buona famiglia della Tokyo bene, che viene spinta verso un matrimonio combinato con un buon partito e che ci mostra il mondo degli incontri combinati, Rio, la dottoressa stilosa e affascinante, che nasconde un amore non corrisposto, e Mizuho, la mangaka fidanzata con un artista scioperato e inconcludente, che a 26 si rende conto di essere meno matura delle ragazzine sue lettrici.
Il manga, un josei e slice of life, almeno per ora non ha una trama vera e propria, si limita a seguire le avventure quotidiane di queste quattro amiche, anche se, in questo primo numero, ci sono degli avvenimenti importanti nelle loro vite – una lascia il fidanzato, una decide di sposarsi e tre di loro vanno a vivere insieme. Inoltre, sebbene tutte e quattro ammettano allegramente di essere anche molto immature dal punto di vista sentimentale, e di essere poco interessate alla vita amorosa, al loro orizzonte si profilano ovviamente dei personaggi maschili, fra cui – almeno ai miei occhi – risalta Okuzono, l’uomo di ghiaccio in competi eleganti e dallo splendido appartamento con vetrata su Tokyo.
Questo manga, anche in apparenza sembra abbastanza leggero, in realtà è curatissimo e si inserisce in un contesto di cultura pop e glamour ben preciso. Come trama e personaggi si avvicina molto a Sex and the City e a Gossip Girl, e in genere ammicca ai chick lit che parlano di donne in carriera e shopping, ma il suo riferimento immediato è ovviamente tutta la serie degli I love shopping, che sicuramente l’autrice ha letto e alla quale ammicca consapevolmente fin dal primo capitolo : se Becky Bloomwood compie un vero e proprio percorso di guerra, fra ufficio, treni, bancomat e richieste di prestiti, per una pashmina Denny and George, Fu lo fa per una borsa Chanel in edizione limitata. E da questo momento in poi io mi ci sono affezionata : qualunque donna può rivedersi nel primo capitolo, in cui la protagonista digiuna per comprare la borsa Chanel dei suoi sogni ma poi, mentre avanza nel centro commerciale per comprarla, spende tutto in altri oggetti in saldo e deve ricominciare tutto daccapo! La mia vita di shopaholic è piena di episodi del genere… e anche a me, ogni mese, vene una specie di infarto nel leggere l’estratto conto della carta di credito!
Al di là di questa identificazione personale, la passione per lo shopping della protagonista giova al manga perché le pagine sono una gioia per gli occhi, piene di disegni, dettagliati e accuratissimi, di oggetti splendidi, di abiti, accessori, scarpe, borse… alla mia Chanel farà piacere sapere di essere apparsa in un manga! E non bisogna sottovalutare l’effetto formula magica dei brand famosi che appaiono qua e là : oltre che Chanel, Balenciaga, Dior, Marc Jacobs, Miu Miu… in alcune pagine sembra davvero di farsi un giro per negozi e poi di ritrovarsi al bar con le amiche a spettegolare all'ora dell’aperitivo. Bellissimo è anche il capitolo in cui vanno a fare spese per la nuova casa, perché è pieno di disegni di negozi di design e arredamento.
Questo primo numero, anche se ha dato spazio a tutte e quattro le ragazze, è concentrato soprattutto su Fu, la protagonista, che mi è sembrata carinissima : non ha nulla delle nevrosi e della follia delle solite protagoniste insoddisfatte dei josei, e nemmeno la loro pesantezza, ma al contrario è allegrissima, dinamica, e piena di entusiasmo, molto affettuosa e un po’ infantile e capricciosa; mi ricorda molto Hachi come era nei primi numeri di Nana. Soprattutto, non si perde mai d’animo ed è sempre di buon umore.
Un altro aspetto che mi è piaciuto è che Tokyo Alice offre uno spaccato molto realistico – al di là delle esagerazioni tipiche dei manga – della vita delle donne in Giappone, un paese la cui società si basa sull'apparenza sulla ricchezza e sull’ostentazione e dove tenere il ritmo è molto difficile e stressante per le persone normali. Portandoci per le sue strade, per i suoi negozi e nelle sue case, il manga consente una full immersion nel Giappone moderno, in bilico fra glamour e tradizione, rappresentato soprattutto da Enjoji, la figlia di papà, erede di una famiglia ambiziosa e all'antica, che ottiene la libertà solo dopo aver accettato un matrimonio combinato in attesa del quale decide si spassarsela e godersi la vita in tutti i sensi, consapevole della vita piena di formalità e priva d’amore che l’attende.
I temi principali del manga, per ora, sono l’amicizia fra ragazze e la differenza fra età anagrafica e età emotiva : le quattro protagoniste sono consapevoli che la loro data di nascita le obbligherebbe a mettere a testa a posto, ma si rendono conto di non essere pronte a rinunciare all'irresponsabilità e al divertimento della giovinezza; quello che rende piacevole questo manga è però che questa consapevolezza non le porta a lasciarsi andare o ad abbandonarsi ad atteggiamenti infantili, ma si trasforma in un atteggiamento dinamico e allegro verso la vita.
A differenza dei personaggi di Supplement, che sanno solo lamentarsi e lasciarsi andare, almeno queste fantastiche donnine cercano di divertirsi e di fare qualcosa della proprio vita e di rendere allegre le proprie giornate senza prendersi troppo sul serio. Inoltre, sebbene ognuna di loro abbia i suoi problemi, non si rifugiano nell’egoismo e nella demenza come la protagonista i Happy Mania e, anche se per almeno tre di loro il lavoro è importante - Fu spesso resta in ufficio fino a tardi, Rio è una specie di genio e Mizuho si interroga continuamente sul suo lavoro di mangaka – non ne fanno un dramma come la protagonista di Hataraki Man né un surrogato di una vita sociale inesistente come quelle di Supplement, ma hanno nei confronti della carriera un atteggiamento più rilassato, equilibrato e occidentale.
Riguardo alla trama, questo non è un manga che non ne deve avere una vera e propria : per quanto mi riguarda, può finire a unici numeri o arrivare fino a cinquanta : se si mantiene sullo slice of life rilassante di sicuro lo continuo.
Certo non è un manga impegnato o profondo, né pretende di esserlo : fa lo stesso effetto della lettura di Cosmopolitan, consentendo di passare un’oretta piacevole e glamour fra moda, accessori, abiti e brand famosi. Non è un contributo all'umanità ma è qualcosa di cui una vera donna ha fisicamente bisogno. Ovviamente per capire cosa scatta nella mente di una donna quando entra in un negozio bisogna essere, appunto, donne che si accettano in quanto tali, che si considerano non solo una mente elevata che necessita di cultura, ma anche un corpo e un viso carini che necessitano di cure e di essere valorizzati. Una donna che rifiuta questo aspetto della sua femminilità non è che una creatura infelice, mutilata e complessata… oppure è una donna che un giorno troverà un’altra donna come lei che la farà tanto felice!
È anche ovvio che un pubblico maschile comincerebbe a sbadigliare e a irritarsi e a consumarsi nell'odio dopo le prime tre pagine. Se lo facessimo leggere a un uomo otterremo gli stessi risultati di quando ci portiamo i nostri fidanzati a fare shopping : una creatura cupa e imbronciata nell'angolo di una profumeria, il cui body language urla a gran voce “Portatemi via a qui!” e che con voce tetra e disperata chiede timidamente “Hai finito?”. Se a un maschietto Tokyo Alice piacesse, allora ci sarebbe da preoccuparsi!
Ora non vedo l’ora di leggere il secondo volume! Il primo stava per concludersi in una situazione idilliaca : tre delle ragazze sono andate a vivere insieme in una villa meravigliosa in un quartiere chic… ma proprio nelle ultime pagine Fu senza rendersene conto fa un grave, gravissimo errore, un errore che, secondo il mio intuito femminile, prima o poi scatenerà un guerra…
http://comnenacorner.blogspot.it/2012/11/in-out-manga-c…