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- Quando Teresa si arrabbiò con Dio (2346)
- By Alejandro Jodorowsky
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- VALER LA PENA (7)
- By Juan Gelman
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- El amor en los tiempos del cólera (1340)
- By Gabriel Garcia Marquez
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- Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale (307)
- Il futuro geopolitico del pianeta
- By Samuel P. Huntington
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- Mille splendidi soli (15682)
- By Khaled Hosseini
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Finished on Aug 17, 2007





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- L'étranger (1854)
- By Albert Camus
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Finished on May 2, 2005





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Diario di una straniera a Parigi -
Questo libro è legato ad uno dei primi ricordi che ho del mio lungo soggiorno parigino. Così ne scrivevo (maggio 2005):
"Mi sono letta in tre giorni L’étranger di Camus, e perlopiù in metropolitana e nel grande parco che circonda il campus". Questo perché Camus t'inchioda sulla sedia, co ... (continue) - — Aug 13, 2007 | 1 feedback
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- Margherita Dolcevita (8409)
- By Stefano Benni
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- L'uomo che faceva persone (7)
- By H. E. Francis
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- A perdifiato (523)
- By Mauro Covacich
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- Mezzanotte a vita (57)
- La memoria di un uomo pericoloso
- By Jerry Stahl
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Mi capita qualche volta, di immedesimarmi in un personaggio e di entrare nella sua psiche, pur letteraria. Di solito però mi succede con personaggi che hanno una storia simile alla mia, o che ricalcano qualcuno che mi è vicino (come mi è successo con Amin Maalouf e i suoi Scali del levante). Con Sta ... (continue)
- — Feb 12, 2008 | Add your feedback
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- Paradoxia (39)
- Diario di una predatrice
- By Lydia Lunch
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- Revenge (15)
- By Mary Morris
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La Revenge è un piatto da consumare caldo -
Perché tiene incollati allo schermo, si direbbe se fosse un film. Di un film il libro ha un po' le caratteristiche: i cambi di scena, i flashback, soprattutto l'utilizzo del verbo presente. Che provoca uno stravolgimento spazio-temporale niente male nel lettore. Per gli eventi "passati" rispetto a q ... (continue)
- — Dec 31, 2007 | Add your feedback
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- Passando per New York (4)
- By Christian Sinicco
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- La mia bocca nuda
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- La mia bocca nuda (1)
- By Silvestar Vrljic
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- Le Cosmicomiche (3669)
- By Italo Calvino
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Mille splendidi soli
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Gli ingredienti per essere un best seller in tutti i Paesi dell’universo conosciuto, questo libro li ha tutti.
La storia di due famiglie socialmente e culturalmente diverse, un contesto storico attuale, una storia d’amore e di umanità che percorre tutto il libro, l’amicizia e la solidarietà fem ... (continue)
Gli ingredienti per essere un best seller in tutti i Paesi dell’universo conosciuto, questo libro li ha tutti.
La storia di due famiglie socialmente e culturalmente diverse, un contesto storico attuale, una storia d’amore e di umanità che percorre tutto il libro, l’amicizia e la solidarietà femminile in un mondo difficile e continuamente vessato sul fronte delle donne, considerate alla stregua di oggetti, di animali da procreazione. Sentimenti universali che coinvolgono e fanno commuovere tutti, indipendentemente da età, provenienza culturale e sociale, nazionalità.
Ci mette del suo, però, anche quel suo certo stile cinematografico. E non è un caso che i diritti dei libri siano stati comprati da Spielberg per farne un film, come già per Il cacciatore di aquiloni, primo libro di Hosseini. È proprio il classico libro da portare sotto l’ombrellone: cambi di scena, come una telecamera che segue prima un punto di vista e poi l’altro, due storie apparantemente indipendenti che s’intrecciano in modo inaspettato, colpi di scena. La descrizione di un personaggio negativo solo attraverso gli occhi dei personaggi considerati positivi. O forse, volutamente, solo attraverso gli occhi delle donne, vittime ma inaspettatamente riscattatrici del proprio destino. Donne con una visione del mondo condivisibile, ma fin troppo “occidentale”, femminista. Sarà un punto di vista proprio realista? Sarà vero che le donne, cresciute in un ambiente di quel tipo, sognano un riscatto morale e sociale? Da qui è difficile verificarlo. Bisognerebbe conoscere il punto di vista delle donne afghane, scritta di loro pugno. E sarebbe comunque una visione parziale: le elite che scrivono non sempre rispecchiano i sentimenti dei più.
Una visione del mondo che appare non solo antitalebana, ma anche piuttosto filoamericana. Pur dando, attraverso la voce dei personaggi “positivi”, un certo qual merito al regime comunista che vigeva negli anni precedenti al regime talebano, di aver dato maggior potere alle donne, si sente un implicito appoggio alle azioni americane, osteggiate dai personaggi negativi. Un punto di vista, insomma, discutibile.
È vero che l’autore Hosseini vive negli Stati Uniti da molti anni, ma a quando la traduzione di autori di madrelingua pashtu, o persiana, dal pashtu o dal persiano, anziché dall’inglese? La scelta linguistica dell’autore la dice lunga sulla sua volontà di far amare le avventure dei suoi personaggi, anche utilizzando una lingua “semplice”, diretta, più espressiva in un mondo globalizzato. Probabilmente frutto di una scelta editoriale americana, ma a volte, e qui la nota del traduttore s’impone, frutto di una scelta traduttiva italiana: molti autori che scrivono in arabo e inglese o francese, vuoi per motivi economici, vuoi per maggiore disponibilità di traduttori dall’inglese e dal francese che non dall’arabo, sono tradotti da tali lingue.
Chiamo in causa le scelte editoriali di molte case editrici, ponendo un interrogativo: quale modo migliore di tradurre i sentimenti dei personaggi, se non tradurlo dalla loro madrelingua, o quantomeno dalla madrelingua dell’autore?
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