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Diagnosi e cure per l'appiattimento culturale

Fai zapping da mezz'ora e non trovi nulla. Vai in libreria e ci sono solo biografie di vip
Vai in galleria e c'è l'ultima mostra di una trentenne tettona e rifatta
Vai su Internet e ci sono solo sederini d'oro e varie...
Qual è la cura?

Silvia | Sep 19, 2008

La mia cura e':
- spegnere il televisore;
- in libreria andare direttamente alla sezione romanzi, saggi o cio' che interessa di piu';
- andare a vedere la mostra anche della tettona, perche' no! potrebbe aver talento. Altrimenti scorrere velocemente i quadri (o altro) e uscire e fare come fanno i cani dopo aver fatto pipi';
- su internet ... ignorare gli imposti sederini d'oro, aprire la casella postale per vedere chi ci ha scritto e poi venire su Anobii :).
- infine a letto iniziare a leggere quel libro che abbiamo comprato in libreria nel pomeriggio ... perche' non mi dire che entri in una libreria ed esci a mani vuote! :))

Effettivamente preoccupa un po' come siamo messi ultimamente e il risultato di questo famoso "vuoto culturale" si fa sentire soprattutto fra i giovanissimi. Io pero' credo nella forza del singolo, per cui e' nostro dovere suggerire la "giusta" direzione ai nostri figli, fratelli o amici: leggere, informarsi, essere critici, formarsi una propria idea sulle cose e ... sperare in bene! :)

Vulcanoh | Oct 18, 2008

Osservare, ignorare e reagire. Brava Vulcanoh, è un po' quello che faccio io. In mezzo c'è anche irritarmi, ma magari fa parte del mio carattere!

Silvia | Oct 18, 2008

Osservare, leggere, informarsi, essere critici, formarsi una propria idea sulle cose, reagire: si lo faccio da sempre, lo consiglio a tutti ma non è servito a niente, se non a salvaguardare la mia dignità ed a lasciarmi molte volte solo in mezzo a tanti!

Peppetodaro | Oct 18, 2008

Ogni tanto ci ritroviamo però, dovremmo portare un segno per riconoscerci, tipo un gagliardetto. VFP very free people!

Silvia | Oct 19, 2008

Io, però, avverto un sentore positivo.
Continuiamo a dire che in Italia non si legge, che pubblica e vende solo Totti o la tettona di turno, ed in parte ciò è assolutamente, tristissimamente, vero, però poi si incappa in isole felici , tipo aNobii, per scoprire che non tutti siamo così e se non abbiamo tutti quel tipo di priorità, probabilmente - salvo essere completamente snaturati - stiamo insegnando i nostri valori ai nostri figli.

Non discuto che si possa trattare di una minoranza, ma non sparuta ed impaurita.
Ci siamo, sfruttiamo ogni mezzo per scambiare le nostre idee, non rinunciamo a fare proselitismo, anche a costo di essere sbeffeggiati.
Riusciamo a trovare un'emozione profondissima in una frase scritta su un pezzo di carta da una persona che probabilmente non incontreremo mai, ed a sentirci più grandi, migliori...che volete di più dalla vita? ;)

Monica Caira | Oct 20, 2008

Combattere a colpi di penna per migliorare lo stato della realtà. Io ci provo, anche tu, tanti altri lo fanno. Continuiamo nella direzione giusta.

Silvia | Oct 20, 2008

Mi sono fatto molti nemici tra gli scrittori, ma non demordo e insisto: se in Italia si legge poco è anche colpa di molti scrittori.
Ricordo la mia violenta polemica con un noto scrittore (ora è morto, ma non per colpa mia!) che sosteneva la necessità di chi scrive di fregarsene di chi legge. Mi diceva: "io scrivo per me, non per gli altri". Nulla di più sbagliato! Oriana Fallaci, tanto per fare un nome, ha venduto perchè i suoi libri toccavano il cuore della gente. Lo stesso si può dire di Dacia Maraini. Manzoni è diventato famoso perchè il suo romanzo toccava il tasto delicato dell'Italia sotto il giogo straniero.
Fino a quando ci saranno libri i cui autori si parleranno addosso, la gente preferirà leggere "Topolino". Almeno ride.

Salvatores | Oct 20, 2008

Si può parlare di se stessi guardando al mondo e alla realtà, almeno è ciò che io tento di fare nelle mie creazioni.

Silvia | Oct 21, 2008

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