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"il manifesto" parla di anobii

siamo su "Alias", il supplemento culturale del sabato del "manifesto". "I critici letterari sopravviveranno alla rete critica?", si chiede maria teresa carbone, che non lesina le frecciate: "Capita di leggere che 'amleto e' sicuramente un capolavoro' o che 'il maestro e' margherita e' un romanzo strutturato in modo davvero brillante' (interventi presi a caso da anobii)". "Niente di male, se non venisse poi la tentazione di mettere a confronto queste osservazioni, banali, balzane o - di rado - interessanti e originali con le critche vere, frutto di anni di studio e di lavoro". e noi, non sono anni che leggiamo? e forse non abbiamo studiato? secondo carbone, il rischio e' che gli editori si affidino soprattutto al passaparola dei "critici seriali" come noi (su amazon o ibs, per esempio), "che guarda caso non costano affatto", condannando all'oblio la recensione letteraria. in un altro pezzo sui critici seriali, invece, la lipparini parla bene di anobii e dei blog, di cui si fida. un altro articolo e' sulla "alleanza" tra feltrinelli e comunita' di lettori. interessante.

Elsastella | Apr 5, 2009

L'articolo l'ha scritto un giornalista, quindi uno pronto a difendere il suo lavoro da bloggers e critici improvvisati.
Di certo non tutti quelli che scrivono critiche ai libri sanno davvero cosa stanno scrivendo (me compresa), però presto si individuano quelli bravi, quelli di cui ci si fida. Non vedo dove sia il problema.

Anna | Apr 5, 2009

Va be', certo la stragrande maggioranza dei commenti su aNobii non ha niente a che vedere con una critica letteraria; questo è poco ma sicuro. Possono anche esser scritti bene, con ironia e stile, ma la critica letteraria è un'altra cosa.

Oblomov il pigro | Apr 5, 2009

non devo per forza farmi piacere il libro che mi esalta la critica!!
in fondo l'editore guarda le cifre delle vendite, non quanto piace alla critica!!

cerussite | Apr 5, 2009

...certamente ognuno ha i propri gusti, indipendenti dalla critica; quello che è certo, però, è che le cifre delle vendite non ci dicono nulla sulla qualità del testo.

Oblomov il pigro | Apr 5, 2009

...sarebbe come scrivere un articolo dove si ridicolizza una qualsiasi discussione tra due o più lettori, solo perchè non sono critici letterari. E allora? Non si può più esprimere una propria opinione e scambiarla con altre persone, per quante bislacca sia?

Man of double deed | Apr 5, 2009

bah... una critica è una critica, per lo più scritta da qualcuno che la scrive per soldi e che possibilmente scrive quello che deve scrivere. i commenti su anobii, sui blog o sui siti amatoriali in genere penso che siano sicuramente più sinceri, anche se non vengono scritti da nessun letterato colto e illustre, ma da gente che legge e scrive quello che pensa. magari ci saranno commenti come "wow figata!" ma ci sono stati molti commenti ben scritti di cui mi sono fidata e che mi hanno aiutata sicuramente molto più delle "critiche" di penne famose.
un esempio su tutti: firmino. se avessi dato più retta ai commenti di anobii e non ai complimenti della critica, mi sarei evitata una bella presa per il...
e in ogni caso, chiunque sia la tipa che crede di essere la reincarnazione di dante, e l'unica a capire qualcosa di letteratura, beh, spero che prima o poi qualcuno le dica che non è così. c'è chi sa leggere, capire e scrivere, anche se non ha una laurea che lo attesta, o un editore che lo paga per farlo.

claclina | Apr 5, 2009

oh che pa***, ma dico la maggior parte dei "commenti" su Anobii non sono stati scritti per informare o perchè qualcuno si diverte a fare il critico letterario... delle volte sono solo dei promemoria senza pretesa alcuna... comunque, penso, noi compriamo spendiamo dei soldoni per leggere questi libri ci manca solo che non ci possiamo permettere di "giudicare" un libro secondo il nostro gusto personale!

Jamy | Apr 5, 2009

quoto claclina e jamy!!

cerussite | Apr 5, 2009

Il tragicomico è che la carbone non abbia capito che sono due cose diverse. Non sono tifoso,ma sarebbe come dire che il gioco del calcio è limitato alla partita e alla domenica sportiva..no il gioco del calcio è la discussione in autobus o al bar o con gli amici l'attesa del match il resto è contingente. Rinchiudere la discussione \critica sui libri nelle pagine della CULTURA dei giornali significa sacralizzarla e lasciarne il monopolio ai guru e renderla alla lunga sterile. Preferisco leggere la critica del supplemento CULTURA del manifesto E poi altre 10 critiche varie su Anobii E poi farmi un'idea.Anche perchè a volte i commenti dei guru, che siano del mondo della letteratura o dell'arte, sono dettati da considerazioni che con arte e letteratura hanno poco a che fare (posizione politica del giornale, considerazioni economiche dell'editore, simpatie\antipatie\gelosie personali) per cui ben vengano altre voci, anche se sbagliano qualche congiuntivo.

Marzio | Apr 5, 2009

Bha... a me questo snobbismo intellettuale dei critici mi ha sempre dato sui nervi. Apparte che spesso e volentieri qui su Anobii si trovano commenti e recensioni davvero molto ben fatte, acute e interesanti, i commenti su anobii (come quelli su siti come ibs o su forum) non hanno la pretesa di essere recensioni critiche quanto di far sapere agli altri cosa pensiamo di un libro. Se non si ha studiato da critici non si può parlare di libri?
E poi questi commenti sono molto più genuini e "veri" di quelli di un critico, che spesso si limita a scrivere ciò che gli è stato detto di scrivere. Senza contare che il commento di un "lettore medio" è certamente più valido di quello di un critico, secondo me, insomma i libri sono scritti per noi... mica per i critici.

Marcello | Apr 5, 2009

si potrebbe anche scrivere una lettera al "manifesto", che ne dite, magari collettiva, che raccolta le osservazioni piu' pregnanti. chi si incarica di redigerla?

Elsastella | Apr 5, 2009

un critco esprime comunque il suo parere personale, esattamete come faccamo noi, che poi lui abbia studiato e posso esprimersi meglio di un "Wow" (o con più ragione)non c'è da metterlo in dubbio, ma rimane comunque anche la sua soggettiva e non oggettiva...Non ho mai fiducia nelle critiche, come nei riassunti dietro i libri, che spesso te ne danno un'idea sbagliata; preferisco il passa parola (per questo da quando sono iscritta ad anobii il mio busto in bronzo dedicatomi dalla libreria di fiducia è quasi pronto! ;-P) anche se non è detto che ciò che piace a me possa piacere anche ad un'altro anche se possiamo avere gli stessi gusti...non vedo il problema della giornalista del manifesto, perchè come io non apprezzo i critici ci sarà sempre qualcuno che invece ne apprezza le opinioni e compra in base anche ai loro consigli...

Fungolo | Apr 5, 2009

L'articolo si limita a questo o ci sono altre riflessioni? Se si limita a questo è di un banale sconcertante!! Drammaticamente insulso! Oltretutto pone i suoi presupposti su un paragone errato.. nessuno vuol fare il critico letterario quì, semplicemente si condividono "pensieri"..e un social-network dove si condividono "pensieri" direi che è già una bellissima cosa, una perla rara nel grigio panorama italiano dove spopola lo squallore televisivo e il vuoto..dove i lettori sono l'eccezzione e non la regola.. Perchè non scrivere un articolo su questo bellissimo sito dove si condivide cultura e che offre uno spaccato di persone lettrici che la testa cercano di usarla?? Se la critica letteraria è morta non è certo perchè sui siti come aNobii ibs e company si commentano i libri e si condividono riflessioni e pensieri!!! Che idea assurda e clamorosamente stupida!! Se si voleva indagare come mai la critica non esiste più perchè non scrivere un bell'articolo sull'editoria italiana? A quanto pare la critica e tutto il mercato non è molto interessato alla qualità dei libri messi in commercio.. inoltre direi che il virtuosismo della critica direi che è morto ormai da tantissimo tempo! Un articolo sulle cause di questa morte si che sarebbe stato interessante!
Quì si condividono le prorie impressioni e le proprie considerazioni sulle letture che si affrontano man mano, e se il/la giornalista che ha scritto l'articolo in un fenomeno come aNobii è riuscita a vedere solo questo..bè.. è di una tristezza che mi lascia senza parole..
1) Se voleva analizzare la morte della critica letteraria le ricerche e gli ambiti di indagine direi che erano davvero altri.
2) Se voleva analizzare il fenomeno aNobii direi che le considerazioni da fare erano davvero altre.

Sophyl | Apr 5, 2009

non leggo mai le critiche letterarie con interesse mi fido molto di più del "passaparola" anobiano...

Nella | Apr 5, 2009

Disgustoso.
Si credono 'critici letterari' solo perchè sono pagati?

sakura87 | Apr 5, 2009

Non ho letto l'articolo e quindi scrivo solo sull'onda degli interventi precedenti. Avrei qualche cosuccia da dire sulle recensioni (critiche?) che ti raccontano il libro e te lo disezionano come un preparato anatomico. A cosa servono? A quel punto il libro si è già svelato e, comunque, la mia lettura ne resterà influenzata. Più di una volta ci sono cascata, ora, se le leggo, affronto solo quelle dei libri che ho già letto e per comprarli , da qualche mese, mi affido soprattutto al fiuto delle persone che ho avvicinato su aNobii. Facciano delle critiche migliori e tornerò a leggerle.

patriziabrr | Apr 5, 2009

A questo punto, uno dovrebbe comprarsi i libri che gli interessano e non parlarne con nessuno, magari anzi nascondendoli ogni volta che ha ospiti a casa in modo da evitare qualsiasi discussione o commento su questo o quel titolo?

Certo, non ho studiato da critico letterario, quindi non posso dare un parere su quello che leggo. Perché se non posso farlo in rete, non dovrei farlo neanche a voce con amici e parenti, direi. Per me Anobii ha la stessa utilità: tantissime persone mi hanno consigliato libri che ho amato, e così mi è successo di spulciare le librerie virtuali su questo sito e trovare titoli che mi ispiravano molto, o leggere commenti che mi hanno incuriosita.
Magari con erano considerazioni non estremamente originali, però che importa? Non siamo critici letterari, verissimo.

Il che per me è anche meglio, perché sono sicura che se leggo "Questo libro mi è piaciuto/non mi è piaciuto", è vero, nessuno paga per quello che si scrive!

Solo un critico può consigliare un libro? E da quando?

Rowena | Apr 5, 2009

A questo punto, uno dovrebbe comprarsi i libri che gli interessano e non parlarne con nessuno, magari anzi nascondendoli ogni volta che ha ospiti a casa in modo da evitare qualsiasi discussione o commento su questo o quel titolo?

Certo, non ho studiato da critico letterario, quindi non posso dare un parere su quello che leggo. Perché se non posso farlo in rete, non dovrei farlo neanche a voce con amici e parenti, direi. Per me Anobii ha la stessa utilità: tantissime persone mi hanno consigliato libri che ho amato, e così mi è successo di spulciare le librerie virtuali su questo sito e trovare titoli che mi ispiravano molto, o leggere commenti che mi hanno incuriosita.
Magari con erano considerazioni non estremamente originali, però che importa? Non siamo critici letterari, verissimo.

Il che per me è anche meglio, perché sono sicura che se leggo "Questo libro mi è piaciuto/non mi è piaciuto", è vero, nessuno paga per quello che si scrive!

Solo un critico può consigliare un libro? E da quando?

Rowena | Apr 5, 2009

In uno dei miei corsi all'università ebbi la fortuna di avere come professore di "Editoria" un professionista della Mondadori che si occupava della selezione dei titoli e del successivo invio di una copia ad una serie di giornalisti "di fiducia".
Perchè scrivo "di fiducia"?

Perchè per sua ammissione molte delle recensioni, delle critiche letterarie definite "alte" perchè fatte da professionisti, sono in realtà basate solo in parte dalla lettura del libro in questione. Il grosso delle informazioni che essi traggono per la loro analisi deriva da un pratico "kit" fornito dalla casa editrice, il quale contiene le informazioni utili per farsi un'idea di cosa si parli, qual'è l'intreccio e così via.
Senza contare che tale kit è riservato naturalmente a quei giornalisti che sono (per già comprovata esperienza) "più propensi" a recensire favorevolmente il libro.
A volte in questo gioco cascano anche personaggi di spicco della cultura, che dietro lauto compenso scrivono due righe di elogio (in questi casi è molto raro che il libro venga anche solo sfogliato)che puntualmente finiscono sulla quarta copertina.
Detto questo ecco che la differenza fra un professionista e un "amatore" che si diletta a recensire un libro diventa davvero evanescente.

Cubear | Apr 5, 2009

Sono d'accordo con Jamy.
Si lamentano perchè in Italia si legge poco e che quindi loro, i critici, le librerie sono a rischio, in crisi...ma poi se c'è qualcuno che legge e che non solo, ha anche voglia di commentare..cosa fanno? Li criticano?..aNobii non ha nessuna pretesa da critica letteraria, è solo un mezzo per raccogliere noi, i lettori, che ci sentiamo, nella vita reale, sempre più soli e snobbati per questa passione così fuori moda..E poi, almeno per me, ma non credo di essere la sola, mi ha spinto a comprare altri libri, quindi..meglio, no?

Bè in effetti, i critici letterari qualche motivo per preoccuparsi ce l'hanno : le note di copertina non mi hanno mai spinto a comprare un libro, perchè secondo il mio modesto parere, sono fatte per vendere..mentre i commenti che trovo qui, in quanto genuini e scritti senza secondi fini, mi hanno spinto a voler legger più di qualche libro.

aura | Apr 5, 2009

Ammazza... che pizza! Insomma, io penso che scrivere un commento ad un libro che si è letto sia un bel modo per ricordare a sè stessi, (condividendo in rete con altri) ciò che ci ha lasciato un libro. Nessuno di noi credo voglia assurgersi il ruolo di critico letterario,anche se in fondo di dare un giudizo su un libro alla fine si tratta. Personalmente ho scoperto molti libri, ultimamente anche grazie alle parole scritte dagli anobiani e fino ad ora a loro devo dire solo GRAZIE. Inoltre sono una di quelle persone che amo rileggere ogni tanto pagine o capitoli di libri a me cari e questo implica il fatto del doverli comperare per poterli prendere in mano quando ne sento la necessità: ergo.. non mi bastano due righe di presentazione su un quotidiano o il retro di copertina. Considero questo luogo un posto meraviglioso dove scambiare pareri e consigli di lettura; un'occasione per arricchire la mia curiosità libraria e rinfrescarmi la mente. Le critiche le "lascio ai critici", personalmente mi tengo la gratuità dei mie ed altrui commenti.

filo d'erba | Apr 5, 2009

Secondo me c'è un equivoco di fondo.
Facciamo un parallelismo con l'arte figurativa, per esempio. Io posso essere pure uno a cui piace girare per musei, e posso avere anche precise opinioni su Picasso o Boccioni. Questo non fa di me un critico d'arte. Un critico d'arte ha delle competenze specifiche, al di là del tempo che passa a guardare una tela.
Così uno che legge molto avrà opinioni rispettabilissime, ma non sarà un critico letterario, come non lo è un giornalista che fa un po' pubblicità a questo o quel libro.
La critica è un'altra cosa.
E l'articolo diceva semplicemente di non confondere la critica letteraria con i commenti più o meno pertinenti che si fanno in questa sede. Sarà banale, ovvio, scontato, inutile, visto che lo sappiamo tutti... ma perché prendersela?

Oblomov il pigro | Apr 5, 2009

La critica letteraria moderna ha un unico scopo: parlare di sè stessa.
Dovrebbe indirizzare "le masse ignoranti" verso quegli autori meritevoli di non si sa bene cosa, ma alla fine diventa un'elogio autocelebrativo e snob della Cultura nel senso più totalitario che possa esistere.
Aggiungo inoltre che il fatto che questi sfoghi reazionari e conservatori arrivino dal Manifesto non mi stupisce per nulla. La sinistra è sempre stata caratterizzata, a mio modo di vedere, dall'idea che la Vera Cultura fosse solo quella di Sinistra, tanto da arrivare a politicizzare qualsiasi opera dell'intelletto umano, in maniera tale da potersene impossessare. Gli anni '70 sono pieni di esempi in tal senso. Ciò che fa veramente paura a certi individui non è tanto il fatto di poter perdere il posto di lavoro per qualche migliaio di opinioni espresse in libertà da gente libera, ma l'idea di avere una Cultura di Massa non più assoggettata e guidata da lor Signori di Sinistra, che ci hanno riempito i coglioni con le loro cazzate politicanti, ma del tutto indipendente da qualsivoglia ideologia, ed espressione autentica di quella Saggezza Metropolitana che noi tutti rappresentiamo.

(Il mio non è un discorso anti-comunista, anche la Destra ha provato a fare operazioni di condizionamento del genere - il caso di Tolkien valga su tutti -, ma fortunatamente si sono dati le martellate sui coglioni da soli grazie alla loro pressochè nulla credibilità)

idiocratic | Apr 5, 2009

a quanto pare non si può nemmeno fare una critica leggera ad un libro. a volte si desidera leggere che quel libro è orrendo semplicemente perché è brutto o anche solo le sensazioni che ha dato a quel lettore. se si volesse leggere una critica letteraria da veri letterati basta comprarsi un saggio critico.

AndréC'estMoi | Apr 5, 2009

Vorrei aggiungere che nel mio caso aNobii ha avuto una funzione educativa. Che le cose non siano o bianche o nere lo sapevo da un pezzo, ma è bello vedere quanta gente condivide gusti nella sostanziale differenza di opinioni. Prima cercavo le persone con cui avevo una grande compatibilità, poi mi sono accorta che imparavo di più dalle librerie di quelle che lo erano meno, ANobii non stronca nessuno anche se a volte si fanno commenti apocalittici proprio perché tutti i pareri hanno lo stesso diritto di cittadinanza. Credo che sia una bella lezione, no?

patriziabrr | Apr 5, 2009

Quando leggo su Il ritratto di Dorian Gray che "sono menate sull'arte di un omosessuale" mi viene da pensarla diversamente.

Oblomov il pigro | Apr 5, 2009

Sicuramente ci sono commenti di una ovvietà e banalità disarmante oppure altri intelligenti e ben costruiti.
Così come si usa il setaccio per separare la crusca dalla farina, analogamente si deve usare un filtro per eliminare i commenti non pertinenti o banali.
Di sicuro non saranno all'altezza dei critici letterari famosi e strapagati per le loro comparsate, ma di certo questi commenti sono più genuini e rispecchiano i gusti dei lettori.
Chi scrive facendosi pagare, non è un modello di trasparenza sia nel bene sia nel male. Non parlo di malafede nelle recensioni, ma qualche dubbio di benevolenza sospetta o stroncatura mirata rimane a tutti.
La giornalista che "critica" la critica spicciola dei nostri commenti sembra più preoccupata a conservare il proprio status che fare osservazioni oggettive ed intelligenti sui commenti presenti su anobii.

Newwhitebear | Apr 5, 2009

Ma la critica letteraria non è una "opinione" di un giornalista che recensisce un libro. Non confondiamoci sulla sostanza delle cose. La critica era quella di Salvatore Battaglia su Dante, non quella del giornalista de Il manifesto che scrive un pezzo su La solitudine dei numeri primi.
Il fatto che ci confondiamo su 'ste cose, a mio avviso, avvalora le preoccupazioni di quell'articolo.

Oblomov il pigro | Apr 5, 2009

Oblomov il pigro, hai ragione che spesso, ed io nel commento precedente sono caduto nella trappola, si confonde recensione con critica letteraria.
Però la giornalista mescola commenti, recensioni e critica letteraria e su questo fonda il suo giudizio negativo e esterna il suo timore che i commenti su anobii vengano usati dagli editori, perché gratuiti. Quindi viene spontaneo trasformare una recensione in critica letteraria, dove la parola "critica" va intesa come "Analisi razionale applicabile a qualsiasi oggetto di pensiero, concreto o astratto, e volta all'approfondimento della conoscenza e alla formazione di un giudizio autonomo: c. storica; c. costruttiva".

Newwhitebear | Apr 5, 2009

Adesso ho capito un po' meglio, ma io sinceramente non ho interpretato quelle righe (l'articolo completo non l'ho letto, per cui potrei sbagliarmi) come un "attacco" ad aNobii in questo senso; ho rilevato semplicemente la preoccupazione che a lungo andare la critica letteraria - nel senso classico del termine - possa venire scavalcata o confusa con una sorta di "opinionismo fai-da-te". E visto che siamo tutti d'accordo nel non considerare la critica letteraria come una mera esposizione di opinioni, credo che possa essere una preoccupazione condivisa.

Se poi invece la giornalista c'ha paura che siccome i libri si commentano anche in rete, la sua (sua, generico) rubrica delle recensioni possa cadere "in ombra" o risultare "superata"... questa è un'altra faccenda, e se è così sono pienamente d'accordo con quanto espresso da tutti voi. Ma voglio sperare che quella giornalista tra "le critiche vere, frutto di anni di studio e di lavoro" non voglia includere le recensioni della rubrica "Che mi porto sotto l'ombrellone?". Credo stesse appunto parlando di critica letteraria, quella dei ricercatori, quella di coloro i quali, prima di scrivere su Dostoevskij, si sono dovuti studiare la storia della letteratura russa di tre secoli, magari hanno letto il testo in lingua, hanno dovuto studiare filologia, lingustica e quant'altro. Dopodiché io non me la sentirei di dire a queste persone che la mia opinione vale quanto le loro tesi.

Oblomov il pigro | Apr 5, 2009

Personalmente me ne sbatterei proprio,e credo che l'unica cosa sia che capiscano che di quello che dicono i critici non ce ne può fregare di meno.MI PREOCCUPA che la presenza (che non posso sopportare) di feltrinelli all'interno di anobii venga letta come un'"alleanza" fra i due. E a chi diceva "ma non preoccupiamoci", visto che c'è,volendo, da preoccuparsi? se qualcuno già vede anobii come veicolo per case editrici questo succederà, va sempre così. basta dire una cosa per accreditarla. e se passa io scappo, non posso pensarmi veicolo di visibilità per case editrici, chiudo baracca e burattini, libreria e libriccini e vado su bookerang, che è si piccolo ma crescerà,e speriamo che crescendo non permetta a feltrinelli e marsilio di farsi l'ennesima vetrina. Vedremo, estote parati. karolina

karolina | Apr 5, 2009

@idiocratic: quanto ti quoto!

Shelton | Apr 6, 2009

@oblomov
mi pare che l'unica che abbia scambiato critica e opinioni sia la giornalista del manifesto e mi chiedo perchè.Data la preparazione (almeno teorica ) della Carboni l'equivoco non dovrebbe nemmeno nascere. L'unica che ci ha onorato del titolo di critici, anche se banali e scontati, è lei, personalmente su anobii esprimo e cerco opinioni.
Qualcuno ha un'indicazione\ link per poter leggere l'articolo?

Marzio | Apr 6, 2009

Secondo me in un sito come questo, o comunque nella libertà vera che un sito come questo potrebbe dare a chi ci scrive, non credo sia tanto la fedeltà ad una o l'altra corrente di critica letteraria quello che si deve perseguire o "premiare", seppure esistono certamente persone capaci di scrivere sensatissime critiche. Io lo vedrei più che altro come un aspetto della nostra società, anche questo, e se la gente, tutta la gente impiegasse il proprio tempo a leggere e raccontare ad un pubblico potenzialmente infinito le proprie impressioni sulle letture fatte, beh... che poi se ne avvantaggino le case editrici o gli stessi aspiranti "critici", ma senz'altro lettori, non vedo alcun problema, non c'è nè da vergognarsene nè da essere particolarmente orgogliosi. Non è semplicissimo trovare lettori nelle persone che si incontrano al lavoro o per strada.

bibliomatilda | Apr 6, 2009

Nella mia pluridecennale battaglia contro il critico (letterario fra l'altro) posso dire solo questo, a ruota libera e senza pretese di sistematicità (mi ripeterò, qui se ne è già parlato).

La critica in genere si divide in quattro (almeno) atteggiamenti principali:

a) I cesari garboli, i calassi e gli umberti echi eccetera – chapeau.
Ce ne fossero. Mai mi sono annoiato leggendo Garboli che purtroppo è morto. Posso aver pensato un “ma va?” o più d’uno ma perfino quando parlava di autori che non ti piacevano, di argomenti che non ti interessavano di periodi che tralasciavi volentieri, l’Umanesimo nel senso più alto di uno come Garboli lasciava sempre un sedimento utile e spesso piacevole. (per lo stesso motivo non ho recensito i racconti di Conrad. Nel libro è inclusa la recensione di Pavese. Aggiungere o togliere era ridicolo)

b) I tromboni. Ecco. Quelli che razionalizzano non altro che le loro pulsioni, maestri nel benaltrismo, qualsiasi cosa tu legga è meglio ti dedichi ad altro (vedi loro lista)

c) Gli ideologizzati (non è un mistero che Garboli fosse rossissimo, salvo che non era uno che prendeva il libro a mazzate finchè, lui quadrato, non lo faceva ad angoli retti) a molti altri questa classe è sempre mancata. Sono i miei obiettivi preferiti.

d) I corrotti, incompetenti morti di fame, proni e supini al vernissaggio al prosecchino e allo stuzzichino. Vedasi mia rece a “il tailleur grigio”.
Non meritano neppure di essere citati.

Premesso questo, non sono fra quelli che pontificano la morte della carta uccisa dalla rete. Il perchè l'avete detto voi, elencando le puttanate già lette.

Ma alla pagina scritta del quotidiano manca il dinamismo che già un thread come questo esprime, manca inoltre la "non professionalità".

Un forum frequentato da un numero di persone superiore al centinaio è un computer umano di potenza esagerata: raccoglie e secerne il risultato di milioni di pagine lette, di centinaia di siti e di vite.
(molto meglio dei blog anche se uniti in anello)

Inoltre, se ben automoderato, è pure autopulente: non permette opinioni colpevolmente e interessatamente partigiane o prezzolate. E' uno dei migliori esempi di organizzazione anarchica funzionante.

(non è un ossimoro, anarchia è sinonimo di "casino" solo nelle menti obnubilate dei casseurs e di EmilioFede)

Questo nessuna persona per quanto colta lo potrà mai fare.

L'odore della vita, dopo aver cucinato troppo, troppo ristretto, troppo mantecato e ricoperto di salse, si perde.

Qui siamo ancora nell'orto. Certo qualche fragola o rapanello saprà di terra, o sarà mangiata da un passerotto, però se era buona per il passerotto lo è anche per noi.

La chiave però è "ben moderato" e "autopulente". C'è bisogno di una cultura media buona, di educazione, si spirto libero e di voglia di incontrarsi.

Con queste condizioni "potente la forza di un forum è."

E' la stessa forza dell'Agorà, della Piazza.

Mentre i blog o i blog ring o i portali tendono ad essere chiusi ed autoreferenziali. Per cui (li apparento apposta per dar loro fastidio) assomigliano più a Logge, Cellule o Cosche.

Anche se a me il maestro e margherita non va giù, peccato perchè Bulgakov era un bel tipo, ma camperò io lo stesso e pure voi se al contrario lo adorate.

Del resto nella piazza c'è anche il matto del paese.

Ah, già state attenti a chi critica la rete, aggiungo anche di stare attenti a chi la magnifica.
Spesso sono a pesca di idee per prendere loro uno stipendio e voi nemmeno un grazie.
Occhio.

Procyon Lotor | Apr 6, 2009

E già la rete e la democrazia fanno sempre paura...storia vecchia: la rete è estesa e non è baricentrica: impossibile da controllare. Le varie caste e quella dei giornalisti è una delle peggiori, autoreferenziale con privilegi assurdi, hanno paura della rete e della libertà. E' ovvio che i commenti postati su anobii vanno presi con le pinze, però il livello qua dentro è decisamente elevato e attenzione gratuito: questo per molti è molto fastidioso, per cui partono all'attacco. Che tristezza dal manifesto non me lo aspettavo...ciao Fe

Fede | Apr 6, 2009

*Ah, già state attenti a chi critica la rete, aggiungo anche di stare attenti a chi la magnifica.
Concordo in pieno Procyon, la rete è potente perchè libera ed è pericolosa per lo stesso motivo. Leggo però un tentativo veramente disperato di casta nell'attacco alla rete...sembrano i componenti dell'orchestra del titanic che suonano mentre la nave affonda. Ciao Fe

Fede | Apr 6, 2009

vi prego, non denigrate i giornalisti impegnati in prima linea, per esempio oggi all'aquila, semmai prendetevela con i direttori. "privilegi assurdi" non se ne danno: per i giornalisti che tutti i giorni fanno i giornali (non parlo dei mandarini/corsivisti) non esiste orario, giorno e notte si e' precettati, se va bene si mangia un panino freddo alle tre, e lo stipendio non e' cosi' consistente come si crede. per di piu' la professione e' oggi interamente precarizzata, quello che leggete ogni giorno lo scrivono trentenni a 800 euro al mese laureati (hailoro) in scienze delle comunicazioni e terrorizzati da capi redattori feroci. stanotte alle tre e mezzo tutti i giornalisti sono stati chiamati all'appello dal terremoto e si sono messi subito in movimento, e' un mestiere faticato.

Elsastella | Apr 6, 2009

A proposito del terremoto un ottimo esempio di giornalismo sarebbe quello di lasciare strada e mezzi di comunicazione liberi.
Di tempo per le pertinentissime domande agli sfollati, tipo "come si sente", ce ne sarà in abbondanza. Adesso sarebbe meglio lasciar lavorare i soccorsi senza intralciare.

Oblomov il pigro | Apr 6, 2009

Tornando IT sull'articolo dedicato ad aNobii,
io sono stata contattata da un giornalista con nome e cognome (non colei che ha firmato l'articolo, come riportato qui sopra) per questo articolo del Manifesto di sabato 4 aprile.

Questa persona, che ha anche una libreria in anobii, mi ha detto che da lunedì l'articolo sarebbe stato disponibile online anche sulla loro webzine

www.visionpost.it

Al momento l'articolo non lo trovo, mi riservo di leggerlo prima di commentare.

Le domande postemi per l'articolo non credo di far torto a nessuno postandole qui:

"Mi piacerebbe conoscere meglio:

- I motivi per cui scrivi recensioni/commenti su Anobii: Passione per la scrittura/lettura, senso di community, back-up della libreria?
- Quanto sono utili nella scelta di un nuovo libro le recensioni di altri utenti che trovi su Anobii? Se si, quali elementi tieni conto per valutare l'affidabilità del consiglio (appartenenza ad un gruppo, qualità della libreria, etc)?
- Oltre ad Anobii, utilizzi altri servizi online (i commenti su IBS, blog letterari, etc) o canali tradizionali (recensioni di un critico sui quotidiani) per scegliere un nuovo libro?"

Mmorgana | Apr 6, 2009

Innanzitutto è giusto distinguere tra "critica" e "recensione". Quest'ultima sarà comunque sempre orientata verso il parere personale di chi legge, quindi qualcosa che chiunque può fare, mentre la prima và più in direzione dell'oggettivo. Certi "passaggi" in alcuni libri come i "classici" possono essere colti solamente da chi è competente e che questi "passaggi" comunque sono scritti nel libro, quindi non sono qualcosa a parere del lettore. Detto questo su Anobii ci sono, credo per un buon 99%, solo RECENSIONI (trovo giusto mettere in risalto la parola) di appassionati che esprimono il loro parere. E anche tra queste bisogna fare delle distinzioni tra quelle che possono sembrare utili e quelle che invece si credono inutili. E ricordo che c'è anche un sistema di votazione.

Quindi qualunque recensione è suscettibile al giudizio dei navigatori del sito.

In definitiva l'errore della giornalista, secondo me (anch'io sto cercando l'articolo per intero), è stato quello di attaccare Anobii con argomentazioni superficiali, quando invece trovo che questo sito sia un mezzo utilissimo per veicolare la cultura della letteratura.

Daniele | Apr 6, 2009

@oblomov, da stanotte tutta l'italia sta attaccata a siti e tv per avere notizie, i giornalisti vanno li' per darle, non per fare confusione.

Elsastella | Apr 6, 2009

L'articolo della Carbone è odioso e saccente; quello di Bruno viscidamente denigratorio.
Ma andassero a .... leggersi un libro! :D

Shelton | Apr 6, 2009

Non volevo commentare prima di aver letto per intero gli articoli ma ora che li ho letti: sono davvero terribili!!! Su quello della Carbone sorvolo direttamente, non ho nulla da aggiungere a quello che avete già detto voi. All'altro articolo lascerei il beneficio del dubbio, magari chi l'ha scritto è soltanto perplesso nei confronti del nuovo fenomeno ma non ostile....

Annachì | Apr 6, 2009

@Daniele, è giusta la distinzione tra recensione e critica, mentre trovo un tantino riduttivo il fatto che solo chi è competente può formulare una "critica".
Riporto cosa dice il Sabatini Coletti - Dizionario della lingua italiana alla parola critica

Analisi razionale applicabile a qualsiasi oggetto di pensiero, concreto o astratto, e volta all'approfondimento della conoscenza e alla formazione di un giudizio autonomo: c. storica; c. costruttiva

Disciplina che studia i particolari caratteri storico-culturali ed estetici di opere d'arte, letterarie, musicali ecc.: c. d'arte, letteraria, musicale; anche, recensione: una c. favorevole || filol. c. testuale, esame della tradizione manoscritta o a stampa di un testo al fine di stabilire la lezione più vicina all'originale
e per recensione

Esame critico, in forma di articolo, di un'opera letteraria o scientifica di recente pubblicazione; estens. breve commento a uno spettacolo, a un concerto, a una mostra: r. negativa, favorevole

Esame di un testo nella sua tradizione manoscritta per redigerne l'edizione critica

Si può dedurre che per entrambe le parole servirebbe una particolare competenza. Quindi solo chi ha fatto studi specifici potrebbe formulare o una critica letteraria o una recensione.Quindi solo i commenti sono riservati alle persone comuni, che esprimono un'opinione più o meno motivata, più o meno soggettiva.
Però io credo che ognuno di noi sia in grado di esprimere dei giudizi sui contenuti di un'opera in termini filologici ovvero sul testo e sulle parole, in termini di contenuto ovvero quello che l'autore voleva esprimere o descrivere. Ognuno di noi, leggendo un testo con attenzione può rintracciare errori, può entrare nella psicologia dei personaggi, ecc.
Questo non significa che siamo tutti "critici letterari" o "recensori", ma che siamo in grado di formulare dei giudizi e delle opinioni sul testo e sui contenuti in maniera logica e razionale. Se non fosse così, dovremmo accettare integralmente quello che scrivono critici e recensori e limitarci di dire al massimo "mi è piaciuto" o "non mi è piaciuto". Però non è così.

Newwhitebear | Apr 6, 2009

Ma chi di noi si è mai innalzato a critico indiscutibile?! Noi di anobii siamo persone a cui piace semplicemente la lettura e a cui fa piacere confrontarsi, consigliarsi libri ecc..
Perchè bisogna sempre trovare il negativo in tutto? Perchè la gente non è in grado di capire che invece questo è uno degli usi più intelligenti che si possa fare del web?
Santo cielo..

Nikottolina:) | Apr 6, 2009

Il commento della Carbone è triste...sembra il soldato giapponese che è rimasto trenta anni a difendere l'atollo nel pacifico e non sapeva che la II Guera mondiale era finita. M'immagino la sua faccia mentre pensa "se anobii cresce io cosa faccio nella mia vita!!!".
Ciao
Fede

Fede | Apr 6, 2009

d'accordo con Nikottolina

Biune | Apr 6, 2009

@ elsastella: lo sappiamo tutti come "danno le notizie" la maggior parte dei giornalisti: a frugare tra i teloni dei vigili se spunta qualche inquadratura macabra e a fare domande idiote ai sopravvissuti e agli sfollati. Basta farsi un giro, sia in rete che in tv, per sincerarsene. E io 'sta gente non la sopporto.

Oblomov il pigro | Apr 6, 2009

@ Oblomov. Non sono d'accordo. Non sono tutti così. Semplificare e mettere al rogo?

patriziabrr | Apr 6, 2009

Non sono tutti così, ma i servizi che poi passano quelli sono.

Oblomov il pigro | Apr 6, 2009

Forse perché la gente premia quelli...

patriziabrr | Apr 6, 2009

Lo so, ma a me stanno sulle balle pure se la gente li premia. Non ho uno spiccato senso democratico.

Oblomov il pigro | Apr 6, 2009

Ma chi sono questi? Ma chi li ha mai sentiti nominare? Ma chi li legge, a parte gli amici loro? Che cuociano nel loro brodo di finto intellettualismo chic, pagato con i contributi dello stato all'editoria, visto che come vendite il giornale su cui scrivono sarebbe fallito un milione di anni fa.
Sod off, tossers.

...devo ricordarmi di telefonare al Golden Dragon e ordinare un massaggio per PL...

;)

KillingTime | Apr 6, 2009

Scusate, sarò breve.
La critica è lavoro. Non c'è passione (o quasi mai), il più delle volte si soddisfa qualcuno e si castiga qualcun'altro.
C'è quella fatta bene e quella fatta male, l'obiettività è una dote rara.
Quello che mi piace di Anobii (sarò sempliciotta) è l'amore per il libro che percepisco in molte recensioni.
Io di certo nelle mie ce lo metto.

Jolly 78 | Apr 6, 2009

Bene, passiamo alla magistratura?

patriziabrr | Apr 6, 2009

Non è che questi qua sono capaci pure di scrivere qualche parola su questo thread guadagnandoci un articolo senza lavorare troppo?

Il parere di un critico, anche di quello "patentato" credo non mi aiuterà mai.

@Qui siamo ancora nell'orto. Certo qualche fragola o rapanello saprà di terra, o sarà mangiata da un passerotto, però se era buona per il passerotto lo è anche per noi.

Bello e genuino il tuo esempio.

Marialucia | Apr 6, 2009

l'articolo della Carbone è così acidello da risultare quasi divertente, ( tra l'altro ho visto che una anobiana le ha gia pacatamente e intelligentemente risposto) quello di Bruno mi sembra più interessante\interessato a capire
@KillingTime il golden dragon di Macao?

Marzio | Apr 6, 2009

@Newwhitebear: Forse ho sbagliato nell'esprimermi, volevo dire che chi ha studiato per uno specifico compito ha comunque maggior competenza di altri. Tutti possono esprimere una critica, su questo non ci piove.

Si vede che il primo articolo, quello della Carboni, è una difesa piccata della propria posizione. Mentre riguardo al secondo articolo quoto Annachì e anch'io lascio il beneficio del dubbio...

Daniele | Apr 6, 2009

@Daniele, anch'io a volte preso dalla foga di rispondere non riesco a tradurre concretamente quel che penso con il risultato di esprimere concetti che non rispecchiano le mie intenzioni.

La giornalista del famoso articolo incriminato mi è sembrata parlare con aria di sufficienza, quasi infastidita perché qualcuno si permetteva di fare recensioni sui libri senza conoscere l'abc di quest'arte.
Ora quando diverse migliaia di persone scrivono qualche centinaia di migliaia di commenti è matematico imbattersi in qualcuno fuori luogo, ovvio e banale. Però generalizzare, come spesso capita a vari livelli, rimanendo nel vago e senza produrre riscontri confrontabili si rischia l'autogol e si passa per persone disinformate.
Sicuramente la giornalista è competente e brava nel suo mestiere, ma se voleva essere all'altezza di una seria professionista doveva prendere il titolo di un libro, riportare gli eventuali commenti e lasciare giudicare ai suoi lettori la qualità di questi.

Per quanto riguarda i commenti, le critiche, le recensioni che noi utenti di anobii produciamo esprimono nel bene e nel male il nostro pensiero, la nostra opinione senza condizionamenti.
Se tra noi c'è qualche infiltrato (e ci sarà sicuramente) che scrive per conto di qualche casa editrice, credo che dopo un po' viene individuato ed isolato. Tutto sommato preferisco che lo dica apertamente piuttosto che ricorrere al sotterfugio dell'anonimato.

Newwhitebear | Apr 6, 2009

Mi è venuto da sorridere a pensare alla signora Carbone che legge la mia unica "recensione"... Devo dire che mi è uscita proprio dal cuore! ;-)

Anter | Apr 6, 2009

ribadisco, in base alla legge sulla stampa il giornale e' tenuto a pubblicare una replica. vogliamo scriverla?

Elsastella | Apr 6, 2009

Ms. Carbone,

Per risponderle dovrei sentirmi destinatario a mia volta del suo articolo originario, ma di questo non sono ancora sicuro.

Non ho mai inteso, scrivendo le mie notarelle, nè collocare un libro all'interno di un filone culturale, nè all'esterno nella società. Lo colloco prima solitamente nello zainetto e poi nei curvi scaffali.

Ho cominciato come tutti leggendo fiabe o fumetti e ascoltando cosa dicevano delle stesse i miei coetanei. Crescendo ho capito che la libertà di parlarne coi coetanei era all'interno di un sistema già preordinato da chi decideva per noi, i genitori e da chi per loro, gli editori.

Crescendo ancora ho incominciato a leggere le opinioni dei suoi colleghi della carta stampata e un bel po' di scaffali sono stati riempiti grazie a questi consigli, dei quali non mi pento.
Molti altri scaffali però no, e fu fatto il possibile per farcene pentire, o non era cultura o non era cultura eterna o era culturame o era deviante, insomma no.

A un certo punto, non un certo giorno, nemmeno un anno in particolare, la somma delle deviazioni dai consigli professionali, fossero giornalistici o instituzionalizzati nei manuali scolastici ha raggiunto la soglia critica e la reazione è iniziata, ben presto autoalimentandosi.

Ma cosa ci stava succedendo non ci era ancora noto, perchè non ero io, eravamo noi a camminare fuori dai sentieri.

Guardando dall'alto della collinetta la cordigliera di montagne che ci stava di fronte ci veniva un po' paura al pensiero di procedere da soli, ma guardandoci alle spalle e vedendo la radura dell'imprevisto successo della fantascienza (agile transito per la modernità che i critici avevano completamente scartato) il sentiero del giallo (meravigliosi affreschi sociali che i critici avevano stigmatizzato, inseguendo il fenomeno quarant'anni dopo il successo) la palude della critica marxista, le sabbie mobili della critica psicanalitica, i ghiaioni della critica sociale, i deserti della critica cattolica e religiosa in genere, il baratro orrido della critica prezzolata e perfino le colline d'ossa delle critiche totalitarie del secolo ventesimo, ferocissime nel prescrivere libri etici, abbiamo capito che se eravamo ancora vivi e in marcia il manuale di combattimento ce lo eravamo scritti da soli, ed era scritto bene.

Adesso siamo veterani.
Guardo chi mi è intorno e li vedo: uno un po' ciccio, lento nella marcia e con le ginocchia deboli ma becca qualsiasi cosa a 400 metri senza cannocchiale, un'altra ragazza è magrissima sembra sempre debba cadere per terra e lo zaino glielo dobbiamo portare noi ma di notte nessuno la sente arrivare; un altro ancora è grande e grosso e non è sveglissimo ma se dice una cosa è quella, sai bene che non lo dice per un motivo oscuro, l'ultima, anch'ella non certo robustissima ma è allegra e sa sempre trovare un sentiero.
Un bel gruppetto di rangers; cibo ne abbiamo, acqua in montagna non ne mancherà, colpi ne abbiamo anche troppi, con tutti quelli trovati nelle giacche di quei poveretti caduti laggiù seguendo le indicazioni delle vostre mappe, e le divise, per quanto tutte scompagnate e in taluni casi fantasiose, non cadono a pezzi.

Lassù ci arriveremo e ci arriveremo da soli.

E io? E' vero non mi sono descritto.

"E' meglio che prendi nota: io sono cattivo, incazzato e stanco... sono uno che mangia filo spinato, piscia napalm e mette una palla in culo a una pulce da 200 metri. Perciò gira al largo e và a rompere il cazzo a qualcun'altro!"

L'ultima parte è ovviamente da omettere, segna solo il mio stato d'animo di fronte all'ennesimo Solone che con la sua divisa pultina e stirata mi vuole spiegare come si esce vivi dalla jungla, nel caso gli si spedisca risposta mi farò descrivere da voi, mi fido.

Procyon Lotor | Apr 7, 2009

@Procyon: che bella! Ma come dice Maria Lucia, da qualche parte inserirei anche l'immagine del passerotto che mangia la fragola eccetera: è molto azzeccata.

Shelton | Apr 7, 2009

Mi sembra perfetta.

capobanda | Apr 7, 2009

@elsastella: secondo la legge il giornale è tenuto a pubblicare una rettifica, in caso di notizia falsa o diffamante (o roba del genere). Non è certo tenuto a riportare opinioni discordanti.

Oblomov il pigro | Apr 7, 2009

@Procyon Lotor
PLAUSO!!!!!

Jamy | Apr 7, 2009

Ciao,
di fretta rispondo solo che l'articolo di Nicola Bruno apre alcuni punti, resta un pò fumoso e un pò informativo, forse un pò frettoloso ma almeno sembra non prevenuto. L'altro ora lo devo ancora leggere (ma mi serve farmi il sangue cattivo? ;-P)

Mmorgana | Apr 7, 2009

uff, doppio....
Letto anche la Carbone, boh, sarò disattenta ma non è che attacchi aNobii o vi faccia sopra un articolo, scrive più una sua riflessione stringata (anche troppo) e mooolto semplificata sui giudizi in rete che chiunque da e non tutti sono di qualità (ma nemmeno in partenza intendevano esserlo, qui sta l'errore, come fatto notare sopra, sono COMMENTI!)

Mmorgana | Apr 7, 2009

@ Marzio: yes, il Golden Dragon di Macao. Se non mi sbaglio su Procyon L., gli piacera' sicuramente.
Il conto lo facciamo mandare al Manifesto...

KillingTime | Apr 7, 2009

@Oblomov il pigro, certamente la legge tutela chi e' diffamato per nome e cognome, ma le critiche astiose alla community di anobii mi sembrano suffficienti per chiedere una replica.

Elsastella | Apr 7, 2009

Sì, è vero. Dicevo solo che non è detto che poi la pubblicheranno, tutto qui. Non è un "atto dovuto". Ma provarci è certamente giusto.

Oblomov il pigro | Apr 7, 2009

*Golden Dragon di Macao

:)

Ohibò! Grazie!

Esotismo, sordidi traffici, oscuri commerci, oriente misterioso, i piedini che fuoriescono dal sarong di Suzi Wong, sublimi pratiche erotiche, triadi e lanterne rosse, oppio e whisky... tifoni e dobloni, sampan e tai-pan, giunche e jungle...

Già che passo per un provinciale fan inguaribile del più vieto (ma succulento e delizioso) esotismo, giura che non c'è Rasputin con uno dei suoi soliti scherzi e di a Suzi che un altro laowai detto "野猪" farà di tutto per passare da lei.

Procyon Lotor | Apr 7, 2009

La critica letteraria seria può fare critica sullo stile o sul fatto che un certo saggio sia veriterio o no. Ma alla fine il giudicare un libro, bello, avvincente, leggibile o meno è decisamente una cosa soggettiva, e spesso varia nella stessa persona a seconda dell'umore.

girandolina | Apr 7, 2009

scusate se esco dal seminato
-@ procyon e KT, passo a trovarvi, è da 1 anno che cerco film\libri sula "mia" decadente macao.
-sottoscrivo l'articolo di procyon sottolineerei un pò di più (ma mi rendo conto che se tutti aggiungiamo postille,scriviamo un libro ) il fatto che probabilmente è lei che non ha centrato il bersaglio, nel senso che prima ci affibbia la "carica " di critici, che noi non ci siamo dati (anche se sono convinto che comunque qualcuno effettivamente lo sia) per poi affondare la spada (anzi lo spillo) in un bersaglio creato ad hoc.
Tenere il tono soft è comunque un'ottima idea per non distrarre l'attenzione di chi legge dalla sostanza di quello che si dice."Prendi l'apparenza del fiore innocente ma sotto vi sia la serpe..."

Marzio | Apr 7, 2009

Ragazzi io aspettavo zitta zitta la risposta di Procyon per poter dire "ecco la nostra risposta"..detto questo ci si toglie il cappello.=)

Nikottolina:) | Apr 7, 2009

@Marzio: ."Prendi l'apparenza del fiore innocente ma sotto vi sia la serpe..."

Che carina! Non la conoscevo... Chi l'ha detto/scritto?

Shelton | Apr 7, 2009

Letti. L'articolo della Carbone mi pare sinceramente disinformato e tipico di una persona che non frequenta la rete e pensa che sia un ammasso di dilettanti. L'altro mi pare abbastanza neutro, della serie non mi sbilancio troppo.
Quanto al senso degli articoli: io su aNobii vengo per condividere libri che mi piacciono o per fare considerazioni su quelli che non mi sono piaciuti affatto. Se poi questo serve o meno ai libri in questione, onestamente non lo so. Anzi, forse no. Con tutto quello che ho scritto contro la Meyer avrei dovuto provocare un calo di vendite, e invece avviene l'esatto contrario :)

Lara Manni | Apr 7, 2009

@lara
sento spesso sparlare della Meyer che però non conosco, qual'è il libro in questione?
@ Shelton
MacBeth, che come cattivo non vale Riccardo III, però si difende..

Marzio | Apr 7, 2009

Marzio, fatti coraggio: sono ben quattro. E' la saga di Twilight.

Lara Manni | Apr 7, 2009

@Marzio: caspita! Mi era sfuggita! Grazie mille. :) (Urge rilettura del Bardo...)

Shelton | Apr 7, 2009

Dall'articolo della competente signora:

una scusa per ridurre, se non per eliminare, le pagine delle recensioni, perché tanto ci sono i critici seriali, che sono più semplici, si rivolgono a un numero maggiore di lettori e guarda caso hanno il vantaggio di non costare molto, anzi di non costare affatto.

Da come ne parla sembra che si stia riferendo a un qualche tipo di pirateria: oltre ai film e ai cd, adesso copiamo e diffondiamo sulla rete anche recensioni degenerate che tolgono il pane di bocca ai giornalisti.

sakura87 | Apr 7, 2009

@Oblomov il pigro: Quando leggo su Il ritratto di Dorian Gray che "sono menate sull'arte di un omosessuale" mi viene da buttarmi per terra a ridere, perchè vabbè la solita menata che il mondo è bello perchè su e perchè giù, ma una stronzata simile non l'ho MAI sentita, è roba da guinness. La birra, ettolitri. ma dimmi te!

karolina | Apr 7, 2009

Ringrazia il padreterno che non ha scritto che sono "stronzate da ricchioni", piuttosto.

Oblomov il pigro | Apr 7, 2009

http://www.visionpost.it/nexteconomy/i-librai-online-f...

siamo l'argomento della settimana!!!

cerussite | Apr 7, 2009

@cerussite

*Per scuotere un mercato che non decolla.

Ah! spero sia perchè in massa ci siamo messi a tifare per i librai "veri" con libreria.

Procyon Lotor | Apr 7, 2009

Per chi volesse leggere l'articolo della Carbone questo è il link http://www.visionpost.it/dlife/i-critici-letterari-sop...
e ognuno di noi può farsi un'idea su quello che ha scritto.

Newwhitebear | Apr 7, 2009

Ma noi non scriviamo critiche letterarie...! Non so voi, ma io non ho mai considerato i miei commenti/recensioni altro che pareri, impressioni, qualcosa che scrivo per me e che poi se può essere utile a qualche altra persona bene, ma se non lo è...non me ne frega niente!

SaRy | Apr 7, 2009

Per questo non capisco che c'è da incavolarsi...

Oblomov il pigro | Apr 7, 2009

Ehm, io non voglio dire, ma sarebbe come se i registi si preoccupassero di restare senza lavoro per la concorrenza amatoriale di Youtube.
O come se l'Ordine dei Giornalisti si sentisse minacciato dai giornalini scolastici.
Non è che la signora in questione sottovaluta l'apporto professionale di sè e dei suoi colleghi?
L'apporto amatoriale è spontaneo ma va preso in quanto tale; la critica di Anobii è ammirevole perchè non si perde in sofismi terminologici e letterari ma solitamente valuta un libro in base al piacere che riesce a trasmettere all'individuo medio (sorvolando sul fatto che anche su Anobii ci sono professionisti della parola...).
E' come il pubblico che da le stelline di gradimento ad un film, o la classifica dei cd più venduti: niente di professionale ma un modo per tastare il polso al gradimento al di là della purezza di forma.
Quando i professionisti si fanno dei problemi per l'attività amatoriale io comincio a pormi domande sulla professionalità di questi "professionisti", sinceramente...

Athena | Apr 7, 2009

ah ok, ora ho capito, thanx

Marzio | Apr 8, 2009

P.S. @lara

Marzio | Apr 8, 2009

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