Gruppo: "Il fantasma di Canterville" 
Eccoci qui!
La lettura comincia da martedì 2 gennaio dei primi 3 capitoli.
Sabato invece partiranno i commenti.
Buona lettura!- Ladymalferret♡ | Dec 19, 2007
- Thot | Dec 30, 2007
si potrebbe avere una suddivisione totale con i giorni in modo da regolarmi e cosi me la segno pure sul blog....
- gabry_enzo | Dec 30, 2007
scusate se mi permetto di farla io, ma siamo agli sgoccioli e urge una programmazione, dunque eccola qui:
mercoledi 2 gennaio - inizio lettura dei primi 3 paragrafi;
sabato 5 gennaio - inizio commenti dei primi 3 paragrafi e inizio lettura dei prossimi (e ultimi) 4 paragrafi
mercoledi 9 gennaio - inizio commenti degli ultimi 4 paragrafi.Spero sia ok, a sabato 5 per i commenti!
- Thot | Dec 31, 2007
- BlueAngel | Jan 1, 2008
- Martu89 | Jan 1, 2008
Ok! Vado a recuperare il libro, a sabato per i commenti. A proposito: Buon anno!
- Nimue80 | Jan 1, 2008
Beh, dato che sono le 00.58 io inizio, non sto leggendo niente... :DDD
ciao e buon anno a tutti, v.- k626 | Jan 1, 2008
- chia-snoopy78 | Jan 1, 2008
- gabry_enzo | Jan 2, 2008
- Ladymalferret♡ | Jan 2, 2008
Fin da subito ho capito che mi sarebbe piaciuto; il talento di Wilde si esprime forse meglio nei piccoli racconti come questo che nei romanzi. Uno stile tipicamente inglese, che racconta una storia tipicamente inglese, tracciando un ironico ritratto della società americana di quei tempi, ma anche e, forse, soprattutto, dell'Inghilterra: è vero che la famiglia del ministro degli Stati Uniti incarna tutti i vizi e le mode frivole dell'America del XIX secolo, ma è altrettanto vero che proprio il signor Otis, nella sua pragmaticità, è il solo che si faccia burla del fantasma, a dispetto di una lunga serie di ingenui ed impressionabili inglesi colpiti da attacchi di febbre cerebrale. Da una parte, quindi, l'Inghilterra tradizionalista legata alle proprie credenze, dall'altra la modernità quasi "oltraggiosa" dell'America, il suo "grossolano materialismo", espresso magnificamente dall'immagine di un signor Otis che, al cospetto dell'orgoglioso fantasma, offre a questi del lubrificante Rising Sun per attenuare il fastidioso sferragliare delle sue catene; o da quella di sua moglie che, nell'udire la risata satanica dello spettro, gli suggerisce dello sciroppo per curare quello che ella ipotizza essere un tremendo mal di gola. E così via. Fino all'oltraggio finale, quando la famiglia Otis si vanta di possedere l'unico originale fantasma esistente, privando il nostro di tutta la sua secolare dignità (si potrebbe cogliere anche qui un'altra metafora e cogliere nell'immagine del fantasma umiliato quella della Vecchia Europa spodestata dall'ascesa del Nuovo Mondo, ma non vorrei calcarci troppo la mano con il rischio di finire "oltre" il testo).
Eppure vi è un punto di congiunzione tra questi due mondi, a meno a me è sembrato di scorgerlo, per il momento, nella piccola Virginia, la sola che si mostri spaventata dal fantasma (dalla macchia di sangue sul pavimento), la sola dunque capace di prenderlo in considerazione (capace, magari, di credere ancora alle favole) e la sola per la quale lo stesso fantasma sembra provare un sentimento tenero sebbene inspiegabile.
In definitiva, è un racconto molto piacevole da leggere, piacevole soprattutto per l'ironia che lo attraversa, mai fastidiosa o invadente, mai fuori dai limiti e, soprattutto, mai offensiva. E' forse per questo che riesce a divertire in modo pulito.
Un'altra cosa: ho notato, nonostante la prima intenzione di Wilde non fosse (credo) spaventare il lettore, che alcune immagini, come quella di "Lord Canterville trovato semisoffocato nel suo spogliatoio con il fante di quadri infilato a metà gola", sono davvero terrificanti. Quindi Wilde si dimostra estremamente bravo nel comporre con uguale cura le diverse componenti di un genere che si potrebbe anche definire "misto".
Wilde è sempre elegante ed intelligente nelle sue analisi. Mi capita spesso di immaginare che mi sarebbe piaciuto molto anche come persona: una persona che ama raccontare semplici storie (nello stile di scrittori che non esistono più) e con la quale si può discutere di tutto. Una persona "tranquilla" che si prende tutto il tempo necessario per "osservare" la vita. Ho questa delicata immagine di lui, ovviamente non so quanto rispecchi la realtà.- Thot | Jan 5, 2008
Il racconto è come me lo ricordavo (l'ho letto parecchi anni fa): davvero piacevole e scorrevole, ma soprattutto venato da quella sottile ironia inglese che solo un autore come Wilde poteva esprimere. Non si può non provare compassione per il povero fantasma che, dopo più di tre secoli di onorata carriera, di svenimenti, febbri cerebrali e quant'altro, si vede trattato come un semplice malato o una persona che ha problemi con le catene (sì, perché una persona normale va in giro di notte con delle catene ai polsi?) dai superficiali americani. La famiglia Otis appare proprio come quello che è e doveva essere la maggior parte degli arricchiti d'Oltre oceano: persone grette e superficiali, che pensano di risolvere ogni problema con i soldi e con i loro moderni ritrovati. All'inizio persino una "tradizione" britannica come il castello infestato da un fantasma viene considerata alla stregua di una fola, una favola inventata per spaventare la gente. Anche se dopo un po' sembrano ricredersi (quando vedono ricomparire ogni mattina la macchia di sangue), non perdono la loro supponenza, proponendo, come se nulla fosse, olii lubrificanti e sciroppi miracolosi per la tosse del fantasma, che hanno visto, eccome.
Particolarmente fastidiosi risultano i gemelli, probabilemente dei cowboys in erba e il primogenito, Washington, che mi dà l'idea del classico, pragmatico e ottuso studente modello che non si convince della presenza di qualcosa di sovrannaturale all'interno della casa neanche con l'evidenza dei fatti.
La giovane Virginia per ora sembra l'unica genuinamente scossa dagli strani fatti che si verificano nel castello dei Canterville.
Staremo a vedere come si concluderanno le (dis)avventure del bistrattato fantasma...- Nimue80 | Jan 5, 2008
Che dire del fantasma creato da Wilde?? meraviglioso!!!! ieri mentre leggevo la prima parte mi sono riscoperta a sorridere delle disavventure del nostro fantasma. A dire la verità (forse)sono tra i pochi del gruppo, non solo a non aver mai letto questo racconto, ma a non conoscerne proprio la storia, mai letta, mai vista, mai sentita. Per questo mi sento alquanto fortunata per avere ancora la possibilità di assaporarlo ancora appieno, e ringrazio Lady Malferret per averlo proposto.
I personaggi creati da Wilde, quindi la famiglia Otis, sono molto interessanti e che dire della definizione dei gemelli "Stelle e Strisce"? Curioso e divertente è il riferimento ai prodotti suggeriti dagli Otis: il lubrificante Sole Nascente della Tammany e lo sciroppo del Dottor Dobell, da fare invidia a Giorgio Mastrota!!!!
Ribadisco comunque quello che hanno scritto i miei predecessori, il talento di Wilde si riconosce subito!!!!
Unico e originale
Diffidate dalle imitazioni
Tutti gli altri sono contraffazioni- BlueAngel | Jan 5, 2008
@brunilda
purtroppo dalla traduzione italiana non si intuisce affatto la particolarità del cartello affisso dal signor Otis... Si sarebbe potuta mettere almeno una nota a margine!E' una cosa abbastanza deprimente, soprattutto per chi di solito legge libri in traduzione. Dovrò darmi da fare...- Thot | Jan 5, 2008
Ottima idea quella di ricominciare l'anno con un autore brillante dai toni sempre ironici come Oscar Wilde. Il racconto scorre veloce con punte di sottile ironia che si mescolano ad uno stile serio effettivamente tipico degli autori britannici. Le trovate semi grottesche del ministro e dei suoi familiari evidentemente caricaturali, a stigmatizzare la loro americana origine sono spassosissime: "Mio caro signore devo insistere perchè voi oliate le vostre catene" disse il signor Otis o ancora "Mi dispisace ma non state affatto bene" disse la signora Otis "vi ho portato una bottiglia della tintura del dottor Dobell: se si tratta di indigestione vi trocerete il più eccellente rimedio".
Mi stupisco ogni volta che torno a leggere i classici di come si riesca a creare questo canale di comunicazione immediato nonostante sia passato oltre un secolo di distanza da quando l'opera è stata scritta...magari succedesse lo stesso con tanti contemporanei. Ma questa è un'altra storia...
- Claudio Monteverde | Jan 5, 2008
@Thot: la versione che ho io, quella degli Oscar Classici Mondadori, nella "parte" italiana riporta una nota a piè di pagina per evidenziare la particolarità della versione originale!!
- GiacomONE | Jan 5, 2008
@brunilda
sì, sì, è proprio quello@GiacomooONE
nella mia versione purtroppo non se fa cenno- Thot | Jan 5, 2008
L'ironia pungente e brillante di Wilde la si può trovare nelle righe di questo racconto.
Devo dire che il povero fantasma, con l'arrivo della famiglia americana, ha tutto il mio sostegno.
Concordo con voi sul confronto tra il vecchio e il nuovo.
Personalmente il trattamento che subisce il nostro amato fantasma mi mette nostalgia, malinconia verso tradizioni che si vogliono accantonare a favore del progresso.
@BlueAngel: sono contenta che ti piaccia questo racconto.^_^- Ladymalferret♡ | Jan 5, 2008
Concordo con voi sullo spassoso contrappunto fra il gretto materialismo della famiglia Otis e il senso del dovere e dell'onore del fantasma, e quello che simboleggiano, ma povero Lord Simon ha tutta a mia simpatia; le sue interpretazioni avrebbero quanto meno richiesto un applauso :) !!!
Qualche parola su Virginia: l'unica persona discreta della famiglia, anche se messa meno in evidenza degli altri è il solo personaggio autentico e non caricato, io l'ho trovata una figura deliziosa, del resto ha intenerito anche il fantasma, insomma un bell'elemento che riesce a smorzare i toni farseschi del racconto armonizzandolo, beh Wilde ha un suo tocco di classe che non smentisce mai .- Zelda | Jan 5, 2008
L'avevo letto molti anni fa nell'estate tra la quarta e la quinta elementare, come compito delle vacanze in un'edizione per bambini con disegni. L'ho riletto anni fa in lingua originale e in questi giorni lo sto rileggendo con molto piacere.
Come avete detto tutti fin dall'inizio si nota la differenza tra gli americani molto materialisti, e gli inglesi. Povero lord Simon, anch'io sarei stata esasperata dal comportamento degli Otis. Il povero vecchio fantasma mi fa un po' pena perchè non riesce a spaventare nessuno se non la piccola Virginia. I due gemelli sono veramente tremendi soprattutto con lo scherzo del finto fantasma. Se dovessi scegliere un aggettivo per definire questo racconto direi che è malinconico, nella sua comicità mette tristezza verere il fantasma lottare contro gli Otis.
Di Wilde mi piace molto il suo modo di scrivere, oltre al fantasma belli anche i racconti "il delitto di lord arthur seville" e "il principe felice".- chia-snoopy78 | Jan 5, 2008
Premetto che questo è il mio primo gruppo di lettura a cui partecipo, ed è anche la prima volta in assoluto che leggo questo racconto, pur avendone già sentito parlare più volte.
Spero quindi di non fare una figuraccia.
Sono alle prime armi in questo genere di cose.
Siate buoni con me! ^^;Che dire, quindi?
Non so davvero che si possa aggiungere di altro che non sia già stato amabilmente spiegato in precedenza.Posso solo sottolineare ancora una volta la grande ammirazione che ho nei confronti di Oscar Wilde. E' un genio, secondo me. Un autentico genio! Inutile negarlo.
Adoro il suo stile, quelle sue sottili ironie contro l'Inghilterra, il modo in cui sa coglierti all'interno del racconto, così scorrevole, accattivante, ben descritto. Fin TROPPO descritto, a volte.E' l'unico difetto che ho trovato in lui. A volte si perde in descrizioni prolisse che sarebbero, a mio parere, anche evitabili. Come ad esempio in questo caso, quando il fantasma racconta tutti i suoi misfatti compiuti nei tempi d'oro". Sono interessanti, divertenti, servono senza dubbio a caratterizzare ulteriormente il fantasma, ma a me personalmente, con tutti quei nomi, parenti di parenti, mi hanno confuso solo le idee.
- Esthar | Jan 5, 2008
Avete scritto dei commenti così belli ed azzeccati che sinceramente non saprei cosa potrei aggiungere!
L'ironia di Wilde è una delle caratteristiche che più amo in lui, come anche quel velo di 'superficiale beffa universale' che mi sembra non abbandoni mai la sua scrittura. E in questo racconto tutto questo è veramente tangibile più che mai.
Avanzo riga per riga ed è come se, dietro ogni frase, potessi chiaramente vedere il "frivolo" Oscar che ridacchia alle spalle dei protagonisti...
Personalmente, apprezzo molto le divagazioni descrittive di Wilde: sono qualcosa che lo contraddistingue, come anche quelle massime di vita buttate lì tra una riga e l'altra. Wilde è questo: aforisma e puntiglio, esteta e "sputa-sentenze".Insomma: un racconto di piacevolissima lettura, semplice eppure nuovo, ironico, divertente e pregnante.
- Blaze396 | Jan 6, 2008
Faccio parte dei pochissimi che non avevano mai letto questo racconto e me ne ritengo fortunatissima: è un vero piacere leggere e rileggere queste pagine, ad ogni riga scopro qualcosa di esilarante, ma anche qualcosa di estremamente attuale. "Io provengo da una nazione moderna dove col denaro si può ottenere tutto [...]" potrebbe benissimo essere stata scritta... domani, mentre "Che orrore, [...]. Non mi piacciono le macchie di sangue in salotto, bisogna farlo sparire al più presto." potrebbe benissimo essere lo spunto per un ennesimo spot per il super-sgrasso-lucido-faccio-tutto-i
n-un-attimo della solita multinazionale che "spaccia" detersivi illusoriamente miracolosi. Un pò di amarezza si prova allo stesso modo che è impossibile non sorridere e sentirsi dalla parte del povero fantasma, con un pizzico di simpatia per Virginia. Qualche dispetto da fare ai gemelli sarebbe venuto in mente anche a me, mentre per Oscar Wilde... peccato il secolo abbondante che ce ne separa, pensate come sarebbe poterlo invitare a qualche "Incontro con l'autore": secondo me accetterebbe, e secondo voi? Ora mi immergo negli ultimi capitoli, ho già fatto troppa fatica a non leggerlo tutto di un fiato! - 1949paperina | Jan 7, 2008
@BlueAngel: anche io è la prima volta che leggo questo racconto e devo dire che mi ha lasciato piacevolmente stupita...l'ironia di Wilde mi ha lasciato sorpresa(anche se non so dire bene come mai)
Il fatto che il fantasma dopo più di 3 secoli di onorata carriera si è ritrovato ad essere ridicolizzato da una famiglia di americani arricchiti...che lo trattano a volte come se non esistesse altre volte come un malato che ha problemi con le catene, tanto da dargli delll'olio per lubrificare le catene....ammetto che qui ho riso tanto... ma la cosa in se mi ha lasciato anche un pò di amarezza....avete lascaito dei commenti davvero molto belli vorrei riuscire anche io ad esprimere quello che i racconti mi lasciano
- gabry_enzo | Jan 7, 2008
Pungente ed esilarante, un vero gioiellino.
Purtroppo non sono riuscita a trovare una versione in italiano e, vista la mia scarsa padronanza dell'inglese, non ne ho potuto apprezzare la leggerezza.
Sono curiosa di sapere come finisce questa parodia e chi la spunterà tra i due popoli che "ormai hanno veramente tutto in comune eccetto, ovviamente, la lingua" :)- Crisss | Jan 7, 2008
Ciao a tutti! Il mio primo esperimento con un gruppo di lettura è andato bene per il libro, male per il ritmo: non avevo segnato dove fermarmi e ho finito il racconto la notte stessa in cui l'ho cominciato... Cmq non l'avevo mai letto, mi è piaciuto molto, soprattutto ho trovato tragicamente comici i dubbi di ruolo e di caratterizzazione del fantasma, indeciso su quale versione di se stesso interpretare e su cosa mettersi per impressionare... ma allora anni ed anni di esperienza non insegnano nulla? non si smette proprio mai di avere le crisi esistenziali? acc... :)
Poi tutto il resto l'avete detto!
ciao, v.- k626 | Jan 8, 2008
- Crisss | Jan 8, 2008
Gli ultimi quattro capitoletti hanno smorzato abbastanza la carica ironica dei primi tre che, badate bene, non è scomparsa, ma ha lasciato il posto ad una sensazione di malinconia e tenerezza dovuta in principal modo al pentimento di sir Simon per le sue passate azioni e alla compassione suscitata da quest'ultimo a Virginia, vera chiave di volta dell'intero racconto. E' solo grazie a lei e al suo intervento che il Fantasma può trovare la pace che gli è sempre mancata e il ravvedimento definitivo. Virginia è davvero una "brava ragazza", è amata da tutta la famiglia (anche dai pestiferi gemelli) e la sua scomparsa agita l'animo di ognuno. Il mistero resta solo sul "cosa è successo nella stanza in cui trovano il cadavere di sir Simon", segreto che resterà tale sino alla fine e che Wilde non rivela ai suoi lettori, forse perché è giusto così.
Ho davvero notato un cambiamento di tono degli ultimi tre capitoletti rispetto ai primi tre; il quarto è stato una sorta di passaggio, dove l'ironia dei dispetti che gli americani fanno al Fantasma inizia a stemperarsi, mentre lui pensa a quale rappresentazione potrebbe spaventare ognuno di loro, alla fine rinuncia per timore dei gemelli.
In fondo probabilmente il povero sir Simon voleva solo ricevere perdono e pace e il modo per donargliela è stato trovarne il corpo e dargli degna sepoltura e venire ricordato da qualcuno che davvero ha avuto a cuore il suo destino.
In definitiva si tratta davvero di un ottimo racconto, con un bel significato di fondo. Direi che come primo esperimento di gruppo di lettura, per me, è stato più che positivo.- Nimue80 | Jan 9, 2008
concordo appieno con Nimue80. cambia molto il tono dell'ultima parte, ma forse è giusto così.... nella prima parte ci siamo divertiti a leggere i buffi racconti dei travestimenti e delle comparsate del fantasma, il tutto mescolato ad una sottile tristezza lasciata dagli scherzi e le prese in gir0 che gli Otis si divertono a propinare al fantasma.
nella seconda parte invece la tristezza aumenta vedendo questo povero fantasma maltrattato, stanco e quasi demotivato, finchè Virginia non lo aiuta.
forse, come accennava Nimue80, Sir Simon aveva bisogno di perdono e pace, resigli da Virginia, che è forse l'unica, in tutti i secoli da fantasma, che gli ha dato un pò di credito.
Wilde non delude mai!! ho letto anche gli altri racconti acclusi al libro e devo dire che sono tutti molto belli.
grazie a tutti del gruppo per la condivisione di questa esperienza!- BlueAngel | Jan 9, 2008
concordo anche io con nimue80...la chiave di tutto il racconto secondo me è proprio la piccola Virginia che riesce a perdonare in un certo senso il fantasma e a restituirgli la pace che cercava...credo che sia l'unica che gli abbia dato un pò di credito e che abbia cercato di capire chi era realmente Sir Simmon.....
Davvero molto bello il racconto... si passa dai toni ironici dei primi capitoli alla malinconia degli ultimi....- gabry_enzo | Jan 9, 2008
@Nimue80
Nel racconto si dice che il fantasma è stato fatto morire d'inedia dai parenti dopo aver ucciso la moglie. Quindi, probabilmente, nella stanza in cui hanno trovato il cadavere, Sir Simon fu incatenato perché non potesse raggiungere il cibo e l'acqua che, infatti, erano stati lasciati poco lontano.Nel III capitolo il fantasma, pur non volendo rinuciare a quel che egli definisce il proprio "dovere", si arrende al volere degli Otis, quasi temesse di dar loro fastidio: si aggira tra i corridoi indossando le pantofole, lubrifica le catene con il Rising Sun (arrivando persino a riconoscere che si tratta di un ottimo prodotto).
In tutto ciò ho letto, ancora una volta, il contrasto tra mondo nuovo e vecchio, ma qui soprattutto il cedere il passo (da parte del vecchio) al mondo nuovo, alla modernità; quasi un arrendersi ed infine un autoconvincersi e rassicurasi che il conformarsi alle regole e agli agi che questa modernità reca con sè è in fondo più comodo, più utile, la cosa migliore.
Il vecchio mondo viene in tal modo ridotto a pura e semplice tradizione, ad un formale rispetto di leggi riferentisi ad una realtà che di fatto non esiste, non è più utile (vedi il fantasma che imperterrito continua a passeggiare di notte per i corridoi, ma indossando pantofole e riducendo al silenzio le catene, illudendosi nonostante ciò di star compiendo il proprio dovere nei confronti della tradizione e mettendo in scena nient'altro che una farsa per sé solo).
Il solo pensiero dei "trucchi" della modernità finisce per inibire qualunque azione reale del fantasma, che infine in effetti rinuncia a qualunque comportamento vada al di là della suddetta messinscena.
Certo, questo mette tristezza,e in un certo senso si è portati a prendersela con quelli che vengono a sconvolgere la tradizione
(gli Otis), ma una cosa mi ha fatto riflettere: quando Lord Canterville apprende dal signor Otis della scomparsa del fantasma, sembra essere contento. Non saprei come interpretarlo, a questo punto.
Vorrei poi soffermarmi su un'immagine molto bella: pentendosi dei propri crimini il fantasma trova riposo, gli è finalmente concessa la morte, e il mandorlo in giardino si veste di fiori al chiaro di luna. Ho notato una cosa, potrebbe trattarsi di una coincidenza: anche ne "Il gigante egoista" è riposto nella purezza dei bambini il potere di far germogliare alberi secchi dopo un lungo inverno di solitudine. Mi sembra molto interessante questa associazione tra alberi e uomini (e, più in generale, lo sguardo che Wilde riserva ai paesaggi), come se tutta la natura potesse gioire e farsi partecipe della felicità e della pace anche di un solo individuo o, viceversa, appassire per le sue tristezze. Ovviamente, la realtà è ben altro, ma le favole non mirano a riprodurre il reale stato delle cose, bensì a dipingere situazioni immaginarie capaci di risvegliare sensazioni reali. Wilde è estremamente bravo in questo, ecco perchè le sue favole sono così belle. La felicità e il dolore diventano universali, un sentimento comune; non sono più la sofferenza o la pace, ad esempio, del fantasma, ma la sofferenza o la pace in quanto stati di un animo che pervade il paesaggio tutto intorno: un pacato tramonto o un chiaro di luna, inquietanti sotterranei, stanze buie e deserte, giardini soffocati dalla neve o sgargianti di fiori. Le emozioni si concretizzano nei colori e nelle atmosfere, così le parole acquistano il potere di trasmettere queste sensazioni, questi "stati". E' come riportare sulla carta ciò che succede più o meno ogni giorno, più o meno a tutti: quando ci sentiamo tristi, fuori dalla finestra il cielo è un po' più grigio, la città un po' più cupa, la notte più difficile da affrontare; viceversa, quando siamo felici siamo capaci di notare anche i particolari in apparenza più insignificanti (una nuvola che cammina veloce, il vento che scuote le fronde degli alberi, un piccolo insetto tra l'erba) per trasformarli in cose meravigliose. Non perchè la realtà intorno partecipi davvero del nostro dolore o della nostra gioia, ma perchè i nostri stati d'animo possono modificare (e spesso - quasi sempre lo fanno) il mondo che ci circonda, rendendocelo un po' più brutto o un po' più bello, evendenziadone gli aspetti negativi o quelli positivi. Sono queste le "sensazioni reali" che emergono dalle favole di Wilde (almeno da quelle che io conosco): la capacità di un uomo, bambino o fantasma che sia, di sentirsi felice e, solo per questo, notare la bellezza di un albero in fiore.Grazie per aver patecipato e per aver proposto questo racconto, che dimostra come anche da poche pagine possano nascere riflessioni interessanti. A presto!
- Thot | Jan 9, 2008
Davvero notevole differenza tra i primi e gli ultimi capitoli, da un'ironia frizzante a una tiepida malinconia: il fantasma che usa il lubrificante per le catene, cammina in punta di piedi e rinuncia pian piano al suo "dovere" di terrorizzare, fa stringere il cuore. Nel lieto fine sento comunque amarezza, l'adattarsi alla modernità comoda o alla volontà della maggioranza (qui la famiglia Otis) ha il sapore, estremamente attuale, della resa, della rinuncia alla propria identità.
Il rifiorire del ramo di mandorlo e il rossore di Virginia stemperano un poco questa "resa", in un racconto che mi è comunque piaciuto moltissimo.
Un grazie e un arrivederci in altri GDL, nadya- 1949paperina | Jan 9, 2008
Sì, hai ragione, c'è la descrizione della scena della morte di sir Simon, però quello che Virginia non rivela neanche al marito alla fine del racconto è cosa sia successo in questa stanza segreta a lei, cosa abbia fatto in concreto (a parte piangere per il Fantasma).
A proposito invece di parallelismi tra questa e altre vicende ectoplasmiche televisive, a me ha ricordato un po' il recente telefilm Ghost Whisperer, in cui la protagonista aiuta le anime prigioniere di rimpianti e preoccupazioni terrene (come sir Simon) a risolverle e a raggiungere la luce, l'aldilà. So che è piuttosto azzardato, ma non è stato un po' questo il ruolo sostenuto da Virginia?
Detto ciò auguro buona serata a tutti! Ci si riscrive in qualche altro gruppo.
- Nimue80 | Jan 9, 2008
- Thot | Jan 9, 2008
@Nimue8o credo che l'"andare verso la luce" del telefilm sia meno spirituale del "passare oltre" di sir Simon - il primo mira alla risoluzione di qualcosa di "terrestre" per andare in "un posto migliore", Wilde invece crede in qualcosa di superiore (se non sbaglio, il fantasma chiede a Virginia di pregare e di piangere per la sua salvezza).
Il telefilm "immagina" solamente un posto migliore, senza nominare mai un Creatore, invece, Wilde credo lo presupponga.
Comunque la funzione della protagonista del telefilm può essere simile a qualla di Virginia, non vi avevo pensato!!! :DApprofitto dell'intervento per chiedere una cosa: ma solo a me hanno fatto molto pensare le ultime parole del racconto: "Virginia arrossì"?!
- GiacomONE | Jan 10, 2008
è vero mi ci hai fatto ripensare GiacomooONE.... anche io appena finito di leggere mi sono trovata a pensare su quelle parole!!!solo che non mi sono riuscita a dare una spiegazione
- gabry_enzo | Jan 10, 2008
E' sempre rimasto un dubbio, tante ipotesi mi sono venute in mente, molte delle quali più o meno maliziose.
Forse il fascino del racconto è proprio in questo ultimo mistero. Insomma, la famiglia Otis ha reso umana e razionale la presenza del fantasma, almeno alla fine qualcosa di "inspiegabile" è rimasto!- Ladymalferret♡ | Jan 10, 2008
- gabry_enzo | Jan 10, 2008
@brunilda sicuramente è uno stratagemma scelto per renderlo più misterioso!;D
La domanda è: il rossore è dovuto a quello che è accaduto nella "stanza nascosta" o per l'idea di avere dei figli con il fidanzato?!
:D- GiacomONE | Jan 10, 2008
io la tua seconda ipotesi non l'avevo proprio pensata sinceramente...
- gabry_enzo | Jan 10, 2008
Beh, pensando al periodo in cui è ambientato o comunque nel periodo in cui lo ha scritto Wilde è una cosa possibile! ^^
- GiacomONE | Jan 10, 2008
- GiacomONE | Jan 10, 2008
Secondo me i figli che il fidanzato di Virginia pensa saranno suoi, sono in realtà del fantasma... ho esagerato?
- Thot | Jan 10, 2008
- Thot | Jan 10, 2008
- Thot | Jan 10, 2008
@thot: anche io avevo pensato una cosa del genere ma come bacca bacco non ho avuto la cosa di dirlo pensando che fosse un pò folle =)
- gabry_enzo | Jan 10, 2008
@Thot: i fatti si sono svolti alla fine delle vacanze estive (fine settembre-ottobre) mentre il matrimonio viene celebrato in primavera.
Però non so qual è il periodo di gestazione di un semi-fantasma :-P- Crisss | Jan 12, 2008
